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Lati Positivi

  • E' il miglior comic-movie degli ultimi anni
  • Un sequel meglio dell'originale
  • Video nitido e molto definito
  • Traccia in DTS strepitosa
  • Extra in quantità

Lati Negativi

  • Video con qualche lieve difetto
  • Pessimo il doppiaggio italiano di Nightcrawler
Recensione

X-Men 2

Dopo averci regalato il primo capitolo della saga degli X-Men, Bryan Singer torna con una nuova avventura dove per fortuna i pur onnipresenti effetti speciali non arrivano mai a soffocare la storia e i personaggi. Grandi incassi, critica soddisfatta e un futuro all'insegna degli uomini X che si preannuncia ancor più esaltante. Finalmente un comic-movie come si deve!

di Francesco Destri, pubblicato il

Chissà se è vero, così come si dice negli uffici della Hollywood che conta, che Bryan Singer è il successore designato di Steven Spielberg. Forse è ancora troppo presto per fare scomodi e impegnativi paragoni, ma è certo che il regista trentasettenne esploso nel '95 con I soliti sospetti e tornato pochi anni dopo con il solo discreto L'allievo (a cui però si deve la profonda amicizia con Ian McKellen) ha il cinema (spettacolare ma anche intelligente) nel sangue. Il suo primo grande successo di pubblico (centinaia di milioni di dollari incassati in tutto il mondo) è coinciso proprio con il primo episodio della trilogia degli X-Men, che nonostante un finale fin troppo iperbolico e alcune cadute di tono dovute molto probabilmente all'inesperienza con produzioni di tale portata, si è dimostrato il miglior film "a fumetti" dai tempi di Batman - Il ritorno e ha contribuito in maniera determinante, molto più che Men In Black, a scatenare l'ondata di comic-movie che negli ultimi anni ha invaso i cinema di tutto il mondo con risultati deplorevoli (Spider-Man, Daredevil), appena sufficienti (Hulk) e decisamente riusciti (si pensi a Blade II, a From Hell - La vera storia di Jack lo squartatore e a Era mio padre).
La fortuna di Singer è stata quella di avere a disposizione un background letterario quanto mai vario e affascinante per le numerose tematiche con cui gli X-Men (metafora di tutti quanti i "diversi" osteggiati dalla società) possono essere letti e interpretati. Non a caso questa serie, creata da Stan Lee esattamente quarant'anni fa, rimane la più sociale e profonda del grande autore americano, e se nel primo film Singer non era stato ancora in grado di contaminare il puro e semplice spettacolo con un solido inquadramento psicologico e metaforico, lo stesso non si è ripetuto con il sequel, che oltre a vedere quasi raddoppiati gli sforzi dei creatori degli effetti speciali e il budget, è finalmente riuscito a scrollarsi di dosso quella patina "facilona" e plasticosa tirata in ballo dai più acerrimi detrattori del primo episodio.
X-Men 2 accentua gli scontri psicologici e le componenti umane dell'originale fumetto di Lee per giungere finalmente a una piena maturazione lontana anni luce dagli scialbi e falsi teatrini di Sam Raimi e Ang Lee. Non si potrebbero spiegare in altro modo infatti i tormenti di Wolverine (che finalmente scoprirà qualcosa sul suo passato) e di Rogue (l'amore non fisico è amore incompleto e quindi tragico), la solitudine mista a paura di Nightcrawler, la "strana" alleanza tra Magneto e Xavier per combattere il vero villain di turno (William Striker) e l'accusa neanche tanto velata a quella parte di società americana contemporanea che vorrebbe "sbarazzarsi" per paura e per ignoranza di tutti i diversi all'insegna del razzismo, dell'odio di religione e dell'omofobia.
Questo per far capire quanto il film di Singer, che pure resta un affascinante e spettacolare excursus lungo il meglio dell'odierno cinema d'intrattenimento, sia in realtà molto più profondo e intelligente di quanto non sembri a una prima occhiata anche per il valore centrale dato dai due sceneggiatori Michael Dougherty e Dan Harris ai personaggi femminili, che se escludiamo la centralità di Wolverine, rimangono il vero elemento di eroismo del film come dimostrano il sacrificio di Jane Grey (sarà un caso l'assonanza con la Jane Eyre di Charlotte Bronte?) e Deathstrike, la nemesi di Wolverine nei confronti della quale un'altra cattiva d.o.c. come T-X (la bionda cyborg di Terminator 3) sembra una scolaretta in gita a Los Anglese.
In fondo l'abilità di Singer è stata da sempre quella di plasmare a suo piacimento personaggi al limite (si pensi al Kayser Sose de I soliti sospetti o al vecchio nazista de L'allievo), pregio che inserito in una cornice tecnologicamente sofisticata come quella approntata da 20th Fox (quasi mille gli effetti speciali utilizzati nel film e forniti da oltre venti compagnie specializzate) ha dato vita al miglior film fantastico della scorsa stagione dopo Il Signore degli Anelli: Le Due Torri e all'esempio perfetto di come si possa fare del cinema intelligente e profondo anche spendendo duecento milioni di dollari e rifacendosi a una letteratura per molti di basso livello come quella delle "nuvole parlanti".

IL DVD

Per un po' di tempo il DVD di X-Men ha contrastato quello di Matrix per la supremazia in campo audiovisivo e per molti la battaglia finale è andata proprio al film di Singer, la cui edizione digitale, pur se meno ricca di extra di quella di Matrix, poteva contare su un video e su due tracce audio semplicemente fenomenali (almeno per l'epoca). Questa primavera è toccato poi a X-Men 1.5, con la sua traccia in DTS e ore e ore di extra, riportare l'attenzione del grande pubblico sui mutanti di Bryan Singer, attenzione che si è risvegliata in questo novembre ricchissimo di novità interessanti in occasione dell'uscita della Special Edition di X-Men 2, che verrà distribuita da Fox anche in una versione a un solo disco e in un quadruplo cofanetto contenente questi due dischi più i due di X.Men 1.5.
L'attesa era molta e bisogna ammettere che fin dai menù animati, se escludiamo qualche errore di authoring nella titolazione (Inizio Film è diventato misteriosamente "Iniz Fil"), si capisce chiaramente di trovarsi di fronte a un DVD realizzato con tutti i crismi del caso.
Il video, anche se non ha potuto contare su un bit-rate particolarmente alto, si presenta nel migliore dei modi, offrendo una definizione di livello superiore, una spiccata profondità tridimensionale, neri compatti e privi della minima sbavatura, grande attenzione al dettaglio (tutti i primissimi piani utilizzati spesso da Singer mettono in luce un'eccellente risalto dei particolari), compressione per lo più inavvertibile e una palette cromatica forse non molto estesa a causa della fotografia originale (abbondano cromatismi "freddi" e giocati sul bianco e blu) ma fedelissima alle tonalità viste anche al cinema.
In questo modo il quadro si mantiene su livelli di eccellenza lungo tutto il film e neanche i frangenti più difficili da rendere come l'assalto notturno alla scuola di Xavier o tutta la parte finale all'interno della diga lasciano intravedere la minima incertezza; se proprio dovessimo cercare il pelo nell'uovo, allora dovremmo affidarci solo ed esclusivamente a qualche alone attorno ai corpi dovuto a un uso forse eccessivo delle tecniche di accentuazione dei profili, difetto che comunque sarà visibile solo a un occhio molto esperto e che in ogni caso non arriva mai a provocare un vero fastidio.
Le attenzioni maggiori sono comunque rivolte alla sezione audio per la presenza di una traccia in DTS a data-rate dimezzato che era mancata nella precedente edizione di X-Men. Per una volta la codifica superiore riesce a risaltare per una maggior brillantezza e armoniosità timbrica (l'equilibrio tra alti e bassi è davvero privo di sbavature) e l'eccellente mixing multicanale dà vita a una scena estremamente aperta e dettagliata (si vedano a proposito la sequenza iniziale nella Casa Bianca o il combattimento tra Wolverine e Deathstrike) come raramente ci è capitato di ascoltare ultimamente.
Solo la dinamica non è su livelli di riferimento e una sequenza che in teoria avrebbe dovuto "spaccare" come l'esplosione della diga colpisce sì ma senza quell'impatto devastante del sub che ci saremmo aspettati. Nonostante questi rari frangenti comunque, non possiamo che essere soddisfatti del lavoro svolto da 20th Fox (peccato solo per la mancanza del settimo canale), anche se la traccia originale, che può beneficiare di dialoghi più profondi e ricchi di medio-bassi, rimane ancora preferibile alle due in italiano pur se di poco.

CONTENUTI SPECIALI

Ed eccoci giunti agli extra, l'altro grande punto di forza dei precedenti DVD degli X-Men e in generale delle Special Edition targate 20th Fox. Per l'occasione la casa americana non ha certo lesinato risorse e la grande quantità (e qualità) dei contributi proposti è anche merito di Bryan Singer, da sempre convinto sostenitore delle potenzialità del DVD che a partire dal primo episodio degli X-Men ha voluto girare molto materiale aggiuntivo sul set dedicato proprio alle future edizioni digitali.
Così, dopo i DVD di X-Men e di X-Men 1.5, eccoci di fronte a un altro campione di completezza a cui solo l'Extended Edition de Il Signore degli Anelli: Le Due Torri rimane superiore (non poteva essere diversamente). Il primo disco comprende ben due commenti audio ad opera rispettivamente di Bryan Singer-Tom Sigel (il direttore della fotografia) e dei due produttori accompagnati dagli sceneggiatori Michael Dougherty e Dan Harris. Singer si è sempre rivelato un ottimo intrattenitore e la sua giovane età in questo caso è anche sinonimo di passione e voglia di raccontare, tutti pregi che si ripercuotono positivamente nel commento, tra i più interessanti che ci siano capitati di ascoltare negli ultimi mesi, senza nulla togliere al secondo running-commentary, molto dettagliato e interessante ma non all'altezza del primo.
E' sul secondo DVD comunque che sono stati inseriti gli extra più corposi. Il più lungo e interessante è senza dubbio il making of di un'ora strutturato secondo il classico schema interviste-scene dal set che dà uno sguardo davvero completo sull'origine e la lavorazione del film. Da menzionare anche Storia degli X-Men (23') incentrato sui personaggi dell'omonimo fumetto Marvel, la featurette sulle imponenti scenografie messe a punto da Jeff Paris (18'), le scene tagliate (ben undici da circa un minuto l'una), gli estratti dagli speciali su Internet (17') simili a quelli presenti nelle edizioni digitali della trilogia tolkeniana, il bellissimo special sugli effetti visivi (25') e l'approfondimento sulle musiche di John Ottman (11').
Non è finita qui però. C'è infatti ancora spazio per una sequenza multiangolo (2' 30''), per due brevi speciali sulle sequenze di Nightcrawler (14'), per un segmento dal dietro le quinte con il combattimento simulato tra Wolverine e Deathstrike (1' 30''), per i trailer cinematografici e per ben ventisei gallerie fotografiche (se non un record, poco ci manca). Tutti i contributi sono sottotitolati in italiano e godono di un'ottima resa audiovisiva oltre ad essere identici a quelli presenti nell'edizione americana.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Molti avevano parlato di "prostituzione" artistica quando l'allora trentatreenne Bryan Singer decise di dirigere un kolossal fantastico tratto da una serie a fumetti della Marvel dopo aver stupito il mondo con quel gioiello di pulp-noir che fu I soliti sospetti. Eppure il giovane regista era riuscito quasi perfettamente nell'impresa, non cadendo negli stilemi più beceri dei comic-movie contemporanei ma non avvicinandosi però neanche alla visionarietà autoriale del Tim Burton di Batman. X-Men 2 invece è su un livello decisamente superiore. Singer punta ancora di più sulla spettacolarità della messa in scena, ma aumenta anche gli sguardi ai tormenti dei protagonisti e all'accusa di intolleranza verso i "diversi" della società, di cui i mutanti sono una metafora più che evidente. Un cinema maturo e di intrattenimento al tempo stesso (sarà per questo che Singer è stato paragonato a Spielberg?) che lascia ben sperare nel terzo e conclusivo episodio della serie. Per quanto riguarda l'edizione digitale a due dischi, 20th Fox non poteva che sfornare un prodotto eccellente sotto tutti i punti di vista e infatti, se escludiamo qualche lieve incertezza nella traccia in DTS e nel video, lo spettacolo è assicurato sotto tutti i punti di vista; aggiungiamo una sezione extra di eccellente caratura e non potremo che avere di fronte una delle edizioni in DVD più riuscite e convincenti degli ultimi mesi.