Aggiungi alla collezione

Lati Positivi

  • Sono tornati i pirati
  • Attori bravi, ma Depp è bravissimo
  • Extra numerosissimi
  • Traccia in DTS notevole
  • Video definito e nitido

Lati Negativi

  • Non aspettatevi un capolavoro
  • Compressione video a tratti fastidiosa
  • Tracce in Dolby Digital non all'altezza di quella in DTS
Recensione

La Maledizione della Prima Luna

Una spada per ucciderli, una benda per accecarli, un vascello per guidarli. Non sono frasi di J.R.R. Tolkien, ma un invito che rispecchia fedelmente il mix di storia, avventura e fantastico de La Maledizione della Prima Luna, il campione d'incassi di casa Bruckheimer-Buena Vista che finalmente approda in versione digitale anche sui lidi italiani. Si salvi chi può… the pirates are back!

di Francesco Destri, pubblicato il

Solo a un produttore del calibro di Jerry Bruckheimer poteva venire in mente di realizzare un film da 130 milioni di dollari sui pirati, personaggi certo nobili e ricchi di una storia gloriosa nella Hollywood degli anni '30 e '40 (come dimenticare i filibustieri di Errol Flynn e Douglas Fairbanks), ma ultimamente discesi negli inferi degli incassi dopo i clamorosi flop di Pirati prima e di Corsari poi (per non parlare del mezzo fallimento di Hook-Capitan Uncino), due film tutt'altro che disprezzabili (soprattutto quello di Polanski) ma usciti nel momento sbagliato e rappresentanti di un modo di intendere il cinema piratesco troppo ancorato al passato per colpire lo spettatore degli anni '80 e '90 abituato a ben altre avventure. A Hollywood quindi c'era una certa incredulità di fronte alla nuova impresa di Bruckheimer, anche perchè un film basato su un'attrazione di Disney World (L'isola dei pirati, appunto) e che sarebbe dovuto andare incontro ad altri colossi fantastici di non piccola portata (Hulk, X-Men 2, La leggenda degli uomini straordinari) poteva apparire a un primo sguardo un tentativo completamente folle e suicida di rinverdire gli antichi fasti del genere.
Invece si è avverato tutto il contrario, tanto che La Maledizione della Prima Luna si è rivelato uno dei più grandi successi dello scorso anno e per una rara volta (almeno per un film di questo genere) ha portato a casa sì milioni e milioni di dollari (più di settecento in tutto il mondo), ma anche plausi quasi unanimi della critica, che forse stanca di stroncare in toto ogni impresa di Mr. Armageddon ha parlato di film incantevole e divertente nella miglior tradizione Disney. Effettivamente, almeno a guardare i crediti, sembra di essere di fronte a un ottimo cast artistico, ad iniziare dai due sceneggiatori Terry Rossio e Ted Elliott (loro lo script del sopravvalutato ma simpatico Shrek), continuando con Gore Verbinski (non un genio ma a suo modo un regista intelligente e "furbo") per poi finire con il gotha dell'odierna industria digitale, ovvero Industrial Light and Magic e Digiscope.
Proprio l'aspetto puramente spettacolare aveva suggerito un tono generale da baracconata hollywoodiana sulla scia dei peggiori comic-movie dello scorso anno (vero Hulk?) e sapere il progetto nelle mani dell'uomo responsabile di Top Gun, Pearl Harbor e Fuori in 60 secondi non dava certo molto credito alla riuscita del film. Eppure lo script della coppia Rossio-Jack ha mostrato una capacità di adattamento alle nuove tendenze fanta-avventurose che in pochi si aspettavano e Verbinski, dopo il successo di The Ring, sembra finalmente più conscio dei propri mezzi e avviato a ricalcare le orme dello Spielberg più giocoso e fanciullesco sulla scia di un altro amante di fantasy e horror come Stephen Sommers, il padre delle due ultime mummie di celluloide.
Proprio sul versante fanta-horror si può inquadrare questa avventura di zombi, scheletri, pirati e donzelle da salvare che descritta così sembrerebbe quasi un capolavoro trash di Ed Wood, ma che in realtà contiene tutti gli elementi vincenti del nuovo cinema di intrattenimento e una leggerezza di tono che ad esempio non abbiamo ancora trovato nei fiacchi kolossal dei personaggi Marvel e DC Comics.
Ci sono gli eroi tutto coraggio e ardore romantico degni de Lo sparviero del mare (indimenticabile pirate-movie del '40 con Errol Flynn), i soldati antipatici e destinati alla sconfitta, l'immancabile villain dai contorni fantastici (una via di mezzo tra un licantropo e il Pirata Barbanera... in pratica la controfigura di LeChuck), duelli all'arma bianca, vascelli minuziosamente ricostruiti, paesaggi da sogno (spiagge caraibiche ma anche californiane e messicane) e soprattutto un personaggio del carisma di Jack Sparrow che alla fine è tutta farina di quello splendido trasformista di Johnny Depp, che tra un ammiccamento a Keith Richards e uno a Jim Carrey, finisce con il diventare, più che trasformazioni digitali e scontri tra filibustieri, il vero punto forte del film e per merito suo (erano anni che non si vedeva una simile "prima donna" in un blockbuster per famiglie come questo) si possono perdonare a Verbinski quei venti minuti in più del dovuto e qualche ingenuità sparsa qua e là che ormai però è impossibile da evitare quando ci sono di mezzo dei budget simili. Un film godibile, ottimamente recitato da due "mostri" del cinema contemporaneo qui ripresi in una pausa di puro svago artistico (il Barbossa di Geoffrey Rush è assolutamente godibile) e, speriamo, foriero di una nuova ondata di pellicole sì infantili e derivative ma almeno dotate di un pizzico di autoironia che in un genere come questo dovrebbe essere ormai scontata e che invece continua ad essere solo un'idea presa in considerazione da pochi eletti. Potremmo definirlo un mix tra I Goonies, La Mummia, Capitan Blood e Corsari e saremmo ancora lontani dalla verità, visto che tra le pagine dello script di Rossio e Elliott (due che di citazioni se ne intendono) sono talmente numerosi i rimandi a pellicole del passato che per scovarli tutti non basterebbero queste pagine. Due cose sono comunque (quasi) certe; Depp conquisterà molto probabilmente la sua prima candidatura all'Oscar e Bruckheimer investirà più di 150 milioni di dollari in un sequel che dovrebbe sbarcare sulle coste italiche nel 2005 avanzato. E' proprio il caso di dire... bentornati pirati!

IL DVD

Annunciato in pompa magna da Buena Vista come una delle edizioni più importanti di inizio anno, La Maledizione della Prima Luna giunge in Italia a pochi mesi di distanza dall'uscita americana, che oltre ad aver quasi raggiunto i livelli di vendita del DVD di Spider-Man è stata incensata dalla critica come una delle più complete e tecnicamente riuscite del 2003. Per fortuna Buena Vista ha deciso di riproporre gli stessi extra e le stesse caratteristiche audiovisive anche per la versione italiana, che neanche a dirlo si preannuncia, almeno teoricamente, la più interessante di questo inizio anno.
Il video viene proposto in 2.37:1 anamorfico, ma per la simultanea presenza di ben tre tracce audio multicanale (di cui una in DTS) e di tre commenti audio (nonché per la durata del film superiore alla media), lo spazio disponibile su disco non ha permesso di ottenere un bit-rate soddisfacente per la traccia video, che infatti deve accontentarsi di una media di soli 5,6 mb/s. Ciò ha causato l'insorgere di alcuni artefatti di blocking e di aloni attorno ai corpi visibili non solo nella prima sequenza a bordo del vascello, ma in tutte le occasioni in cui nel quadro compaiono nebbia, foschia e "fumo" artificiale, elementi scenografici da sempre ostili all'algoritmo MPEG2 e che anche in questo caso non sono stati trattati nel migliore dei modi.
Se però escludiamo tali frangenti (per fortuna poco numerosi lungo tutto il film), siamo di fronte a un quadro eccellente sotto tutti i punti di vista. Le sequenze più luminose e contrastate permettono di percepire anche il minimo dettaglio e in generale l'ottima qualità del master si identifica con una definizione decisamente alta che non accenna a calare anche nelle sequenze più scure e movimentate (la trasformazione dei pirati, la serenata al chiaro di luna). Gli stessi apprezzamenti vanno fatti comunque anche per il croma, non solo fedelissimo alla fotografia di Dariusz Wolski (autore di solito più a suo agio con atmosfere prettamente dark come in Dark City), ma anche perfettamente dosato nelle componenti più chiare e luminose e negli incarnati, che infatti non tradiscono la minima incertezza.
Se solo non fosse stato per l'insorgere degli artefatti prima descritti, avremmo un quadro di qualità superiore, tra i più convincenti visti negli ultimi mesi; così com'è non riesce ad andare oltre una qualità ottima ma non esaltante come invece ci saremmo aspettati.
Passando all'audio, notiamo con piacere la presenza di una traccia in DTS pur se a data-rate dimezzato che affianca le due versioni in Dolby Digital. Bisogna dire che in questo caso la codifica superiore riesce davvero a fare la differenza in termini di dinamica, equilibrio timbrico e impatto. La scena è molto aperta e riesce a fare affidamento su tutti quanti i diffusori anche nelle sequenze meno impegnative, facendosi apprezzare per l'attenzione al dettaglio sui parlati e sugli effetti sonori anche più nascosti. Ottimo il missaggio, che anche se tende a preferire il fronte anteriore non manca di riservare la giusta attenzione ai due posteriori e al sub, che in almeno in una decina di sequenze diventa il protagonista assoluto della scena. Di fronte a un tale spettacolo le due tracce in Dolby Digital finiscono quasi in secondo piano, anche se va riconosciuta alla versione originale una maggior incisività sui dialoghi e un leggerissimo effetto di riverbero naturale che tende ad aprire ancora di più il messaggio sonoro.

CONTENUTI SPECIALI

Molto probabilmente la Special Extended Edition de Il Signore degli Anelli: Le Due Torri rimarrà ancora per molto un punto di riferimento in ambito extra, ma questa volta siamo di fronte a una quantità di contenuti speciali tale da avvicinarsi molto allo splendido cofanetto a quattro dischi di Medusa e per fortuna Buena Vista Italia ha deciso di mantenere gli stessi extra dell'edizione americana disponibile ormai da qualche mese.
Il primo disco contiene ben tre commenti audio non proprio facili da assimilare (saranno davvero pochi i fan disposti ad ascoltarli nella loro interezza) ma di sicuro interesse per chi voglia addentrarsi il più possibile nella produzione del film. Il primo e più riuscito vede l'intervento di Verbinski e di Depp, il secondo di Keira Knightley e Jack Davenport e il terzo dei due sceneggiatori Terry Rossio e Ted Elliott, che si dimostrano più simpatici e preparati di quanto ci aspettassimo in realtà, anche se, come spesso accade per film di questa durata, le pause tra un intervento e l'altro non sono proprio brevissime.
I contenuti più importanti sono comunque presenti nel secondo DVD, un disco a doppio strato pieno zeppo di sorprese diviso, come capita sempre più spesso ormai, tra una sezione dedicata ai dietro le quinte, una alle scene inedite, una al materiale promozionale e una a contenuti di varia natura.
Il making-of vero e proprio dura circa quaranta minuti ed è diviso in otto segmenti, in cui, tramite interviste, scene dal set e sguardi agli effetti speciali, possiamo già avere una buona visione d'insieme sulla lavorazione del film; sono inoltre presenti una specie di collage di riprese dal set (20') e un classico filmato cumulativo con i diari di produzione (25') che ci aiuta a capire quale si stato lo sforzo di tutto il cast per allestire le sequenze più importanti e spettacolari del film.
Si prosegue con ben diciannove scene tagliate (18') presentate con video in letterbox che pur senza aggiungere nulla di determinante ai fini del film risultano comunque gradevoli, così come i tre minuti di errori sul set che piaceranno soprattutto ai completisti ad oltranza; l'altro extra di grande interesse è lo speciale sulla realizzazione della sequenza della serenata al chiaro di luna sezionata attraverso il classico schema della preparazione, della messa in scena vera e propria e della post-produzione (il classico prima-durante-dopo insomma). Non è finita qua però. A parte sei esaurienti gallerie fotografiche (circa 210 le immagini totali), c'è ancora spazio infatti per una completissima mappa interattiva per conoscere tutto sui pirati e le loro abitudini e per uno speciale di quasi quarant'anni fa in compagnia dello stesso Walt Disney che ci guida alla scoperta dell'attrazione di Disney World che ha ispirato il film (18'); i filmati promozionali sono presentati in 4/3 full frame e tutti quanti gli extra godono della completa sottotitolazione in italiano. Davvero difficile chiedere di meglio a un'edizione con a "soli" due dischi; se non ci si chiama Peter Jackson questo è davvero il massimo che possiamo aspettarci.

Voto  stelle su 5
Voto dei lettori
Va detto subito che La Maledizione della Prima Luna non è nato con particolari aspirazioni artistiche, ma solo come un tentativo, a nostro avviso riuscito, di rinverdire la tradizione del cinema piratesco mischiandola con un retrogusto fantastico dai vaghi contorni horror. Visto sotto questa ottica, il film di Verbinski non delude le aspettative e riconferma da una parte il fiuto più unico che raro di Bruckheimer nello scovare storie e personaggi capaci di colpire il pubblico, mentre dall'altra non si può non apprezzare lo sforzo di Depp e Rush nel dare corposità e humor ai loro rispettivi personaggi, capaci di catalizzare l'attenzione molto più che i pur ottimi effetti speciali di marca Industrial Light And Magic. E questo, per un "fantasy" familiare targato Disney, è un pregio a dir poco immenso. Dopo l'ottima impressione avuta dal DVD americano, non possiamo che aspettarci una resa altrettanto convincente dalla controparte italiana, a cui Buena Vista ha riservato un trattamento di lusso. Questo non vuol dire che tecnicamente parlando il DVD sia perfetto, ma solo che la grandissima quantità di extra, un video un po' compresso ma in generale di ottima fattura e un'eccellente traccia in DTS hanno permesso la creazione di una scena audiovisiva vicina a livelli di riferimento e di una completezza in termini di extra seconda solo alle Extended Edition de Il Signore degli Anelli. Se vi è piaciuto il film, non esitate a fare vostra questa sontuosa Special Edition a due dischi, ma in ogni caso, anche a chi non è rimasto entusiasta delle avventure di Jack Sparrow e Capitan Barbossa, consigliamo caldamente l'acquisto di un DVD a cui non manca quasi nulla (giusto un bit-rate leggermente più aggressivo) per risultare completo e tecnicamente inattaccabile.