Aggiungi alla collezione

Lati Positivi

  • La prima mezz'ora è avvincente
  • Video di ottimo livello
  • Tracce audio coinvolgenti

Lati Negativi

  • E' stato l'horror più deludente dello scorso anno
  • Più si va avanti e più il film fallisce su tutti i fronti
  • Pochi extra
  • L'ennesimo King-movie che non rende giustizia al romanzo d'origine
Recensione

L'acchiappasogni

Prendete un mostro con le fattezze di Alien che trasforma gli uomini in qualcosa di molto simile ai baccelli de L'invasione degli ultracorpi, aggiungete un tocco di antimilitarismo a la Romero e condite il tutto con una storia che affonda le sue radici tra It e L'ombra dello scorpione. La ricetta in questione è quella de L'acchiappasogni, l'ultima sfida di Hollywood ai romanzi di Stephen King. Chi vincerà questa volta? Il film o il libro?

di Francesco Destri, pubblicato il

Ora che Stephen King sembra aver appeso la macchina da scrivere al chiodo (sempre che regga il peso) per concentrarsi solo ed esclusivamente su sceneggiature più o meno originali, la letteratura fantastica ha perso un gigante del genere che molto probabilmente non verrà mai rimpiazzato adeguatamente, a meno che Dean Koontz o il desaparecido Clive Barker sfornino nei prossimi anni quei capolavori che non sono mai riusciti a scrivere.
A parte trovare un valido sostituto in grado di partorire un It o un L'ombra dello scorpione del terzo millennio, il grande scrittore del Maine ha altre preoccupazioni da lenire; se escludiamo infatti lo splendido Shining e l'ottimo Misery, King ha visto sistematicamente massacrare i propri romanzi in film uno più deludente dell'altro, nonostante si siano prodigati nell'impresa pesi massimi del cinema fantastico come John Carpenter, Tobe Hopper, George A. Romero (tanto per citare i più validi), anche se spesso l'insuccesso delle trasposizioni cinematografiche è stato dovuto a budget inadeguati (si pensi alla solo dignitosa versione televisiva de L'ombra dello scorpione) e a produzioni per il piccolo schermo impossibilitate a portare nelle case di milioni di persone la complessità e la tortuosità dei capolavori kinghiani.
Dopo una serie di insuccessi (non solo di pubblico) così vasta e continua non c'erano quindi molte aspettative attorno a L'acchiappasogni, un po' perchè già il romanzo non era certo tra le cose migliori del nostro (l'ultima sua grande invenzione rimane Desperation), un po' perchè sapere un regista come Lawrence Kasdan alle prese con un horror dai toni fantascientifici avrebbe spaventato qualsiasi analista di Hollywood (sarebbe in fondo come puntare milioni di dollari su una commedia diretta da David Lynch).
Le speranze dei fan kinghiani di avere almeno un film dignitoso erano in parte aumentate nel sapere coinvolti il due volte premio Oscar William Goldman alla sceneggiatura (suo lo script di Misery non deve morire) e un attore di spessore e (almeno fino a qualche anno fa) in grado di assicurare una buona qualità come Morgan Freeman; tutte speranze che purtroppo si sono spente nel leggere critiche a dir poco negative e dopo aver visto nelle sale questo pasticcio senza né arte né parte che andrà ad appesantire il carico di King-movie da mettere nel dimenticatoio il più presto possibile.
E' un vero peccato che Kasdan e Goldman non siano riusciti a mettere in piedi una trasposizione quantomeno decente del romanzo di King, che tra accenni alla science-fiction classica (L'invasione degli ultracorpi), all'amarcord soprannaturale di It e al fantastico pessimista di Ridley Scott (la creatura aliena) e di George A. Romero (i veri mostri, come ne La città verrà distrutta all'alba, sembrano essere i militari) aveva non pochi spunti ricchi di interesse e di suggestione. Invece, se escludiamo una prima mezz'ora carica di tensione, mistero e vecchio fanta-horror di annata (c'è persino il cottage disperso in mezzo a un bosco "raimiano"), dobbiamo accontentarci di un film che più passano i minuti più sembra non andare a parare da nessuna parte, visto che tra scene d'azione stantie e "povere", militari più carogne che mai e un finale che contende a quello di Mission To Mars l'happy ending "alieno" più ridicolo nella storia del cinema, si finisce con il chiedersi come abbia fatto una vecchia volpe come Goldman a firmare uno script così piatto e confuso e come un regista di mestiere come Kasdan non sia riuscito a filmare un solo picco di tensione a parte l'ormai celebre sequenza "intestinale" della latrina, che quasi quasi vale da sola un'occhiata distratta al film.
Troppo poco insomma per sperare di terrorizzare un pubblico che di alieni famelici e di militari ottusi non sa ormai più che farsene, sempre che l'atteso Alien Vs Predator non cambi questa tendenza. Da un kolossal fantastico con Raoul Bova è però bene non attendersi nulla di eclatante, così come è inutile sperare di trovare qualche brivido con L'acchiappasogni , che potrà piacere o meno ma che sicuramente non procurerà incubi a nessuno. Che fosse questo il suo vero scopo?

IL DVD

Nonostante l'assenza di una traccia in DTS che sembra non vedremo mai in un DVD targato Warner (ma la speranza è dura a morire), quella de L'acchiappasogni si è dimostrata un'edizione di buon (se non di ottimo) livello sul versante audiovisivo e ad essere sinceri, complici la recentissima realizzazione del film e la sua spettacolarità (almeno per quanto riguarda il sonoro), non ci aspettavamo il contrario. Sono le due tracce audio a riservare le sorprese maggiori: la versione italiana fa un ottimo uso di tutti quanti i diffusori, appoggiandosi nella prima parte soprattutto al fronte anteriore (molto limpido e pulito il centrale) ed esplodendo nel proseguo del film con ottimi interventi del sub (l'attacco all'astronave aliena), numerosi panning e in generale con una scena sempre dettagliata e ricca di elementi d'impatto capaci di creare un coinvolgimento superiore alla media. A dire il vero avremmo preferito una maggior dinamica nelle sequenze più concitate (tutte quelle del finale) e dialoghi più incisivi nei frangenti di maggior tranquillità (la cena nello chalet tra i quattro protagonisti), ma per il resto non possiamo che essere soddisfatti di una traccia a cui non manca quasi nulla per risultare riuscita e godibile.
La versione inglese riesce a fare ancora meglio grazie a un messaggio sonoro più limpido ma compatto, anche se in termini di pulizia e di intelligibilità dei dettagli entrambe le versioni si sono rivelate davvero vincenti.
Il video in 2.35:1 anamorfico deve fare i conti con una fotografia generalmente molto scura e difficile da rendere in tutte le sue sfumature, ma il perfetto stato di conservazione della pellicola e un telecine realizzato con estrema cura e competenza hanno evitato l'insorgere di difetti particolarmente gravi, anche se sugli sfondi più scuri e uniformi è possibile scorgere (soprattutto su schermi particolarmente grandi) qualche effetto di macropixel e leggere "pulsazioni" dovute alla compressione che comunque non arrivano mai a disturbare completamente la visione.
Per il resto la definizione è decisamente sopra la media e la resa cromatica, a parte qualche scompenso sugli incarnati dei visi nelle situazioni di luminosità più precarie, si mantiene naturale e precisa lungo tutto il film, assicurando di godere di un quadro molto particolareggiato e nitido come da tradizione per film così recenti e curati che da sempre contraddistingue le edizioni della casa americana.

CONTENUTI SPECIALI

E' vero che L'acchiappasogni non è stato uno degli highlight della scorsa stagione cinematografica e che non cambierà certo il volto del horror moderno, ma Warner poteva fare qualche sforzo in più nell'assemblare la sezione extra di questo DVD, che lontanissimo dal diventare una Special Edition, si attesta su livelli contenutistici solo sufficienti. Innanzitutto non è presente alcun commento audio e anche se non avesse avuto alcun sottotitolo a supporto (come da tradizione della casa americana), sarebbe stato interessante per conoscere l'approccio di Kasdan al romano di King e le inevitabili differenze che una trasposizione cinematografica di solito si porta dietro.
Dobbiamo così accontentarci di un'intervista a Stephen King (7') fin troppo corta per essere interessante, di un classico dietro le quinte di quasi venti minuti con interviste al cast tecnico-artistico (non aspettatevi qualcosa di più delle solite frasi di circostanza) e di uno speciale sugli effetti visivi (8') come se ne sono visti tanti in questo periodo. La sezione extra si chiude con il trailer cinematografico del film, con quattro scene inedite e il finale originale (poi eliminato per non specificati motivi) che ci accompagnano per un altro quarto d'ora senza grandi sussulti o scoperte sensazionali. Oltre al mancato commento audio non capiamo proprio perché Warner non abbia inserito le scene dal dietro le quinte presenti sul sito ufficiale del film durante la sua lavorazione; si trattava infatti di materiale molto interessante e (per fortuna) non di tipo promozionale, ma evidentemente la casa americana ha deciso di non puntare troppo su questo film e i risultati si vedono chiaramente.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Nonostante un inizio promettente che lascia ben sperare in un horror vecchio stampo e un cast artistico superiore alla media (Kasdan alla regia, Goldman alla sceneggiatura), L'acchiappasogni si è rivelato uno dei King-movie più deludenti degli ultimi anni e il suo mix di horror, fantascienza e azione, che vorrebbe essere sinonimo di intrattenimento a tutto tondo, lascia francamente il tempo che trova, anche perché già l'omonimo romanzo non era certo uno dei migliori del grande scrittore del Maine. Gli incassi non sono stati incoraggianti e anche per questo Warner ha deciso di non investire molte risorse nell'edizione digitale, che infatti sul versante degli extra si è dimostrata abbastanza deludente. Nulla da ridire invece sulla qualità audiovisiva, che pur non toccando vertici di riferimento, permette di godere di uno spettacolo e un coinvolgimento di prim'ordine, cosa che il film non è riuscito invece ad assicurare.