Genere
Avventura
Lingua
Completamente in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
29/7/2000

A Sangue Freddo

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Datasheet

Sviluppatore
Revolution Software
Genere
Avventura
Data di uscita
29/7/2000
Lingua
Completamente in Italiano
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Ambientazioni riuscite
  • Regia di discreta fattura

Lati Negativi

  • Controlli scomodi
  • Enigmi privi di logica
  • Animazioni legnose

Link

Recensione

A Sangue Freddo

Dopo Solid Snake e il suo emulo Gabriel Logan, c'è ancora spazio per un altro eroe dalla mascella squadrata? La Sony Computer Entertainment spera di sì...

di Alessandro Martini, pubblicato il

Era da diverso tempo che non sentivamo parlare della Revolution Software, etichetta nata e cresciuta con l'ormai defunto Amiga 500 e giunta alle luci della ribalta grazie a titoli di indubbio valore come Beneath a Steel Sky. Il motivo di questo silenzio apparente è presto detto: il team di sviluppo facente capo a Charles Cecil si è messo d'impegno per abbandonare il settore delle avventure grafiche (in cui la Revolution ha sempre basato le sue uscite) e sconfinare in quello, ultimamente più remunerativo, degli action game. Il frutto dell'impegno costante di un gruppo di oltre venti persone tra sviluppatori, grafici, sceneggiatori e progettisti è ora sotto i nostri (miei) occhi, nella forma dei due CD che compongono la struttura digitale di A Sangue Freddo.

IL MIO NOME E' JOHN CORD

La prima cosa che salta all'occhio dopo aver dato in pasto il gioco alla veneranda PlayStation, è l'espediente utilizzato per presentarlo agli utenti: niente logo-introduzione-schermo dei titoli, come siamo ormai abituati da tempo immemore, ma un unico filmato che gira in looping continuo intervallato dalle parole che compongono un'enorme scritta A Sangue Freddo. L'intento "cinematografico" è quindi chiarissimo sin dai primi minuti di utilizzo, in cui ci viene data la possibilità di apprendere, tramite un comodo tutorial, i principali comandi di gioco o districarci con i soliti settaggi per la centratura dello schermo e il sonoro. Iniziata finalmente l'avventura, verremo catapultati nei panni ridottissimi (canottiera e pantaloni) di tale John Cord, appena finito nelle mani del nemico e in avanzata fase di interrogatorio "cum" tortura annessa. Attraverso il volto martoriato (o è martoriato, o è brutto di suo) del caro John, avremo un primo sentore che le cose non stiano andando come dovrebbero, sentore confermato dal flashback che partirà negli attimi successivi.
Con un ingegnoso espediente del mondo del cinema, mutuato pari pari da 'I Soliti Sospettì (a cui Charles Cecil si è ispirato), la Revolution Software ci mette nei panni dello sfortunato agente del MI6 britannico alle prese con la ricerca & recupero di un commilitone di nazionalità americana, disperso nello stato sovietico fittizio del Volgia. Il flashback citato poco sopra sarà l'avventura vera e propria che vivremo nei panni dell'eroe di turno, fino a giungere al momento stesso dell'interrogatorio e dipanare così la nebbia che circonda i primi avvenimenti narrati nel titolo Sony. Da bravo agente segreto, John Cord non disdegna l'aiuto della tecnologia, rappresentato in questo caso da uno strano gingillo chiamato Remora che ha la doppia funzione di computer palmare e trasmittente per i messaggi del nostro.
Il Remora può essere "interfacciato" con altre apparecchiature quali computer o macchinari elettronici, dando a John, e quindi al giocatore, la possibilità di interagire con esse sfogliando, ad esempio, il database di un mainframe altrimenti chiuso all'accesso da parte di esterni. La dotazione di base del protagonista è completata dalla classica pistola d'ordinanza, in questo caso una comune 9mm, e da una tenuta casual che fa tanto Starsky & Hutch, basata su un simpatico giubbottino in pelle e un paio di pantaloni "a zampa di elefante" abbastanza insoliti per un eroe dei videogiochi.

SALVATE IL MONDO DAI GIOCHI D'AZIONE

L'impostazione di gioco di A Sangue Freddo è, sulla carta, piuttosto originale: un mix tra avventura grafica (in cui la Revolution ha un'esperienza invidiabile) e sneak'em up, condito da qualche dozzina di rompicapo inserita per variegare il gameplay. In realtà, l'azione di gioco appare sin dalle prime battute come estremamente lineare e piuttosto scontata: si parte da un cortile, si superano, sgattaiolando, le guardie all'entrata di un complesso, si raccoglie equipaggiamento... vi ricorda qualcosa? Lasciando da parte paragoni deleteri per il titolo Sony, possiamo dire senza timore di smentita che il principale aspetto mancante in A Sangue Freddo è la "sostanza" intesa come contenuti e qualità delle sue parti. Sul fronte realizzativo, la software house di Broken Sword ha avuto la malaugurata idea di affidarsi a una impostazione a schermate fisse renderizzate, limitando la parte in vero 3D ai soli modelli dei personaggi, peraltro mediocri.
Questa scelta sarebbe risultata ottima su qualsiasi altra piattaforma: la PlayStation, Resident Evil a parte, ha sempre dimostrato di "soffrire" tantissimo la grafica bidimensionale. Il titolo Sony non fa eccezione e in tutte le situazioni di gioco presenta i classici difetti creati dalla continua presenza di caricamenti e da animazioni povere di frame: i personaggi appaiono rigidi e male amalgamati con gli sfondi, e le pause sono una costante in tutta l'avventura: a partire dalle transizioni tra una schermata e l'altra fino ad arrivare ai caricamenti dei dialoghi.
Il gioco presenta, inoltre, difetti strutturali di una certa entità, sia nella progettazione degli enigmi (per sfondare un vetro devo usare un acceleratore di particelle?) che nei controlli, resi ostici dalla pesante mancanza di un supporto analogico degno di questo nome. Chiudendo un occhio sulla realizzazione tecnica, sicuramente al di sotto degli standard odierni, è possibile individuare alcuni pregi nella produzione del team inglese, soprattutto per quanto riguarda l'atmosfera ricreata dalle ambientazioni, dettagliate e di buona varietà. Il problema di fondo torna comunque a proporsi: avrete la voglia, e soprattutto la pazienza, di passare sopra a tutti i difetti?

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Guardando all'ultima produzione della Revolution Software, viene da pensare che dal secondo Broken Sword in poi la software house di Charles Cecil abbia iniziato una caduta di stile che è ancora lungi dall'arrestarsi. E sparita la genialità nei dialoghi (la prima conversazione si apre con un rutto!), è sparita la componente ironica dei titoli precedenti e infine è sparita anche l'originalità che suggellava creazioni come il mai troppo citato Beneath a Steel Sky. Quello che resta è un ibrido di avventura/azione/sneak'em up che stenta a decollare anche dopo diverse ore di gioco, a causa di una realizzazione tecnica limitata e di un gameplay effimero. A fianco di alcune buone idee nel concept (il computer portatile e la possibilità di perquisire i nemici abbattuti) fanno la loro triste comparsa difetti tutto sommato evitabili, come le animazioni pessime di tutti i personaggi, la definizione grafica bassina e i caricamenti dall'invadenza quantomai costante. Un'uscita sicuramente al di sotto delle aspettative per questo team di sviluppo che, speriamo, abbia tutta l'intenzione di rifarsi in un immediato futuro. Agli appassionati di avventura e azione, non resta che dirigersi verso i "soliti" Metal Gear Solid e Syphon Filter 1/2, esempi migliori di quello che il genere ha da offrire.