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Videoproiettore: sfruttiamolo al meglio!

Affrontata la "teoria", è ora di passare ai fatti: una volta che il proiettore è in casa nostra, come faremo a posizionarlo nell'ambiente e a sfruttarlo al meglio per guardare film e videogiocare su grande schermo? Ecco una serie di consigli pratici per tirar fuori il massimo dal nuovo acquisto!

di Sabatino Pizzano, pubblicato il

Ormai le connessioni component si stanno diffondendo anche nel nostro paese: tutti i videoproiettori e quasi tutti i lettori DVD dispongono di tale connessionee, ultimamente, stanno comparendo sul mercato anche tv con tale connessione in entrata (Toshiba e Panasonic). Nel segnale component i segnali di luminanza (Y) e le componenti di differenza di colore rossa (R-Y) e blu (B-Y) viaggiano su tre conduttori separati; va da sé che il segnale component è generalmente trasportato utilizzando tre diversi cavi.
Tutti gli standard poc'anzi citati vengono trasportati sui cavi di connessione in modalità analogica, ma grazie all'introduzione delle porte DVI e HDMI sia sui lettori DVD sia sulla grande maggioranza dei proiettori è oggi possibile evitare un'ulteriore doppia conversione digitale-analogico-digitale con percettibilissimi vantaggi qualitativi. Tra le due tecnologie è al momento più diffusa la DVI (Digital Visual Interface), i cui cavi vengono divisi in due categorie: cavi DVI Single-Link (che permettono risoluzioni fino a 1280x1024) e cavi DVI Dual-Link (che prevedono il raggiungimento anche di risoluzioni da 1920x1440 ed oltre). L'aumento del numero di videoproiettori digitali con ingresso DVI e la contemporanea presenza di schede grafiche per personal computer a basso prezzo dotate di questa interfaccia ha reso il DVI molto popolare, sopratutto tra chi preferisce pilotare il proiettore utilizzando un PC configurato ad hoc (HTPC).
Infine, è bene fare un piccolo accenno sul segnale trasportato dalla "famosa" SCART (presente in tutte le tv). Va subito detto che il connettore SCART è formato da 21 poli e permette il passaggio contemporaneo (in ingresso e in uscita) di numerosi segnali video, in modo particolare il video composito, il s-video e il RGB, oltre ovviamente ai relativi segnali audio.

ALCUNE RIFLESSIONI SUL PASSAGGIO DEI CAVI VIDEO

Di solito per collegare un videoproiettore alle varie sorgenti abbiamo bisogno di cavi lunghi mediamente 8-10 metri per ognuna di esse e, come abbiamo già visto, ogni sorgente avrà a disposizione determinati tipi di segnale che necessitano, a loro volta, di cavi specifici. A questo punto è bene raggruppare le sorgenti in base al tipo di segnale che possono trasportare:

  • Sorgenti con segnale videocomposito (tutte le sorgenti)
  • Sorgenti con segnale S-Video (lettori dvd e videoregistratori)
  • Sorgenti con segnale RGB (lettori dvd e decoder satellitari)
  • Sorgenti con segnale RGBHV (HTPC)
  • Sorgenti con segnale DVI (HTPC e Lettori dvd)
  • Al di là delle specifiche dettagliate su ogni tipo di segnale, in questo paragrafo ci preme affrontare invece la difficoltà della posa "sul campo" dei vari cavi di connessione: è fondamentale cominciare con il dire che il cavo più utilizzato per il trasporto del segnale video è il RG59, composto da una sezione di 5-6 mm, facilmente reperibile in qualsiasi ferramenta. Ci sono in commercio altre tipologie di cavo di sezione più piccola (1,5 mm) che permettono il passaggio del segnale video ma presentano dei limiti che fanno preferire appunto il RG59. Oltre al cavo è molto importante anche il connettore, in quanto il tipo di cavo da utilizzare dipende anche dal tipo di connettore che si vuole utilizzare. I cavi video hanno un impedenza pari a 75 Ohm, e quindi anche i connettori devono avere come impedenza 75 Ohm: quindi se state pensando di autocostruirvi dei cavi video tenete bene a mente queste specifiche.
    Inoltre tenete presente che la scelta del cavo video dipende spesso dalla frequenza del segnale da trasferire: è vero che il cavo deve essere a 75 ohm, ma l'impedenza dei cavi commerciali spesso è associata a un range di frequenze ben precise. Quindi un cavo a 75 ohm per segnali analogici non va bene per portare un segnale digitale, in quanto a frequenze di diversi MHz ha un'impedenza diversa. Esistono cavi a impedenza costante, i cosiddetti "banda larga", ma costano cari e spesso trasportano male il segnale; meglio quindi attrezzarsi con i cavi ben "calibrati" e usare i banda larga solo se assolutamente indispensabile. Stabilire la banda passante su un cavo è piuttosto semplice: basta moltiplicare tra di loro i tre parametri che influenzano, appunto, l'ampiezza della banda: la risoluzione orizzontale, la risoluzione verticale e la frequenza. Ad esempio con una risoluzione di 1024x768 a 50Hz la banda passante sarà di 1024x768x50 = 39 MHh, per cui dobbiamo disporre di un cavo e di due connettori in grado di trasportare tale banda. Per capire la banda massima trasportabile da un cavo e dai connettori è bene fare riferimento alle specifiche tecniche fornite dai produttori. Ovviamente la banda necessaria per trasportare un segnale progressivo sarà il doppio della banda necessaria per trasportare un segnale interlacciato per la diversa natura dei segnali spiegata in precedenza.
    Una volta acquistati i cavi vi renderete subito conto che la disposizione in ambiente può risultare alquanto critica, per cui la soluzione migliore, sia per questioni estetiche che funzionali, è quella di prevedere in partenza la realizzazione di canaline murate ad hoc.
    Ad ogni modo, quando si va ad installare un cavo nell’ambiente è bene evitare che questo perda la sua impedenza caratteristica imponendogli curve a gomito e un’altra cosa da tenere in considerazione è che i cavi devono viaggiare distanti da quelli telefonici e di alimentazione. Quindi è utile, potendo prevedere la realizzazione di canaline apposite, far passare due corrugati, uno da 20 mm per il passaggio dei cavi di segnale e un altro corrugato da 16 mm per il passaggio delle alimentazioni che sarà così separato dalle tracce di segnale.
    Il numero di cavi che questi corrugati devono contenere dipende direttamente dal numero di sorgenti che si vuole collegare al videoproiettore, e per questo motivo potrebbe risultare utile l’utilizzo di uno switch e/o di un commutatore di segnali: è importantissimo che switch e commutatori siano di ottima qualità, pena il degrado della qualità visiva. Il segnale video è più sensibile di quello audio, per cui il ricorso a switch e commutatori deve essere effettivamente dettato da uno stato di necessità
    E’ ovvio che, sia per motivi qualitativi sia per motivi economici, bisogna progettare un tragitto più corto possibile. Tipicamente si preferisce utilizzare il soffitto in quanto è quasi sempre libero dal passaggio dei cavi di alimentazione. Inoltre è importante arrivare sempre dietro al proiettore, e non a lato o davanti: questo permette una maggiore flessibilità in previsione di una futura sostituzione.
    Se il passaggio sotto traccia non è possibile si può sempre decidere di far passare i cavi non sotto le pareti ma sopra; questo ovviamente è a discapito sia dell’estetica della stanza sia dal punto vista funzionale, in quanto i cavi risulteranno essere più lunghi con il rischio poi di calpestarli e danneggiarli. Altre soluzioni da considerare sono i tappeti o il battiscopa (anche se resta poi il problema di raggiungere il proiettore, solitamente montato a soffitto).