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Lati Positivi

  • Una reliquia dei mitici anni ‘80
  • E' un autentico cult
  • Extra interessanti
  • Video di buona qualità

Lati Negativi

  • I brividi sono davvero pochi
  • Fantasia sotto lo zero
  • Traccia in mono mediocre
  • Commento audio non sottotitolato
Recensione

Venerdì 13

Il successo di Venerdì 13 è sempre rimasto avvolto nel mistero. Undici episodi in ventitré anni, più di 300 milioni di dollari incassati, centinaia di fan club sparsi per il mondo e migliaia di pagine Web dedicate al serial killer più longevo e "immortale" nella storia del cinema. Scopriamo insieme le ragioni di questo fenomeno generazionale battezzato e cresciuto nel sangue.

di Francesco Destri, pubblicato il

Se mai John Carpenter dovesse citare per plagio di idee un suo collega, questi non potrebbe che essere Sean Cunningham, produttore coraggioso (fu l'unico a scommettere sul durissimo esordio di Wes Craven L'ultima casa a sinistra) ma regista e sceneggiatore ben più modesto che due anni dopo il clamoroso successo di Halloween tornò sulla scena del delitto scrivendo e dirigendo un filmetto per teenager che più che un omaggio al Michael Myers carpenteriano ne fu quasi un remake.
Stessa nemesi maligna, uno stuolo di teeanger, possibilmente stupidi e antipatici, da far passare sotto i ferri del killer di turno e tanti spaventi fittizi, soggettive al cardiopalma che tanto devono al nostro Dario Argento e sangue a profusione, pur senza raggiungere gli eccessi splatter che proprio in quegli anni avrebbero conosciuto un periodo di splendore con l'esordio "casalingo" di Sam Raimi e con i due capitoli della maturità zombesca di George Romero.
A ben vedere però Sean Cunningham non ha mai posseduto né l'occhio filmico di Carpenter né la visionarietà di Dario Argento ed è anche per questo che il successo di Venerdì 13 (700.000 dollari di budget, quaranta milioni incassati solo negli USA) risulta ancor più inspiegabile.
Dopotutto, potrebbero obiettare molti, Cunningham non è stato capace di regalare un solo autentico spavento (giusto l'ultimissima sequenza si salva dal generale massacro sì sanguinoso ma anche innocuo), ha riempito qua e là la storia con spruzzatine di sesso capaci di far arrossire giusto i teenager con i brufoli e le ragazzine con l'apparecchio per i denti e non ha inventato una sola inquadratura, una sola idea, che altri prima di lui non avessero sperimentato (Bava, Argento, Carpenter, De Palma, Craven). Risulta altrettanto difficile inoltre capire come, appurata la povertà artistica del film, il pubblico si sia appassionato così tanto a un simile slasher-movie, che oltre a regalare brividi innocui come l'aria e l'acqua del Crystal Lake ha visto tra il cast (ad esclusione di Betsy Palmer e Kevin Bacon) alcuni dei più incapaci giovani attori che il cinema giovanilistico americano potesse proporre in quegli anni. Eppure, dietro a simili fenomeni, c'è sempre una spiegazione plausibile. Venerdì 13 è diventato un cult solamente perché ha avuto il merito di inventare un nuovo genere tra il thriller e l'horror ben rappresentando i gusti vacui e plasticosi che avrebbero caratterizzato il cinema hollywoodiano negli anni '80. Ai giovani di allora, distanti dalle ricercatezze psicologiche di De Palma e dal cinema scomodo ed estremo del primo Craven, bastò solo andare al cinema per godersi qualche sano sgozzamento o un inseguimento notturno nei boschi senza pensare a nient'altro se non evadere con qualche innocente brivido dal grigiore quotidiano (sarà un caso se gli incassi maggiori furono registrati a Detroit?).
In fondo il film è tutto qui. Cunningham non è certo uno sprovveduto e sa come muoversi tra spazi stretti e soggettive millimetriche, Tom Savini si mette al servizio di effetti speciali diligenti ma non innovativi e la musica di Harry Manfredini è quanto di più hitchcockiano si potesse trovare negli anni '80; un po' poco per fare di un film un cult con dieci seguiti ufficiali? Sicuramente si, ma il cinema è bello anche per questo.

IL DVD

Gli appassionati della serie (e non sono pochi) avranno già nella loro videoteca l'edizione americana ad opera di Paramount, che nonostante la scarsità di extra offriva una resa tecnica di discreto livello contando che non è stato fatto alcun intervento di restyling audiovisivo. C'era molta curiosità quindi attorno al DVD europeo prodotto da Warner, se non altro per vedere se finalmente l'audio avrebbe subito un "aggiornamento" rispetto al formato originale in mono; purtroppo ciò non è avvenuto e infatti quella sonora è senza dubbio la sezione meno riuscita del DVD.
Non che Venerdì 13 sia un film dalle spiccate e spettacolari caratteristiche audio, ma un aggiornamento (Surround o 5.1 che fosse) avrebbe certamente giovato al quadro generale, che risulta invece molto ristretto e timbricamente privo di impatto. Tutti questi difetti sono evidenti soprattutto nella traccia italiana, caratterizzata da un risalto ambientale praticamente nullo (in tutta la seconda parte del film la pioggia si sente a fatica) e da dialoghi che in qualche occasioni raggiungono una fastidiosa saturazione così come le musiche, non sempre tarate al giusto livello di registrazione e gracchianti in corrispondenza dei picchi orchestrali.
La traccia originale invece riesce a dare molte più soddisfazioni, se non altro per la resa degli elementi di ambienza (il rumore della pioggia ha finalmente la sua giusta collocazione nel quadro) e per musiche più rotonde e compatte, mentre i dialoghi rimangono sempre un po' troppo in secondo piano rispetto agli altri elementi della scena.
Passando al video, riscontriamo che il master utilizzato da Warner è praticamente lo stesso dell'edizione americana di Paramount e ciò non può che essere un segnale positivo. Fin dalle prime scene infatti è chiaro come le condizioni della pellicola originale siano più che buone e questo nonostante i quasi venticinque anni passati dall'uscita del film nelle sale; graffi e spuntinature sono presenti (soprattutto nei primi dieci minuti) ma non in quantità tale da pregiudicare in toto la pulizia del quadro, ma anche il master mette in mostra una definizione più che sufficiente e una buona taratura cromatica, con gradienti naturali e privi di asprezze e una luminosità a dir poco perfetta che permette un'acquisizione del contrasto sempre molto facile e intuitiva. La situazione tende a peggiorare nella seconda parte del film interamente ambientata di notte, una situazione che metterebbe in crisi qualsiasi encoder come dimostra la sequenza dell'omicidio della ragazza nel campo del tiro a segno, dove a sfondi molto scuri si contrappongono le luci fortissime dei riflettori che fanno inevitabilmente apparire artefatti e indecisioni di non poco spessore.
La compressione in generale non reca però grandi danni, anche se visto lo spazio rimanente sul disco i tecnici avrebbero potuto optare per un bit-rate più aggressivo soprattutto nell'ultima mezz'ora lasciandolo più basso invece nella prima parte del film, caratterizzata da situazioni luminose molto meno critiche. Tutto sommato comunque non ci si può lamentare eccessivamente del risultato finale e dopo le tante delusioni avute dagli altri capitoli "jasoniani", visivamente parlando, siamo di fronte al miglior episodio della serie.

CONTENUTI SPECIALI

Per una volta possiamo ritenerci più fortunati dei nostri colleghi americani, che per il primo episodio della saga di Jason devono (purtroppo per loro) accontentarsi di un'edizione Paramount contenente solo un trailer cinematografico come unico extra. Warner invece ha confezionato un DVD non degno di una Special Edition, ma abbastanza ricco di materiale accessorio che se non altro ha il merito di tributare il giusto riconoscimento al film di Cunningham.
Il contributo più interessante è senza dubbio il commento audio del regista che però, come da triste e deplorevole abitudine della casa americana, non è sottotitolato in nessuna lingua; i fan della serie però sono invitati comunque a seguire Cunningham sul viale dei ricordi vista la mole di informazioni, curiosità e autentiche sorprese che il regista ha riservato in questa ottima analisi tecnica (ma non solo) del film.
L'altro extra di spessore è un documentario di venti minuti (per fortuna con tanto di sottotitoli in italiano) realizzato molto probabilmente nel 2000 per il ventesimo anniversario del film; tra interviste ad alcuni membri del cast e allo stesso Cunningham e un mini special sul make-up di Tom Savini abbiamo un quadro abbastanza esauriente sulla lavorazione del film, anche se da questo punto di vista il commento audio è in grado però di regalare molte più soddisfazioni. Chiude la sezione extra un trailer del film in anamorfico dalla buona qualità audiovisiva.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Sembra impossibile, eppure il mercato italiano è stato invaso dai DVD della serie di Venerdì 13 ad opera di Paramount senza però che fosse mai uscito il primo episodio, che tra tutti è sicuramente il più valido e, pur nei limiti concessi dal genere, anche il più originale e "genuino" (i sequel infatti sono uno più imbarazzante dell'altro). Per fortuna ci ha pensato Warner, che ne detiene i diritti di distribuzione sul territorio europeo, a colmare questo vuoto con un'edizione tutto sommato discreta che però lascia un po' l'amaro in bocca se pensiamo all'importanza, forse non artistica ma mediatica, che il film ha rappresentato in tutti questi anni. Ci riferiamo soprattutto alla resa sonora, che potendo contare solo su tre tracce in mono non è certo il massimo della vita, anche perché quella italiana è risultata essere la peggiore del lotto. Buona invece la qualità delle immagini, inaspettatamente definite e pulite per un film di oltre vent'anni fa, ma anche gli extra convincono con l'unica grande pecca della mancata sottotitolazione del commento audio del regista. In definitiva comunque un'edizione più che convincente.