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Lati Positivi

  • Audio e video di ottimo livello
  • Sempre di Star Trek si tratta
  • Extra completi

Lati Negativi

  • Un film senza innovazioni
  • Qualche artefatto video di troppo
Recensione

Star Trek - La Nemesi

Dopo centinaia di episodi televisivi e nove film per il grande schermo la saga di Star Trek è davvero in grado di riservare ancora qualche sorpresa? A vedere questo quarto episodio con i personaggi della Next Generation sembrerebbe proprio di no, ma in fondo possono anche bastare pianeti deserti e combattimenti spaziali per fare contenti i fan di Picard e soci… solo loro, purtroppo.

di Francesco Destri, pubblicato il

Chissà cosa devono aver pensato i milioni di fan del Capitano Picard sparsi per il mondo alla notizia che questo decimo episodio sarebbe stato l'ultimo (almeno con i personaggi della Next Generation) della gloriosa serie cinematografica di Star Trek, che tra episodi piacevoli e disastrose cadute di stile (il quinto episodio è davvero indegno di una serie così importante) ci accompagna da più di vent'anni.
Già, perchè salvo ripensamenti dell'ultimo momento, Paramount sembra intenzionata a mettere in soffitta almeno per qualche anno astronavi e galassie lontane nell'attesa di vedere se i nuovi episodi televisivi di Star-Trek: Enterprise incontreranno il favore del pubblico dopo l'exploit di The Next Generation e il lento ma inesorabile declino avvenuto con Deep Space Nine e Voyager.
Va dato comunque merito agli ultimi tre capitoli trekkiani di aver riportato al successo la serie dopo il periodo tutt'altro che esaltante degli inizi degli anni '90, quando William Shatner, Leonard Nimoy e compagnia spaziale assortita si erano dimostrati incapaci di assicurare l'appeal e l'interesse del grande pubblico a causa di volti ormai imbolsiti e dimenticati dalle giovani generazioni.
C'era quindi molta attesa attorno a questo decimo capitolo (un traguardo raggiunto solo da un re dei serial-movie come Venerdì 13) e non solo per la fortunata coincidenza numerica. La presenza di Stuart Baird dietro la macchina da presa, lo script di John Logan (già sceneggiatore de Il gladiatore e di Ogni maledetta domenica) e il cast della Next Generation al gran completo, nonché un sostanzioso budget di settanta milioni di dollari, erano tutti elementi di sicuro interesse che però non sono stati sufficienti ad assicurare un riscontro di pubblico altrettanto positivo soprattutto in patria, dove il film ha raccolto ben pochi consensi anche dalla critica, solitamente benevola con i precedenti capitoli trekkiani.
Effettivamente c'è poco per cui esaltarsi e non ci riferiamo soltanto alla regia di Baird, praticamente un esordiente se escludiamo il solido poliziesco U.S. Marshall e un brillante passato ultraventennale come montatore, ma anche alla storia priva della benché minima novità di Logan, che rubando qualcosa da Pitch Black (tutta la parte sul pianeta desertico) e molto altro da almeno una decina di episodi televisivi (si sentiva davvero il bisogno dell'ennesimo cattivo-clone?) non ha certo dato vita a una storia originale e appassionante.
Ma ad essere sinceri, oltre a questi limiti effettivi, dobbiamo ammettere che è lo stesso universo trekkiano ad aver (forse) esalato l'ultimo respiro e ad essere rimasto schiacciato dagli spazi angusti concessi dall'attaccamento quasi maniacale dei fan (sgarrare solo di poco equivarrebbe a una crocifissione mediatica senza paragoni) e da quella fantascienza classica fatta di scontri spaziali, sparatorie al laser, "doppi" (qui abbiamo addirittura due Data e due Picard) e cattivi inermi lontanissima dal modello propinatoci da Matrix e Star Wars. Non che sia un obbligo seguire le mode né tantomeno snaturare quello che è ormai diventato un universo con le sue regole e i suoi volti irrinunciabili, ma un'operazione di lifting, magari nelle mani di un abile chirurgo (chi ha detto David Thewils) e non solo di un onesto mestierante non potrebbe che fare del bene a questi poco nobili discendenti di Gene Roddenberry, maestro umile e geniale che ancora fatica a trovare un allievo con lo stesso amore per stelle, pianeti e viaggi senza fine.

IL DVD

Non è un mistero che Paramount abbia da sempre riservato una grande attenzione ai film di Star Trek, tanto da poter considerare Primo contatto uno dei DVD più riusciti, tecnicamente parlando, della casa americana almeno per il periodo in cui fu pubblicato. Difficile quindi che Paramount sbagli bersaglio con questo decimo appuntamento della serie e infatti l'eccezionale comparto audiovisivo, limitato (per così dire) solo dall'assenza di tracce in DTS, mantiene inalterate tutte le premesse che un titolo così importante ha suscitato tra gli appassionati.
Il video in 2.35:1 anamorfico non ha nulla da invidiare in quanto a definizione e tenuta cromatica a quello di pellicole molto più acclamate. Pur avendo di fronte il capitolo più dark e "scuro" (fotograficamente parlando) della serie, il quadro si presenta fin da subito dotato di una nitidezza superiore, di una profondità tridimensionale molto accentuata e di una compattezza dei neri semplicemente perfetta (basti vedere gli sfondi "spaziali" immersi nell'oscurità). Il master Paramount è davvero scevro da imperfezioni e anche la pellicola, recentissima, non lascia intravedere nessuna incertezza per quanto riguarda graffi e spuntinature.
Ad abbassare leggermente una valutazione altrimenti su livelli decisamente alti contribuisce qualche artefatto di compressione di troppo, come si può evincere dalla presenza di rumore video su alcuni sfondi cromaticamente "difficili" (blu e verde scuro) e di effetti di pixellizzazione sugli elementi scenografici in secondo piano. Nulla di drammatico, ma siamo sicuri che un'edizione a due dischi, uno dei quali interamente dedicato agli extra, avrebbe permesso il raggiungimento di un bit-rate molto più incisivo, con un conseguente miglioramento della definizione del quadro.
Dove invece il DVD non presenta segni di cedimento è sul versante sonoro, con due tracce multicanale semplicemente strepitose. Sequenze come l'inseguimento sul pianeta desertico, le battaglie spaziali e la fuga di Picard e Data dalla nave di Shizon metterebbero a dura prova qualsiasi impianto con i loro effetti ambientali, le bordate del sub e un mixing in continua fibrillazione che non risparmia di sottolineare anche i dettagli secondari.
Le differenze tra le due versioni sono davvero minime e, anzi, i dialoghi doppiati in italiano sono stranamente più vivaci e corposi di quelli originali, segno ulteriore che da un punto di vista sonoro lo spettacolo e il coinvolgimento sono assicurati. Davvero difficile aspettarsi di meglio e in ogni caso la mancanza di una traccia in DTS non si sente affatto; certe volte il Dolby Digital basta e avanza.

CONTENUTI SPECIALI

Se escludiamo le recenti riedizioni a due dischi dei primi quattro capitoli cinematografici della saga, davvero notevoli in quanto a quantità e qualità di extra, non possiamo certo dire che la serie di Star Trek abbia incontrato sulla sua strada edizioni particolarmente ricche di contenuti speciali e addirittura gli ultimi tre episodi con l'equipaggio della Next Generation, pur se eccellenti nel reparto audiovisivo (basti pensare a Primo contatto), hanno deluso proprio sul versante degli extra.
Fortunatamente non è questo il caso di Star Trek - La Nemesi, a cui, nonostante l'assenza di un secondo disco, non manca davvero nulla per risultare interessante e completo per quanto riguarda i contenuti accessori, tutti sottotitolati in italiano e dotati di una buona resa tecnica.
Si parte con l'immancabile commento audio del regista (in questo caso Stuart Baird) che lascia trasparire in modo evidente le sue origini di montatore concentrandosi soprattutto su disquisizioni tecniche interessanti fino a un certo punto, anche perché le pause di silenzio tra un intervento e l'altro non sono poche; con un compagno al suo fianco, sia che si trattasse di un attore o del produttore, questi vuoti sarebbero stati facilmente evitabili.
Immancabile anche la sezione dedicata ai dietro le quinte, qui presente con quattro featurette della durata complessiva di quasi cinquanta minuti; si tratta dei classici filmati con interviste al cast, segmenti dal set, approfondimenti sugli effetti speciali e altri aspetti della lavorazione del film, il tutto ben confezionato ma, come capita spesso in questi casi, interessante fino a un certo punto.
L'extra più riuscito però consiste in ben sette scene tagliate (20') dalla qualità audiovisiva non eccezionale ma comunque imperdibili per i fan del film, anche se avremmo preferito trovare tutto il materiale girato ma non inserito nel montaggio finale (circa 50 minuti di sequenze inedite) invece che solo una parte. Chiude la sezione degli extra una galleria fotografica con vari artwork e disegni presi dal materiale di produzione.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Ogni episodio dell'infinita saga di Star Trek rappresenta per gli appassionati di fantascienza un rassicurante quanto risaputo appuntamento con personaggi familiari, storie che più classiche non si potrebbe e un'atmosfera che nessun altra serie televisiva è riuscita a ricreare in quasi quarant'anni dio successi. Star Trek - La Nemesi ne è l'esempio più clamoroso. Esaurita ogni velleità da kolossal fantastico e con idee riciclate all'infinito (ormai il clone è il nuovo topos dell'immaginario fantascientifico contemporaneo), il decimo episodio della serie creata da Gene Roddenberry non dirà assolutamente nulla di nuovo ai profani del genere, ma lascerà indifferenti anche i fan di Picard e soci, che avranno di fronte nient'altro se non una long-version di un qualsiasi episodio della Next Generation. Paramount comunque ha sfornato un'edizione di ottimo livello, eccellendo sia nel reparto audiovisivo che in quello degli extra, ricco di contributi filmati di estremo interesse. Sicuramente tra le uscite più interessanti di questo ricchissimo settembre digitale.