Indice Father & Son

  1. Father & Son

    Una cheat-device vivente

    Una cheat-device vivente - Father & Son

    Come togliere le castagne dal fuoco a un padre impedito.

    Salve a tutti carissimi. Questo articolo in realtà lo voleva fare il mio vecchio, ma glielo ho scippato perchè sicuramente lui avrebbe distorto la realtà indorando gli avvenimenti a suo vantaggio. Voleva (il Doc), vista la moda dilagante ...

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  2. Father & Son

    Ricordi e videogame

    Ricordi e videogame - Father & Son

    Non solo canzoni per i ricordi di una vita.

    Salute a voi, cari. Tutti noi, ma dico proprio tutti, e se qualcuno mi dice “io no”, NON ci credo, abbiamo nel nostro database cerebral-mnemonico fissati momenti della nostra vita che sono, belli o brutti, legati indissolubilmente a una canzone o a un album intero. Volti, luoghi, emozioni, che bastano due note ascoltate alla radio e ZOT!!! Tutto ritorna in mente. Mamma mia, quante ne ho personalmente. Proprio tante. I quattordici/quindici anni (1976-77) , il motorino Cambridge MZV rosso, motore Minarelli , “Animals” dei Pink Floyd e “Ti amo” di Tozzi (eh sì, pure quella); quindi la parte finale del ...

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  3. Father & Son

    MiniGeo unleashed!!!

    MiniGeo unleashed!!! - Father & Son

    Come scatenarsi selvaggiamente nella prima vacanza da solo. VIULEEENZA!!!!!

    Avete capito bene. Il vecchio MiniGeo che conoscevate non c’è più. Il Lato Oscuro della Forza si è impadronito di me, la malvagità mi pervade, sono diventato una creatura UNLEASHED!!! GRAUUUR!!!! (Urlo tipo Locusta o di Chimera, fate voi, tanto li sto ammazzando tutti).

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  4. Father & Son

    Videovacanze 2011: il Doc alla riscossa

    Videovacanze 2011: il Doc alla riscossa - Father & Son

    Vacanze videoludiche a cuor leggero.....

    Bentrovati carissimi, per un nuovo viaggio nell’intimità videofamiliare dei Geo. Sarò volutamente breve nello scritto, perchè più di ogni altra cosa parleranno le oltre trenta foto ed il video che vedrete sfogliando l’articolo. Sto scrivendo queste righe ed è il 25 luglio, lunedì di rientro dalle agognate videovacanze. Pensate che prima di partire avevo buttato giù di getto una bellissima intro per questo pezzo, ma evidentemente ho fatto una cavolata dato che non la trovo più. Bah, la vecchiaia. Che vi dicevo in quelle accorate righe? Che a quel momento, era l’undici luglio, vivevo un’attesa molto bella per il giorno ...

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  5. Father & Son

    Mamma scettica ma non troppo

    Mamma scettica ma non troppo - Father & Son

    Vi presento l'altra metà del mio codice genetico!!!!

    Con questa intervista il MiniGeo (il Doc non ha opposto resistenza e per una volta si è volontariamente spostato dai riflettori senza nessuna protesta perchè è un gran Signore) condivide la sua esperienza con una mamma all’inizio molto contraria ai videogiochi che ha avuto però il coraggio e l’intelligenza di provarli trasformando le sue preoccupazioni in un opportunità di incontro e condivisione con il figlio. E non solo... Mini: Bene mamma, presentati agli amici di Videogame.it. Mamma: Buongiorno, mi chiamo Catia, ho quarantun’anni e sono insegnante di Chimica laboratorio presso gli Istituti tecnici e professionali. Mini: Dì anche che ti sei laureata da poco in psicologia! Mamma: Sì, ho realizzato un sogno, un po’ anche per necessità, visto che tra poco la riforma Gelmini mi toglierà il lavoro. Farò la psicologa ma c’è ancora un po’ da fare... Mini: E’ importante parlare di questo perché è anche a causa dei tuoi studi in psicologia se hai per molto tempo odiato i videogiochi. Mamma: Beh sì, ma non occorre essere chissà chi per affermare che il troppo storpia oppure che certi giochi possono alterare la percezione della realtà o falsare le risposte istintive, sono cose documentate dalla scienza.. Mini: Certo, un discorso estendibile a tutti gli aspetti della vita. Ora giochi anche tu, però! Mamma: Sì e mi piace molto! Devo stare attenta perché a volte giocherei tutto il giorno come te e così non va bene, non bisogna farsi prendere la mano. Mini: *coff coff* io non gioco tutto il giorno! Ad ogni modo hai cambiato un po’ idea. MEDIA=1 Mamma: Sì, certo, ma è sempre così, si ha paura e si odia ciò che non si conosce. Ma non parliamo in questo contesto di modalità patologiche di gioco come quelle che alimentano la cronaca in questi giorni, quelle non ci riguardano! E poi, se vogliamo dirla tutta, non sono mai i giochi, le droghe, l’alcool eccetera ad essere patologici di per sé, mentre lo sono i significati che le persone vi attribuiscono. Mini: Giusto. Allora racconta del primo titolo a cui hai giocato! Mamma: Ho iniziato con i criceti anni fa, con il Game Boy, dico bene? Mini: Esatto, Hamtaro Heartbreak sul GBA, quello in cui dovevamo ricongiungere i criceti che avevano litigato. Mamma: Sì proprio quello, mi è rimasto nel cuore... Mini: Anche a me! E' il primo che abbiamo giocato insieme, ma già allora discutevamo su chi dovesse giocare e chi guardare... e poi? Mamma: Poi mi sono fatta tutti i Phoenix Wright con il DS... ah, che belle estati! Mini: Ma la conversione definitiva si è ultimata più tardi, quando è arrivato il Wii. Mamma: Oh sì che meraviglia, il gioco che più ho amato è stato Mario Kart!!! Ci ho giocato davvero tanto, addirittura spesso ti battevo, se ben ricordi, ero diventata proprio brava! Poi gli sport di Mario in generale... e anche Mario Party! Tra me e Donkey Kong c’è feeling... Mini: Sì vi assomigliate anche! Tu parli spesso dei giochi come momento rilassante... ma come mai ci sono le impronte dei tuoi denti sul joystick?!? Mamma: Ah, ma tu parli del pad della PS3!!! Lì è colpa di LittleBigPlanet. Alcuni passaggi sono troppo difficili per me, non ho le funzioni delle dita sviluppate come voi giovani! Mini: Infatti tu dici “ho giocato a questo e a quello”, ma in realtà buona parte dei tuoi giochi li ho fatti io per te! Mamma: Insomma, io sono da giochi facili, quando mi mettono cose troppo difficili faccio fatica, se poi le vite non sono infinite come in LBP (quello PSP) mi innervosisco! Mini: Mamma, ti innervosisci anche con LocoRocoMamma: Guarda che i Moja sono odiosi, io ho paura quando li incontro! E poi il boss finale, non lo posso affrontare! Ma voi giovani non vi agitate? Insomma, non provate le emozioni come se foste nella situazione vera? E poi volevo far notare che LocoRoco 2 è decisamente più violento del primo, è praticamente diventato uno sparatutto! Il palloncino non ha nulla da invidiare a Master Chief... MEDIA=5 Mini: Master Chief? Ma cosa stai dicendo, mamma!!! Mamma: Sì, quel maschione di cui abbiamo i pupazzetti in casa.. Mini: Pupazzetti? Sono modelli preziosi! Ma ti intendi anche di sparatutto? Mamma: Sono i giochi che mi piacciono meno... Non riuscirei mai a giocarci, soffro moltissimo quando sparo a qualcuno o a qualcosa, dopo mi serve del tempo per elaborare il lutto... A parte tutto ho provato a giocare ad Halo una volta, ma mi è molto difficile mirare e sparare contemporaneamente... muovo il mirino a scatti, non come te che sei un armonico tutt’uno con i comandi. Il bersaglio si muove e mentre cerco di posizionarmi mi ha già fatto fuori... Mini: Dai, non sei andata così malaccio, sempre meglio delle scorribande online del papà (scusa, papo). Conta però che giocavamo tra di noi, se ti avessi portata online sarebbe stato traumatico. Mamma: Preferisco altri giochi.. Giocare online a LBP è la cosa che preferisco ora... grazie a Dio ci hanno ridato il PSN! Ho anche degli amici!!! Mini: Si tratta del gioco che usiamo di più insieme, anche se nemmeno qui sono tutte rose e fiori. Mamma: Sì, effettivamente l'online potrebbe essere migliore... nel senso che è molto difficile trovare dei bravi compagni di gioco che ti aiutino a finire i livelli storia, e mi riferisco alle zone per tre e per quattro. La maggior parte dei ragazzi che ho incontrato è scorretta, non fa gioco di squadra... Si potrebbe costruire un gruppo selezionato da cui vieni espulso se ti comporti male... E poi odio i sackboy che schiaffeggiano! Mini: Va anche detto che ci giocano in pochi: abbiamo fatto fatica a trovare ragazzi che ci aiutassero. A proposito, hai mai giocato con i tuoi alunni? Mamma: No, per fortuna e purtroppo. Per fortuna perché sarei imbarazzatissima e purtroppo perché solo pochi sono a conoscenza del fatto che giochicchio. La maggior parte dei ragazzi considera i propri insegnanti totalmente fuori dal mondo... Quest’anno, parlando di velocità, ho citato Usein Bolt e guardandomi sorpresi mi hanno chiesto se sapevo chi fosse. È un peccato. Gli insegnanti dovrebbero sforzarsi molto di più per avvicinarsi al mondo dei ragazzi, si capiscono molte cose e invece spesso si giudica il diverso e il nuovo come sbagliato e così le distanze aumentano. Mini: Anche i genitori, allora? Mamma: Ah, certo che sì! Prima di tutto c’è la famiglia! Se per primi i genitori dedicassero un po’ del loro tempo a giocare con i propri figli, anche quelli più grandi, ci sarebbero più momenti positivi in casa, più argomenti di conversazione. Ricordo anni fa, non capivo nulla di quello che dicevi, e ora invece va molto meglio. Mini: Quindi per congedarti cosa potresti dire agli amici di Videogame.it? Mamma: Uhm... ah sì! Per me le locuste possono anche mangiare m…!!! Ciao a tutti e grazie!! Mini: Mamma! Non si dice... Mamma: Ma se lo dici sempre per ogni cosa! Mini: Ehm.... un saluto a tutti, alla prossima! Dobbiamo scappare perchè fra poco si libera!!! EPILOGO (In uno sgabuzzino buio di un sottoscala): "Ehi, c'è nessuno... dai, slegatemi che devo mandare il mio pezzo a Sole... che poi si arrabbia se ritardo... lo so che siete lì fuori... sento sghignazzare... ancora due minuti di lavorìo e la corda cede... allora sì che mi sentite... "

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  6. Father & Son

    Evoluzione della specie: dalla parte del Doc

    Evoluzione della specie: dalla parte del Doc - Father & Son

    Come un vecchio paciocco di quasi 50 anni si è convertito a sparatutto, zombi e pallottole.

    Ovviamente, dopo l’esposizione del mio videoludico figlio, il diritto di replica impone che vi presenti la reale versione dei fatti, colloquialmente, come se ne parlassimo al bar. Per bar condicio. O comunque la MIA versione dei fatti. Ma andiamo per ordine.

    Evoluzione. Una parola cosmica

    Intanto, se volete delle definizioni serie andate su Internet e googlate o rivolgetevi a Vito, perché qui non le avrete. Ci avrò pure io i miei problemi e i miei tempi eh. Comunque sia, "evoluzione" è una parola impegnativa, che in natura si esplica come una forma di miglioramento indispensabile per la sopravvivenza delle specie viventi. L’ambiente cambia lentamente e le specie si evolvono per adattarsi, se non ce la fanno si estinguono e pace all’anima loro. Chi si è visto si è visto. Hasta la vista baby. Adios. Noi quasi cinquantenni che abbiamo vissuto lo sbocciare dell’era dei “computer/console da casa” degli anni ’80, avevamo a quel tempo grossomodo tra i venti e i trent'anni. Dico “da casa” perchè già dai ’70 frequentavo bar con cabinati e sale giochi fumose, quindi il concetto di “macchina elettronica con schermo in stile TV ma che non è una TV” lo avevo già radicato. In quegli anni spuntarono le console da attaccare alla tv (quella vera), tra cui il mio mitico NES, acquistato praticamente al lancio, e mi ritrovai anche, pur non avendolo, a giocare con l’Amiga di amici, scoprendo il “computer” come veicolo di gioco e non certo di lavoro. Nell’86/87 scrissi la tesi di laurea su un PC, con schermo ovviamente a cristalli liquidi verdi, nella sala studenti di Geologia dell’Università di Ferrara, vivendo il mio primo contatto “lavorativo” col computer. Il tutto finì lì: non avevo “imparato a usare il computer”, ci avevo solo battuto la tesi e, nemmeno tutta, dato l’aiuto che mi diede un’amica, usando il trisavolo di Word. Fine. Contemporaneamente, smanettavo con il mio amato NES come un demonio, e continuavo a scroccare serate PCludiche dagli amici con i vari Commodore Amiga. Alla fine del 1988 mi son trovato catapultato per il mio primo lavoro (ed unico, ad oggi) dentro il laboratorio di cui sarei poi diventato socio, con il 50% del tempo lavorativo che si sviluppava tutto al computer. Primitivi finché volete, ma computer. Avevo ventisei anni e fu una difficoltà cerebrale enorme: imparare a ventisei anni NON è come imparare a quindici. È molto più difficile. Il favoloso IBM 8086 della segretaria , potentissimo, con il doppio drive per i floppy da cinque pollici e per quelli da tre, che tenevano 750 KB di dati, ma soprattutto un hard disk da 20 mega!!! ATOMICO!!! In laboratorio, udite udite, i tecnici caricavano i dati su due computer ultramoderni, un Olivetti ed un IBM, PORTATILI!!! Incredibile. Non avevano il disco fisso, quindi all’avvio si installava il DOS da dischetto. Il tutto in un’apoteosi di cristalli verdi scintillanti. MEDIA=1

    EVOLUZIONE OBBLIGATA

    Che dire? Mi son trovato nella necessità di evolvermi, non come il MiniGeo che è nato con computer e pad in mano. Di imparare, sì, ma soprattutto di cambiare la mia mentalità, ad un’età che non ti agevola sicuramente, perché la capacità di apprendimento non è più quella di un ragazzino. Ma comunque sono riuscito a districarmi bene nella giungla di Excel e Word, oltre a tanti programmi dedicati a geologia e geotecnica, alla grafica, alla topografia... E son convinto che la mia esperienza di videogamer abituato a imparare tasti e combo mi abbia aiutato. E qui viene il bello. Questo salto, che per me fu epocale, non è comunque paragonabile a quello psicologico che ho fatto in ambito videoludico da un po’ di tempo a questa parte.

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  7. Father & Son

    Evoluzione della specie

    Evoluzione della specie - Father & Son

    Ovvero come assistere alla trasformazione di tuo padre da paciocco a belva sanguinaria.

    “ Ehi... il mio Charmander si sta evolvendo... ” Cit. Ash Ketchum (salute) “Ehi... il mio papà si sta evolvendo... ” Cit. MiniGeo. Ma buongiorno a tutti e bentrovati carissimi. Cominciamo, mumble, con una riflessione: che strano. Cosa? Che solitamente si dice sempre che dopo una certa età, le idee, i gusti, le abitudini, non si cambiano più. Quante volte in effetti abbiamo sentito i “grandi” dire “Insomma, non mi ...

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  8. Father & Son

    Cardiovacanze in altura

    Cardiovacanze in altura - Father & Son

    Ovvero come collaudare con sci e videogame un padre neo-operato.

    Come ben sapranno gli aficionados che seguono questo editoriale, i primi di febbraio per noi significano una cosa sola, riassumibile in due parole: videosettimana bianca, cioè la settimana che io e mio papà, da 11 anni a questa parte, ci prendiamo regolarmente ad Asiago Kaberlaba, barattando scuola, lavoro e responsabilità varie con sci, tanto tanto relax ed i nostri amati videogames, immancabili nella quotidianità come nei nostri editoriali (heh, grazie direte, è pur sempre un ...

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  9. Father & Son

    Videogiochi e... cardiochirurgia?

    Videogiochi e... cardiochirurgia? - Father & Son

    Come distrarsi con i videogame anche nei momenti più critici.

    Fra le criticità della vita, non classificabili come tragedie ma come “grosse seccature”, vi sono certamente quelle operazioni chirurgiche molto pesanti ma che sono poi risolutive del problema che ne ha generato la necessità. Insomma, come nel mio caso, nulla per cui rischiare seriamente la vita, ma certamente qualcosa di impressionante, dato che ti aprono letteralmente la cassa toracica, e di fisicamente pesante visti i dolori del post-operatorio, il tutto relativamente all’intervento di sostituzione della ...

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  10. Father & Son

    Videogiochi e pregiudizio

    Videogiochi e pregiudizio - Father & Son

    Casi realmente accaduti ad un vecchio e ad un giovane videogamer.

    Nota 1: dato che parleremo dei pregiudizi che certi “adulti” hanno nei confronti dei videogames, ritenendoli “fuori posto” nella vita di una persona cresciuta, abbiamo inserito un test per vedere se voi lettori riconoscete l’intruso: tra attrezzatura tecnica di lavoro da “adulti” abbiamo inserito un oggetto videoludico. A voi trovarlo nelle immagini allegate. Nota 2 : vedendo l’occhiello, cioè la piccola immagine a fianco del titolo dell’articolo nella scheda principale di Father’n’Sons, appare l’Autore stravaccato ...

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  11. Father & Son

    Una videoestate marittima

    Una videoestate marittima - Father & Son

    Passare per 2 settimane da figlio a padre.

    “Haloa” (modificato dall’originale per noi spaziali tressessantini) a tutti gli amici che ci seguono! Di questo periodo (sto scrivendo ad agosto) mi sembra il saluto più adatto, visto che in qualità di liceale, come tutti i colleghi della mia età posso ancora godermi l'estate libera (perché è stato bravo, nota del papà). Anche quest'anno le mie vacanze sono divise in due periodi distinti, il mare con il papà ed il mare con la mamma. La ...

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  12. Father & Son

    Pirateria e ignoranza

    Pirateria e ignoranza - Father & Son

    Ovvero come prendere solenni fregature per scarsa conoscenza tecnica.

    La pirateria è una piaga che affligge il nostro mondo e che provoca danni economici di grande rilevanza. I seguaci di Capitan Uncino, purtroppo, sono tanti, copiano innumerevoli opere di svariata natura, o addirittura le commercializzano. Chi le acquista ha solitamente la consapevolezza del reato che commette, praticamente sempre. Tuttavia esiste almeno un caso di un perfetto ignorante e il suo incolpevole figlio che hanno preso alcune fregature, in certi casi esilaranti, ignaro di ciò ...

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