Indice Il Bandito

  1. Il Bandito

    Hang 'Em High

    Hang 'Em High - Il Bandito

    L'ultimo colpo del Bandito.

    Queste mie stanche ossa ormai hanno lo stesso odore della muffa mista a polvere. Troppa è l'acqua e il freddo che hanno dovuto sopportare in questo viaggio, che mi ha portato lungamente lontano da qui, per poter tornare a premere il cane della mia pistola con ...

    Leggi ► di Andrea Focacci

  2. Il Bandito

    Se il buongiorno si vede dal mattino...

    Se il buongiorno si vede dal mattino... - Il Bandito

    Cronaca di un debutto malauguratamente travagliato.

    Che il 3DS non sia partito in quarta è ormai un dato di fatto piuttosto oggettivo ed indiscutibile. A dispetto delle roboanti aspettative di mammà N e degli addetti ai lavori, genuinamente esaltati dopo un E3 2010 a dir poco col botto, il nuovo portatile della casa di Kyoto ...

    Leggi ► di Marco Mottura

  3. Il Bandito

    Di stampa e videogiochi

    Di stampa e videogiochi - Il Bandito

    "Any democracy depends on a free, healthy press […] I think we need Editorial more than ever right now". - S. Jobs, 2010

    Che il videogioco in quanto tale sia trattato con superficialità e ignoranza da parte della cosiddetta "stampa alta" è cosa nota a tutti noi, professionisti del settore e semplici appassionati. Di tutte le polemiche gratuite e pretestuose viste in questi anni - ancora giovani - di vita del videogioco, di certo l'ultima è quella che ci ha colpiti maggiormente. Ma non è l'unica cosa che mi infastidisce, a dire il vero. [Continua a leggere...]

    Leggi ► di Simone Soletta

  4. Il Bandito

    C’era una volta l’E3

    C’era una volta l’E3 - Il Bandito

    Come è cambiata l’industria del divertimento digitale.

    Rannicchiato nella cappelliera di un Boeing della Delta Airlines come bagaglio a mano, il Bandito è riuscito a volare nella città degli angeli in occasione dell’Electronic Entertainment Expo, perché per chi ama, respira, vive i videogiochi, non c’è evento più importante durante l’anno, nemmeno la tombola di S. Stefano con in premio le edizioni promo dei giochi più brutti giunti in redazione. MEDIA=1 Sì, ci sono altre fiere in giro ...

    Leggi ► di Francesco Alinovi

  5. Il Bandito

    La notte nera del 3DS

    La notte nera del 3DS  - Il Bandito

    Ci sono le notti bianche di festa e shopping e quelle nere di noia e ritardi.

    Ci chiamano “early adopter”, più probabilmente siamo stronzi. Da alcuni anni (facciamo venti) compro console, spesso e volentieri appena si rendono disponibili, e raramente far parte dell’allegra famigliola dei cosiddetti “early adopter” ha rappresentato un privilegio, perlomeno non al di fuori della possibilità di fare i ganassa sui forum/Facebook/etc. Con chi ancora non può permettersi la stessa spesa. Il che, lo capite da soli, rappresenta semplicemente un momento di tipica sfiga da geek occhialuti e ...

    Leggi ► di Mattia Ravanelli

  6. Il Bandito

    Gioventù Ribelle

    Gioventù Ribelle - Il Bandito

    La strumentalizzazione di un prodotto industriale d'eccellenza.

    In adeguamento all'utilizzo di tutte quelle metafore del Far West tanto care all'autentico Bandito, in questo episodio Fotone scaricherà il tamburo della sua vecchia Colt (che per l'occasione sarà equipaggiata con proiettili al plasma) sul ben noto caso del videogioco ministeriale Gioventù Ribelle. Data la mole di fatti, circostanze e notizie a riguardo e per non redigere l'ennesimo, enciclopedico dossier sul fattaccio, si rimanda il lettore ignaro all'esaustivo reportage stilato da Aucool per Indie 4 the Masses. KILLING SPREE! Nell'epoca contemporanea, la tecnica costituisce una delle dimensioni fondamentali in cui si gioca la trasformazione del mondo umano. Lo scrive Levy ne Le Tecnologie dell'intelligenza e traspare persino dallo sguardo torvo e presidenziale di Giorgio Napolitano, mentre scruta il videogioco ministeriale assurto ai disonori della cronaca. Risultano dunque incomprensibili i motivi per i quali la realizzazione di Gioventù Ribelle, il videogioco risorgimentale patrocinato dal Ministero della Gioventù di Giorgia Meloni, sia stata affidata a otto studenti diplomandi del Corso Triennale di Virtual Design dell'Istituto Europeo di Design di Roma, coordinati e supervisionati dal factotum Raoul Carbone (docente in IED, vicepresidente di AIOMI e presidente dei Produttori Italiani di Videogiochi di Assoknowledge in Confindustria). Per espressa e sbandierata dichiarazione dei mandanti politici, la creazione di Gioventù Ribelle avrebbe dovuto soddisfare un duplice intento: celebrare l'eroismo e l'amor di Patria di quei giovani coraggiosi il cui sangue è stato versato per unificare il nostro Paese, oltre che quello di parlare ai giovani d'oggi adoperando parte del loro linguaggio, i videogiochi. Eppure il titolo ha disatteso ogni obiettivo preposto, risultando solamente un maldestro tentativo di affibbiare a un frettoloso e grossolano mod di Unreal certe pretese didattiche e talaltre valenze culturali. Sebbene non sia certo qui in discussione la bontà dello sparatutto in soggettiva quale mirabile strumento d'apprendimento scolastico, la qualità del prodotto consegnato si è rivelata talmente insoddisfacente, che a recensirlo accuratamente c'è riuscita solamente la stampa generalista e nessun altro: "I bersaglieri si riconoscono dai pennacchi appena accennati e i dragoni, le guardie svizzere e gli zuavi pontifici dai ghirigori sulla divisa chiara. Il papa è un omino tutto vestito di bianco. C'è un obelisco in mezzo a un campo piatto e brullo, ogni tanto emergono statue classicheggianti, gabinetti alla turca, bruttissimi cavalli, tende, anfore, un palazzone classico, e le case hanno la forma a scatola vagamente antropomorfa dei disegni infantili: due finestre a mo' di occhi a destra e a sinistra della porta. E poi botole e tombini ricordano il mondo dei pirati inglesi, più caverne dell'isola di Tortuga che palazzi vaticani. E ogni tanto c'è un bersagliere che cade a terra e muore, senza apparente motivo." (Francesco Merlo, Repubblica.it) In buona sostanza Gioventù Ribelle sarebbe servito a dimostrare che la passione, l'impegno e l'orgoglio di essere italiani avrebbero potuto trasformare "… una dimostrazione non commerciale e puramente didattica in un prodotto competitivo, ma allo stesso tempo culturalmente valido e storicamente accurato, in grado di competere con le altre grandi opere realizzate nel mondo." . Il progetto avrebbe certamente potuto stimolare l'erogazione dei "… dovuti finanziamenti da parte di publisher e di altri investitori" nel settore dello sviluppo tricolore, perché l'Italia ha ancora storie avvincenti e importanti da raccontare, perché l'industria dei videogiochi è oggi la più ricca e importante dell'intrattenimento mondiale (avendo superato il cinema, la musica, l'home video e a momenti anche il porno) e perché non esistono soltanto quelli di Milestone, e che diamine! Gioventù Ribelle sarebbe equivalso a un monito imperituro e digitale per l'italietta dei videogiochi, quella che d'estate va in vacanza all'estero e conquista i cuori delle belle straniere con invidiabile savoir-faire. Ce l'avrebbero invidiato in tutto il globo videogiocante, quale prodigioso atto d'amore dei giovani studenti verso la storia del loro paese. Il progetto del Ministero della Gioventù, insomma, pareva un'opportunità concreta per rilanciare il futuro del tecno-stivale, eppure s'è rivelato un clamoroso insuccesso, il più brutto videogioco di tutti i tempi, del tutto insulso da "giocare" e incapace di rappresentare l'industria italiana in via del tutto istituzionale. In quanto prova tangibile del tipico arrabattarsi italietto à la Renè Ferretti, il suadente profeta del genitale canino, Gioventù Ribelle ha inevitabilmente suscitato unanimi sentimenti di vergogna e patriottico sdegno. MEDIA=6 La sezione italiana della International Game Developers Association è intervenuta nel merito della questione pubblicando una lettera aperta degli sviluppatori: "Oggi l'industria videoludica del nostro paese si trova in una situazione a dir poco desolante dal punto di vista economico e strutturale. Tuttavia esistono molti casi di eccellenza (alcuni dei quali costretti a spostarsi all'estero) e molte piccole realtà potenziali in grado di entrare in un mercato che ha visto negli ultimi anni abbassarsi molte barriere. L'unica via per fare in modo che queste potenzialità si sviluppino in qualcosa di più concreto ed economicamente rilevante è proprio quello di evitare gli annunci roboanti e di presentare i prodotti per quello che sono, con la massima onestà. Il modo in cui è stato presentato Gioventù Ribelle è purtroppo offensivo per gli sviluppatori italiani che lavorano seriamente e con profitto nel settore e costituisce un problema di credibilità dell’industria italiana agli occhi dei colleghi europei e mondiali, come dimostrato dai poco edificanti commenti su forum e gruppi di discussione italiani e stranieri.". All'incontenibile e globalizzante spinta democratica di Internet, difatti, è bastato un (non tormentato) "dawnload" per accorgersi che il videogioco della Meloni fosse solamente l'ennesima barzelletta all'italiana, come quella della mela speciale al sapor genitale. E allora il mondo intero non ha perso occasione per prodursi in pernacchiette e risatine, dal Manzanarre al Reno, da neoGAF a Destructoid, passando per i maggiori quotidiani fino al mega riassuntone di Richard Wright per Wired.it che fa nomi, ruoli e competenze dei diretti coinvolti nell'affare. Infine, non appena il "nostro" Gioventù Ribelle è stato equiparato a Big Rigs (uno dei peggiori videogiochi di sempre), Raoul Carbone ha prontamente risposto alle innumerevoli critiche con FAQ e impareggiabile verve: "Se qualcuno di vuoi è convinto di poter fare meglio, benissimo, si accomodi: realizzi il suo "Call of Duty 8" e ci dimostri come fare il nostro lavoro... Oppure ci faccia il piacere di stare zitto." Ma si tratta di un piacere che la stampa non può mica garantirle, presidente Carbone, perché allora a cosa servirebbe un pensiero che non fosse mai trasformato dal suo oggetto? Insomma, "la strumentalizzazione" operata dai pochi faziosi ribelli - quelli che hanno fatto in tempo a "giocarlo" prima che il collegamento al file eseguibile fosse rimosso alla chetichella dal sito ministeriale in attesa di aggiustamenti e migliorie al codice (hint per curiosi: è stato rimosso solo il link, non il file dal server…) - ha bellamente vanificato l'opportunità di spiattellare al mondo intero un'assoluta verità: "L'Italia del videogioco ha tanti talenti operanti all'interno del Paese e all'estero, ma ha bisogno di fiducia e investimenti seri." . Come a voler dire: più motociclette per Milestone e meno cultura risorgimentale per tutti! MEDIA=2 Nonostante le dichiarazioni ufficiali (alle quali bisogna comunque attenersi) abbiano più volte precisato che la produzione di Gioventù Ribelle non ha beneficiato in nessun modo di alcun finanziamento pubblico o privato (il Ministero della Gioventù è senza portafoglio), sui forum di discussione vorticano ancora seri dubbi circa la trasparenza economica dell'operazione. Non resta che attendere l'eventuale interrogazione parlamentare annunciata dall'onorevole Pierfelice Zazzera (Italia dei Valori), che non servirà certo a fare chiarezza sul caso, ma accrescerà certamente tutto il vociare che si è sollevato attorno al pessimo videogioco commissionato dalla Meloni. Nel frattempo il secondo capitolo di Gioventù Ribelle è atteso ufficialmente per il prossimo giugno, ma è pacifico ammettere che non costerà poi troppo aspettare altri centocinquanta anni, prima di godere di un prodotto finalmente all'altezza dei giovani ribelli che immolarono la propria vita per quella che oggi ci ostiniamo a chiamare "Unità d'Italia". Sarebbe uno di quei rarissimi casi, forse unici, in cui la smodata attesa per un nuovo videogioco non stremerebbe l'appassionato impaziente, ma lo rinfrancherebbe di certo. Per concludere con Levy, il funzionamento produttivo di ogni tecnologia – compresa quella informatica – si definisce soltanto in relazione alle modalità sociali di uso e di applicazione del suo principio e della sua potenzialità. Nel caso di Gioventù Ribelle, queste sono prossime allo zero ludico e didattico.

    Leggi ► di Lorenzo Antonelli

  7. Il Bandito

    Un pacco confezionato?

    Un pacco confezionato? - Il Bandito

    Un media player "nuovo"? Non proprio...

    L'espandersi dei grandi magazzini dell'elettronica ha portato indubbiamente molti vantaggi, rispetto alla classica galassia di negozietti che hanno accompagnato la nostra crescita da tecno-malati. L'offerta è ampissima, si possono vedere in funzione molti dei prodotti a scaffale, i prezzi in genere sono piuttosto buoni. Può capitare, però, che anche un acquisto in un grande magazzino porti con sé qualche sorpresa sgradita. E la sorpresa, guarda caso, l'hanno fatta proprio al bandito! Toh, un nuovo Saturn! ...

    Leggi ► di Simone Soletta

  8. Il Bandito

    Copia tu che copio io

    Copia tu che copio io - Il Bandito

    Quando la spudoratezza diventa game design.

    Il Bandito a scuola ne combinava di tutti i colori. Faceva a botte coi compagni, lanciava le bombe di gesso ai professori e non vi dico neppure che combinava in bagno. Bei tempi. Però c'era una cosa che NON faceva: copiare. Perché il Bandito lo sapeva che se lo sgamavano finiva come minimo al primo banco e magari pigliava una nota sul diario, di quelle da far firmare al papà del Bandito. E li erano ...

    Leggi ► di Stefano Castelli

  9. Il Bandito

    La TV non basta più

    La TV non basta più - Il Bandito

    Altre cose (dei videogiochi) che l'architetto non sa.

    In principio c'era la console. La compravi, la dotavi di un cavo Audio/Video decente (RGB prima, HDMI poi, perché ovviamente è meglio per un produttore il potenziale guadagno su un cavetto che non mostrare il suo prodotto "al meglio"), l'attaccavi e avevi fatto. Avevi bisogno solo di una Scart/HDMI libera sul televisore, avevi il tuo joypad, all set, all good. Poi venne il Wii. Con il Wii, il "ricevitore", che in realtà, come si è ...

    Leggi ► di Simone Soletta

  10. Il Bandito

    Chi vuol essere talebano?

    Chi vuol essere talebano? - Il Bandito

    Scandalo: è uscito un videogioco con dentro la guerra!

    Il bandito si è dato alla macchia e potrebbe non tornare mai più. La sua pesante eredità ricade sul manipolo di sgherri che si è lasciato alle spalle e che da oggi prendono in mano il controllo della sua opera. Siate teneri con loro, sono solo rane in fondo a un pozzo che ancora non conoscono l'immensità dell'oceano. Ciao Augusto, come te la passi? Noi non ci conosciamo, e fra l'altro tu hai vent'anni più ...

    Leggi ► di Andrea Maderna

  11. Il Bandito

    Snobbare Apple è da stupidi

    Snobbare Apple è da stupidi - Il Bandito

    Steve Jobs avrà voglia di fare altre Pippin...?

    Il mondo dei videogiochi difficilmente perdona gli errori commessi e con altrettanta riluttanza tende a rimuovere i luoghi comuni che lentamente crea attorno ai suoi personaggi più carismatici: Microsoft è stata per anni quella che fa solo computer e sistemi operativi scadenti, Sega quella che fa solo giochi arcade e console fallimentari, Kojima quello che deve farsi di roba buona tra un gioco e l'altro, Reggie Fils-Aime quello che doveva aver visto troppe volte la ...

    Leggi ► di Andrea Focacci

  12. Il Bandito

    Motori in pista

    Motori in pista - Il Bandito

    Tutti assieme appassionatamente sul carrozzone del motion control.

    L'accento è una roba fortissima e sottovalutata. Prendiamo per esempio la parola "motori". Con un accento grave abbiamo i motori delle auto, i motori grafici e... vabbé, quelli lì. Se invece cambiamo il buon accento da grave ad acuto otteniamo "motori", plurale di "motorio", ovvero "che concerne il moto". Questa seconda parolina, l'aggettivo, ha stravolto da qualche anno il mondo dei videogame in cui noi bravi giocatori navigavamo placidamente, beatamente sprofondati nella nostra poltrona - ...

    Leggi ► di Stefano Castelli