Notizia

Assegnati i Golden Globe 2002

Moulin Rouge e A Beautiful Mind sugli allori.

di Simone Soletta, pubblicato il

La manifestazione organizzata dalla Hollywood Foreign Press Association viene da molti accolta come "l'antipasto degli Oscar": spesso, infatti, le pellicole premiate in questa manifestazione bissano il successo alla più celebre notte organizzata dall'Academy.

Anche quest'anno abbiamo un paio di pellicole traino: la prima, con nostra somma gioia, è Moulin Rouge, il musical pensato e realizzato da Baz Luhrmann che ha letteralmente stupito una moltitudine di spettatori. Moulin Rouge ha vinto il premio per il miglior film nella categoria "Musical or Comedy", il meritatissimo premio per la miglior colonna sonora originale e, soprattutto, il tributo alla performance di Nicole Kidman, che nella categoria miglior attrice "Musical or Comedy" ha sbaragliato le rivali. Non le è andata così bene nella categoria miglior attrice drammatica, nella quale partecipava per il bellissimo The Others. Il premio è invece andato a Sissy Spacek per In the Bedroom.

L'altro film "forte" della manifestazione di quest'anno è A beautiful mind, diretto da Ron Howard e interpretato dall'ex gladiatore Russel Crowe. Nel carniere della coppia finiscono il premio per il Miglior film drammatico, il premio per il miglior attore protagonista (Crowe mette in fila una lista di nominati "eccellenti" come Will Smith, Billy Bob Thornton, Kevin Spacey e Denzel Washington), il premio per la migliore attrice non protagonista (Jennifer Connelly) e quello per la migliore sceneggiatura. Decisamente un ottimo risultato!

Il premio per il miglior regista è andato a Robert Altman, per Gosford Park, mentre Sting ha ritirato il riconoscimento per la migliore canzone, Until, tratta da Kate & Leopold.

Tra gli altri premi va sicuramente citato il Cecile B. DeMille Award, conferito a Harrison Ford.

Completamente all'asciutto il colosso di Peter Jackson Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello, pur presente in molte categorie: probabilmente le dichiarazioni del visionario regista neozelandese sull'artificialità e la supponenza di Hollywood non sono state molto gradite dalla commissione giudicante.