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Lati Positivi

  • Video di ottimo livello
  • Traccia in DTS esteso di grande valore
  • Commento audio interessante
  • Extra ben assemblati

Lati Negativi

  • Trama, personaggi e dialoghi risibili
  • Il tramonto definitivo di Angelina Jolie?
  • Tracce in Dolby Digital leggermente sotto tono
  • Molto probabilmente ne faranno un terzo
  • Manca un making-of vero e proprio
Recensione

Tomb Raider - La culla della vita

Che Lara Croft fosse terribilmente sexy non era certo un mistero per nessuno, ma che addirittura prendesse a pugni uno squalo in pochi se lo sarebbero aspettati. Con queste (e altre) credenziali la video-archeologa torna sui grandi schermi con una storia fanta-avventurosa nella quale i confini tra film e videogioco si fanno sempre più sottili e dove anche il cinema rischia davvero di scomparire.

di Francesco Destri, pubblicato il

Chi sperava che l'odierno cinema di azione hollywoodiano avesse toccato il fondo con le avventure dei tre "angeli" di Charlie's Angels 2, film che un critico francese ha definito la quintessenza del nulla, forse dovrà ricredersi di fronte alle nuove avventure al celluloide di Lara Croft, che forte dei quasi trecento milioni di dollari incassati con il primo episodio, torna con un secondo capitolo potenzialmente meno "disastroso" (artisticamente parlando) ma su cui quasi nessuno sembra aver puntato molto in fase di promozione, tanto che l'uscita italiana è passata quasi inosservata e anche in patria l'accoglienza non è stata delle più calorose (novanta milioni di dollari spesi e neanche settanta incassati).
Cifre che, seppur notevoli, inducono istintivamente a parlare di flop e che dimostrano quanto il boom del precedente episodio sia stato un fenomeno assolutamente passeggero, figlio di una fortunata sintesi temporale che spinse il pubblico a scegliere Tomb Raider in attesa di tributare responsi molto più gratificanti prima ai comic-movie marveliani e poi al binomio tutto fantasy di Harry Potter e de Il Signore degli Anelli.
Un tonfo, questo di Tomb Raider - La culla della vita, che se quindi è un fenomeno abbastanza comune nel ciclo vitale hollywoodiano, rimane tale anche per il risultato finale messo in piedi da Jan De Bont e da ben quattro tra soggettisti e sceneggiatori, incapaci di proporre qualcosa di diverso dal solito ritmo forsennato da videogioco, dall'estetica patinata ed elegante di un'improbabile incrocio tra videoclip e il tocco di Jerry Bruckheimer e dall'azione intesa solo come gioco muscolare e atletico che ormai nemmeno uno specialista come John Woo riesce più a mettere in pratica (e se non ce la fa lui figuratevi i risultati con De Bont dietro la macchina da presa).
Dobbiamo così accontentarci di una povertà di idee tale da far impallidire il Michael Bay più frivolo e di una Angelina Jolie che a forza di sporgere in fuori le labbra e di lanciare occhiate sexy-enigmatiche al palestrato di turno, si è ridotta ad essere solo una pallida imitazione di quell'attrice intensa e coraggiosa capace di dare vita a personaggi forti come la top model di Gia e la nevrotica ribelle di Ragazze interrotte.
Con queste credenziali il risultato non può che essere disastroso e se anche possiamo capire le esigenze di non allontanarsi troppo dal modello videoludico e una banalità di intrecci e di narrazione insita nel genere, è altrettanto vero che il Resident Evil di Paul W.S. Anderson (sempre di videogioco si tratta) rimane su un altro livello e che giungere alla fine di questi centodieci minuti di acrobazie, sparatorie e combattimenti tra un ex premio Nobel e un'archeologa per mettere le mani sul Vaso di Pandora (sigh!) si è rivelato qualcosa di molto simile a un'ipotetica undicesima fatica di Ercole. Se non altro il primo Tomb Raider durava venti minuti in meno e la Jolie aveva ancora qualche parvenza da attrice!

IL DVD

Inutile dire che le aspettative attorno a questa Special Edition a due dischi erano molto alte, non solo perchè il precedente DVD di Tomb Raider, a parte il grossolano errore dei canali surround invertiti, è rimasto per alcuni mesi nei piani alti della Top-Ten delle migliori uscite del 2002, ma anche per la curiosità di vedere all'opera Eagle Pictures con un titolo di punta come questo dopo l'ottimo lavoro svolto per Le quattro piume. Ebbene, possiamo dire che le aspettative non sono andate deluse, anche se rimangono ancora delle piccole leggerezze per considerare questa edizione a livelli di riferimento come invece era capitato con quella di due anni fa. La parte del leone la fa sicuramente la sezione audio, forte di due tracce italiane multicanale con codifica estesa e di un film che in quanto a risvolti spettacolari e "fracassoni" ha davvero poco da invidiare ai campioni del genere.
Bisogna subito premettere che in entrambe le versioni estese il settimo canale (discreto nel DTS e matriciale nel Dolby Digital) non arriva mai a fare la differenza, segnalandosi al massimo per lievi aggiunte nelle sequenze più "ampie" e coinvolgenti senza però rivestire quel ruolo primario che ad esempio avevamo visto nell'inseguimento degli "sgusci" in Star Wars Episodio 1, che contiene una traccia in Dolby Digital 5.1 EX ancora oggi tra le più avvincenti e meglio costruite, almeno in ambito di codifiche estese.
Per il resto siamo di fronte a un quadro sonoro estremamente dettagliato e avvincente, in cui il sub è sempre in primo piano a rimarcare l'impatto delle scene clou (il crollo del tempio sottomarino, i colpi di pistola, la sequenza notturna nella foresta africana) e in cui i due posteriori si prodigano non poco per esaltare i necessari risvolti ambientali di cui il film è ricchissimo.
Questa ricchezza di elementi non ha comunque impedito una perfetta riproposizione dei dialoghi, che infatti sono stati affidati a un centrale limpido e pulito che nella versione in DTS è semplicemente perfetto in quanto a naturalezza e assenza di asprezze timbriche. A parte questo, l'altra grande differenza tra le due tracce italiane sta nel livello di registrazione (a favore del DTS), mentre per quanto riguarda il mixing, l'equilibrio timbrico e in generale la ricchezza ambientale non si riscontrano grandi diversità, anche se in generale la nostra preferenza è per la codifica superiore.
Anche il video in 2.35:1 anamorfico si attesta su livelli eccellenti. La pellicola è virtualmente priva di difetti fisici e di conseguenza anche il master si è dimostrato molto pulito e definito; abbiamo notato qualche leggera tendenza all'aumento del rosso in alcune occasioni (l'atterraggio di Lara sul cargo a Hong Kong e la sequenza nella casa della famiglia cinese), ma molto probabilmente si tratta di un effetto voluto in sede di produzione e quindi non imputabile a un errore di trasferimento. Altri frangenti difficili come l'assalto notturno nella foresta africana e tutta la sequenza finale nella grotta sotterranea sono risultati privi di grandi difetti e ciò dimostra anche quanto l'encoder abbia lavorato bene; la compressione non è proprio invisibile (alcuni strascichi di pixel nella sequenza subacquea di inizio film sono inevitabili), ma non raggiunge mai livelli tali da sacrificare la visione, mentre a non convincere del tutto rimane la profondità della scena, che a causa di un contrasto non sempre eccellente tende a far perdere in il senso di tridimensionalità nelle istantanee meno luminose e cromaticamente uniformi.

CONTENUTI SPECIALI

Eagle Pictures propone una sezione extra di discreto (ma non ottimo) livello quasi del tutto simile a quella dell'edizione americana targata Paramount. La quantità di tracce audio e l'alto bit-rate video riservato al film hanno reso necessario un disco aggiuntivo e anche per questo motivo ci saremmo aspettati un minutaggio complessivo più elevato.
Il primo DVD comprende un bel commento audio di Jan De Bont, che come già successo per le edizioni speciali di Twister e Speed si riconferma un regista di stampo prettamente tecnico; i suoi interventi infatti non si soffermano tanto sulla trama o sugli sviluppi narrativi, ma sulla scia di James Cameron o di Christopher Nolan (il suo commento a Insomnia è uno dei più interessanti mai inseriti in un DVD) sono incentrati quasi esclusivamente su aspetti prettamente tecnici che rendono l'ascolto molto interessante e, per i pochi appassionati del film, estremamente ricco di notizie e aneddoti.
Certo, l'intervento di qualche membro del cast o della crew non avrebbe fatto certamente male, ma già così possiamo ritenerci più che soddisfatti. Il secondo disco contiene invece cinque featurette promozionali, alcune scene tagliate e altri extra di seconda importanza. Abbiamo nell'ordine uno speciale sulla preparazione fisica e atletica di Angelina Jolie (9'), uno sulle armi e sui veicoli utilizzati per le riprese (4' 30''), uno sugli stuntmen con particolare attenzione alle sequenze della scalata in Cina e del salto dal grattacielo di Shangai (11'), uno sugli effetti visivi (11' 30'') e un ultimo approfondimento sulla colonna sonora con un'intervista al grande compositore Alan Silvestri della durata di quasi cinque minuti.
Le scene inedite, presentate in letterbox e dotate del commento opzionale del regista, sono in tutto sette e comprendono anche un finale alternativo sicuramente migliore di quello originale per un totale di quasi dodici minuti; si prosegue con un lungo speciale sui capitoli videoludici di Lara (44'), con un provino di Gerard Butler (4'), con due videoclip musicali (uno dei Korn, uno dei Davey Brothers), con una galleria fotografica e con due trailer cinematografici del film. Tutti gli extra, commento audio incluso, godono della completa sottotitolazione in italiano.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
E' vero che dopo il pasticcio combinato da Simon West per il primo film di Tomb Raider le aspettative per il ritorno di Lara Croft non erano delle più alte, ma il fatto di trovare dietro la macchina da presa un esperto di action-movie come Jan De Bont e un soggettista di puro polso come Steven F. Spuza (L'implacabile, Die Hard) avevano almeno fatto sperare in un leggero innalzamento del quoziente intellettivo, che mai come lo scorso anno, tra gli obbrobri di Charlie's Anglels 2 e Il risolutore, aveva toccato livelli così bassi. Sfortunatamente ritroviamo tutto il peggio che un film come questo possa riservare e così, tra una Angelina Jolie che sembra essersi completamente scordata di avere altro rispetto a un bel corpo e cattivi che sfigurerebbero anche su Topolino, si fa davvero fatica a sorbirsi i 110 minuti di film senza interruzioni e soprattutto senza chiedersi se davvero sia questo il meglio del genere fanta-avventuroso che ci toccherà sorbirci per i prossimi anni. Così, mentre il "vero" Indiana Jones si prepara al grande ritorno atteso per il prossimo anno, possiamo almeno contare su un'edizione digitale di gran classe, forte di tre tracce audio di altissimo livello (ma non perfette), di un video privo di difetti di sorta e di una sezione extra non di riferimento ma comunque completa e abbastanza esaustiva. Insomma, non sarà il DVD-capolavoro che in molti di aspettavano, ma per Eagle si tratta comunque della miglior edizione dello scorso anno… e vista la qualità media delle sue uscite non è cosa da poco.