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Lati Positivi

  • Thriller godibile e ben girato
  • Tracce audio spettacolari e coinvolgenti

Lati Negativi

  • Pochi extra
  • Video appena sufficiente
  • Harrison Ford
Recensione

Giochi di potere

Compiere un atto eroico salvando un importante uomo politico riempirebbe di orgoglio chiunque, ma quando ci sono di mezzo terroristi pronti a tutto per vendicarsi le cose assumono un aspetto decisamente diverso. Con questo spunto tipicamente "clancyano" Philip Noyce dirige un thriller ben congegnato, ottimamente scritto, ricco di tensione e forte di un cast di lusso. Da vedere.

di Francesco Destri, pubblicato il

Il successo mondiale di Caccia a Ottobre Rosso aveva dimostrato come un solido background narrativo come quello fornito da Tom Clancy e un regista perfettamente a suo agio con atmosfere claustrofobiche ma non per questo prive di tensione come John McTiernan (Inferno di cristallo, Predator) potevano aprire nuove strade verso quello che sarà poi chiamato strategic-thriller, ovvero un mix con tutti i crismi spettacolari del caso (sofisticate tecnologie militari, giochi politici, corruzione nelle alte sfere governative) in cui forti dosi di azione e un canovaccio tanto risaputo (l'eroe americano contro l'aggressore straniero) quanto avvincente contribuivano a costruire un genere abbastanza innovativo per l'epoca. I quasi trecento milioni di dollari incassati dal film di McTiernan non potevano non concretizzarsi in un altro capitolo (il secondo) della saga letteraria di Jack Ryan e infatti due anni dopo è la volta di Giochi di potere, che per l'occasione vede un completo ricambio del cast tecnico-artistico rispetto a Caccia a Ottobre Rosso.
McTiernan lascia intrighi e giochi militari per girare lo scialbo Predator 2 e al suo posto viene chiamato Philip Noyce, regista australiano con un gusto particolare per atmosfere morbose e cariche di tensione (l'interessante Ore 10: Calma piatta) alle prese con il suo primo film ad alto budget (50 milioni di dollari) e con un cast internazionale capace di raccogliere star ormai affermate come Harrison Ford e Patrick Bergin (ora finito malamente a girare produzioni televisive di quart'ordine) e giovani promesse che spiccheranno il volo solo molti anni dopo (Thora Birch con American Beauty e Sean Bean con Il Signore degli Anelli).
Il risultato non delude le aspettative, complici una regia sicura e brillante (a volte Noyce gioca a fare De Palma, altre volte sembra una versione più compassata di Tony Scott), un plot ben congegnato anche se non sempre verosimile (l'immancabile sfida finale tra un analista della C.I.A. e un terrorista super addestrato ha quasi il sapore biblico di Davide e Golia) e un montaggio che scandisce alla perfezione action, thriller, suspense hitchcockiana (tutti i falliti attentati a Ryan e alla sua famiglia) e tanto sano intrattenimento tradizionalmente hollywoodiano.
Alla sua uscita nelle sale il film incassa abbastanza bene ma non tanto quanto il suo predecessore e nemmeno la critica sembra convinta del cambio di direzione rispetto a Caccia a Ottobre Rosso, accusando Philip Noyce di mancanza di stile (Joseph McBride di Variety lo definì "ridicolo") e di una posizione politica nei confronti dell'I.R.A. fin troppo ambigua. Rivisto a dieci anni di distanza, Giochi di potere si riconferma comunque un buon strategic-thriller e tali accuse sembrano francamente fuori luogo, anche se la prova di Harrison Ford, attore più a suo agio in parti brillanti che non in ruoli da salvatore della patria, risulta ancora poco digeribile. Strano che allora gli stessi critici che demolirono Noyce non abbiano fatto lo stesso con l'ex Indiana Jones.

IL DVD

Pubblicato ormai tre anni fa da Paramount in un'edizione appena sufficiente, Giochi di potere torna rafforzato sia per quel che riguarda la sezione audio (finalmente anche la traccia italiana può godere della codifica multicanale) e gli extra, ma purtroppo poco è cambiato sul versante video, dove l'utilizzo dello stesso master usato in precedenza non depone certo a favore della casa americana, che per l'occasione (ricordiamo che stiamo parlando di una Special Edition) poteva sicuramente fare uno sforzo maggiore.
Il vero problema delle immagini, oltre a una grana pesante e fastidiosa che va ad intaccare per lo più gli sfondi chiari e uniformi, rimane ancora una volta il basso livello di definizione, che se tre anni fa poteva ancora risultare accettabile, oggi non lo è più, anche perchè stiamo parlando di un film non particolarmente vecchio e girato allora con tutti gli accorgimenti del caso.
Il quadro, colpito anche da una compressione a tratti molto invasiva (il rumore video è una costante per tutte le scene in interni), appare così sotto tono, non brillando né in quanto a solidità e vivacità del croma (la bassa luminosità tende poi a soffocare i contrasti), né in quanto a pulizia, come dimostrano le numerose spuntinature che ci accompagnano per tutto il film.
Gli unici elementi positivi si limitano a qualche ottima istantanea in corrispondenza delle scene girate in esterni (tutta la parte ambientata nel deserto gode di una buona luminosità e di contrasti abbastanza solidi) e all'assenza di gravi flessioni, ma (torniamo a ripeterlo) non riusciamo davvero a capire perché Paramount si sia limitata a riproporre la medesima qualità visiva della precedente edizione senza apportare alcun cambiamento significativo, rendendo di fatto inutile per chi già possiede il DVD di tre anni fa ed era rimasto insoddisfatto dalla qualità delle immagini aggiornarsi a questa nuova uscita.
Dove questa riedizione mostra indubbi miglioramenti è invece sul versante audio, dove la precedente traccia italiana in Dolby Surround lascia spazio ora a due tracce multicanale di cui una in DTS a data-rate dimezzato, quanto meno necessario per poter apprezzare completamente i numerosi spunti sonori che il film è in grado di offrire.
Bisogna premettere da subito che le differenze tra le due tracce italiane non sono affatto decisive e che il DTS, come da tradizione, si distingue per una resa timbrica più brillante ma più povera d'impatto e per un'attenzione al microdettaglio che manca, almeno a un certo livello, nella versione in Dolby Digital. Diventa così difficile stabilire quale sia la versione migliore (c'è chi potrebbe preferire la maggior raffinatezza del DTS e chi la compattezza del Dolby Digital), ma il risultato finale convince in entrambi i casi e il nuovo remixing apportato all'originale traccia in Dolby Surround mostra tutta la sua validità soprattutto nei frangenti di azione (l'attentato a Londra, l'incidente sull'autostrada, l'inseguimento finale in motoscafo), dove l'unione di due fronti estremamente aperti e dettagliati (i posteriori non intervengono molto spesso, ma quando lo fanno il risultato è decisamente buono) e di un sub particolarmente frizzante rende l'ascolto piacevole, coinvolgente e a tratti davvero spettacolare.
Anche i dialoghi godono di una spiccata naturalezza e di una buona incisività, tanto che per una volta non dobbiamo invidiare la traccia originale per gli effetti della presa diretta. Da sottolineare infine la discreta realizzazione dei menu animati, eleganti e mai troppo invasivi, e l'impossibilità di cambiare al volo le tracce audio, difetto che fino ad ora non era mai stato presente in alcuna edizione targata Paramount.

CONTENUTI SPECIALI

Un'altra grande delusione arriva dagli extra, che rispetto alla precedente edizione, che comprendeva solo un trailer cinematografico in anamorfico, possono contare solo un dietro le quinte di venticinque minuti che francamente, data la sua origine promozionale, lascia il tempo che trova. Le interviste ai protagonisti del film non sono molto interessanti e avremmo preferito sicuramente un numero maggiore di scene riprese dal set o di interventi meno diplomatici da parte del cast. L'assenza di un commento audio, di scene tagliate e di una galleria fotografica non fa altro che aumentare la delusione per tutti gli appassionati di Tom Clancy e dei film tratti dai suoi romanzi.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Ancora una volta Paramount non brilla particolarmente nelle riedizioni di titoli con ormai qualche anno sulle spalle e Giochi di potere, così come Sotto il segno del pericolo, non fa eccezione, presentando una sezione video uguale a quella della precedente edizione (e questo non è certo un fatto positivo) ed extra ridotti al minimo indispensabile non certo degni di apparire in una Special Edition come questa. I progressi più evidenti sono stati fatti sul versante audio con l'inclusione di due tracce italiane multicanale, ma questo non basta a rendere il DVD in questione un acquisto consigliato a chi già possiede l'edizione del 2000 e anche i "novizi" si troveranno di fronte un prodotto riuscito solo a metà. Se solo Paramount avesse usato anche per questa trilogia le stesse attenzioni riservate alla serie di Star Trek (quelle sì che sono riedizioni!), il risultato finale avrebbe potuto essere decisamente migliore.