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Lati Positivi

  • Film epico, spettacolare e scorsesiano fino al midollo
  • Traccia in DTS di altissimo livello
  • Extra numerosi
  • Commento audio molto interessante

Lati Negativi

  • Non è un capolavoro come molti si aspettavano
  • Video troppo compresso
  • Extra privi di scene inedite
Recensione

Gangs of New York

Per molti è stato il film più sottovalutato dello scorso anno, mentre per altri si tratta di una delle prove meno significative di Scorsese, qui alle prese con il genere epico-storico che non gli è mai appartenuto del tutto ma che è riuscito a rendere con forza immaginifica di sempre. Non un capolavoro, ma la mano di Scorsese c'è tutta e Daniel Day Lewis è semplicemente strepitoso.

di Francesco Destri, pubblicato il

Era dal 1978 che Martin Scorsese progettava di portare sul grande schermo le vicende storiche che diedero vita a New York (come per Woody Allen la città simbolo del grande regista italoamericano), ma l'avventura musicale con The Band, sfociata dopo ne L'ultimo walzer, il trionfo di De Niro con Toro scatenato, nonché il clamoroso fallimento della United Artists per l'altrettanto storico flop de I cancelli del cielo di Michael Cimino (che scoraggiò qualsiasi produttore dal buttarsi in altre imprese produttive per raccontare la storia degli Stati Uniti) impedirono a Scorsese di realizzare il suo sogno per almeno vent'anni. Ci è voluta infatti una casa coraggiosa e ormai onnipotente come Miramax a consentire la realizzazione di questo kolossal epico-storico, che sulla scia del già citato tonfo di Cimino è andato però incontro a vicissitudini produttive tali da metterne a repentaglio l'uscita.
Litigi tra Scorsese e Weinstein (il signor Miramax in persona), un budget lievitato continuamente tanto da sfiorare il tetto dei cento milioni di dollari e quasi un anno di riprese sono ostacoli che avrebbero scoraggiato qualsiasi regista, ma non Scorsese, che con il pieno appoggio di Leonardo DiCaprio e Daniel Day Lewis ha potuto portare a termine la lavorazione del film lavorando sul montaggio finale a tempo di record e facendo uscire la pellicola in tempo per le votazioni dell'Academy, talmente colpita dal film da attribuirgli ben dieci nomination all'Oscar poi concretizzatesi in un nulla di fatto. A parte l'iter degno dell'Odissea omeriana, Gangs of New York va analizzato però per quello che è, ovvero un kolossal in cui si respirano cinema di altri tempi (e non solo per la realizzazione "a mano" dell'intera scenografia) e tutte quelle tendenze che hanno da sempre costituito il cinema di Scorsese, qui alle prese con il progetto più grandioso e rischioso della carriera dopo le non esaltanti prove di Kundun e di Al di là della vita.
Chi infatti temeva che i milioni di dollari e le colossali pretese produttive avrebbero in qualche modo soffocato le aspirazioni autoriali del regista, si è dovuto ricredere di fronte a un monumento cinematografico che non è solo un resoconto storico sulla nascita degli Stati Uniti, ma bensì una summa di tutto il percorso cinematografico di Scorsese. New York nasce dalla fusione di razze e genti diverse, dalle battaglie per il controllo del territorio, dalla povertà e dalla miseria, dalla violenza e dalla malavita, dalla corruzione e da leggi scritte nel sangue.
Impossibile quindi non vedere in queste linee tematiche echi di Taxi Driver, di Casino, di Quei Bravi ragazzi, di America 1929 - Sterminateli senza pietà, ma anche di Mean Streets e in parte de L'ultima tentazione di Cristo, in cui la nascita della civiltà cattolica (e anche Gangs of New York è a suo modo un film religioso) andava a coincidere con il sacrificio collettivo e con una radice tra scandalo e vergogna che troviamo massicciamente anche nelle vicende di Amsterdam e William, due personaggi divisi e uniti da sogni utopici, vendetta e carisma che non hanno nulla da invidiare per complessità e scrittura ad altri celebri protagonisti scorsesiani.
Gangs of New York però non colpisce solo a livello contenutistico. Le splendide scenografie di Dante Ferretti (costruite pezzo per pezzo dopo che Scorsese aveva rifiutato gli "aiuti" digitali di George Lucas), la fotografia barocca ed eccessiva di Michael Ballhaus, la coralità delle scene di massa e il coraggio di mostrare il vero volto dei tempi (dominano tonalità rosse così come il sangue versato in tutto il film) fanno di Gangs of New York un'opera unica, a volte sfilacciata (del tutto fuori luogo il personaggio di Jenny), altre volte parossistica e ingenua, ma sempre capace di stupire e affascinare.

IL DVD

E' da un po' che Fox non pubblicava un'Edizione Speciale a due dischi con tanto di traccia in DTS, ma in questo caso l'occasione era davvero troppo ghiotta per non realizzare un'edizione all'altezza del valore del film. Purtroppo un elemento fondamentale come il video non ha subito la necessaria attenzione in fase di encoding e i risultati, pur se buoni nell'insieme, sono lontani da quei livelli di eccellenza che ci saremmo aspettati in una simile occasione. Il problema più evidente delle immagini, qui riportate al loro formato cinematografico originale con codifica anamorfica, risiede nella compressione, che a causa della lunghezza del film e dello spazio occupato dalle tre tracce audio non ha potuto contare su un bit-rate molto elevato, che infatti a tratti tocca punte minime di 3 mb/s.
Ciò si è ripercosso inevitabilmente sulla compattezza della scena, che lascia spesso intravedere artefatti consistenti sugli sfondi più scuri e cromaticamente insidiosi (gli elementi scenografici tendenti al rosso si sprecano in tutto il film), dove, oltre a macropixel e a un leggero rumore video, sono facilmente avvertibili gli effetti di un pronunciato edge-enhancement e scie luminose attorno ai corpi in movimento in corrispondenza degli scrolling di macchina orizzontali più veloci.
Si tratta indubbiamente di difetti visibili per lo più da un occhio esperto e a distanza ravvicinata, ma ciò non toglie che la loro presenza influisca negativamente su una resa visiva altrimenti ottima, come dimostrano la perfetta tenuta del croma (solo a volte i rossi tendono alla saturazione), la fedele riproposizione della fotografia del plurinominato Michael Ballhaus (certe sequenze sono davvero un piacere per gli occhi), le perfette condizioni fisiche della pellicola e una definizione molto pronunciata che non accusa cali qualitativi di sorta se non nei frangenti più bui e scarsamente contrastati (tutte le sequenze girate nella grotta sotterranea illuminata solo dalle torce).
Se quindi il video riesce a convincere solo a metà, lo stesso non si può dire della sezione audio, forte di tre tracce multicanale dalla resa sorprendentemente pulita e spettacolare. Già il film, con le sue sequenze di massa, è in grado di dare vita a un quadro sonoro molto particolareggiato e coinvolgente, ma anche elementi di minor presa spettacolare come i dialoghi e i brani della colonna sonora hanno subito un trattamento di lusso che trova la sua massima espressione nella traccia in DTS a data-rate dimezzato, superiore alle controparti in Dolby Digital per livello di registrazione, varietà del missaggio e impatto timbrico.
Sequenze come la battaglia iniziale, il bombardamento navale di New York (le bordate del sub sono strepitose), lo spettacolo teatrale dello Zio Tom e in generale tutte le scene girate in esterni contengono numerosi elementi ambientali e d'impatto che la codifica superiore riesce a gestire al meglio, non esagerando mai con i toni alti e cristallini ma nemmeno con eccessivi afflussi di bassi, all'insegna di un equilibrio timbrico molto solido e piacevole all'ascolto.
Indubbiamente l'aggiunta di un settimo canale (matriciale o discreto) avrebbe portato una definizione della scena ancor più marcata, ma già così il messaggio sonoro riesce a soddisfare in tutti i parametri fondamentali, tanto da considerarlo sotto molti punti di vista su livelli di riferimento. Ciò non toglie però che se ascoltato in versione originale il film guadagna in interesse e coinvolgimento, se non altro per apprezzare i vari dialetti e la strepitosa prova di Daniel Day Lewis, che con il pur ottimo doppiaggio italiano rischia di perdere gran parte del suo fascino.

CONTENUTI SPECIALI

Si sapeva da circa un mese che per uno dei migliori film dell'anno Fox avrebbe realizzato una Special Edition a due dischi con tutti i crismi del caso e molti pregustavano già l'occasione per vedere le "famose" scene scartate da Miramax per l'eccessiva lunghezza del film e per questo eliminate dal montaggio finale.
Purtroppo la casa americana, forse per il parere contrario di Scorsese, non ha inserito nessuna di queste sequenze, ma bisogna anche ammettere che questa è l'unica mancanza (seppur grave) in una sezione extra altrimenti completa ed esaustiva pur se un po' sotto tono per un film di questo tipo, che si sarebbe forse prestato ad analisi tecniche più approfondite e a interventi del cast tecnico-artistico più numerosi.
Sul primo disco abbiamo il commento audio di Martin Scorsese, che nonostante l'assenza di tecnici o dei protagonisti del film se la cava egregiamente nel supportare da solo un resoconto di quasi tre ore con la sua tipica parlata instancabile; il regista passa in rassegna ad ogni aspetto produttivo del film e pur non mancando le considerazioni di circostanza (soprattutto nell'elogiare il cast) si tratta di un ottimo commento (uno dei pochi del maestro italoamericano). Tutti gli altri extra sono invece presenti nel secondo DVD, un disco a doppio strato riempito per il novanta per cento contenente più di un'ora e mezza di contributi filmati. Abbiamo nell'ordine una featurette sulle splendide scenografie di Dante Ferretti (9'), utile se non altro per capire lo sforzo produttivo di Miramax e la qualità delle maestranze italiane (tutto il set è stato costruito a Cinecittà), un ulteriore sguardo alle scenografie in compagnia di Scorsese e Ferretti con anche la possibilità di vedere parte del set a 360 gradi (22') e un breve speciale di otto minuti sui costumi, la cui bellezza e complessità avrebbero certamente meritato un Oscar.
Si prosegue con un contributo di carattere informativo sugli eventi narrati dal film (13'), in cui lo storico Luc Sante e altri collaboratori del cast parlano di quel periodo e di come il film ne rispecchi molto da vicino (anche se con qualche inevitabile differenza) la ricostruzione scenica e storica, per poi continuare con due schede testuali che indagano ancora più a fondo sulla realtà sociale e politica di quel peiodo. Il filmato più lungo e interessante è però Alla scoperta delle vere Gangs of New York, un documentario di più di mezz'ora prodotto da Discovery Channel che come suggerisce il titolo indaga a fondo con testimonianze recenti e documenti dell'epoca sulle vicende che hanno fatto da sfondo al film con quel piglio leggero e discorsivo tipico della rete televisiva americana. La sezione extra, dotata naturalmente di sottotitoli in italiano, termina con un trailer del film in anamorfico e con il videoclip degli U2 The Hands That Built America in Dolby Digital Stereo.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Maestoso, pomposo, esagerato, didascalico, fin troppo perfetto e accurato per risultare credibile. Con questi commenti la stampa internazionale ha accolto l'ultima titanica fatica di Martin Scorsese, che a parte l'Academy Awards (dieci nomination all'Oscar) è andata incontro a un responso di critica non proprio lusinghiero. Eppure Gangs of New York trasuda Scorsese da ogni poro; dalla malavita alla corruzione, dalla violenza alla redenzione, dall'amore alla vendetta scorrono inalterati tutti i temi che hanno fatto grande il cinema del regista italoamericano, qui resi ancor più sublimi da una ricostruzione scenico-storica di grandissimo effetto. Sicuramente uno dei migliori film dello scorso anno e Fox non poteva che confezionare una Special Edition ricca di extra e tecnicamente ineccepibile. Ciò però si è avverato solo in parte e se da un lato la sezione audio si pone su standard decisamente alti, il video soffre invece di alcuni difetti dovuti alla compressione che non vorremmo mai vedere in film così importanti e recenti; buoni invece gli extra, anche se l'assenza di scene inedite si fa sentire non poco.