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Lati Positivi

  • Uno dei migliori film di animazione di sempre
  • Tutto lo splendore del genio di Miyazaki
  • Video privo di grandi difetti
  • Tracce audio di buon livello

Lati Negativi

  • Extra da dimenticare
  • La traccia in DTS è al di sotto delle aspettative
  • Qualche artefatto di compressione è comunque presente
Recensione

La città incantata

Chichiro non avrebbe mai pensato che un innocuo viaggio con i suoi genitori si sarebbe trasformato nell'esperienza più fantastica e imprevedibile della sua vita. Dopo aver varcato i confini del mondo degli spiriti, si ritrovò infatti in una città popolata da mostri e creature innominabili, da maiali pronti per essere mangiati e da una vecchia strega affamata d'oro. Quel luogo di fantasia e orrore si chiamava la città incantata…

di Francesco Destri, pubblicato il

In un periodo in cui la cinematografia animata classica, quella fatta di migliaia di disegni a mano e di splendidi colori pastello, sta attraversando un periodo di fiacca non comune (la Disney si affida ormai solo alla Pixar e i cartoon classici targati Dreamworks incassano la metà di Shrek e compagnia digitale), il mercato e l'industria giapponesi sembrano ormai destinati a ricevere l'eredità di Walt Disney per qualità, quantità e soprattutto successo dei loro film animati.
Episodi di eccezionale caratura tecnica e artistica come Akira, Ghost In The Shell e molti altri ancora (il mercato delle "anime" è a dir poco immenso) hanno dimostrato che i cartoonist giapponesi non solo non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi americani, ma in un certo modo li hanno superati per maturità delle tematiche in gioco e per stilemi culturali finalmente non racchiusi nelle solite trasposizioni animate di classici immortali della letteratura occidentale sui quali la Disney ha fondato il suo impero.
Tra tutti i registi ad occhi a mandorla saliti alla ribalta negli ultimi vent'anni, Hayao Miyazaki occupa un ruolo di primissimo piano, sia perchè il suo Studio Ghibli ha prodotto dal '85 ad oggi alcuni dei film di animazione più belli di sempre, sia perchè il suo stile geniale, imprevedibile e soprattutto privo di schemi classici (non aspettatevi ad esempio il manicheismo esasperato dei personaggi disneyani) è uno dei più riconoscibili e apprezzati degli ultimi tempi. A parte queste doti e film come Kiki's Delivery Service, La Principessa Mononoke, Porco Rosso e Laputa: The Castle In The Sky (tutti degni di essere inseriti nel gotha dell'animazione mondiale), Miyazaki molto probabilmente entrerà nella storia per La città incantata, il suo ottavo film considerato da molti (e il guru John Lasseter è uno di questi) quello che Quarto potere, Via col vento e Guerre Stellari hanno rappresentato per il cinema hollywoodiano in termini di genialità, epicità e apprezzamento del pubblico.
Questa volta il regista sessantaduenne ha superato se stesso costruendo minuziosamente (150 animatori coinvolti, più di mille inquadrature, tre anni di lavoro, un budget di quasi due miliardi di Yen) una splendida storia di fantasia e incanto popolata di personaggi bizzarri (e fuori dal tempo e dal mondo come noi lo conosciamo) e di continue trovate visive e narrative in cui sembrano confluire i deliri lisergici di Alice nel paese delle meraviglie, il respiro tra fantasy e realtà parallele de La storia fantastica, i motivi moraleggianti e adolescienziali di Pinocchio e i continui rimandi alle fiabe dei fratelli Grimm.
Si tratta però sempre di influenze mai così palesi da sfiorare il plagio, anche perchè il tocco personale di Miyazaki si può riconoscere in ogni singola sequenza e non solo visivamente parlando; la storia della piccola Chichiro, bambina fragile eppure capace di atti di eroismo inauditi, non può non ricordare il personaggio di Mononoke o di Kiki, così come i richiami all'ecologia, la geniale sfumatura tra bene e male (lo stesso spirito senza volto è eticamente indefinibile) e in generale l'impressione di trovarsi davanti a una fiaba in cui tutto si risolve in un incantevole e liberatore volo pindarico dove la fantasia e la colorata immaginazione infantile creano e macinano grande cinema ad ogni sequenza.

IL DVD

C'era un po' di apprensione da parte degli appassionati attorno a questa edizione, non solo per la disastrosa riuscita di Kiki's Delivery Service (l'altro film di animazione di Miyazaki proposto da Buena Vista in un DVD subito ritirato dal commercio per un evidente difetto in sede di encoding), ma anche perchè in alcuni paesi il DVD de La città incantata presentava una resa video a dir poco discutibile sul versante cromatico.
Universal invece è riuscita a confezionare un'edizione di ottimo livello arricchita per di più da una traccia italiana in DTS a data-rate dimezzato che, pur non indispensabile vista la natura del film, è però sintomatica dell'attenzione riversata dalla casa americana su questo DVD.
Il master video utilizzato è lo stesso della versione americana e questo per fortuna significa che i difetti cromatici accennati non sono presenti; anche a livello di definizione e di compattezza degli sfondi abbiamo notato una forte somiglianza con il DVD d'oltreoceano e dobbiamo ammettere che pur non raggiungendo i livelli de Il Re Leone (semplicemente il miglior video mai riscontrato in un film di animazione), le immagini non soffrono di particolari difetti. I segni di usura sono praticamente assenti, la resa dei colori (fondamentale per apprezzare fino in fondo il genio di Miyazaki) non lascia spazio a particolari critiche e anche le seghettature delle linee oblique - difetto comune a quasi tutti i film animati - ci sono ma non arrivano mai a dare fastidio.
Un ottimo quadro insomma, indebolito solo dalla comparsa di un leggerissimo rumore video e da una fluidità nei panning più veloci e concitati non sempre perfetta; si tratta comunque di difetti di lieve entità che forse potevano essere evitati con un leggero innalzamento del bit-rate (il disco è riempito infatti per poco più del 80 per cento), ma che in ogni caso non ci fanno cambiare opinione sulla bontà di un quadro brillante e qualitativamente superiore alla media.
L'analisi dell'audio denota fin da subito una spiccata somiglianza tra le due tracce italiane, anche se quella in DTS gode di una brillantezza vagamente più accennata e di dialoghi più squillanti che forse non piaceranno a tutti. Per il resto il quadro sonoro è contraddistinto da una forte prevalenza del fronte anteriore, che pur se aperto e molto dettagliato appare fin troppo preponderante; il blocco posteriore infatti funziona per lo più nel sottolineare le splendide musiche del film (tutte dal vago sapore new-age e quindi molto calde e avvolgenti), ma viene a mancare un po' troppo spesso del necessario apporto ambientale, anche se ad essere sinceri non ci aspettavamo una resa di riferimento visti anche i contenuti per lo più "visivi" del film.
Certo, qualche panning in più non avrebbe fatto male (così come una maggior separazione dei due posteriori), ma a supplire in parte questa mancanza troviamo un sub che si comporta ottimamente nei pochi momenti in cui è chiamato in causa (la prima apparizione del neonato gigante con i passi che rimbombano nella stanza ne è un esempio lampante), donando un impatto non indifferente che troviamo anche nella traccia giapponese, da apprezzare maggiormente per una resa dei dialoghi più convincente e per una maggior freschezza degli effetti sonori.

CONTENUTI SPECIALI

La parola scandalo non suonerebbe del tutto stonata per descrivere il trattamento che Universal ha riservato a questo DVD sul versante degli extra; l'unico contenuto speciale presente è infatti un trailer del film della durata di tre minuti, mentre mancano all'appello i bellissimi extra presenti nella Special Edition americana a due dischi, ovvero tre featurette, un dietro le quinte, gli storyboard e l'introduzione del guru dell'animazione digitale John Lasseter, che come gli appassionati sapranno è un grande fan del regista giapponese.
Verrebbe da sperare in una riedizione degna del valore del film, ma per ora Universal non ha annunciato nulla a proposito e se proprio volete gustarvi questo splendido affresco animato con tanto di ottimi extra a supporto, il nostro consiglio è ovviamente di procurarvi il DVD americano o, se proprio volete esagerare, lo splendido cofanetto giapponese dal prezzo però esorbitante. A voi la scelta.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Vincitore di un Oscar come miglior film d'animazione e trionfatore al penultimo Festival di Berlino, La città incantata è giustamente considerato uno dei film di animazione più belli e importanti di sempre. Il suo creatore, Hayao Miyazaki, ha raggiunto alla sua ottava regia un equilibrio semplicemente perfetto tra tradizione, invenzione, fantasia, sogno e minuziosità tecnica, andando a comporre un capolavoro senza tempo con cui tutto il cinema di animazione dovrà presto confrontarsi. Vista la qualità del film, Universal non ha perso l'occasione per approntare una realizzazione tecnica di buon (ma non ottimo) livello, segnata da un video eccellente ma da tracce audio (soprattutto quella in DTS) che peccano forse in spettacolarità e coinvolgimento, anche se sarebbe inutile aspettarsi una resa di riferimento da un film di questo tipo. Dove il DVD delude e non poco è invece sul versante degli extra, che si limitano incredibilmente a un trailer cinematografico del film, cosa che oltre a suonare come una vera e propria presa in giro spingerà i molti appassionati del cinema di Miyazaki a procurarsi la bellissima Special Edition americana a due dischi. Chi invece bada solo al lato audiovisivo rimarrà piacevolmente sorpreso da una resa superiore alla media ma non ancora su livelli di riferimento.