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Lati Positivi

  • Un cult da riscoprire assolutamente
  • Il film è nella versione Director's Cut
  • Tracce audio di buon livello
  • Interviste al cast interessanti

Lati Negativi

  • Video insufficiente
  • Traccia in DTS inutile
  • Gli extra non sono certo il massimo
Recensione

Fuoco cammina con me

"Per me il mistero è come una calamita. Ovunque ci sia qualcosa di ignoto si sviluppa una grande attrazione. L'intero può avere una logica, ma il frammento, tolto dal suo contesto, assume un eccezionale valore di astrazione. Può diventare un'ossessione, un frutto proibito che ogni regista vorrebbe assaggiare almeno una volta nella vita. Io ci sono riuscito con questo film". David Lynch.

di Francesco Destri, pubblicato il

Twin Peaks ha avuto il merito, tra gli altri, di rivoluzionare il modo di concepire le serie televisive, portando tocchi autoriali là dove fino quel momento non erano permessi e mettendo in croce l'istituzione familiare e il microcosmo caldo e rassicurante della provincia americana, trasferendo nella piccola "scatola" domestica temi a paure che erano appartenuto solo al grande schermo e lanciando di fatto quella grande stagione televisiva degli anni '90 che tra X-Files, E.R. e Millenium conoscerà un notevole fermento creativo. Tutto ciò non bastò però a fare degli incubi notturni di Laura Palmer un successo di cassetta e nonostante fossero nati gruppi di fan un po' in tutto il mondo per supportare la serie (la fanzine Wrapped In Plastic continua ad essere pubblicata ancora oggi), la ABC decise di cancellare la serie poco prima della fine della seconda stagione anche a causa dell'abbandono di Lynch, ormai stanco delle critiche perbeniste e bigotte di certa stampa reazionaria e ormai preso completamente da quello splendido progetto tra favola macabra e road-movie che si concretizzò l'anno dopo in Cuore Selvaggio.
Eppure il fuoco di Twin Peaks non poteva finire da un momento all'altro. Rinfrancato dai trionfi francesi del film con Nicholas Cage e Laura Dern, Lynch potè tornare infatti con più lucidità e tranqullità a chiudere definitivamente il cerchio di Laura Palmer rimasto aperto (e indeciso) dopo che l'ultima puntata della serie televisiva aveva fatto presagire alla vittoria del male (Bob) contro il bene (l'agente Cooper), spiazzando di fatto i fan della serie che speravano così in un capitolo conclusivo conciliante con tanto di happy-end finale.
Come da manuale però Lynch scelse la strada più difficile e rischiosa girando un vero e proprio "prequel" della serie in cui non solo non veniva data alcuna spiegazione sull'enigmatico finale di un anno prima, ma, se possibile, venivano aggiunti nuovi stimoli narrativi e visivi all'insegna di quel cinema criptico e nerissimo che prima con Strade perdute e dopo con Mulholland Drive andrà a formare l'ossatura dell'ultimo cinema lynchiano. Fuoco cammina con me diventa così un testamento all'incontrario, privo della benché minima tendenza al voler spiegare (ma d'altronde quando mai Lynch ha fatto del cinema didattico?) e tenuto in precario equilibrio da squarci improvvisi di orrore, da silenzi insopportabili, da colori carnali che sembrano un tutt'uno con la pellicola e da un impianto onirico che era presente solo in parte in Twin Peaks.
E' un film basato esclusivamente sul frammento, sull'immanenza dell'orrore (Lynch non è mai stato così spaventoso) e sul non-sense, un po' per i pesantissimi tagli a cui andò in contro la pellicola (la durata originale si avvicinava alle cinque ore), un po' per i rimasugli di quel cinema del subconscio che il regista si era portato dietro dal set di Cuore selvaggio e che rivive in questi 135 minuti di follia allucinatoria attraversati da droga, sesso, incesto e Male, quello assoluto e devastante che rivive ancora una volta nello sguardo allucinato di Bob.
Troppo insomma perché Lynch facesse breccia nel grande pubblico, soprattutto in quello che aveva amato la sobrietà e la linearità del racconto televisivo e che ora si trovava di fronte a un film in cui Inferno (la scena finale della discoteca) e dannazione andavano di pari passo. La critica lo stroncò (la conferenza stampa al Festival di Cannes fu un autentico tormento per il regista), il pubblico lo ignorò e Lynch, colpito e indignato dall'autentico "massacro" mediatico a cui andò incontro il film, decise di ritirarsi momentaneamente dal cinema. Eppure Fuoco cammina con me, recentemente sottoposto a un revisionismo critico teso a rivalutarne l'importanza nella filmografia del regista, è un puro incubo lynchiano con tutti gli elementi tipici al posto giusto e anche qualcosa di più (la fotografia "vellutata" di Victor Garcia, le musiche di Badalamenti, l'irrazionalità dello stile e del montaggio). Potrà piacere o meno, ma di sicuro non lascia indifferenti.

IL DVD

Sinceramente avevamo ormai perso la speranza di vedere pubblicato anche in Italia il film di Lynch, visto l'enorme ritardo accumulato da Cecchi Gori che ne aveva annunciato l'uscita quasi un anno fa mettendo in preallarme i molti fan italiani del regista, spaventati dall'ipotesi che la casa italiana potesse rovinare un film così atteso; non a caso molti si sono rivolti al mercato americano, dove Fuoco cammina con me è stato pubblicato nel 2001 in una bellissima edizione targata New Line con tracce in Dolby Digital e in DTS 5.1 e una serie di interviste al cast come extra più importante.
Finalmente alla Cecchi Gori si sono decisi, ma il risultato finale lascia l'amaro in bocca soprattutto per la qualità video, vero punto debole della casa italiana per altre uscite da dimenticare sotto questo punto di vista (basti pensare ai recenti Time Cop e a Dolls), anche se la presenza di scene mai viste al cinema, proposte con audio originale e sottotitoli obbligatori, rende questa edizione per certi versi molto interessante.
Il master è di provenienza americana e la conversione da NTSC a PAL non è stata eseguita certamente nel migliore dei modi come dimostrano le striature e le seghettature attorno ai corpi tipiche di un 3:2 pulldown inverso non proprio esemplare. Anche la pellicola comunque mostra un po' troppi segni di usura per un film di "soli" dieci anni fa e su questo versante l'edizione americana si è dimostrata molto più valida e compatta; si aggiunga una compressione abbastanza invasiva soprattutto sui gradienti cromatici più vivi e saturi (i rossi delle tende della Red Room) e si avrà un quadro abbastanza preciso di quello che ci aspetta visivamente da questo DVD. Eppure la definizione non è particolarmente bassa e anche la resa cromatica non soffre di particolari flessioni, ma purtroppo non basta questo a salvare il quadro da una valutazione insufficiente.
Sul versante audio spicca naturalmente la traccia italiana in DTS 5.1, che però non mette in mostra differenze significative rispetto alle due versioni in Dolby Digital se non per un tratto acustico più brillante sui dialoghi. In fase di mixing si sono tenute in grande considerazioni le musiche di Badalamenti, che infatti trovano spesso l'appoggio del sub e riescono a colpire e a coinvolgere come dovrebbero, ma avremmo preferito un uso più continuo e costante dei due posteriori, che solo a tratti riescono a risaltare nella maniera più appropriata sia come numero di interventi che come livello di registrazione.
Nel complesso comunque non ci si può lamentare troppo della resa finale, anche se la traccia in Dolby Digital 5.1 presente nel DVD americano rimane ancora su un altro livello ed è in grado di far apprezzare ancora di più un film che proprio dal sonoro trae gran parte della sua forza e del suo fascino.

CONTENUTI SPECIALI

L'annuncio dell'uscita di questo DVD era stato accompagnato circa dieci mesi fa dalla conferma che la casa italiana avrebbe inserito tra gli extra le ormai fantomatiche scene inedite che non trovarono posto nel montaggio finale, se non tutte (si tratta di quasi tre ore di materiale inedito), almeno le più rappresentative (non stiamo parlando di quelle inserite nel film, ma di molte altre sequenze girate da Lynch di cui si è persa praticamente traccia).
Invece nulla di ciò è stato fatto e ci si deve così accontentare di un unico contributo filmato di circa mezz'ora sottotitolato in italiano con interviste al cast del film che interesseranno solo a chi non conosca per nulla il mondo di Twin Peaks e l'universo filmico di Lynch (per i fan più sfegatati si tratta infatti di affermazioni per lo più risapute e retoriche). Meglio di niente, certo, ma dopo un'attesa così lunga era lecito attendersi uno sforzo decisamente maggiore da parte di Cecchi Gori; che ci sia una riedizione a due dischi in vista?

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
I motivi di interesse di questa edizione Cecchi Gori non sono pochi. Innanzitutto il film è presentato nella versione Director's Cut con scene inedite mai viste al cinema (non sarà la long version da cinque ore ma possiamo accontentarci) e almeno sulla carta la casa italiana sembra aver fatto un lavoro egregio per la presenza di una traccia in DTS e di un video ottenuto dall'originale master New Line Cinema. Alla prova dei fatti però proprio la qualità delle immagini ha riservato le sorprese più spiacevoli, principalmente a causa di una conversione NTSC-PAL non perfetta e di una pellicola usata per il trasferimento rovinata da un'eccessiva quantità di segni di usura per trattarsi di un film del '92. Le tre tracce multicanale invece si comportano egregiamente, anche se non c'è da aspettarsi chissà quale coinvolgimento a livello ambientale ed effettistico. Discreti gli extra, ma nel complesso l'edizione americana a cura di New Line Cinema rimane ancora su un altro livello.