Il blog di Videogame.it

Sommario Blog

  1. Fotone

    Il volante sbagliato

    L'hardware per il racing gamer che non deve sterzare mai.

    di Lorenzo Antonelli - 18/5/2011 10:12

    Il Super Sports 3X di Datel è un volante mediocre, assemblato con plasticacce di varia consistenza, morbido all'impugnatura oversize grigia e duro dov'è nero. È un volante che farebbe rabbrividire qualsiasi possessore di Thrustmaster T500 RS o Logitech G25/27, tanta è l'approssimazione che garantisce alla guida di una vettura virtuale. Il suo truce pomello del cambio (solo sequenziale, ci mancherebbe che sia a forchetta) è fissato su un'intricata struttura di ...


  2. aleZ

    Wii, successo fallimentare

    Una generazione di console si chiuderà senza il botto.

    di Alessandro Martini - 11/5/2011 10:02

    L'annuncio imminente di Wii 2 (o Project Cafè, o FEEL o come si chiamerà) preannuncia la fine dell'attuale generazione di console anche per l'imminente scadenza dei "fatidici cinque anni" (che poi sono sei pensando all'Xbox 360) dal suo inizio. Sopratutto, avvia il pensionamento del formato che ha battuto tutti gli altri sul lato vendite, attirato nuove schiere di utenti e modificato completamente il profilo del videogioco come lo conoscevamo. O ...


  3. Fotone

    Il gameplay è il salto

    The Impossibile Game, il videogioco anticlericale.

    di Lorenzo Antonelli - 2/5/2011 09:40

    La prima partita con The Impossibile Game dura qualcosa come due secondi, seguiti da un sonoro WTF e il retry inconsulto. La seconda partita è pressoché uguale alla prima, al limite si arriva pochi centimetri più in là, schiantandosi contro un ostacolo aguzzo. E allora si gonfia l'orgoglio, s'incomincia a portare il tempo a mente e si "tappa" con maggiore impegno, al ritmo di "Ho capito tutto!". Eppure non serve ...


  4. giopep

    I poteri della capoccia

    Controllare i film con la sola imposizione delle tempie.

    di Andrea Maderna - 5/4/2011 10:08

    Gironzolando per i corridoi della Game Developers Conference si incontrano cose strane. Cose che magari in altri contesti non ci sono o passano inosservate. Svolti un angolo e ti trovi davanti tutto il carrozzone dei giochi indie... Percorri una sezione e scorgi in un angolino, tutta nascosta, la demo del nuovo gioco Telltale... E poi incappi in MindWave. Di che si tratta? È un headset da applicare alla capoccia dell'utente, ...


  5. giopep

    Elucubrazioni notturne

    Twitter, i videogiochi e lo tsunami.

    di Andrea Maderna - 14/3/2011 13:44

    Sono quasi le due di notte e sono ancora al computer. Oggi ho finalmente rimesso in piedi il mio desktop – passo fondamentale nella trasformazione da “casa in cui è in corso un trasloco” a “casa” - e ovviamente a quest'ora ci sono ancora piazzato davanti, gongolando per il non dover essere più costretto a maneggiare un laptop come nelle ultime due settimane, appiccicato alla mia bella scrivania. Sto scribacchiando un articolo che devo consegnare domani, ma mi sono distratto seguendo il filo di Twitter e di altre cose, finendo ancora una volta a osservare agghiacciato immagini e racconti di quel che sta accadendo in Giappone. Leggo che la TV di stato nipponica ventila la possibilità che ci siano diecimila vittime e mi si mozza il fiato. Diecimila vittime. Io son qui che mi chiedo come andrà domani l'esordio di Videogame.it e intanto il Giappone si chiede se sono morte diecimila persone. E un po', lo ammetto, mi sento stupido, ad esser qui a scrivere di videogiochi (e a controllare in diretta come stanno andando le partite NBA). E ancora più stupido mi sento a pensare al modo strano in cui la mente umana reagisce a queste cose, specie poi dopo aver visto su un qualche sito la foto di Zaccheroni che rientra in Italia. Il primo pensiero, inevitabile, è per chi conosco che in Giappone ci vive. Vedo apparire i loro status su Facebook e penso “Ah, allora è tutto a posto”. A posto una fava, mi dico subito dopo. Hideo Kojima twitta: “I'm fine”. Ché uno dice anche ma chissenefrega, però poi penso che magari tanta gente glie lo stava chiedendo, proprio su Twitter, se fosse tutto a posto, e alla fine è giusto anche così. Poi, per un attimo, non ci posso fare niente, penso ai videogiochi, a chi sui videogiochi sta lavorando, al Tokyo Game Show, adesso che succede, pensa se fosse accaduto mentre ero là per la fiera... Poi penso che poco tempo fa ascoltavo, su un podcast (B.S. Report, by Bill Simmons, un grande), due tizi che chiacchieravano di come Twitter abbia cambiato il modo di seguire eventi epocali, e si divertivano a ipotizzare come sarebbe stato seguire grandi eventi storici del passato, anche remoto, con Twitter. E penso che sì, in effetti, essere sommersi dall'overload di Twitter quando accade una cosa del genere è pazzesco. Cacchio, adesso, mentre scrivo, mi è apparso un tweet: “tokyo shaking”. :-| Penso allora a quanto è strano che un evento del genere in Giappone mi colpisca più a livello personale rispetto a un evento del genere in altri paesi del mondo. Perché è il Giappone, perché lo sento vicino, perché sempre vicino e mitizzato mi è stato fin da piccolo, fra cartoni animati, fumetti e videogiochi, perché ci sono stato in vacanza e per lavoro trovandomi sempre benissimo fra cose e persone, perché dal Giappone arriva tanto, in tante forme, che amo. Ed è paradossale che cento, trecento, mille, diecimila persone in un posto mi colpiscano più che le stesse in un altro, perlomeno a livello viscerale, secco, di stomaco, anche se poi, di testa, mica faccio differenza. Ma è così che funziona e non vedo perché nasconderlo. E poi penso che oggi ero qua a imprecare perché non riuscivo a montare un mobiletto come si deve, perché avevo finito lo spazio sulla mensola dei libri di cinema, perché 'sti tedeschi hanno le prese di corrente senza la messa a terra, perché dovecavolostailmanualedelpianocotturaainduzione... epperò anche dai, ma chissenefrega, ché io sto qui, alle due di notte, a scrivere un post che non serve a nulla, morendo di caldo perché il termosifone è regolato troppo alto, e intanto da qualche parte è mattina e la gente trema. Su un porta documenti, qua sulla scrivania, alla mia destra, svetta una bandiera del Giappone. Sarà larga venti centimetri, è di carta e ha lo stecchino in plastica. È un residuato del mio primo viaggio in quel paese, una splendida vacanza a cavallo fra 2006 e 2007. Il 23 dicembre andammo al palazzo dell'imperatore, che per il suo compleanno si esibiva in un discorso al popolo. Armati di bandierina, circondati da orde di giapponesi (e qualche occidentale) che agitavano tutti assieme il loro simbolo urlando “Banzai”. La bandiera è saltata fuori dagli scatoloni oggi, svuotando e mettendo a posto. Per un qualche strano corto circuito mentale l'ho presa e infilata qua a fianco, srotolata, che mi guarda, senza pensare minimamente, neanche per un secondo, a quel che sta accadendo in questi giorni. Solo adesso, notandola con la coda dell'occhio, ci ho fatto caso.


  6. Matteo Camisasca

    1999-2011: Ricordi di Nextgame.it

    di Matteo Camisasca - 13/3/2011 14:03

    Da bambino ho imparato a sciare: mi piaceva, non ero certo un asso, ma mi piaceva. Lo sci però non era per me, era scritto. Smisi di sciare da ragazzino dopo una giornata priva di concentrazione e una brutta caduta avvenuta sganciandomi da uno skilift: caduta perché in realtà non mi sganciai affatto e ricordo ancora quelle rocce dopo la pista… brrr. Malesco è un ridente paesino, ma un posto infame per andare a sciare, ...


  7. checco

    I cartonati di un tempo

    di Francesco Destri - 13/3/2011 09:32

    Nemmeno a farlo apposta quest’anno taglio il traguardo della mia collaborazione decennale con Next. A differenza di molti altri sono entrato nelle fauci di Scamu (prima) e di Sole (poi) recensendo DVD nel 2001, dopo aver risposto a un annuncio per rimpolpare la sparuta branchia redazionale dedita a considerazioni mereghettiane su film, tracce audio e compressione video. Già facevo la stessa cosa per AF Digitale (e continuo a farla tuttora), ma entrare in Next, che ...


  8. Fotone

    La mia vita a Next State

    di Lorenzo Antonelli - 12/3/2011 19:28

    Quando mi domandano com'è che ho incominciato a scrivere di videogiochi, rispondo sempre alla stessa maniera: "Non lo so, io volevo fare l'astronauta o il pilota di Formula 1. Non è che ti avanzano degli spiccioli?". Eppure duole ammetterlo, ma la mia genesi di appassionato redattore videoludico fu decretata in tempi non sospetti dal tenebroso Alez, che mi tocca ancora oggi ringraziare (o maledire). Dopo aver letto - vai a sapere perché - la mia ...


  9. Jacky

    Le origini del mito

    di Jacopo Mauri - 12/3/2011 09:28

    Alias: AVOC, GOL, il dominio coi trattini, il menù ondeggiante, KKND e infine NextGame. Verso il termine del terzo anno di scuola media, convinsi finalmente i miei genitori a fare l'abbonamento a Internet. Pfff, pensare che al tempo costava circa 300.000 lire all'anno più IVA, e la TUT faceva il resto nel rendere quasi proibitivo un hobby ancora ben poco diffuso. Ma fu così che iniziai a conoscere la Rete, i forum, i newsgroup e ...


  10. Stefano Castelli

    Mi parli di Nextgame.it...

    di Stefano Castelli - 11/3/2011 14:10

    Un Ufficio Qualunque: Prego, si accomodi. Stefano Castelli: Son già seduto. UUQ: ... Stef: ... UUQ: Sono baffi, naso e occhiali finti, quelli? Stef: Si. Sono un fan di Zak Mc Kraken. Anche se l'ho finito con le soluzioni. UUQ: Pensavo non volesse farsi riconoscere... comunque, lei sa perché è qui? Stef: Si. Pressapoco. Devo dire quello che so sul sito noto come "Nextgame.it". UUQ: Esatto. Da quando tempo conosce Nextgame.it? Stef: Da prima che ...


  11. giopep

    Logorrea poco interessante

    Logorrea poco interessante

    di Andrea Maderna - 11/3/2011 09:42

    Se oggi sono qui a scrivere su Nextgame, ad ammazzarmi di lavoro su Nextgame, a viaggiare come uno scemo per Nextgame, a partorire questo lunghissimo post che nessuno leggerà fino in fondo mentre volo su un aereo diretto a Londra per dare un'occhiata a Batman: Arkham City (per Nextgame, sintonizzatevi oggi alle 16:00 per leggere il reportage), lo devo a Mattia Ravanelli. Magari prima o poi sarei finito qui anche senza il suo intervento, ma ...


  12. fogman

    Nextgame: una storia vera

    di Andrea Focacci - 10/3/2011 19:13

    Molti di voi conosceranno la genesi di Nextgame attraverso l'ormai inflazionata storia di G-O-L, di Console Keeper, del mitico menù ondeggiante, delle notti insonni senza una lira, il sudore della fronte, le docce fatte con la stessa saponetta e tutte quelle cose mielose tipiche di quando ancora l'aria profumava di caffè appena fatto e brioche calde. Scommetto che qualcuno prima di me l'avrà riproposto per l'ennesima volta travolto dalla marea dei ricordi. Beh si, tutte ...