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Lati Positivi

  • Qualità video ottima
  • Colonna sonora affascinante
  • Commento audio molto interessante

Lati Negativi

  • E' il film meno riuscito di Soderbergh
  • Ritmo pachidermico
  • Traccia italiana sotto tono
  • Extra non molto numerosi
Recensione

Solaris

Dopo aver fatto gridare al miracolo con trafficanti di droga e donne combattive, Steven Soderbergh affronta con Solaris la prova più difficile e rischiosa della carriera, buttandosi per la prima volta sul genere fantastico e facendo i conti con l'originale capolavoro fanta-metafisico di Tarkovskij. Il risultato finale però, tra un Clooney spaesato e un ritmo da Valium, è...

di Francesco Destri, pubblicato il

Una carriera dalle sorti alterne come quella di Steven Soderbergh è davvero rara e se non altro dimostra come un regista di sicuro talento possa anche rifarsi una seconda "vita" artistica anche dopo che lo star system gli ha voltato più volte le spalle. Nel caso di Soderbergh, enfant-prodige del cinema americano che esordì nel '89 a soli ventisei anni con il fulminante Sesso, bugie e videotape, si può parlare addirittura di una terza carriera che si dipana dal citato esordio fino ai trionfi di Traffic ed Erin Brockovich passando per il periodo buio di inizi anni '90 quando il nostro sembrò a un passo dalla fine dopo gli insuccessi clamorosi di Delitti e segreti e di Torbidi ossessioni. In seguito sono arrivati l'Oscar per Traffic (il suo film più bello e coraggioso) e l'amicizia, nonché l'appoggio, delle più grandi star hollywoodiane (Brad Pitt, Julia Roberts, George Clooney), convinte di avere a che fare con un regista capace di incarnare gli stilemi del grande spettacolo hollywoodiano con quelli ben più sotto tono e sperimentali del cinema indipendente.
Eppure sono bastati tre film scialbi e di scarso successo (Ocean's Eleven, Full Frontal e Solaris) per far emergere più di un dubbio sull'effettivo valore di questo cineasta tanto atipico quanto sopravvalutato dallo star-system hollywoodiano. Solaris è di sicuro la sua prova meno riuscita e sconclusionata, frutto di una collaborazione potenzialmente notevole con James Cameron (scelto in un primo tempo come regista) e George Clooney (ormai i due sembrano inseparabili) che però non ha portato gli effetti desiderati.
Da un lato si sapeva che Soderbergh non era certo il regista più adatto per cimentarsi con un remake così scomodo e impegnativo (il Solaris di Tarkovskij è ad oggi uno degli affreschi fanta-filosofici più affascinanti nella storia del cinema), ma dall'altro si sperava che la scarsa adattabilità al genere fantastico potesse essere rimpiazzata dal suo buon talento visivo e narrativo che soprattutto in Traffic aveva trovato la sua massima esposizione.
Qualcosa invece non è andata per il verso giusto. Se da un lato infatti Soderbergh dimostra di essere un valido direttore della fotografia (filtri e ritocchi in post-produzione si sprecano), dall'altro si impantana in un film dalla lentezza estenuante, privo del substrato letterario e visionario della versione di Tarkovskij e recitato nella più assoluta banalità da un Clooney evidentemente a disagio nel farsi carico per novanta minuti di un ruolo così impegnativo e "difficile" come quello di Chris Kelvin.
Inoltre, anche se si allontana lo spettro del capolavoro di trent'anni prima, impossibile da ripetere soprattutto in ambito hollywoodiano, quello che rimane è un film sì carico di suggestioni visive, ma estremamente vuoto, stancante e più simile a un continuo sbracciare nel nulla che a quell'incubo metafisico di cui era pervaso l'omonimo romanzo di Stanislaw Lem.
Con Cameron dietro la macchina da presa avremmo avuto sicuramente un film diverso, magari più sulla falsa riga di The Abyss che non di 2001 – Odissea nello spazio (e i plagi di Soderbergh a Kubrick nelle istantanee spaziali dove li mettiamo?), ma così com'è Solaris non sembra andare da nessuna parte e i quindici milioni di dollari raccolti in patria di fronte a un budget tre volte superiore sarebbero un buon campanello d'allarme per qualsiasi produttore intelligente. Che per Soderbergh si avvicini il traguardo di una quarta carriera? A vedere il suo ultimo progetto in compagnia di Michelangelo Antonioni sembrerebbe proprio di sì.

IL DVD

Da un film recentissimo e ottimamente fotografato come Solaris ci si aspetterebbe un DVD tecnicamente eccelso e infatti Fox ha confezionato un'edizione visivamente notevole ma non altrettanto convincente sul versante sonoro, dove la codifica multicanale comune a tutte e tre le tracce ha dato vita a un coinvolgimento e a un senso dello spettacolo appena discreti.
Certo, la "colpa" di ciò è anche del limitato carisma sonoro del film, che pur essendo ambientato nello spazio non possiede certo la carica sonora esplosiva dei più celebrati blockbuster fantascientifici, ma ci saremmo aspettati un mixing più attento a certe componenti ambientali e ai numerosi effetti sonori (alcuni davvero strabilianti) sui quali si basa gran parte del fascino del film.
Per la traccia italiana dobbiamo così accontentarci di un messaggio sonoro estremamente pulito, ben bilanciato timbricamente ma concentrato quasi esclusivamente sul blocco frontale a discapito dei due posteriori (quasi sempre lontani e segnati da un livello di registrazione decisamente basso) e del sub, che se escludiamo le sequenze iniziali dell'arrivo sulla stazione spaziale, non fornisce quasi mai il necessario supporto di basse frequenze, che se non altro avrebbero contribuito a creare maggior tensione e impatto durante il film.
Di tutt'altra consistenza la qualità video. Una pellicola immacolata e un master particolarmente definito hanno permesso la perfetta riuscita del quadro a livello di definizione e nitidezza, ma anche le numerose sfumature fotografiche (si passa dai grigio-azzurri della stazione spaziale ai colori seppia-rossastri dei flashback) hanno mantenuto inalterate tutte le loro caratteristiche. Ad aggiungere un senso di stabilità e compattezza contribuisce anche la perfetta tenuta dei neri (si veda l'arrivo di Chris a Solaris), capace anche di dare vita a contrasti dalla forte impronta tridimensionale.
Peccato solo per l'insorgere di una leggera grana nelle sequenze più scure e per una resa degli incarnati non sempre ottimale, ma si tratta di difetti non particolarmente gravi e che comunque non fanno abbassare di molto una valutazione decisamente alta.

CONTENUTI SPECIALI

Visto lo scarso successo del film ai botteghini di mezzo mondo, non speravamo di trovarci di fronte a una sezione extra di riferimento e infatti Fox si è limitata ad includere contenuti standard (tutti sottotitolati) ma non privi di interesse, pur mancando all'appello qualsiasi scena tagliata. L'extra di maggior interesse è sicuramente il commento audio al film di Soderbergh e di James Cameron (qui nelle vesti di produttore), un vero e proprio dialogo ricco di informazioni e notizie che se non altro ci permette di risentire all'opera Cameron dopo circa sei anni di "silenzio" artistico; inoltre i pochi fan del film potranno scoprire le numerose differenze di approccio tra i due registi, elemento da non sottovalutare per comprendere appieno il significato del film. Si prosegue con il classico filmato promozionale della HBO (13') in cui si passa in rassegna ai personaggi e alla storia di Solaris e con una featurette di diciotto minuti sigli effetti speciali del film. E' presente infine la sceneggiatura originale di Soderbergh, presentata purtroppo solo in inglese.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Dopo Traffic, Steven Soderbergh non è più riuscito a girare un film all'altezza della fama e dell'incondizionato rispetto che mezza Hollywood ha dimostrato di nutrire nei suoi confronti. E neanche Solaris, film elegante ma anche confuso, prolisso e che poco ha da spartire con il capolavoro di Tarkovskij, sembra in grado di invertire una scalata all'insuccesso (gli incassi sono stati imbarazzanti) davvero preoccupante. Per fortuna il DVD si pone su livelli decisamente più alti del film, offrendo una qualità audiovisiva di ottima fattura e una sezione extra non certo da Special Edition ma non priva comunque di contenuti interessanti, tra cui ricordiamo l'ottimo commento audio di Soderbergh e di James Cameron. In definitiva una buona edizione che paga solo lo scarso valore artistico del film, uno tra i più deludenti della scorsa stagione cinematografica.