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Lati Positivi

  • Film spettacolare e coinvolgente
  • Creature digitali splendidamente realizzate
  • Video di riferimento
  • Quasi due ore di extra

Lati Negativi

  • La traccia italiana soffre di alcuni difetti
  • Assenti commenti audio e scene tagliate
  • Tra pochi mesi uscirà l'Extended Edition a quattro dischi
Recensione

Il Signore degli Anelli - Le Due Torri

Peter Jackson torna con un seguito ancor più spettacolare, fortemente dark nelle venature fotografiche e privo del benché minimo segno di cedimento narrativo che per alcuni rappresentava l'unico grande punto debole del precedente episodio. Battaglie colossali, grande senso dello spettacolo e un'immaginazione "digitale" che ormai non conosce più confini. Tolkien è più vivo che mai!

di Francesco Destri, pubblicato il

Peter Jackson l'aveva promesso. Passata la sbornia di miliardi e statuette dorate piovute addosso a La Compagnia dell'Anello, il simpatico regista neozelandese aveva assicurato che il seguito del primo capitolo tolkeniano sarebbe stato ancor più grandioso, avventuroso e ricco di sorprese. Chi, come molti, era rimasto impressionato da quel mix incantevole di fantasy, avventura e dramma non poteva credere che Jackson avrebbe avuto in serbo una dose altrettanto letale (se non di più) di spettacolo e prodigi tecnologici.
Le Due Torri in fondo è tutto questo e molto altro. Basterebbe dare un'occhiata alle cifre che hanno accompagnato la lavorazione del film per farsi un'idea dell'impegno profuso da New Line Cinema (dai 94 milioni di dollari di budget se ne sono aggiunti altri dieci in fase di post-produzione) e da Jackson stesso, che insieme alla fidata compagna Philippa Boyens ha avuto l'ingrato compito di condensare in sole tre ore di film la seconda parte della Trilogia dell'Anello, rischiando allo stesso momento di deludere i tolkeniani più accaniti, che già non gli avevano perdonato certe licenze nel precedente episodio, e il pubblico occasionale, spaventato da un minutaggio così impegnativo.
Nulla di tutto ciò però si è avverato. E' vero che l'integrità del testo originale non è stata rispettata nella sua interezza ed è altrettanto vero che gli analisti di Variety hanno osservato come il pubblico più giovane (dai sei ai dieci anni) abbia preferito le avventure più rinfrancanti e adolescenziali di Harry Potter, ma non si può non restare stupiti sia di fronte allo spettacolo senza precedenti messo in piedi da Jackson in collaborazione con Sony Imageworks e gli immensi laboratori della Weta Digital, sia agli incassi ai botteghini, che si sono avvicinati “pericolosamente” ai 900 milioni di dollari in tutto il mondo. Cifre da capogiro che sembrerebbero testimoniare un'accondiscendenza di Jackson ai gusti più facili e immediati del grande pubblico, ma la verità non potrebbe essere più lontana.
Le Due Torri infatti abbandona il tono conciliante e facilmente avventuroso del suo predecessore per abbracciare atmosfere cupe e dark, location non più bucoliche ma mortifere e desolate, personaggi asserviti al male, il tutto in una discesa simbolica verso gli inferi che di "commerciale", se escludiamo alcuni siparietti dei nostri eroi in piena battaglia, non ha proprio nulla. Jackson insomma ha capito alla perfezione lo spirito estremo dello scritto di Tolkien, riproponendone non solo la grandiosità della messa in scena, ma anche l'attento studio dei personaggi e l'eterno gioco manicheista tra un bene luminoso e valoroso e un male nero e subdolo che vive splendidamente nelle "pagine" del Gollum digitale (un vero prodigio di tecnologia e inventiva) e in quelle molto più shakespeariane di Vermilinguo. Il resto è pura esaltazione sonora e visiva, uno spettacolo che non vorremmo non finisse mai diretto da uno dei pochi registi che è riuscito a realizzare il suo sogno come meglio non avrebbe potuto fare. Il cinema a volte, oltre a creare i sogni, è anche in grado di ispirarli e realizzarli.

IL DVD

Anche se tutte le aspettative di tolkeniani e non sono riposte nella Extended Edition a quattro dischi in uscita a novembre, questa Edizione Speciale è sicuramente l'appuntamento più importante dell'estate e segna in qualche modo la rinascita del mercato home-video dopo i pochi brillanti mesi di luglio e agosto. E' vero che si tratta di un'edizione in parte "mutilata", nonostante la presenza di un ottimo pacchetto extra e di due tracce audio con codifica estesa, ma salvo cambiamenti dell'ultimo minuto almeno il video non dovrebbe presentare alcuna differenza qualitativa rispetto a quello della futura Extended Edition. In ogni caso siamo di fronte a uno dei DVD che probabilmente segnerà un nuovo record in fatto di vendite (lo ha già fatto nel lancio pubblicitario, costato a Medusa qualche milione di euro) e che si aggiudicherà, così come successo per l'edizione de La Compagnia dell'Anello, tutti i più importanti riconoscimenti della critica internazionale.
Non appena messo il primo disco nel lettore, veniamo accolti da menù animati di eccellente fattura, che hanno forse l'unico difetto di essere molto simili a quelli de La Compagnia dell'Anello, e dall'assenza purtroppo di commenti audio, che saranno comunque presenti in massa nella Extended Edition di novembre. Già a un primo sguardo non esageriamo dicendo che le immagini sono destinate a diventare un nuovo termine di paragone per molto tempo a venire. Riportato nel suo formato cinematografico originale in 2.35:1 con codifica anamorfica, il video è effettivamente uno spettacolo con pochi paragoni nel panorama odierno; il master di provenienza New Line Cinema è d'altronde una garanzia di qualità non indifferente e anche la pellicola si è conservata benissimo, non presentando il benché minimo segno di usura lungo tutto il film.
Quello che più colpisce però, a parte una compressione per nulla invasiva nonostante il basso bit-rate (il film d'altronde dura quasi tre ore), è la definizione del quadro e la resa cromatica complessiva, che si avvicina alla splendida fotografia originale di Andrew Lesnie in modo a dir poco perfetto, cosa assolutamente non facile viste le moltissime sfumature di luci e filtri presenti nel film. Ogni location è riprodotta con una fedeltà cromatica di altissimo livello (il verde degli uomini-albero. il nero-pece della battaglia finale) e anche le istantanee solitamente più impegnative, dove gli effetti digitali si mischiano a scrolling di camera velocissimi, non lasciano trasparire la minima incertezza in quanto a scie luminose e a tenuta degli sfondi, rischi da prendere in considerazione quando si ha a che fare con sequenze così complesse per di più immerse nell'oscurità (si veda a proposito l'immensa ricostruzione della battaglia al Fosso di Helm). L'impressione generale è insomma di avere di fronte una sezione visiva di altissimo livello, priva del benché minimo difetto (cosa dire della perfetta resa degli incarnati dei visi e dell'assenza di rumore video?) e ancor più precisa e armoniosa di quella de La Compagnia dell'Anello, che in quanto a croma e definizione si attestava già su standard decisamente alti.
Passando all'audio, notiamo con piacere la presenza di due tracce multicanale con codifica estesa che anticipano il vero piatto forte rappresentato dalla traccia in DTS ES 6.1 che sarà presente nell'edizione novembrina a quattro dischi. Purtroppo, nonostante una resa sicuramente spettacolare e ricca d'impatto, non siamo sugli stessi livelli della sezione video e ciò a causa principalmente di un missaggio che ha tenuto eccessivamente in primo piano i dialoghi rispetto alla scena ambientale e alle musiche, con il risultato di avere un certo squilibrio tra il centrale (che consigliamo di abbassare leggermente) e i restanti canali. Questo difetto non è evidentissimo, ma per chi ha già una certa esperienza in ambito Home-Theatre rischia a tratti di pregiudicare l'ascolto della traccia, vista anche l'importanza che lo score musicale di Howard Shore e le centinaia di effetti sonori rivestono nell'economia del film; inoltre alcuni dialoghi risentono eccessivamente dell'afflusso di alte frequenze e sentire parlare Gandalf con un timbro così "asciutto" non è mai una bella cosa. Per fortuna i difetti, non presenti invece nella traccia originale, finiscono qui. Il resto è puro spettacolo e intrattenimento nella classica tradizione hollywoodiana. Dinamica pronunciatissima (si passa con estrema disinvoltura dalle bordate del sub agli effetti sonori carichi e squillanti), fronte posteriore, aiutato anche dal settimo canale matriciale, sempre in primo piano e un coinvolgimento che ha pochi paragoni anche con altri kolossal simili. E già immaginiamo come sarà l'attesissima traccia in DTS esteso…

CONTENUTI SPECIALI

Come già detto in precedenza dobbiamo accontentarci (si fa per dire) di una sezione extra molto ridotta se la confrontiamo con quella presente nella prossima Extended Edition (aspettatevi più di dieci ore tra filmati e commenti audio). Naturalmente non possiamo contare né su scene inedite né su alcun running commentary, ma la quantità dei contributi è comunque notevole e in grado di accontentare la maggior parte del pubblico in quanto ad approfondimenti tecnici e curiosità dal set. Tutti gli extra sono contenuti nel secondo disco, godono della completa sottotitolazione in italiano e alcuni di essi sono presentati con video in anamorfico.
Si parte con un classico dietro le quinte con scene dal set e interviste al cast (14') per poi proseguire con un più corposo documentario sulle riprese (42'), con un poco utile cortometraggio diretto da Sean Astin (Sam nel film) e relativo making-of (15') e con otto brevi featurette che analizzano tutti gli aspetti tecnici del film; ecco allora approfondimenti sul make-up, sugli effetti sonori, sulle creature della Terra di mezzo, sulle armi e le armature, sulla realizzazione di Gollum e su altri aspetti legati all'utilizzo di tecniche digitali per un totale di circa trentacinque minuti. C'è però ancora spazio per vari trailer e teaser cinematografici, per sedici spot televisivi, per il videoclip di Emiliana Torrini (Gollum's Song), per uno sguardo di pochi minuti agli extra della prossima Extended Edition e per una gustosa anteprima de Il Ritorno del Re (12'), sicuramente il piatto forte della sezione per chi sta contando i giorni in attesa della sua uscita cinematografica. Chiude il pacchetto extra una preview del videogioco de Il Ritorno del Re, che come era lecito attendersi sembra promettere molto bene.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
In attesa della Extended Edition di novembre, appuntamento imperdibile per i veri fan della trilogia tolkeniana, possiamo ingannare l'attesa con questa Special Edition a due dischi che ha tutte le potenzialità per diventare un nuovo punto di riferimento visivo nell'odierno mercato digitale, senza tralasciare naturalmente il valore del film, molto più "adulto" e oscuro del suo predecessore e forte di una presenza carismatica come Gollum/Smeagol capace da sola di affascinare come non mai. Ci limitiamo ad esaltare il lato visivo perché quello sonoro, pur rimanendo su livelli di eccellenza, soffre di alcuni piccoli difetti che impediscono di raggiungere una massima valutazione che davamo quasi come certa. Ciò non toglie comunque che il risultato complessivo, tra immagini prive della benché minima sbavatura e frangenti sonori semplicemente esaltanti, sia di quelli che non si scordano tanto facilmente. Ad aumentare il pregio dell'edizione contribuiscono anche gli extra, che in quasi due ore di filmati e approfondimenti vari, riescono a fornire uno sguardo competente e completo sulla mastodontica realizzazione del film, anche se l'assenza di commenti audio e scene inedite (tutti contenuti che troveremo nella Extended Edition di novembre) si fa comunque sentire. <i>Francesco Destri</i> <b>SECONDO COMMENTO</b> Luci e ombre per la seconda interpretazione jacksoniana delle splendide vicende narrate da J.R.R. Tolkien. L'impatto di assoluto valore garantito da una ricostruzione maniacale della battaglia al Fosso i Helm e il montaggio capace di riprendere con sufficiente efficacia la struttura "divisa" del libro (forse il più difficile della trilogia da trasportare sul grande schermo) stridono con alcune facilonerie che i fan dello scrittore inglese possono difficilmente perdonare a un Peter Jackson che, invece, si era dimostrato fedele e attento a ogni singolo particolare nel film precedente. Se sono infatti più che comprensibili i tagli necessari per una riduzione cinematografica di un libro così denso di particolari e vicende (e non si poteva certo pretendere che venisse riproposta l'Entaconsulta...), spiazza invece la scelta, da parte del regista neozelandese, di inventare di sana pianta un finale che non ha alcuna giustificazione nel teatro delle vicende, che entra in palese contrasto con le idee alla base del romanzo (il Nazgul che fronteggia Frodo e l'anello a Osgiliath), che stravolge letteralmente il ruolo del personaggio di Faramir, nel libro esatto opposto del fratello Boromir e qui invece riproposto come ennesimo esempio della fallacità della razza degli uomini. Il risultato è un allungamento delle vicende che, al momento, pare assolutamente gratuita e discutibile, visto che rende la parte finale del film particolarmente noiosa, con il culmine del discorso di Sam a Osgiliath, davvero da "latte alle ginocchia". Infine, è comprensibile che un film così cupo e opprimente dovesse mostrare qualche momento più leggero, incentrato su un personaggio capace di sdrammatizzare eventi altrimenti troppo "duri". La scelta di trasformare il povero Gimli in una flatulente e rumorosa controparte di Oliver Hardy, però, non l'abbiamo gradita più di tanto: certo, ogni "ridicolaggine" strappa la risata, ma è indubbio che a soffrirne sia il carisma di un personaggio che nel libro dimostra di avere ben altro spessore. <i>Simone Soletta</i>