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Lati Positivi

  • Il new-horror asiatico parte da qui
  • Brividi sinceri e "originali"
  • Tracce audio discrete

Lati Negativi

  • Il secondo e il terzo episodio non sono all'altezza del primo
  • Qualità video insufficiente
  • Tracce audio sotto tono
  • Extra deludenti
Recensione

L'altra trilogia dell'anello: The Ring, The Ring 2 e Ring 0 : The Birthday

In Giappone è stato un vero exploit mediatico, dando vita dal '98 ad oggi a tre film ufficiali e a incassi strabilianti. Ora la trilogia di The Ring approda anche in Italia dopo il successo del remake americano e lo fa con tre DVD dedicati agli amanti di fantasmi, videocassette maledette e leggende urbane. Il cinema dell'Anello non appartiene solo a Peter Jackson.

di Francesco Destri, pubblicato il

Chi l'avrebbe mai detto che il romanzo di un autore di talento ma non certo fenomenale come Suzuki Koji avrebbe creato il fenomeno più grande e "ricco" nella gloriosa storia della cinematografia giapponese? Era il 1991 quando Koji pubblicò The Ring, thriller-horror abbastanza originale e indubbiamente ben scritto che solo sette anni dopo viene trasformato dall'enfant prodige Hideo Nakata nell'omonimo film campione d'incassi in mezza Asia.
Da quel trionfo di pubblico (ma anche di critica) sono passati appena cinque anni, ma il fenomeno The Ring si è talmente sparso a macchia d'olio che in nel giro di due anni sono stati prodotti due seguiti ufficiali, uno quasi “clandestino” (trattasi del modesto Rasen), un remake coreano prima (quel Ring Virus ancora inedito in Italia) e uno hollywoodiano poi, il cui successo ha fatto sì che Eagle Pictures distribuisse anche in Italia l'originale trilogia giapponese rimasta fino allo scorso anno un fenomeno noto solo ai più attenti fruitori del cinema asiatico.
L'exploit di The Ring non si è però fermato al cinema. Bisogna infatti ricordare ben due serie TV (venticinque episodi in tutto), un TV-movie e nove albi a fumetti che hanno fruttato al fortunato Koji svariati milioni di yen e che si sono concretizzati in una fama "all american" capace di smuovere addirittura una major come la Dreamworks, decisa a riproporre il seguito del fortunato remake di Gore Verbinski per il prossimo anno.
A questo punto sorge spontanea una domanda e cioè come abbia fatto un solo film, indubbiamente originale e non privo di fascino, a innescare un simile fenomeno mediatico, paragonabile forse solo a quello di The Blair Witch Project, che però ha avuto la sfortuna di durare solo pochi mesi. Le ragioni, così come succede ogni volta che si cerca di spiegare un simile exploit, non sono facili da trovare.
Indubbiamente Hideo Nakata, che ha diretto gli episodi migliori della serie, è un regista molto personale e visivamente preparato (si veda anche il bellissimo Dark Waters) e l'idea di unire parapsicologia, leggende antiche e moderne, storie di fantasmi e spiriti (profondamente radicate nella cultura fantastica orientale), thriller e horror, stile onirico e sferzate di tensione improvvise ha avuto la sua buona parte di merito nel configurare il fenomeno di The Ring, ma bisogna anche ammettere che solo il primo episodio merita davvero di essere apprezzato e analizzato attentamente, mentre il secondo (un sequel) e il terzo (un prequel) denotano già una stanchezza e una povertà di idee che dimostrano chiaramente quanto l'interesse economico fosse prevalso su quello puramente artistico.
The Ring infatti ha avuto il merito di trovare una storia realmente intrigante e originale (solo vaghi i rimandi a Urban Legend e Videodrome) e di averla trasferita sul grande schermo con una buona dose di visionarietà e di gusto per il macabro e l'inquietante che mancavano da molto nel cinema giapponese.
Certo, se poi si vanno a vedere la modesta prova degli attori, le numerose incongruenze della trama e una tensione che esplode veramente solo negli ultimi venti minuti, si torna a dubitare dell'effettivo merito del film fino a ritenerlo un cult solo perché capitato nel posto giusto al momento giusto, ma per il resto non si possono negare la bontà della visione che possiede Nakata per le nuove tematiche horror e un'intuizione tanto geniale quanto terrorizzante come l'ormai mitica apparizione di Sadako nella parte finale del film.
Peccato solo che i due seguiti non siano stati sul livello del loro predecessore; in caso contrario avremmo avuto la migliore trilogia horror dai tempi del trittico dei morti "romeriano" e visti i tempi che corrono non sarebbe stata una cosa da poco.

I DVD

La possibilità di raggruppare in un'unica analisi tecnica i tre film editati in DVD da Dynamic Italia è stata resa possibile dall'estrema somiglianza in termini di qualità audiovisiva che accomuna questi DVD, identici sia nella configurazione delle tracce audio che nei materiali visivi utilizzati per il riversamento. Purtroppo la casa italiana non ha mai brillato per le sue edizioni di film "normali" (ricordiamo infatti che Dynamic è specializzata soprattutto in cartoni animati) e non fa eccezione neanche la trilogia di The Ring, che non è riuscita a trovare in DVD una valida riproposizione a danno di chi è interessato a riscoprire questo fenomeno del cinema giapponese.
I difetti più eclatanti riguardano senza dubbio la sezione video, frutto di pellicole non certo conservate nel migliore dei modi, e di master inadatti per qualità e definizione ad essere utilizzati per un'edizione digitale. In tutti i film, con una leggera preferenza per il terzo (che è anche il più recente), sono chiare da una parte l'incidenza di segni di usura come graffi e puntinature, dall'altra la bassa definizione, il croma impastato, la scarsa luminosità del quadro e una cattiva conversione NTSC/PAL, tutti difetti da ricercare nella mediocre qualità dei master video.
Per fortuna, visto il saggio utilizzo di un disco a doppio strato per tutte e tre i film, si è potuto mantenere un bit-rate abbastanza alto (lo spazio a disposizione rimane comunque tanto), il che ha evitato almeno in parte l'insorgere di artefatti MPEG2, anche se a disturbare ulteriormente il quadro intervengono altri fattori negativi come la grana delle pellicole e un rumore video forse non molto appariscente ma comunque "insidioso" se pensiamo che già la fotografia dei film non è delle più chiare e contrastate.
In definitiva dobbiamo accontentarci di un video che, avvicinandosi molto alla resa di una comune VHS, solo in rare occasioni si mantiene su livelli sufficienti per l'intera durata dei film e che purtroppo paga l'inesperienza della casa italiana nell'editare in DVD film "in carne e ossa", cosa che invece non è successa nelle edizioni inglesi, sicuramente consigliabili ai fan della trilogia anche per il prezzo abbordabilissimo a cui sono vendute (tutto il contrario invece di quelle giapponesi).
La sezione audio ha riservato invece maggiori sorprese. Innanzitutto è stato eliminato il fastidioso difetto del fuori sincrono nelle tracce in DTS presente nelle copie destinate al noleggio e in un secondo tempo, trattandosi di doppiaggi realizzati molto recentemente, la resa dei dialoghi appare abbastanza naturale e incisiva, anche se sarebbe meglio stendere un velo pietoso sulla qualità "artistica" dei doppiatori, che in alcuni frangenti rischia davvero di rovinare l'atmosfera dei film.
Le tracce in DTS si caratterizzano per un livello di registrazione più alto e per una leggerissima (quasi impercettibile) brillantezza sui parlati che invece risalta meno nelle versioni in Dolby Digital.
A livello di mixing e di effetti ambientali le differenze tra le due codifiche sono invece inesistenti e non ci si deve certo aspettare delle tracce molto coinvolgenti e spettacolari; il nuovo missaggio ha infatti "nascosto" alcuni riferimenti ambientali rimasti invece nella versione originale in giapponese e quindi le uniche occasioni per sentire all'opera il blocco posteriori si limitano alle musiche e a qualche voce fuori campo nelle sequenze ambientate per strada. Il livello complessivo comunque è discreto, anche se avremmo rinunciato volentieri alle tracce in DTS se ciò avesse influito positivamente su una minor incidenza della compressione.

CONTENUTI SPECIALI

Chi si aspettava di trovare extra interessanti come commenti audio, dietro le quinte, scene inedite o interviste al cast, rimarrà non poco deluso dal trattamento che Dynamic ha riservato alla trilogia di The Ring, anche perchè, visto l'enorme successo ottenuto in Giappone, i materiali accessori non mancavano di certo.
Ogni DVD comprende un trailer cinematografico e le uniche eccezioni sono rappresentate dal primo episodio, contenente anche il video di Sadako, e dal terzo, che in più può contare su alcune schede testuali con curiosità e notizie riguardanti il film. Nulla a che vedere insomma con le edizioni giapponesi forti di dietro le quinte, scene tagliate e interviste; inutile dire che i veri fan della trilogia devono rivolgersi al mercato asiatico se vogliono trovare prodotti davvero ben fatti e completi.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Gli appassionati di brividi e sangue hanno definito la trilogia di The Ring come il fenomeno più importante del new-horror asiatico degli ultimi anni ed effettivamente, se escludiamo il terzo episodio (senza dubbio il più debole di tutti), siamo di fronte a film originali, interessanti nella loro riscrittura delle tematiche horror contemporanee e visionari al punto giusto per piacere anche agli amanti del fantastico puro non necessariamente appassionati di horror; rimangono pesanti fardelli inerenti alla produzione stessa (gli attori soprattutto) e una certa trasandatezza nella fotografia e nel montaggio, ma per il resto la trilogia di Hideo Nakata e Norio Tsuruta si è rivelata una boccata d'aria fresca nell'odierno panorama horror. Purtroppo l'edizione in DVD non convince quasi per nulla né per quanto riguarda la qualità audiovisiva (su livelli appena sufficienti) né per la quantità di extra, quanto mai scarsi per film che almeno in Asia sono un vero e proprio culto. Un vero peccato, anche perchè difficilmente li rivedremo ristampati a breve; per fortuna rimangono le ottime edizioni giapponesi... almeno per chi se le può permettere!