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Lati Positivi

  • Film spettacolare e coinvolgente
  • Qualità video di ottima fattura
  • Audio vicino a livelli di riferimento
  • Quasi due ore di extra

Lati Negativi

  • Il primo Matrix è ancora migliore
  • Video con qualche problema di compressione
  • Extra non molto interessanti
  • Mancano commenti audio e scene tagliate
  • Niente DTS o codifiche estese
  • Dinamica poco estesa
Recensione

Matrix Reloaded

Un budget di centoventi milioni di dollari, quindici mesi di lavorazione, trecento macchine distrutte in una sequenza di diciassette minuti e un mese di riprese per realizzare una sola scena di combattimento. E' vero che i numeri non fanno un film, ma quando c'è di mezzo Matrix le convenzioni devono farsi da parte... ma anche il vero cinema rischia di fare la stessa fine.

di Francesco Destri, pubblicato il

Sarebbe troppo facile descrivere il fenomeno di Matrix come l'ennesimo caso hollywoodiano destinato a durare giusto il tempo di qualche anno per poi scomparire nel dimenticatoio come i peggiori fenomeni da baraccone meriterebbero. Eppure, nonostante l'uscita di Matrix Reloaded si possa paragonare a una campagna propagandistica degna di un fantomatico Grande Fratello cinematografico che neanche gli episodi di Star Wars riescono a ricreare, i fratelli Wachowski sono riusciti nella non facile impresa di dare un decente seguito (l'altro è atteso nelle sale tra poco più di un mese) a uno dei film più importanti dell'ultimo decennio, quel Matrix che ha avuto il merito di costruire un solido legame tra cultura orientale e occidentale, tra immaginario cyber-punk e tendenze neo-pagane e tra industria digitale e coreografie old-style a cui almeno una dozzina di film si sono rifatti negli anni successivi.
Ci si chiedeva insomma come avrebbero fatto i due registi e sceneggiatori americani a fare meglio di quel fulminante esordio, impreziosito allora da una carica innovativa e da un alone di cult-movie che bene o male dura tutt'oggi. Avrebbero potuto puntare tutto su una saga tra spazio e civiltà sul modello di Star Wars, o sull'eterna esplorazione di nuovi mondi (si era pensato addirittura a una terza dimensione che affiancasse quella reale e fittizia) seguendo gli ormai logori stilemi della saga di Star Trek o ancora riprendere lo spunto della dittatura delle macchine e rifarsi alla doppia temporalità della trilogia di Terminator, forse la serie che più si avvicina all'idea di fantascienza che sta dietro all'universo di Matrix.
Invece, dopo aver visto queste due ore abbondanti di film (per molti troppe per alcuni poche), si ha la sensazione che i Wachowski si siano lasciati trasportare dal vento più conveniente e meno rischioso dell'azione pura e semplice (d'altronde cosa aspettarsi da un produttore come Joel Silver?) a scapito delle numerose implicazioni sociali, mediatiche e tecnologiche che il primo episodio aveva suggerito pur se tra dosi di spettacolo più che massicce.
E' vero che disseminata qua e là, tra esplosioni, duelli infiniti e levitazioni degne di un eroe ormai logoro come Superman (il Neo volante potevano anche risparmiarcelo), fanno capolino spunti di un certo interesse (l'organizzazione politica e sociale di Zion, la lotta interna tra i programmi di Matrix), ma il tutto è ridotto a enunciazioni sterili e al limite del ridicolo che ben poco hanno a che fare con quella fantascienza "seria" e quasi filosofica che i Wachowski avevano promesso di inserire nel film; per irrobustire il plot con elementi di un certo spessore non basta infatti parlare di causa-effetto e di inevitabilità degli impulsi umani (il monologo del Merovingio è quasi un decalogo di scrittura snob e involontariamente comica), né tantomeno inserire sentimenti e love-story senza raccontarne la genesi e la cui assenza aveva contribuito a fare di Matrix un film originale proprio perché privo di ogni romanticismo (il montaggio parallelo tra i balli dei cittadini di Zion e l'amplesso tra Neo e Trinity è rubato addirittura da Orchidea Selvaggia).
Si giunge così dopo la prima mezz'ora a chiedersi il senso del film e si giunge alla fine consapevoli di aver assistito soltanto a una serie ininterrotta di combattimenti, slow-motion, voli alla velocità della luce, centinaia di automobili distrutte lungo un tratto di autostrada fittizio, gemelli ectoplasmatici che più "cool" non potrebbero essere, baci e carezze, ritorni di fiamma, pallottole che si fermano in aria e cadono a terra, costumi che Dario Micheli si era già inventato trent'anni fa per vestire i killer di Dario Argento e tanta cattiva recitazione come non se ne vedeva da tempo (tra un Reeves lobotomizzato, una Bellucci insostenibile e un Fishburne ghignante non si sa davvero su chi stendere un velo pietoso).
Ciò però non ha precluso il divertimento e la soddisfazione di uno spettacolo visivo con pochi precedenti e in fondo, annoiati da dialoghi sul nulla e da una storia che non prende (che si debba aspettare il terzo e conclusivo capitolo per apprezzarla?), non si vede l'ora di giungere finalmente ai tanto agognati duelli aerei e all'ormai celebre inseguimento stradale che da xXx a Terminator 3 è ormai diventato un topos degli odierni action-movie.
Già, perché in fondo Matrix Reloaded va visto (e apprezzato) solo come pura azione e pura tecnica digitale, ma il Grande Cinema, che ancora abitava nel primo episodio, purtroppo non è più di casa.

IL DVD

Con un excursus pubblicitario che solo i grandi titoli possono permettersi (se ne parla bene o male da maggio e addirittura la catena di negozi Blockbuster ne ha ordinati solo in Italia centinaia di migliaia di copie), il DVD di Matrix Reloaded è finalmente stato pubblicato da Warner in contemporanea mondiale con aspettative però non altissime, vista la mancanza di tracce in DTS o con codifica estesa, pregi che a un film così importante e spettacolare non dovrebbero assolutamente mancare. Anche i menù animati non appaiono molto elaborati e incisivi come ci saremmo aspettati, ma per molti questa tendenza alla semplicità potrebbe anche rappresentare un pregio.
Iniziamo l'analisi tecnica dal video, riproposto naturalmente nell'originale formato cinematografico con codifica anamorfica. La pellicola recentissima si è conservata in modo ottimale e non presenta alcun accenno a graffi o puntinature (difetto invece presente, pur se in minima parte, nel video del primo Matrix) e il master risulta quindi estremamente pulito e privo della benché minima incertezza "fisica". La definizione del quadro appare fin da subito notevole; il dettaglio è molto pronunciato su entrambi i piani, i contorni dei corpi godono di un risalto molto ampio e solido e l'ottimo contrasto non fa che aumentare considerevolmente la già eccellente tridimensionalità della scena, facilitata in qualche modo già dalla fotografia originale in grado di suggerire uno stacco di facile percezione.
Anche i gradienti cromatici hanno mantenuto inalterate le loro caratteristiche di partenza, non lasciando intravedere flessioni innaturali o cadute di tono né sugli incarnati dei visi (a tratti volutamente pallidi) né sulle tonalità più difficili da rendere e se le dominanti grigio-verdastre possono sembrare un difetto imputabile al master, si tratta invece di una precisa scelta fotografica che aveva caratterizzato anche il precedente episodio.
Tutto perfetto insomma (non c'era da dubitarne) se non fosse per la presenza di un leggere velo digitale misto a blocking visibile soprattutto nei frangenti più scuri e imputabile a una compressione non gestita proprio al meglio; il bit-rate medio infatti si stabilizza attorno ai 6,5 Mb/s, ma contando il data-rate delle due tracce audio e alcuni frangenti in cui si toccano livelli di 5 Mb/s, la qualità finisce con il risentirne nonostante i quasi due Gb rimasti inutilizzati che dimostrano quindi la non perfetta gestione dello spazio su disco.
Quello del rumore video rimane comunque un difetto non disastroso ai fini della percezione del quadro, che rimane, lo ripetiamo, su livelli altissimi pur se non perfetti come in molti si sarebbero aspettati.
Lo stesso discorso può essere fatto per la sezione audio comprendente due tracce in Dolby Digital 5.1 potenzialmente eccellenti. In effetti le caratteristiche sonore del film e il ricordo delle tracce presenti nel precedente DVD di Matrix sono due indizi che promettono una resa di riferimento, ma ciò non si è verificato del tutto.
Appurata la notevole somiglianza delle due versioni in quanto a missaggio e a livello di registrazione, abbiamo a che fare con un quadro sonoro ricchissimo di elementi diversi (effetti di ambienza, musiche, panning laterali e fronte-retro) e caratterizzato da un'attenzione ai dettagli quasi maniacale sia nelle sfumature dei dialoghi che nei minimi rumori nelle scene d'azione più concitate. Da questo punto di vista il missaggio è stato realizzato con notevole competenza sfruttando fino all'osso le potenzialità "spaziali" della codifica multicanale, ma questo non toglie il fatto che in quanto a dinamica e impatto ci saremmo aspettati una scena più riuscita e spettacolare.
Il passaggio dalle basse alle alte frequenze manca un po' di estensione e il sub, anche se spesso in primo piano, non possiede quell'impatto devastante che film di questo genere dovrebbero avere; è vero che si tratta di sottigliezze facilmente risolvibili con un'attenta regolazione dei volumi del proprio impianto audio, ma ciò, se pur di pochissimo, allontana la valutazione finale dai livelli di perfezione e di spettacolo puro che avremmo dato già per scontati e che invece si sono rivelati non in tutto il loro potenziale espressivo.

CONTENUTI SPECIALI

Il successo mondiale del DVD di Matrix è dipeso, oltre che da una qualità audiovisiva mai vista fino ad allora, anche dal consistente numero di extra, tra cui l'opzione del "coniglio bianco" da cui decine di edizioni successive prenderanno spunto per dare un'analisi tecnica il più approfondita possibile su certi aspetti del film (l'ultimo in ordine di tempo è stato il DVD di Daredevil); se pensiamo che allora Warner aveva compresso tutto su un solo disco e che ormai sono passati più di tre anni da quella storica edizione (la prima a superare il milione di copie vendute), le speranze di avere una sezione extra ancor più completa ed esaustiva erano in qualche modo assicurate dal gap cronologico (il DVD è ormai entrato nella sua fase matura) e dalla presenza di un disco aggiuntivo interamente dedicato ai contenuti speciali. Purtroppo, per politiche interne alla casa americana che non staremo qui a discutere, si è deciso di fornire un pacchetto extra sì consistente ma alla fine non molto interessante e soprattutto privo di contributi ormai "obbligatori" come commenti audio e scene tagliate, mancanza che fa suggerire quasi sicuramente una futura release (perché non a tre dischi) di cui aspettiamo la conferma di Warner a settimane.
Il minutaggio complessivo supera comunque i novanta minuti, ma come detto in precedenza non tutti gli extra sono riusciti. Pre Load (22') è un classico dietro le quinte in cui vengono prese in esame tutte le fasi di lavorazione del film (dagli storyboard agli allenamenti del cast sul set), ma sembra di vedere una versione ridotta del bellissimo making-of del primo Matrix e le frasi di circostanza dei registi e degli attori lasciano francamente il tempo che trovano. Ancora più deludente si rivela The Matrix Unfolds, una featurette di cinque minuti in cui vengono presi in esame il film, il videogioco Enter The Matrix e la raccolta di cortometraggi di animazione Animatrix, mentre il dietro le quinte del videogioco (28') appare un pesce fuor d'acqua che interesserà quasi esclusivamente i fan più accaniti di Matrix e che rispetto al quasi omonimo special di MTV programmata qualche mese fa non offre alcuna aggiunta di rilievo.
L'extra più interessante è senza dubbio The Freeway Chase, uno sguardo approfondito di quasi mezz'ora alla splendida sequenza dell'inseguimento in autostrada costata qualcosa come venti milioni di dollari; assistiamo a interventi dei due registi, del supervisore agli effetti speciali e del coordinatore degli stunt, ma anche a scene dal set davvero spettacolari, tra cui la costruzione ex-novo del segmento di autostrada utilizzato per questa splendida sequenza di azione.
Il massimo dell'inutilità si raggiunge con Get Me An Exit, uno speciale di nove minuti dedicato ai vari gadget di Matrix, tra cui un telefono cellulare e una bevanda energetica, mentre MTV Music Awards Reloaded, una presa in giro del film interpretata da Justin Timberlake e Sean William Scott, ha se non altro il merito di risultare divertente e originale. Chiude la sezione extra il trailer di Animatrix, di cui, ancora una volta, ignoriamo sinceramente l'utilità.
La sensazione insomma è che alla Warner abbiano raccolto extra di scarto per riempire alla bene e meglio il secondo disco nell'attesa di includere commenti audio, scene inedite e dietro le quinte molto più approfondite per una futura edizione, che di fatto renderebbe questo DVD un acquisto francamente inutile per i fan accaniti del film.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Sarà che quest'anno Matrix Reloaded ha occupato l'immaginario collettivo come pochissimi altri film sono stati in grado di fare o che tra videogiochi e film di animazione si siano raggiunti livelli di "congestione" mediatica quasi intollerabili, ma sta di fatto che la nuova fatica dei fratelli Wachowski si è rivelata al di sotto delle aspettative, ingigantendo il più possibile l'aspetto digitale-effettistico del predecessore (da questo punto di vista siamo a un passo dalla perfezione) ma non possedendone né la carica innovativa né tantomeno la fluidità del racconto, che nelle nuove avventure di Neo e Morpheus risulta gravemente compromessa da troppi dialoghi sul nulla e da una trama che nonostante debba essere assimilata del tutto solo dopo il terzo e conclusivo episodio, procede a tentoni per più di due ore e non riserva gli sviluppi e le sorprese che i fan si sarebbero aspettati. Nonostante la delusione artistica, l'attesa dell'edizione digitale si è concretizzata in un prodotto sicuramente spettacolare sul versante tecnico (pur con qualche riserva sulla compressione del video e su una dinamica delle tracce audio non ai massimi livelli) ma discutibile su quelli dei contenuti extra, che pur toccando un minutaggio di tutto rispetto non riescono ad appassionare (e a interessare) come era successo per l'edizione del primo Matrix. Mancano veri approfondimenti sulle riprese e interventi del cast lontani dalle classiche affermazioni di circostanza, ma soprattutto commenti audio, scene inedite e l'ormai mitica modalità del "coniglio bianco" che davamo già per scontata. Warner quasi sicuramente sta già approntando una nuova edizione più ricca di extra e magari con tracce audio estese che di fatto renderebbe quasi inutile l'acquisto di un DVD come questo, sicuramente riuscito da un punto di vista tecnico ma dimezzato da una sezione extra non all'altezza del film. E se finalmente la casa americana si decidesse a passare al DTS, la futura release di Matrix Reloaded potrebbe essere una "cavia" a dir poco perfetta.