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8KHA

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Lati Positivi

  • La piattaforma DDR per Athlon fornisce un certo boost prestazionale
  • 8KA7+: controller RAID, prestazioni
  • 8KHA: molte opzioni nel BIOS, supporto per 6 porte USB

Lati Negativi

  • 8KA7+: non jumperless
  • 8KHA: non sempre all'altezza in 3DMark

Hardware

Tutte le tre schede del confronto, Epox 8KHA e 8K7A+ e Trinity KT, sono state provate con un Duron 900, una Radeon da 64 MB di memoria DDR, un Hard Disk IBM DPTA da 20 GB (Ultra DMA 66). La memoria usata è sempre stata in quantità di 128 MB, rispettivamente con un modulo di PC133 Cas Latency 2 di Corsair per la Trinity KT, un modulo PC1600 di Crucial con Cas Latency 2 e uno PC2100 con Cas Latency 2,5 sempre di Corsair per le due schede con supporto per memoria DDR (a seconda delle frequenze di bus utilizzate). Il sistema operativo adottato per le prove è stato Windows Millennium Edition, i driver del Radeon utilizzati l'ultima versione disponibile.
Recensione

Schede madri DDR by EPOX: 8K7A+ vs 8KHA

Le schede madri per Athlon con supporto per memoria DDR sono ormai una solida realtà. Due sono i chipset che permettono di utilizzare il processore AMD con la nuova memoria: il VIA KT266 e l'AMD 760. Epox decide di adottare entrambi e presenta due soluzioni in grado di adattarsi a differenti esigenze. Analizziamo le differenze tra i due prodotti.

di Antonino Tumeo, pubblicato il

EPOX 8KHA

La 8KHA sfrutta invece un chipset completamente realizzato da VIA, l'ormai famoso KT266. Il northbridge è siglato VT8366, il southbridge è in questo caso il VT8233, evoluzione del 686B di VIA. Con questa configurazione i due componenti possono sfruttare il bus di collegamento ad alta velocità V-Link, che offre una banda doppia (266 MB/s) rispetto al vecchio collegamento realizzato tramite bus PCI, di certo utile quando si cominciano a sfruttare pienamente tutte le funzioni messe a disposizione dal southbridge (audio, controller Ultra DMA 100, porte USB...) e la banda comincia a scarseggiare.
Questa scheda madre offre tre slot DIMM da 184 pin per memoria DDR, ciascuno in grado di ospitare moduli da 64 a 512 MB per un totale di 1,5 GB di memoria al massimo. Sono presenti 6 slot PCI e lo slot AGP 4x sempre con il meccanismo di bloccaggio per la scheda video, e anche in questo caso non ci sono slot ISA. Il southbridge mette a disposizione, oltre ai due canali IDE, alle classiche 2 porte seriali, alla porta parallela e al controller per il floppy (gestiti dal chip winbond 83697HF) e alle porte PS2 per mouse e tastiera, anche sei porte USB (due nella classica disposizione ATX, due implementabili tramite la placchetta fornita a corredo, e altre due utilizzabili con un'ulteriore placchetta aggiuntiva da acquistare a parte) e le uscite per l'audio AC97 (entrata ed uscita di linea, entrata per il microfono e porta joystick).
Anche la 8KHA presenta il led numerico che riporta i codici di POST (elencati nell'apposita sezione del manuale) per identificare rapidamente eventuali problemi, ma non offre, a differenza della soluzione basata su AMD760, le funzioni vocali POSTMAN.
Il layout della scheda è parecchio differente rispetto a quello della 8K7A+. I regolatori di tensione, trifase ma senza dissipatori, e i condensatori sono posti sopra al socket, che a sua volta risulta ruotato di 90° a destra rispetto a quello dell'altra scheda madre. Lo spazio che rimane intorno al socket è comunque ampio. Il connettore per l'alimentazione della scheda madre è però in posizione leggermente più scomoda: è affiancato alla batteria di condensatori e regolatori. Tuttavia è apprezzabile il fatto che anche in questo caso la civetteria non va comunque ad interferire con dissipatore e ventola della CPU. Sulla faccia inferiore della motherboard sono posti altri tre regolatori di tensione, che tuttavia non interferiscono con il montaggio in un case ATX standard. Anche su questa scheda il nortbridge è dotato di dissipatore e ventola realizzati da AAVID.
La 8KHA è quasi completamente jumperless: ci sono solo due jumper, uno per la selezione del clock di base del Front Side Bus (100 o 133 MHz, per il corretto avviamento della CPU installata) e uno per il reset dei dati della CMOS.
Il BIOS, invece, è ricchissimo di funzioni. C'è tutto quello che si può desiderare per ottimizzare al meglio le prestazioni del sistema. Particolarmente dotata è la sezione dedicata alle impostazioni della CPU: frequenze del Front Side Bus che vanno da 100 a 200 MHz (impostazione a 100 MHz) o da 133 a 200 MHz (impostazione di base a 133 MHz) selezionabili MHz per MHz, voltaggi del core da 1,65 a 1,85 V, moltiplicatori da 6x a 15x, voltaggi della RAM da 2,5 a 3,2 V. Moltissime sono anche le funzioni fornite anche nella sezione Advanced Chipset Features, per la quale è apprezzato l'ordinamento delle varie voci in tre sottomenu (DRAM Clock/Drive Control, AGP & P2P Bridge Control, CPU & PCI Bus Control), con un particolare riguardo il gruppo con i parametri per i timings della RAM, tra i più completi attualmente. Da sottolineare, infine, come sia possibile con il chipset KT266 avvalersi di bus di sistema e di memoria asincroni (ad esempio utilizzando memorie PC1600 a 100 MHz e CPU con FSB a 133 MHz, o viceversa, con memorie PC2100 e CPU con FSB a 100 MHz).

I TEST

Il benchmark che certamente risulta più indicativo dei vantaggi apportati dall'utilizzo della DDR RAM è quello sulla banda di memoria. I primi test condotti sul chipset KT266, tuttavia, portavano a delle prestazioni sì superiori rispetto al vecchio KT133, ma deludenti se paragonate a quelle dell'AMD760. Adesso sembra che con gli stepping successivi del chipset la situazione sia piuttosto migliorata. Con il nostro Duron 900, utilizzando un bus sincrono (100 MHz sia per il BUS di sistema sia per quello della memoria, utilizzando dei moduli Crucial PC1600 con Cas Latency a 2 cicli di clock), la 8KA7+ con il suo northbridge AMD761 (che può solo funzionare in questa modalità) rimane in testa, seppur di poco, nei test sulla memoria di Sandra 2001 SE nel trasferimento sugli interi, mentre rimane dietro nel trasferimento di numeri in virgola mobile. Impostando però per la 8KHA con il KT266 i bus in maniera asincrona (100 MHz per il bus di sistema, e 133 MHz per la memoria, utilizzando moduli Corsari PC2100 con CAS Latency a 2,5 cicli di clock), la scheda VIA riesce a prendere la leadership anche nel trasferimento di numeri floating point. Bisogna anche sottolineare che i risultati di entrambi i chipset sono significativamente superiori a quelli del KT133 (abbiamo usato come scheda di riferimento la ottima Tyan Trinity KT, con moduli di memoria PC133 CAS Latency 2 di Corsair).
Per quanto riguarda i test sulla CPU, invece, pare proprio che la Trinity riesca a spuntare qualche punto in più di entrambi i concorrenti, sia nel benchmark del calcolo sugli interi sia nei calcoli in virgola mobile, con rispettivamente la 8KHA e la 8K7A+ in seconda e terza posizione. Curioso il fatto che con il bus di memoria a 100 MHz la 8KHA risulti leggermente più veloce di quando si utilizza il bus a 133 MHz: intervengono senza dubbio delle latenze sulla CPU imposte dalla configurazione asincrona, che si possono chiaramente notare con questa tipologia di benchmarck.
Particolarmente interessanti i test con Quake 3 (versione 1.11 retail), che sembrano sostanzialmente confermare la classifica stilata con i test sulla memoria di Sandra. In prima posizione c'è la 8KHA con bus di memoria a 133 MHz e bus del processore a 100, segue subito dopo la 8KA7+ con i bus sincroni a 100 MHz che supera all'incirca con lo stesso distacco sempre la 8KHA ma con i bus sincroni. Ultima, come ci si poteva aspettare, ma con onore, la Trinity KT. Dunque, un vantaggio prestazionale che tutto sommato rimane per l'AMD761 (ricordiamo ancora le diverse frequenze di bus... se avessimo utilizzato il chipset AMD a 133 MHz sia per bus di sistema che per la memoria, sarebbe risultato certamente superiore, seppure non in maniera "netta", al KT266 nella stessa configurazione, come lo è con i bus sincroni a 100 MHz).
Discorso un po' più intricato per Serious Sam invece. A 16 bit è netta la supremazia della 8KHA con i bus asincroni, seguita sempre dalla 8K7A+, mentre la terza posizione rimane in bilico tra la Trinity KT e la 8KHA con i bus sincroni: il prodotto basato su KT133 spesso e volentieri si avvicina e supera di qualche decimo quello basato sul chipset più nuovo. A 32 bit c'è un ulteriore ribaltamento, e la 8K7A+ prende il sopravvento, seguita da 8KHA con bus asincroni, bus sincroni e KT133 che si scambiano più volte le posizioni alle varie risoluzioni.
Nei test con 3DMark, infine, sia con la versione 2000 che la versione 2001, invece, abbiamo una leadership netta ed incontrastata per la 8K7A+, con distacchi anche piuttosto pesanti rispetto ad una 8KHA. Se con il 2000 la 8KHA fornisce all'incirca gli stessi numeri della Trinity KT133 con SDRAM, con il 2001 i risultati sono piuttosto deludenti e non riusciamo a capire perché risultino così bassi a 800x600. Quantomeno strani, quindi, questi risultati per la scheda madre con chipset KT266, che ci premureremo di verificare: ipotizziamo una incompatibilità di qualche genere con il BIOS utilizzato.

CONCLUDENDO

Due schede con pubblici diversi, la 8KHA e la 8K7A+. La prima eccelle soprattutto nelle opzioni per chi desidera spingere al massimo i sottosistemi di memoria e di processore, la seconda invece fornisce il supporto all'utile RAID, stabilità e buone prestazioni generali. Dal punto di vista prettamente prestazionale, a parità di front side bus, grazie al northbridge del chipset AMD760 riesce a rimanere davanti. La 8KHA può però in qualche caso avvantaggiarsi dei suoi bus asincroni per far vedere qualcosa di buono. Pregio principale di questa scheda sono invece le innumerevoli opzioni offerte dal BIOS, che consentono di impostare il più piccolo parametro e tirare fuori dal sistema il massimo. Da notare poi anche l'ottima stabilità, anche in condizioni di overclock, che implica uno stress maggiore per ogni componente. Del resto, la predestinazione per il "power user" è chiaramente indicata dalla layout e dalla presenza della ventola con generoso dissipatore sul northbridge.
Tutto sommato, quindi, possiamo dire che in definitiva la memoria DDR SDRAM costituisce un discreto boost prestazionale per la piattaforma Athlon tout court, e con la corsa verso il pareggio dei prezzi tra la nuova e la vecchia tipologia di RAM (SDRAM) la scelta di una scheda madre che non supporti il vecchio standard diventa sempre più ingiustificata. In questa situazione, EPOX propone due ottime soluzioni, destinate ad utenze con esigenze leggermente diverse.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Epox ha certamente fatto un buon lavoro. La 8K7A+ rappresenta una piattaforma solida ed efficiente, che pur non offrendo grandissime possibilità di "personalizzazione" tramite bios (visto che molti parametri devono essere impostati via jumper e non sono così flessibili), fornisce un ottimo controller RAID integrato per situazioni d'uso abbastanza evolute e prestazioni molto buone. La 8KHA è un po' meno sofisticata dal punto di vista delle possibilità di espansione offerte, ma ha uno slot DIMM per un modulo di RAM in più, e offre un bios praticamente "perfetto" per chi vuole spremere fino all'ultimo MHz dal suo sistema. Il KT266 risulta ancora un po' inferiore rispetto all'AMD760 in certe applicazioni, mentre in certe altre riesce a superarlo. Tutto sommato si può comunque dire che i tempi sono quasi completamente maturi per il passaggio dalla SDRAM alla DDR RAM: se ancora sono leciti dubbi nel caso si possieda un sistema già basato su Socket A, se si è ancora agganciati al vecchio SlotA o comunque a sistemi non proprio nuovissimi, la scelta più ovvia è quella di abbracciare il nuovo standard.