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Lati Positivi

  • Piacerà forse agli amanti di Tom Clancy
  • Tracce audio di buon livello

Lati Negativi

  • Video granuloso e troppo compresso
  • Traccia in DTS sotto tono
  • Extra ridotti al minimo indispensabile
  • Riedizione inutile
  • Il film lascia il tempo che trova
Recensione

Sotto il segno del pericolo

Jack Ryan non sarà un mostro di simpatia, ma rimane l'ultimo grande eroe tutto patria e famiglia che Hollywood ci ha regalato. Questa volta deve sventare il traffico di droga colombiano, salvare dei soldati americani dispersi nella giungla equatoriale e regolare i conti niente di meno che con il Presidente degli Stati Uniti in persona. Se non è una vita interessante questa...

di Francesco Destri, pubblicato il

Squadra che vince non si cambia. E' quello che deve aver pensato il produttore Mace Neufeld dopo che Giochi di potere aveva incassato quasi 300 milioni di dollari in tutto il mondo e Paramount pensava già a un terzo episodio di questa saga "clancyana" inaugurata nel '90 con Caccia a Ottobre Rosso.
Per chiudere al meglio la trilogia viene scelto uno dei romanzi forse più impegnativi e articolati della prima produzione di Clancy, capace però di mischiare brillantemente politica, spionaggio, azione e avventura con un respiro se vogliamo più epico e cosmopolita dopo le prove geograficamente accentrate dei due precedenti film (addirittura Caccia a Ottobre Rosso era ambientato interamente in un sottomarino).
Reclutato un cast di sceneggiatori più che nobile come quello formato da John Milius (Apocalypse Now), Steve Zaillian (Schindler's List) e Donald Stewart (Missing) e richiamato in servizio Harrison Ford, poco espressivo come Alec Baldwin ma sicuramente più credibile nei panni di Jack Ryan (uno degli eroi più incorruttibili mai apparsi nel recente cinema hollywoodiano), Sotto il segno del pericolo viene girato ancora una volta da Philip Noyce in quattro mesi con un budget di 80 milioni di dollari ed è evidente come il regista australiano non abbia fatto nulla per allontanarsi dalla formula vincente (almeno ai botteghini) di Giochi di potere, ricorrendo al tipico corredo di patriottismo, bandiere americane, bravi soldati da salvare e ambiguità varie di un'amministrazione politica (il Presidente di turno è un chiaro riferimento a Ronald Reagan) che sembra nuotare esclusivamente nella menzogna e nel ricatto.
Naturalmente i tempi dilatati e poco concilianti del romanzo hanno dovuto subire un taglio non indifferente per essere riportati su grande schermo, ma più che per diversità in termini di tempo (il film dura infatti quasi due ore e mezza), Sotto il segno del pericolo soffre di un evidente scollamento contenutistico rispetto al romanzo di Clancy. Là dove infatti l'autore americano costruisce un perfetto gioco ad incastro ricco di riferimenti alla situazione politica di quegli anni, cedendo spesso a tentazioni da reportage-documentario, Noyce si limita a costruire un ibrido tra il cinema "politico" settantiano di Sidney Pollack, i "rescue-movies" (Fratelli nella notte, Rambo 2) e una spruzzatina di 007 ricorrendo all'arma dell'ironia che una decina di anni fa sembrava davvero essere il leit-motiv del cinema di azione hollywoodiano (come non ricordare True Lies e Die Hard 3, usciti proprio nello stesso anno?).
Naturalmente l'ironia di Noyce non è così evidente come nei due film appena citati, ma il personaggio di Escobedo (il nome sembra preso in prestito da un episodio mai realizzato de Una pallottola spuntata), la macchietta del Presidente degli USA (talmente ottuso e fuori dal mondo da sembrare una caricatura) e la trasformazione di Ryan in novello James Bond (tutta l'ultima parte è pura "fantascienza" alla Ian Fleming) non possono non inquadrare Sotto il segno del pericolo in un genere che trae sì la maggior ispirazione dal modello spionistico dei romanzi di Clancy, ma che inevitabilmente finisce incastrato negli ingranaggi logori e ormai poco attraenti di un eroe senza macchia (e senza carisma) con cui il pubblico di oggi avrebbe più voglia di identificarsi. Ed è un vero peccato accontentarsi di un film così poco riuscito quando le scene ben fatte non mancherebbero (l'agguato alla delegazione americana per le vie di Bogotà è una delizia scenografica non da poco) e quando le emozioni (il "combattimento" informatico tra Ryan e Ritter) fanno ancora capolino in mezzo a una patina di deja-vu e a un patriottismo da cartolina a tratti insopportabile. Clancy ha sempre sostenuto di amare tutti i film tratti dai suoi romanzi, ma siamo sicuri che in questo caso abbia dovuto dirlo incrociando le dita con una mano dietro la schiena; ormai i veri giuramenti sono merce davvero rara.

IL DVD

Tra i tre episodi di questa Clancy Collection, Sotto il segno del pericolo è quello che ha avuto meno bisogno di un restyling audiovisivo, un po' perchè si tratta del capitolo più recente della trilogia, un po' perchè già la precedente edizione non era poi così malaccio se escludiamo una sezione video leggermente sotto tono che speravamo venisse migliorata in maniera sostanziale per questo nuovo appuntamento.
Quello che abbiamo di fronte invece è un quadro appena sufficiente che se qualche anno fa poteva ancora risultare accettabile, ora non lo è più. Paramount ha infatti utilizzato lo stesso master usato in precedenza, ma la compressione, che prima poteva contare su un bit-rate medio di 7,5 mb/s è ora molto più visibile accentuata a causa dell'inclusione della traccia in DTS e degli extra, che hanno tolto spazio prezioso in fase di encoding.
Le prime sequenze sono infatti drammatiche per spessore della grana e vistosità del rumore video, due difetti che non vorremmo mai vedere in maniera così evidente soprattutto per un film di soli nove anni fa e in una riedizione come questa. Per fortuna dopo circa venti minuti la situazione migliora leggermente, ma gli sfondi, di qualsiasi colore siano, appaiono poco definiti e molto disturbati e anche il croma fa fatica a rispettare le numerose sfumature volute dal direttore della fotografia in sede di produzione, che ha cercato di caratterizzare ogni location (Washington, Bogotà, la giungla colombiana) secondo una cromia ben precisa e caratteristica.
La definizione comunque non scende mai sotto i livelli di guardia e qualche istantanea è dotata di un'ottima profondità tridimensionale (l'attacco missilistico alla villa dei trafficanti), ma è indubbio che da un'Edizione Speciale come questa era lecito attendersi qualcosa di più di una semplice "fotocopia" del precedente DVD, che anche sul versante audio non presenta grandi innovazioni rispetto alla scorsa edizione.
L'unica aggiunta di un certo peso si limita infatti alla traccia italiana in DTS 5.1 a data rate-dimezzato, che in quanto a dettaglio, potenza e risalto timbrico segna pochissime differenze rispetto alle due versioni in Dolby Digital.
Alcune sequenze come l'attacco per le vie di Bogotà, i numerosi passaggi degli elicotteri e le scene di guerriglia nella giungla sono in grado di sfruttare alla perfezione la codifica multicanale, che in questo caso trova soprattutto nel sub e nei due posteriori un appoggio non indifferente (numerosi gli effetti di panning), ma anche in questi frangenti la maggior qualità (tutta teorica) del DTS non va oltre un leggerissimo risalto di frequenze medio-alte, che se da un lato donano ai dialoghi un tratto timbrico più gradevole, dall'altro tolgono impatto nei frangenti più spettacolari e coinvolgenti. A questo punto, se già avevate la precedente edizione, evitate pure di passare a questa visto che anche gli extra sono tutt'altro che esaltanti.

CONTENUTI SPECIALI

A parte il trailer cinematografico in anamorfico, già presente nel precedente DVD, dobbiamo accontentarci di una featurette (26') con scene riprese dal set (poche purtroppo) e con numerose interviste realizzate lo scorso anno al cast tecnico-artistico. Purtroppo le dichiarazioni degli attori si esauriscono in una banalità dietro l'altra e solo Noyce e il produttore Mace Neufeld se ne escono con qualche frase intelligente che non sia la solita attestazione di stima verso i colleghi. Davvero un contributo deludente, soprattutto se pensiamo alla possibilità (non realizzatasi) di includere qualche scena tagliata o il commento audio del regista; il minimo insomma che ci aspetteremmo da una Special Edition come questa.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Paramount delude tutti coloro che si aspettavano una vera Edizione Speciale dopo il discreto DVD pubblicato tre anni fa. La nuova edizione infatti registra una sezione video appena sufficiente e un pacchetto audio che vede l'aggiunta della sola traccia italiana in DTS, tutt'altro che esaltante se la paragoniamo alle due in Dolby Digital. Non va meglio con gli extra, che rispetto a prima hanno visto solo l'inclusione di una classica featurette celebrativa dove i luoghi comuni si sprecano. Se a ciò aggiungiamo la pochezza del film (sicuramente il meno riuscito tra quelli tratti dai romanzi di Clancy), c'è davvero poco da stare allegri e c'è da immaginare che Paramount se ne salterà fuori tra qualche anno con una "Definitive Edition" a due dischi finalmente ricca di extra e con un video quanto meno buono. Non rimane altro che aspettare e sperare.