Aggiungi alla collezione

Lati Positivi

  • L'ultimo bel film di Dario Argento
  • Ottimi effetti speciali per l'epoca
  • Video soddisfacente

Lati Negativi

  • Extra deludenti
  • Video con qualche segno di usura di troppo
Recensione

Phenomena

"Per favore, non parlate di macelleria se il punteruolo affonda nella carne squartata o se una testa tagliata rotola per terra. Phenomena non è un gratuito campionario di orrori, bensì uno dei mille diari possibili di un libero sognatore rimasto bambino che non riesce a dimenticare il suo Edipo". Claudio Carabba, critico cinematografico.

di Francesco Destri, pubblicato il

Non vogliamo essere troppo cattivi con un maestro del nostro cinema come Dario Argento, ma è innegabile che Phenomena, uscito nelle sale quasi vent'anni fa, resta il suo ultimo grande sussulto e segna in un certo senso l'inizio della fine per il cinema horror italiano, che nonostante alcuni episodi rimarchevoli (La Chiesa, La Setta, Demoni 2, il ciclo delle Case del '89 con i film di Lenzi e Fulci) a partire dalla seconda metà degli anni '80 cadrà in una crisi profondissima dalla quale tutt'oggi non si vede una qualsiasi via d'uscita.
Con questo non vogliamo dire che Phenomena sia il miglior film di Argento (ci mancherebbe altro), ma rappresenta sicuramente un traguardo importante per il cinema fantastico italiano e l'ultimo grande affresco del regista romano in cui rimane ancora ben presente sia la solidità della struttura narrativa che l'eccelsa visionarietà dei tempi migliori, destinata però a spegnersi sempre più dopo Opera.
Dicevamo un traguardo importante per vari motivi. Innanzitutto Phenomena è il primo film della Dario Argento Cinema (la casa di produzione del regista fondata dopo il proficuo sodalizio con il padre Salvatore) e soprattutto, con i suoi sette miliardi di budget e l'utilizzo di un milione di mosche e di migliaia di altri insetti "veri", è il primo e forse l'unico grande kolossal horror tricolore. Lo stesso Argento, nelle interviste rilasciate pochi mesi prima dall'inizio delle riprese, voleva sottolineare questo aspetto e naturalmente sembrava estremamente fiero di quanto stava per fare, insistendo, oltre che sull'imponenza produttiva, soprattutto sull'atmosfera da fiaba nordica e di innocenza infantile che avrebbe rappresentato il leit-motiv del film e ciò in una specie di continuazione tematica rispetto a tutti i suoi film precedenti, dove fiabe e leggende (Suspiria, Inferno), innocenza e giovinezza (Profondo rosso, i ricordi onirici di Tenebre, la bambina de Il gatto a nove code) andavano a formare lo scheletro narrativo delle vicende.
Quello che più colpisce in Phenomena, a parte la ripresa di questi temi cari ad Argento, è però la delicata atmosfera fiabesca in cui confluiscono i misteri della natura, l'ossessione tipicamente argentiana per i luoghi chiusi e isolati (la scuola, presente anche in Suspiria, la casa dell'orrore) contrapposti ad ampi spazi aperti (tutta la splendida sequenza iniziale girata tra monti, boschi e cascate), il ruolo centrale della donna in un cinema, come quello horror, tipicamente "macho", le varie stratificazioni della storia (i veri brividi sono quelli iniziali e finali) e infine quella perfetta indecisione tra horror, thriller e racconto fantastico che anche se aveva già trovato il suo culmine in Suspiria, rivive anche nelle immagini di Phenomena in tutto il suo fascino.
Fascino che ritroviamo sia negli effetti speciali di Luigi Cozzi e Sergio Stivaletti (per un certo verso pionieristici), sia nella mezz'ora finale, girata con una tale immaginazione visivo-narrativa (i colpi di scena, le improvvise esplosioni di violenza) da lasciare senza fiato se si pensa agli umori tutto sommato "normali" che si respirano nella parte centrale.
Due altre particolarità di Phenomena degne di attenzione sono inoltre il buon livello del cast (a brillare sono soprattutto Donald Pleasance e Daria Nicolodi in un ruolo scomodo e difficile) e la colonna sonora, che tra brani dei Goblin e la mitica Flash of the Blade degli Iron Maiden, inaugurerà quel filone del horror-metal che esploderà pochi mesi dopo anche nel cult Demoni, non a caso prodotto da Dario Argento e diretto dall'allievo Lamberto Bava. Nonostante tutti questi pregi, Phenomena rimane un gradino al di sotto rispetto alla precedente produzione di Argento. Non ha la stessa consistenza e le stesse trovate fotografiche di Suspiria e non possiede nemmeno la costruzione ad effetto di Profondo rosso e forse è anche per questo che la stampa francese calcò pesantemente la mano parlando di "fine di un brillante regista" o di "filmetto horror per adolescenti".
Esagerazioni certo, in cui però è possibile leggere la sincera delusione per la carriera di un grandissimo visionario come Argento destinata a spegnersi inesorabilmente proprio dopo questo ottimo episodio fanta-horror. Che i francesi avessero già capito tutto? Forse, ma resta il fatto che i fan di Argento e di tutto il cinema horror in generale darebbero chissà che cosa per vedere oggi nelle sale un equivalente tutto italiano di Phenomena.

IL DVD

Trattandosi di un film di quasi vent'anni fa, non ci aspettavamo certo una resa di riferimento da questo DVD, ma in ogni caso bisogna ammettere che Medusa è riuscita a recuperare dei materiali di buona qualità e a riversarli su supporto digitale senza grandi difetti di sorta. Il video è presentato nel formato originale cinematografico in 1.66:1 con codifica anamorfica (e non in 1.33:1 come temevano molti) e il master utilizzato sembra essere lo stesso di quello utilizzato per il DVD inglese di Divid 2000 e questo non può che far piacere vista la discreta definizione e una pulizia tutto sommato convincente che presenta pochi segni di usura.
L'immagine appare luminosa e ben contrastata, non troppo intaccata da artefatti dovuti alla compressione (un po' di rumore video è però inevitabile) e con un croma naturale su tinte difficili come il verde delle prime sequenze e il blu della prima notte di Jennifer al collegio.
Il nero è generalmente su sufficienti livelli di compattezza, ma le scene più scure (la scoperta dei "sotterranei" della casa, l'omicidio notturno nella casa del professore) appaiono un po' confuse e in queste occasioni si fa fatica a distinguere tutti i particolari della scena, anche se il tono della fotografia permette di godere generalmente di immagini abbastanza chiare e ben contrastate. Una sezione video di discreta fattura insomma, sicuramente superiore a quella di Tenebre ma non ancora sui livelli de L'uccello dalle piume di cristallo, finora il DVD visivamente più riuscito della Dario Argento Collection.
La traccia italiana multicanale è frutto di un remixing accurato ma non molto spettacolare, anche se le differenze rispetto all'originale codifica stereofonica si notano comunque, soprattutto a livello di rumori ambientali, di impatto dei brani musicali (tutti di marca metal) e di chiarezza dei dialoghi. Non aspettatevi un coinvolgimento di altissimo livello, ma solo una traccia che sfrutta sufficientemente tutti i canali a disposizione e che non si traduce nel solito upgrading di facciata che contraddistingue molti remixing di film italiani di questo periodo.

CONTENUTI SPECIALI

Ancora una volta dobbiamo accontentarci di una sezione extra ridotta al minimo indispensabile per il quarto appuntamento con la Dario Argento Collection di Medusa. Sono infatti presenti solo un trailer cinematografico del film e le schede del cast, mentre non vi è traccia di una qualsiasi intervista ad Argento o di un suo commento audio, tutti contenuti speciali ormai ritenuti indispensabili soprattutto in una collana editoriale di questa importanza ma inspiegabilmente assenti per l'ennesima volta.
A questo punto il consiglio è di procurarsi l'edizione inglese di Divid 2000 (tra l'altro venduta a un prezzo molto conveniente), che comprende una bella intervista ad Argento, un bellissimo dietro le quinte con approfondimenti sugli effetti speciali e sulla scena della "vasca" e una seconda intervista a Claudio Simonetti dei Goblin. Non è tantissimo, ma è sempre meglio di quanto offerto da Medusa.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Da molti considerato come l'ultimo grande "kolossal" horror italiano, Phenomena rimane a distanza di quasi vent'anni un fanta-movie ben diretto e non privo di spunti affascinanti. Argento si produce ancora una volta nei suoi classici virtuosismi visivi e lascia campo libero all'immaginazione fiabesca che aveva già fatto da sfondo (pur se con ingredienti "neri" molto più accentuati) in Suspiria. Rimangono ancora delle perplessità sulla direzione degli attori (solo Pleasence si salva dalla mediocrità generale) e su qualche ingenuità sparsa qua e là, ma la mezz'ora finale è condotta dal regista romano con un senso del ritmo e della suspance che richiama alla mente i suoi lavori migliori e questo basta per considerare Phenomena l'ultimo grande film di successo di Argento. Anche per questo motivo ci aspettavamo da parte di Medusa un'edizione adeguata, che però si è rivelata tale solo sul versante audiovisivo, mentre ancora una volta gli extra deludono su tutta la linea e ci chiediamo per l'ennesima perchè sia così difficile per una realtà importante nel panorama italiana come Medusa inserire qualche intervista o il commento audio del regista. Per fortuna rimangono le edizioni americana e inglese, ma perchè ricorrere al mercato d'importazione per godere al meglio un film di uno dei registi italiani più amati ed apprezzati anche nel resto del mondo?