Speciale

Videoproiettore: sfruttiamolo al meglio!

Affrontata la "teoria", è ora di passare ai fatti: una volta che il proiettore è in casa nostra, come faremo a posizionarlo nell'ambiente e a sfruttarlo al meglio per guardare film e videogiocare su grande schermo? Ecco una serie di consigli pratici per tirar fuori il massimo dal nuovo acquisto!

di Sabatino Pizzano, pubblicato il

Per collegare invece una Playstation2 in progressivo, avete bisogno di un gioco che supporti la scansione progressiva e dell'apposito cavo component. Giochi in progressive scan per la Playstation2 ce ne sono davvero pochi, uno su tutti è Tekken 4.
Un'ultima possibilità è data dai transcoder, convertitori di segnale che, a partire dal component restituiscono un segnale RGBHV (VGA) sul classico connettore da monitor per PC. Questo transcoder è indispensabile qualora voi vogliate collegare in progressivo il vostro dispositivo di visualizzazione (plasma, lcd, monitor, proiettore, ecc.) e questo non ha disponibile l'ingresso component ma solo quello vga, per cui dovete far partire il segnale video dal component in progressivo, convertirlo in vga, e con un apposito cavo vga collegate il transcoder al dispositivo di visualizzazione.

L’INSTALLAZIONE DEL VIDEOPROIETTORE

In questi due speciali ci siamo finora concentrati su problematiche che riguardano i videoproiettori, le sorgenti, i cavi e i segnali, e giunti alla fine sembra doveroso parlare anche dell'installazione, in quanto materialmente è l'ultima "fatica" che affronterete nel caso abbiate deciso di fare il "grande passo".
Le problematiche che si vanno ad affrontare quando si installa un videoproiettore possono variare a seconda se si tratti di un proiettore CRT o di un proiettore digitale (monolampada).
Un CRT, per esempio, non pesa mai meno di 30 kg, e questo dovrebbe subito farvi comprendere l’ingombro che tale apparecchio porta con sé e la necessità di avere certezze di resistenza nel caso di montaggi a soffitto. Poi va considerato che non è consigliabile proiettare immagini con un CRT inferiori ad 1 metro e 80cm di base, in quanto il proiettore potrebbe avere dei problemi nella messa a fuoco, dovuto al fatto che non si riesce più a far convergere i tubi. Ovviamente la grandezza minima della base dipenderà dalla dimensioni dei tubi, più grandi sono i tubi più grande sarà la dimensione minima della base dello schermo.
Un altro fattore da tenere in considerazione è la distanza proiettore-schermo che varia a seconda del modello di proiettore. Le case produttrici (come Sony e Barco ad esempio) mettono a disposizione alcuni programmi sul loro sito utili per il calcolo della distanza proiettore-schermo. Ma una volta individuata la distanza ottimale schermo-proiettore i problemi non sono certamente finiti, perché anche l'altezza dello schermo da terra ha la sua importanza. E’ bene che lo schermo si trovi ad una altezza da terra di circa 70-80 cm, per cui nel caso del montaggio a soffitto del proiettore è opportuno equipaggiarsi di una staffa di un’altezza adeguata. Per evitare di dover comprare (o farsi costruire) staffe troppo alte e quindi piuttosto ingombranti (e brutte esteticamente) potrebbe risultare comodo inclinare leggermente il videoproiettore.
Installare un monolampada invece risulta essere meno faticoso sia da un punto di vista “fisico” (un monolampada pesa molto di meno di un CRT,) sia da un punto di vista funzionale, in quanto i proiettori digitali appena collegati sono immediatamente pronti a funzionare... ma attenzione non è così semplice come si potrebbe pensare!
La prima cosa da tenere in considerazione prima dell’acquisto è quella di dare un’occhiata alle specifiche dell’ottica del modello che si vuole acquistare. Ci sono proiettori che hanno bisogno di poca distanza per generare immagini da due metri di base e altri, invece, che necessitano di più spazio. I videoproiettori che appartengono alla prima categoria vengono comunemente definiti "a tiro corto" mentre i secondi vengono definiti "a tiro lungo". Ad esempio Sharp produce due videoproiettori DLP esattamente identici (z200 e z201), con l'unica differenza che lo z200 ha bisogno di essere posizionato a cinque metri dallo schermo per fornire immagini da due metri di base, mentre allo z200 bastano tre metri. Quindi studiate per bene il vostro ambiente in relazione al proiettore e allo schermo che intendete acquistare. Inoltre i monolampada hanno quasi tutti lo zoom, utile per aggiustare la distanza e la grandezza dello schermo, ma è comunque bene da un punto di vista qualitativo non utilizzare questa funzione.
Infine, i proiettori digitali hanno anche la funzione di controllo Keystone, utile per correggere l’effetto “trapezio”, quella deformazione dell'immagine che si può avvertire a causa del non prefetto allineamento verticale proiettore-schermo. Il controllo Keystone interviene proprio per correggere installazioni che comportano un angolo di proiezione troppo elevato, ma ha un alto costo da pagare in termini di qualità dell’immagine, per cui è bene non utilizzarlo e cercare di posizionare il proiettore al meglio, adottando una staffa da soffitto o posizionando il proiettore su una mensola sufficientemente alta da garantire una proiezione ottimale. Il problema della messa a fuoco del proiettore presente sui CRT per basi troppo piccole non esiste per proiettori digitali, come del resto non esistono per i CRT i problemi legati al Keystone.
Un altro svantaggio dei proiettori CRT rispetto ai monolampada per quanto riguarda la messa in funzione è senza dubbio la sua taratura: infatti mentre un digitale, dopo averlo posizionato correttamente nell'ambiente, necessita giusto di regolazioni regolazioni sui i colori e altri parametri comunemente utilizzati su una TV, i proiettori CRT invece necessitano della taratura delle varie componenti che lo compongono, come la geometria, la meccanica dei tubi, la convergenza, e così via. Certamente tarare un tritubo non è una operazione semplicissima, ma con la pratica nemmeno così complicata: certo, ci sono delle regolazioni che devono essere fatte esclusivamente da un tecnico (si tratta di operazioni che vanno fatte una sola volta su un CRT nuovo), e altre invece che con un po' di buona volontà e tanta voglia di imparare possono essere eseguite da un utente “normale”. Se la prima taratura è fatta da un tecnico competente, l’utente finale deve solo ritoccare la convergenza ogni due-tre mesi, o se collega fonti con risoluzioni o refresh diversi, operazione questa piuttosto elementare.
Dopo aver installato il proiettore, i cavi e le sorgenti correttamente, non ci resta che installare lo schermo. Ci sono alcune regole convenzionali, utili per stabilire la distanza minima a cui si deve guardare uno schermo di una data altezza: infatti il consiglio che di solito viene dato è quello di posizionarsi ad una distanza almeno di due o tre volte superiore rispetto l'altezza dello schermo. Ovviamente siete liberi di provare le varie soluzioni e adottare quella che vi piace di più in considerazione anche del rapporto di dimensione della matrice e quindi dello schermo. Altra questione è quella dell'altezza da terra: in teoria la soluzione ideale vedrebbe il centro dello schermo allineato all'altezza dello spettatore, però ottenere un'immagine scevra di difetti di proiezione così in basso, in special modo in casi di installazione a soffitto, è praticamente impossibile. Inoltre, alcuni studiosi hanno dimostrato che la posizione naturale della testa quando il corpo è seduto è leggermente rivolta verso l'alto, per cui si possono prendere in considerazione anche schermi che partono da 90 cm da terra. La pratica suggerisce altezze da terra comprese tra i 60 e gli 80cm.

ADESSO ANDATE E... VISIONATE

Anche questo secondo speciale sui videoproiettori è giunto al suo termine. L'obiettivo di questi due speciali è quello di darvi una infarinatura generale sul mondo dei proiettori, in modo da farvi capire, qualora sentiste la "necessita" del grande schermo, cosa ruota attorno a questo mondo. Certamente un videoproiettore necessita di più attenzioni rispetto ad una tv tradizionale, però sicuramente vi ripagherà di tutte le attenzioni che gli darete, facendovi passare belle serate sia in solitudine ma soprattutto in compagnia.
Infine, un ringraziamento particolare va a Gianluca “Dekyon” Rigotti e Mattia “Tiamat” Gilardi per i preziosi consigli forniti in fase di realizzazione di questo speciale.