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Lati Positivi

  • Impossibile non amarlo
  • James Cameron al suo meglio
  • Tracce audio ben costruite e coinvolgenti
  • La versione Director's Cut è molto più competa e avvincente

Lati Negativi

  • Video a tratti deludente
  • Manca il DTS
Recensione

Aliens

In molti si chiedevano chi avrebbe potuto sostituire Ridley Scott alla guida del sequel di Alien. Spielberg, Lucas, Carpenter, Dante, Craven furono solo alcuni dei nomi presi in considerazione da Fox, ma alla fine la spuntò James Cameron, che dopo aver battezzato la fantascienza "cyber" con Terminator avrebbe stravolto per sempre il genere fanta-avventuroso. Non a caso Aliens rimane forse il suo unico e irripetibile capolavoro.

di Francesco Destri, pubblicato il

C'è una scena in Aliens che più di tutte le altre simboleggia la forza e l'intelligenza di un regista come James Cameron ed è quella in cui la squadra di marines, barricata dietro una porta, attende l'arrivo degli alieni per poi scoprire che i mostri non sono di fronte a loro ma sopra di loro. Come questa geniale intuizione, resa al meglio dal montaggio alternato tra i volti dei marines e i primissimi piani sul radar, anche Aliens cambia le carte in tavola del genere fantastico e per una volta l'horror misto a fantascienza del suo predecessore trova un'altra nobile aggiunta negli inserti tipicamente action e avventurosi che da qui in poi (basti pensare a The Abyss, a Terminator 2 o a True Lies) segneranno in modo indelebile il cinema del papà di Titanic.
Non a caso Aliens è considerato il primo film ad aver unito l'immediatezza del cinema di fruizione hollywoodiano con l'impianto nobile della fantascienza e del dramma e il primo ad aver portato le incursioni horror del predecessore a un livello di tensione tuttora insuperato; per molti rimane addirittura il più bel film fantastico dalla seconda metà degli anni '80 ad oggi (il primato per la prima metà spetta naturalmente a Blade Runner) e il vero capolavoro di Cameron, che nonostante il successo planetario di Titanic non riuscirà in futuro a ripetersi a tali livelli di spettacolo e di sapienza registica. Non che Cameron abbia inventato nulla di nuovo o di epocale, ma il suo merito, a parte aver radunato una crew di prim'ordine (Horner alle musiche, Biddle alla fotografia, Fred "Star Wars" Hole alle scenografie), sta nell'impronta energica e completamente inedita data al classico canovaccio della caccia all'alieno in auge a Hollywood fin da quando Howard Hawks negli anni '50 terrorizzava il mondo intero con La cosa da un altro mondo.
Ecco allora la squadra di marines (uno più tosto ed esaltato dell'altro), la grande attenzione al loro armamentario (quasi si trattasse di un videogioco, realtà che Cameron ha sempre apprezzato), la contrapposizione tra le due figure materne del film (Ripley e la "figlia" Newt, la Regina Madre e le centinaia di uova pronte a schiudersi), il cattivo di turno traviato dalla scienza e dal guadagno (figura che ritroveremo anche in Alien – La clonazione), il grandissimo spessore di un personaggio come l'androide Bishop (Winona Ryder ne riprenderà i caratteri nel quarto episodio), il perfetto equilibrio tra tensione, spettacolo e invenzioni cult da tramandare ai posteri (il già citato radar, l'esoscheletro del combattimento finale, il lanciafiamme di una Ripley mai così guerriera ed eroina), il cast di grande spessore con la crema dei migliori caratteristi hollywoodiani degli ultimi vent'anni (Lance Henriksen, Bill Paxton, il cameroniano doc Michael Biehn) e non ultimo un senso del ritmo e dello spettacolo "pirotecnico" che pochi registi possono oggi permettersi senza scadere nell'estetica da fumetto o da videoclip.
Tutto insomma ha contribuito a fare di Aliens non solo uno dei vertici del cinema degli anni '80 ma anche il punto più alto del cinema solido, roccioso e ipervitaminico di Cameron, che pur non raccogliendo gli incassi di un Termninator 2 o di un Titanic (negli USA il film incassa infatti "solo" 80 milioni di dollari), è stato capace di aggiudicarsi due Oscar (sette le nomination) e (per quanto possa valere) un posto di rilievo nella classifica dei cento film più belli di tutti i tempi stilata lo scorso anno dai critici americani. Se non è un capolavoro, ci manca davvero poco.

IL DVD

Tra i quattro DVD di Alien pubblicati da Fox quattro anni fa, quello di Aliens si era distinto da un lato per l'ottima dotazione di extra e per la presenza di scene inedite inserite nel film che andavano a formare una vera e propria Director's Cut più lunga di circa venti minuti, ma dall'altro non aveva convinto molto sul versante tecnico, risultando di fatto l'episodio meno visivamente curato e meno spettacolare da un punto di vista sonoro. Si sperava quindi che questa nuova edizione potesse in qualche modo far dimenticare la precedente, ma dobbiamo accontentarci ancora una volta di un DVD non del tutto riuscito sul versante audiovisivo.
Naturalmente ritroviamo anche in questo caso la versione più lunga del film (ora però totalmente in inglese), ma notiamo fin da subito l'assenza di una traccia in DTS e un master video che è rimasto lo stesso utilizzato per il precedente DVD.
Questo in pratica ha comportato la realizzazione di un quadro visivo che se da una parte si dimostra abbastanza pulito per derivare da una pellicola di quasi vent'anni fa, dall'altra mette in mostra le tipiche incertezze già notate negli altri capitoli della serie, ovvero una resa non sempre convincente delle tonalità più scure (e per un film del genere non è certo un pregio), una compressione non gestita al meglio (il bit-rate, tracce audio escluse, si attesta sui 5,7 mb/s) e un livello di dettaglio altalenante, capace di ottime cose nelle sequenze più contrastate e "vagamente" luminose (la presentazione di Ripley alla squadra dei marines, le scene nel laboratorio tra Ripley e Newt), ma un po' deludente nei frangenti più scuri e movimentati (la mitica fuga nei condotti dell'aria), dove tra dithering, blooming e sciami di pixel la situazione tende a peggiorare visibilmente pur senza mai toccare vette assolutamente negative.
Nel complesso si tratta di una sezione video più che discreta (a volte decisamente buona), ma rimane la delusione per tutta una serie di miglioramenti che i possessori del precedente DVD si aspettavano più che giustamente e che invece non si è avverata se non in minima parte.
Nemmeno le tracce audio lasciano trasparire un qualche "aggiornamento" rispetto a quelle del DVD del '99, essendo rimaste entrambe in Dolby Digital 5.1 e non mettendo in mostra alcuna differenza a livello di missaggio. La versione italiana può contare su un fronte anteriore particolareggiato e orizzontalmente ben differenziato, ma anche il blocco posteriore, capace di ottimi panning e di una puntualizzazione ambientale non perfetta ma nemmeno trascurabile, contribuisce a creare una scena dettagliata, avvincente e mai confusa, anche se il sub sembra "sfondare" un po' troppo in alcuni frangenti e i dialoghi tendono a perdere un po' di smalto nei momenti di maggior concitazione (difetto comunque comprensibilissimo). Su livelli molto simili la traccia originale, anche se come spesso accade i parlati sembrano meglio inseriti nella scena e il messaggio sonoro suona più omogeneo e compatto.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Quando c'è di mezzo James Cameron non esistono mezze misure. Così come Jerry Bruckheimer ama espandere all'infinito i mezzi produttivi per riempirli di buoni sentimenti e di una leggerezza da videoclip-giocattolo, Cameron si lascia invece andare a un cinema fortemente maschile e tosto, segnato da una commistione di generi sempre unica e avvincente e da un uso della tecnologia che per una volta è a servizio del film e non viceversa. Tutte caratteristiche che ritroviamo anche in Aliens, splendido affresco di fantascienza, horror, avventura e sequenze thrilling che non ha nulla da invidiare (soprattutto nella versione Director's Cut) al capostipite di Ridley Scott e che ci consegna un cinema muscoloso, vibrante ed energico che nessuno negli anni successivi (almeno fino a Matrix) è riuscito a ripetere a tali livelli. L'edizione digitale non si segnala per miglioramenti significativi rispetto al precedente DVD e se da un lato abbiamo apprezzato la presenza della versione Director's Cut del film e di due ottime tracce audio, dall'altro siamo ancora scettici per la qualità delle immagini, che anche con tutte le "scusanti" degli anni trascorsi e delle difficili condizioni di luminosità causate dalla fotografia originale, rimane su livelli solo discreti ma al di sotto di quanto visto negli altri film del cofanetto. Nulla di tragico, ma qualche miglioramento in fase di definizione e pulizia sarebbe stato sicuramente gradito.