Ultima OnLine The Second Age

I giocatori casual si evolvono molto più in fretta di quanto si possa pensare
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Commenti

  1. efus

     
    #1
    bellissimo articolo e devo dire che mi trovo in accordo su tante cose, anche se non ho una visione così buonista nei confronti dei free to play alla farm ville... però è probabile che sia lui ad avere ragione.
  2. giopep

     
    #2
    Beh, sarà il tempo a dirci se ha ragione. :)
  3. falinovix

     
    #3
    Garriott, EA, Epic... tutta gente che vede lontano e che, in questi anni, ha saputo sempre anticipare o assecondare i trend di mercato. Tutti e tre questi attori puntano sul social gaming: hanno capito che con i giochi "gratis" possono raggiungere un bacino potenzialmente smisurato di utenti. Utenti che, trascinati dentro i meccanismi del gioco, possono poi arrivare a spendere anche cifre importanti, ben oltre il costo del singolo titolo pacchettizzato. Gli sforzi vanno tutti in questa direzione (più economica a livello di costi di sviluppo, più impegnativa come marketing, ma molto più remunerativa quando funziona). Mi dà tanto l'idea di profezia che si autoavvera. Mi spiace non aver seguito anche questa conferenza...
  4. Bruce Campbell87

     
    #4
    eh sì, perchè gli mmo sono roba da hardcore, maddai su......... :D l'unico mmo con le palle è Eve. Garriott venduto!Venduto!Venduto! :D
  5. ilgrantrebeobia

     
    #5
    Hardcore non significa necessariamente "frustrante o noioso per il 99% dei giocatori" :P
  6. |Sole|

     
    #6
    ilgrantrebeobiaHardcore non significa necessariamente "frustrante o noioso per il 99% dei giocatori" :P

    Fatality! :D
  7. efus

     
    #7
    Io sono convinto come Garriott che il free to play avrà una diffusione enorme, ma non sono convinto, come lui dice, che la qualità si alzerà tantissimo. Ora chiariamo un secondo questo punto, non significa che i giochi faranno schifo, significa che non raggiungeranno le vette dei giochi di questa generazione da un punto di vista immersivo, stesso lui nel resoconto dell'intervista fa un osservazione interessante (e anche abbastanza ovvia se si confronta che so, icewind dale e dragon age): "Secondo Garriott, l'industria tende a focalizzarsi troppo sull'elemento tecnologico, che è volatile e dispersivo. Anche se quest'anno superi tutti sul fronte della potenza visiva, l'anno prossimo ti supererà qualcun altro. Il focus deve invece essere puntato sulla proprietà intellettuale, su contenuti forti capaci di reggere al passare del tempo e funzionare negli anni. E si deve trattare di contenuti dalla rilevanza sociale, in grado di comunicare qualcosa a chi vi accede."

    Per me con la diffusione del free to play aumenterà ulteriormente questo imbastardimento delle trame e della maturità dei contenuti, insomma, meno cinema d'autore, più cinepanettoni.
  8. giopep

     
    #8
    Efus, ovviamente è tutta da vedere e giustamente hai le tue opinioni, però alla fine il punto sono le teste coinvolte e le idee. Per dire, uno come Keita Takahashi, che i videogiochi li aveva mollati, s'è fatto coinvolgere in un progetto free2play.
  9. efus

     
    #9
    Guarda giopep, io spero sinceramente di essere smentito dai fatti. Sono un giocatore di gdr vecchio stampo, sono di quelli che hanno fortuitamente goduto quei capolavori imbattuti degli anni 90 ed inizio 00. In questo decennio 00\10 sono usciti dei gran bei giochi, nati generi nuovi e tornati in auge vecchi, ma, sarà perchè tendiamo a considerare i momenti belli del passato sempre migliori, non c'è stata una vera innovazione nei settori storici. In dragon age o titoli simili non si fa niente di più che in icewind dale, certo la grafica è più fica ecc. ma come storia e interattività è cambiato molto poco. L'innovazione di fallout 2 da un punto di vista di credibilità del mondo per me resta imbattuta ad oggi, potevi fare più cose nel 2 che nel 3! Io penso che questo non sia dovuto ad una mancanza di teste coinvolte nelle idee, le teste ci sono e come! il problema vero risiede nella pecunia, ho fatto l'esempio dei film perchè è calzante, oggi nel 99% dei casi non si fanno film con l'idea di fare arte ma di fare soldi, sporchi, maledetti e subito (sarebbe: pochi, maledetti e subito, ma loro ne vogliono tanti). Oggi difficilmente vedremo film del calibro di "la caduta degli dei" non perchè non ci siano le menti, ma perchè gli investitori puntano esclusivamenteal ritorno economico. Per questo motivo temo un appiattimento sempre maggiore almeno fino al prossimo cambio di ciclo, esattamente come dopo la crisi del 1983 che spazzo via l'intero settore.
  10. giopep

     
    #10
    No, ma intendiamoci, se circoscrivi il discorso ai GdR, fatico a essere più ottimista di te, e l'esempio di Fallout è di una chiarezza lancinante. Io ne facevo un discorso più generale, e secondo me lo spazio per cose interessanti può esserci. Comunque è tutto da vedere... :)
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