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Lati Positivi

  • Avventura e mistery confezionati con gusto
  • Atmosfera impagabile
  • Per molti è un cult-movie del cinema ottantiano
  • Video sufficiente

Lati Negativi

  • Dove sono gli extra?
  • Grana invadente
  • E' mancato un vero e proprio restauro visivo
  • Traccia in Dolby Surround solo sufficiente
Recensione

Piramide di paura

Chi non si insospettirebbe di fronte a misteriosi suicidi e a un culto religioso che sembra affondare le sue radici nell'Antico Egitto? Se poi i curiosi in questione si chiamano Sherlock Holmes e John Watson non può che nascerne un'avventurosa indagine dai risvolti fantastici in cui a farla da padrone saranno deduzione, intelligenza, coraggio... e tanta paura.

di Francesco Destri, pubblicato il

In un'intervista rilasciata a un giornalista inglese durante un classico tour promozionale in Europa, Steven Spielberg dovette ammettere che Piramide di paura, suo decimo film come produttore uscito quasi a ridosso de I Goonies, non ebbe successo in patria perchè considerato dal pubblico americano "troppo straniero". Costato diciotto milioni di dollari, il film riuscì infatti a incassarne solo diciassette, tanto che la United Pictures, che distribuì la pellicola in Europa, costrinse i distributori nazionali a cambiare il titolo (l'originale era infatti Young Sherlock Holmes) per rendere il film più appetibile e in linea con i gusti giovanili di allora.
A leggere di questi fatti verrebbe da pensare che Piramide di paura sia stato un vero fallimento per il Re Mida di Hollywood o uno dei tanti capitoli avventurosi che spopolarono negli anni '80, ma in realtà, assieme al già citato I Goonies, questa adorabile commedia fantastica firmata da Barry Levinson e scritta dall'allora ventisettenne Chris Columbus ha assunto con gli anni lo stato di cult-movie e per molti trentenni di oggi rimane uno dei migliori episodi del genere teen-adventure di quell'irripetibile decade, tanto che riesce davvero difficile capacitarsi dell'insuccesso di pubblico che riscosse alla sua uscita nelle sale.
E' vero che il finale, praticamente "rubato" da un'altra creatura di Spielberg (Indiana Jones e il tempio maledetto), rimane ancora oggi stucchevole ed esagerato, ma l'atmosfera vagamente disneyana che permea tutta la prima parte, la ricostruzione di una Londra vittoriana dai forti accenti mistery, gli ottimi effetti speciali (si vede per la prima volta una "creatura" in CGI e ad occuparsene fu l'allora noenata Pixar), le adorabili citazioni ad altri capolavori di Spielberg (il volo notturno di fronte alla luna richiama inevitabilmente E.T.) e il perfetto mix di afflati giovanili, amori adolescenziali e antichi misteri (impossibile non pensare a I Goonies) fanno di Piramide di paura un piccolo gioiello ignorato allora ma degno di essere riscoperto e apprezzato per quello che in fondo aveva sempre voluto essere, ovvero un omaggio a un personaggio immortale della letteratura fantastica come Sherlock Holmes ma anche una storia di amicizia dai vaghi inserti orrorifici che in misura molto più colossale e fantasy farà da sfondo quasi vent'anni dopo anche al maghetto Harry Potter.
E' sotto questa ottica di puro divertimento e di sana evasione fantastica che va inquadrato il film di Barry Levinson, che non sarà forse un campione di originalità e di precisione storica - i dubbi degli Sherlockiani doc non verranno certo svelati dal plot di Columbus, dove tra l'altro sono del tutto assenti accenni alla tossicodipendenza e alla presunta omosessualità del celebre ispettore di Scotland Yard - ma che è riuscito a mentenere tutte le promesse che Levinson e lo stesso Spielberg avevano in mente.

IL DVD

I pochi fruitori di Laser Disc avranno molto probabilmente l'edizione Paramount pubblicata nel '96, ma il popolo del DVD ha dovuto aspettare fino ad ora l'uscita di questo cult atteso da tempo immemore soprattutto in Europa, dove il film ha sempre goduto di molto più credito che non in patria. Purtroppo risulta chiaro come Paramount non abbia puntato molto su questa edizione, avendo rimasterizzato solo la traccia originale e non avendo compiuto alcun restauro sulla pellicola originale.
La traccia italiana in Dolby Surround è comunque di discreto livello e le differenze rispetto alla controparte inglese non sono poi così evidenti come ci saremmo aspettati in un primo tempo.
La dinamica è abbastanza accentuata, il sub è chiamato in causa abbastanza spesso (tutte le allucinazioni scatenate dagli aghi avvelenati) e il fronte anteriore segue con una certa disinvoltura sia lo svolgimento dell'azione ambientale sia la disposizione spaziale delle voci.
Non siamo rimasti molto soddisfatti invece dai dialoghi, segnati da un eccessivo afflusso di medio-bassi che tende a scurire troppo le voci e a renderle in alcuni tratti difficilmente percepibili e un po' troppo ovattate; da questo punto di vista la traccia inglese si è comportata decisamente meglio, ma per il resto, a parte una sezione posteriore più vivace e intraprendente a favore della versione originale, possiamo anche accontentarci della codifica surround, formato tra l'altro con cui il film uscì effettivamente nelle sale italiane.
Il video si presta invece a qualche critica in più. E' vero che forse, visti i "soli" vent'anni trascorsi dalla sua realizzazione, il film non aveva bisogno di un accurato restauro, ma la pellicola utilizzata per il trasferimento ha messo in mostra qualche segno di usura di troppo come capita di vedere spesso con altri film di catalogo della casa americana; inoltre il bit-rate dedicato al video, escludendo quindi le tracce audio, è fermo a circa 4,8 mb/s e questo quando il disco è stato riempito per appena il 60 per cento dello spazio totale.
Tutti elementi che almeno teoricamente non fanno sperare in un quadro particolarmente riuscito. In effetti la qualità delle immagini non è delle migliori, complici una grana abbastanza invadente mista a rumore video, un contrasto non sempre ottimale e un orientamento cromatico teso verso tonalità fredde (nella prima parte soprattutto c'è una vera abbondanza di blu) che se nelle sequenze notturne può anche risultare corretto, negli interni risulta invece un po' forzato.
La definizione comunque non lascia spazio a particolari critiche, mantenendosi su livelli sufficienti per l'intera durata del film, ma siamo sicuri che una pellicola in migliori condizioni e un telecine più attento sul versante cromatico avrebbero alzato notevolmente la media, fermo restando che difficilmente un film della metà degli anni '80, a meno che non passi sotto le preziose cure targate THX (basti vedere cos'ha fatto la stessa Paramount per Indiana Jones e il Tempio maledetto) possa ambire a vette qualitative di riferimento.

CONTENUTI SPECIALI

Per quanto riguarda i contenuti speciali, dobbiamo purtroppo constatare il grave comportamento di Paramount, che come spesso accade per i suoi titoli di catalogo, non si è degnata di includere alcun extra.
Rimane davvero difficile capire il motivo di una tale scelta, anche perchè il coinvolgimento della Pixar avrebbe potuto essere un ottimo spunto per un approfondimento sugli effetti speciali e perchè in ogni caso negli archivi della casa americana non mancavano di certo o un dietro le quinte o delle interviste ai membri del cast (per non parlare poi di eventuali approfondimenti sulla figura di Sherlock Holmes). Molto probabilmente Paramount sta già pensando di far uscire una Special Edition il prossimo anno per il ventennale del film, ma non si hanno ancora notizie sicure a proposito. Davvero una grande delusione, mitigata in parte dalla consapevolezza che anche le edizioni americana e inglese sono identiche a questa, ma quando bisogna spendere più di venti euro per un DVD completamente privo di extra (e sì che stiamo parlando di un film del '85 prodotto da Steven Spielberg) ogni altro commento è davvero superfluo.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Grande delusione per uno dei DVD più attesi degli ultimi mesi proposto invece da Paramount in un'edizione priva di qualsiasi extra e con una resa audiovisiva appena discreta. Rimane infatti un mistero l'assenza del benché minimo contenuto speciale (nemmeno un trailer cinematografico o le schede biografiche del cast), ma anche sul versante puramente tecnico c'è davvero poco per cui esaltarsi, tanto che non ci si dovrebbe stupire se la casa americana se ne saltasse fuori il prossimo anno con una bella Special Edition in occasione del ventesimo anniversario del film. Film, che nonostante l'insuccesso di pubblico riscosso all'uscita nelle sale, continua ad affascinare grandi e piccini per l'atmosfera tra il gotico e il disneyano e per toni da commedia adolescenziale che rendono le avventure dei giovani Sherlock Holmes e Dottor Watson qualcosa di più che un semplice "filmetto" dai toni fantastici come lo definirono i suoi più accesi detrattori. La regia accorta di Barry Levinson, lo script fantasioso e divertito di Chris Columbus, la produzione di Steven Spielberg e gli effetti speciali di una "giovanissima" Pixar riescono ancora oggi a far parlare di cult-movie, definizione forse un po' altisonante ma che ben si adatta a un film sfortunato eppure (per molti trentenni di oggi) assolutamente magico.