Aggiungi alla collezione

Lati Positivi

  • Un cult-movie da avere a tutti i costi
  • Splatter e demenziale ai massimi livelli
  • Commenti audio sottotitolati

Lati Negativi

  • Video insufficiente
  • Audio fuori sincrono
  • Gli extra non sono molto numerosi
  • L'edizione di Anchor Bay rimane ancora la migliore
Recensione

La Casa

Una casa sperduta nel bosco, corpi in decomposizione, cervelli in bella vista e sangue a ettolitri. Se di solito non svenite di fronte a queste "bellezze" assortite e se pensate che il capolavoro di Sam Raimi sia Spider-Man, allora è doveroso fare la conoscenza di questo cult-movie che più di tutti gli altri ha rigenerato e sovvertito il cinema horror. Non ne rimarrete delusi.

di Francesco Destri, pubblicato il

Cosa sarebbe oggi il cinema horror senza un film come La Casa? Come sarebbe cambiato lo scenario cinematografico degli anni '80 tra splatter (i kolossal zombeschi di Romero) e teenager-horror (Nightmare) senza l'impulso dato da Sam Raimi e dal suo esordio su grande schermo? Domande più retoriche non potrebbero davvero esserci. Siamo infatti di fronte a uno dei film-simbolo del cinema fantastico degli ultimi anni e a uno degli esordi più fulminanti e geniali dai tempi di Quarto Potere (naturalmente con le sacrosante differenze del caso). Già tre anni prima di girare Evil Dead, che sarà poi tradotto in italiano come La Casa (epiteto comune a decine di pessimi film a seguire), il diciannovenne Sam Raimi aveva stupito il circuito dei festival indipendenti con un mediometraggio di mezz'ora incentrato su un gruppo di amici che si ritrova in uno chalet in un bosco e finisce preda di forze maligne scatenate da un'antica maledizione indiana. Quel piccolo saggio di inventiva e di originalità girato con uno script di appena dieci pagine e con 1600 dollari raccolti tra amici e parenti piacque a moltissimi critici d'avanguardia e convinse Raimi, che dopo un test attitudinale era risultato essere adatto come riparatore di lavatrici, a continuare sulla strada del cinema.
Così un anno dopo, sempre in compagnia dell'amico fraterno (e alter-ego) Bruce Campbell, Raimi riesce a racimolare quasi quattrocentomila dollari da alcuni investitori di Detroit e si reca a Morristown nel Tennessee con una piccola troupe per iniziare le riprese del suo primo vero lungometraggio. Le riprese durano tre mesi (un tempo lunghissimo se pensiamo alle maniere sbrigative di Raimi) e il film, dopo una partenza non del tutto soddisfacente, inizia a spopolare nei cinema notturni della east-coast diventando ben presto un cult-movie al pari di The Rocky Horror Picture Show e de Il fantasma del palcoscenico. Dagli USA all'Europa il salto è breve e La Casa trova un insospettabile e calorosa accoglienza in Spagna, dove si aggiudica due Catalonia Awards e dove sarà riproposto nelle sale quest'anno in versione rimasterizzata ottenendo un lusinghiero successo di pubblico.
Seguiranno, come gli appassionati già sanno, La casa 2 e L'Armata delle Tenebre (ma anche Darkman, il capolavoro Soldi Sporchi e il giallo The Gift), ma Raimi, nonostante i trionfi di Spider-Man, rimarrà sempre agli occhi degli appassionati di cinema fantastico come il regista di Evil Dead. E questo per tantissimi motivi.
Con La Casa si apre infatti un "nuovo" filone (quello dell'horror demenziale) che in passato aveva potuto contare solo su episodi isolati e di scarsa valenza artistica (i film "fantastici" di Gianni e Pinotto) o su incursioni occasionali (si pensi alle tantissime prese in giro, soprattutto televisive, dei vari Dracula, Frankenstein e l'Uomo Lupo) fin troppo innocue e presto cadute nel dimenticatoio.
Raimi invece sceglie l'approccio opposto, optando per uno humor che nasce dall'eccesso e dalla parodia e per un impatto visivo per l'epoca sconvolgente; l'introduzione della sua "shaky-cam" (parente "povera" della steady-cam), una macchina da ripresa mobilissima e capace di raggiungere angolazioni e scrolling vorticosi, l'uso contemporaneo di grandangoli e di primissimi piani (i risultati sono a dir poco deformanti), il montaggio aberrante (in senso buono) che non lascia spazio ad alcun momento morto e il rincorrersi continuo di fughe, combattimenti e "resistenza" (il topos scelto da Raimi è quello della casa assediata dall'esterno) hanno reso questo film non solo un nuovo punto di partenza per il genere splatter (il trucco di Tom Sullivan ha aperto nuovi orizzonti per il cinema horror più estremo), ma soprattutto un esperimento godibilissimo di pura invenzione cinematografica, in cui sono chiari l'entusiasmo e la volontà di sperimentare di Raimi, due qualità che accompagneranno la sua carriera fino al tonfo clamoroso di Spider-Man, film di quelli fatti in serie dove risulta davvero impossibile riconoscere la benché minima impronta anarcoide del regista di Franklin, Michigan.
Si potrebbe continuare ancora per molto a descrivere i pregi (la maschera allucinata di Bruce Campbell, l'ambientazione da incubo, le invenzioni "nerissime" nei duelli con i mostri) e i difetti (davvero ce ne sono?) di questo splendido horror demenziale, ma sarebbe francamente inutile e retorico. Film come La Casa ormai non se ne fanno più (ci ha provato Eli Roth con Cabin Fever e i risultati si sono visti) e registi come Raimi sono diventati una specie in via di estinzione, ragione in più per non lasciarsi sfuggire uno degli appuntamenti immancabili per ogni "necrofilo" di celluloide che si rispetti.

IL DVD

Inaspettatamente La Casa torna sul mercato italiano con una nuova edizione digitale che arriva a quasi due anni di distanza dalla Special Edition targata DVD Storm, sufficiente nel reparto audiovisivo, ma povera di extra se confrontata con la controparte americana e inglese di Anchor Bay. Questa volta CDE ha deciso di utilizzare lo stesso master della casa americana in 1.85:1 anamorfico contro il formato originale in 1.33:1 con cui il film, girato tra l'altro in 16 mm, uscì allora nelle sale; non si tratta comunque di un errore o di una decisione autonoma di Anchor Bay, bensì di un "allargamento" del formato voluto e supervisionato dallo stesso Raimi proprio per le release digitali dopo che le versioni in Laser Disc, presentate in 4/3, avevano scontentato tutti i possessori di TV 16:9.
Il risultato però, sicuramente più adatto ai tempi, non riesce a convincere quasi per nulla e si mantiene sugli stessi modesti livelli della release americana. Il master è molto granuloso e poco definito, tanto che già nei campi medi viene a mancare una piena percezione dei dettagli in primo piano e l'atmosfera perennemente scura non aiuta di certo a rendere il quadro cromaticamente vivace. Anche le tinte più accese infatti appaiono spente e poco sature e ciò, unito a contorni molto soft e a una definizione insufficiente ha dato vita a una scena confusa e ben poco avvincente, sicuramente resa tale dai materiali d'origine (pochi comunque i segni di usura della pellicola) ma anche dai mezzi con cui fu girato allora il film.
L'audio, soprattutto grazie alla traccia rimasterizzata in Dolby Digital 5.1, riesce a far dimenticare il limitato spettro sonoro dell'originale versione in mono (comunque presente), ma anche in questo caso non si va oltre una resa dignitosa ma lontana dalle tracce multicanali più recenti e spettacolari. I dialoghi appaiono spesso in secondo piano e la ricostruzione ambientale della scena, che pure si presterebbe a numerosi interventi di tutti quanti i diffusori, non riesce quasi mai a convincere del tutto come spesso accade con upgrading di questo tipo. Nemmeno le tracce estese presenti nelle edizioni Anchor Bay erano riuscite a fare miracoli, ma anche in questo caso dobbiamo sottolineare i mezzi quasi rudimentali che Raimi e la sua troupe furono costretti a utilizzare durante le riprese e che si ripercuotono negativamente anche nelle versione digitale.

CONTENUTI SPECIALI

Come gli appassionati del film già sapranno, l'edizione di riferimento audiovisivo e contenutistico rimane quella americana di Anchor Bay (con o senza confezione in pelle), che tra le altre cose offre ben venti minuti di scene inedite e due featurette celebrative di indubbio interesse. Purtroppo CDE, dopo gli scarsi contenuti speciali presenti nell'edizione DVD Storm, non è riuscita ad includere questi contributi filmati (abbiamo infatti solo il trailer cinematografico originale) e si è limitata ad offrire i due commenti audio registrati in occasione dell'uscita del Laser Disc americano.
Il primo è condotto da Raimi in compagnia del produttore Rob Tabert, mentre il secondo vede la partecipazione di Bruce Campbell, che deve proprio a questo film la sua (relativa) fortuna a Hollywood. Entrambi gli interventi sono ricchissimi di notizie e privi di tempi morti, ma a convincere è soprattutto quello di Campbell, che da vero appassionato del film e della trilogia si dimostra un vero fiume in piena e il suo entusiasmo è a dir poco contagioso.
In definitiva una sezione extra non del tutto soddisfacente, ma che almeno ha il merito di proporre i contributi più interessanti già presenti nella controparte americana con in più il pregio da non sottovalutare dei sottotitoli in italiano. A voi la scelta; se preferite l'eleganza e la completezza, il DVD targato Anchor Bay non può che fare al caso vostro, ma se siete allergici ai commenti audio non sottotitolati la risposta di CDE potrà anche soddisfarvi.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Per uno dei più importanti film horror di sempre, che tante imitazioni e omaggi si è visto riservare nel corso degli ultimi due decenni, CDE ha svolto un lavoro insufficiente sui materiali audiovisivi e ha incluso tra gli extra due commenti audio di indubbio interesse che però non riescono a competere con i contenuti speciali presenti nelle Special Edition targate Anchor Bay, tuttora preferibili sotto molti punti di vista. Il video e l'audio hanno risentito inevitabilmente degli scarsi mezzi con cui il film fu girato e anche per questo non sono in grado di offrire una resa particolarmente riuscita (a deludere sono soprattutto le immagini). Un‘edizione per molti versi deludente, ma sempre valida per l'indiscusso valore del film e per i due spassosissimi commenti audio, anche se non bisogna aspettarsi uno spettacolo audiovisivo di prim'ordine. Ma questo l'avevamo già messo in conto.