Genere
Avventura
Lingua
ND
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Prezzo
ND
Data di uscita
ND

ADR1FT

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Datasheet

Produttore
505 Games
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Halifax

Hardware

ADR1FT è atteso per l'estate 2015 su PC, Xbox One e PS4. Nonostante manche l'annuncio ufficiale, Three One Zero sta già lavorando per garantirne la compatibilità con Oculus Rift e Project Morpheus e farsi trovare pronti quando gli headset VR verranno lanciati sul mercato.

Modus Operandi

Abbiamo testato una tech-demo di ADR1FT attraverso le lenti di Oculus Rift devkit 2 nel corso di un evento nella sede di Halifax.

Link

Hands On

Alla deriva... nel buio spazio profondo

Dopo avervi raccontato la sua genesi, ci immergiamo ora nelle atmosfere di ADR1FT grazie al supporto di Oculus Rift

di Claudio Magistrelli, pubblicato il

Dopo essere finito sotto l'ala protettrice di 505 Games, di ADR1FT si sono un po' perse le tracce. Il progetto presentato al DICE era in uno stadio parecchio preliminare, come già detto, e a partire da quel momento Three One Zero si è messa al lavoro in vista della pubblicazione, chiudendo sostanzialmente ogni canale comunicativo. Per questo motivo quando Halifax ci ha contattato per proporci una prova di ADR1FT in una versione compatibile con Oculus Rift le nostre antenne sono immediatamente state vittima di un riflesso incondizionato.

Finora i dettagli diffusi pubblicamente sul gioco si sono limitati a qualche accenno di trama e alcune considerazioni sulle tematiche di fondo. Vi anticipiamo subito che dalla nostra prova in anteprima non siamo purtroppo usciti con nuovi, succosi dettagli, ciò nonostante ci è stato possibile verificare in prima persona il fascino magnetico esercitato dall'ambientazione del gioco, un assaggio di cosa significhi trovarsi alla deriva nello spazio che non ha fatto altro che elevare il nostro livello d'attesa.

Il contrasto tra il bianco asettico della base spaziale, il nero dello spazio e i pochi colori utilizzati, soprattutto verde e rosso, è uno dei tratti distintivi di ADR1FT. - ADR1FT
Il contrasto tra il bianco asettico della base spaziale, il nero dello spazio e i pochi colori utilizzati, soprattutto verde e rosso, è uno dei tratti distintivi di ADR1FT.

L'ambientazione costituisce sicuramente uno dei punti di forza di ADR1FT. Il gioco prende il via col risveglio del suo protagonista, un astronauta che si ritrova tra i detriti di quello che ha tutta l'aria di essere un tremendo incidente avvenuto a bordo di una stazione spaziale. Senza ricordi dell'accaduto, il nostro primo obiettivo è sopravvivere in un ambiente ostile, in cui il bisogno primario è quello di reperire altro ossigeno per rimpinguare le nostre scorte che si stanno drammaticamente svuotando a causa dei danni subiti dalla nostra tuta spaziale.

Un risveglio alla deriva dunque come quello di Adam Orth, un'esperienza dalle forti connotazioni autobiografiche immersa tuttavia in una maestosa metafora spaziale. L'ambientazione sci-fi dunque ha contribuito ad ampliare la portata del gioco oltre i tre pilastri fondanti su cui Three One Zero ha intenzione di costruirlo, ovvero azione, conseguenza e redenzione. È evidente come l'obiettivo di ADR1FT sia quello di portare il giocatore a riflettere sia durante il gioco, attraverso i puzzle che sarà chiamato a risolvere tra i resti della stazione spaziale, sia una volta poggiato il pad, quando arriverà il momento di elaborare il significato dell'esperienza vissuta.

Tornare sulla Terra è l'unica salvezza. Già, ma come? - ADR1FT
Tornare sulla Terra è l'unica salvezza. Già, ma come?

In questo senso l'ambientazione porta con sé tutte quelle tematiche inscindibili da qualunque prodotto di fantascienza, riflessioni che rimandano fatalmente alle origini dell'uomo e al suo scopo nell'universo. Se il richiamo visivo più immediato dunque è il già citato Gravity di Cuarón per le tante vicinanze estetiche e narrative, sul piano filosofico invece si possono trovare punti di contatto con numerosi capisaldi della fantascienza, compreso il monumentale 2001: Odissea nello Spazio, monolite con cui chiunque voglia cimentarsi con l'esplorazione dello spazio deve confrontarsi. Ma è inevitabile: quando ci si trova a galleggiare a gravità zero, e piegando la testa si incontra la maestosità del nostro pianeta verde e azzurro mentre oltre il suo profilo filtrano i caldi raggi del sole, non si può fare a meno di chiedersi quale possa essere il ruolo di un tassello microscopico come l'uomo nel gigantesco mosaico dell'universo.

TRA SINDROME DI STENDHAL E UN ATTACCO DI PANICO

L'esempio appena citato non è casuale, ma rappresenta uno scorcio della nostra esperienza diretta con ADR1FT, vissuta con il devkit 2 di Oculus Rift calato sul viso e un paio di cuffie ad avvolgerci il capo. Paradossalmente il gioco non è ancora ufficialmente svelato per i visori VR, eppure già in questo stadio preliminare di sviluppo ci troviamo a pensare che possa rappresentare uno dei fattori più importanti per la loro affermazione. Non ci viene in mente nessun altro titolo che possa guadagnare così tanto dall'implementazione della realtà virtuale e che al contempo possa contribuire a incidere con eguale impatto questa nuova modalità di fruizione nell'immaginario collettivo.

I cadaveri dei nostri compagni galleggiano nello spazio insieme alle numerose domande sulle cause dell'incidente che li ha uccisi. - ADR1FT
I cadaveri dei nostri compagni galleggiano nello spazio insieme alle numerose domande sulle cause dell'incidente che li ha uccisi.

Non siamo astronauti e non siamo mai stati nello spazio (purtroppo) ma videogiochiamo da ben più di vent'anni e possiamo tranquillamente affermare di non aver mai provato un concentrato di emozioni così forti come nei quindici minuti passati in compagnia di ADR1FT e Oculus. Non nutriamo grossi dubbi sul fatto che ADR1FT sarà più che convincente anche se fruito attraverso un normale pannello in HD, così come Gravity era apprezzabile anche nella più canonica versione casalinga, per quanto un cinema con un buon 3D aggiungesse molto alla visione. Eppure immersi completamente nello spazio virtuale generato dall'Oculus, ADR1FT pare trovarsi nella sua dimensione ideale.

Percepire così distintamente l'inerzia che spinge i corpi in assenza di gravità e osservare la magnificenza dell'universo infinito girando semplicemente la testa mentre si ruota galleggiando deve essere terribilmente vicino alla sindrome che colse Stendhal di fronte alle meraviglie del nostro paese. Un malessere fisico che costringe a sgranare gli occhi, aumenta il battito del cuore e porta concentrarsi sul respiro, sintomi che si mischiano a quelli dell'attacco di panico che sembra stia per scatenarsi quando il proprio corpo si convince di essere alla deriva sopra l'orbita terrestre.

Non impugneremo armi, ma le mani ci serviranno per afferrare gli oggetti fluttuanti da usare nei puzzle ambientali. - ADR1FT
Non impugneremo armi, ma le mani ci serviranno per afferrare gli oggetti fluttuanti da usare nei puzzle ambientali.

Si parla spesso di immersione ed emozione in relazione a questo a quel videogioco, ma nessuno finora aveva mai varcato così decisamente questo confine. Impressionante considerando anche che la build che abbiamo potuto testare non era altro che una tech demo, priva di puzzle e ogni componente narrativa, che ci ha consentito di esplorare una piccola parte della stazione spaziale circondata da detriti fluttuanti e di provare il brivido della “nuotata” spaziale. Alcuni elementi del gioco finale però erano già presenti, su tutti il respiro affannoso del nostro alter-ego, rantolo incessante nelle orecchie che ci segnala la scarsità di ossigeno e non fa altro che aumentare la montante angoscia, e la possibilità di afferrare gli oggetti fluttuanti. Nel contesto della tech demo poter interagire con alcuni oggetti non aveva una vera e propria finalità, ma nella versione definitiva servirà appunto per consentirci di rimediare preziosi approvvigionamenti di aria respirabile con cui allungare le nostre speranze di sopravvivenza.

Tirando le somme dunque il nostro primo contatto con ADR1FT è servito per immergerci nella storia del suo creatore e respirare le prime boccate della sua mitologia. Sicuramente avremo altre altre possibilità di provare il primogenito di Three One Zero da qui all'estate, periodo in cui sarà finalmente possibile scaricare il gioco su console next-gen e PC. Di sicuro però questo primo sguardo intimorito sulle gelide profondità dell'universo ci ha convinto del potenziale di ADR1FT, un gioco partito in sordina che potrebbe rivelarsi la sorpresa del 2015.


Commenti

  1. Alessandro Armiento

    #1
    lo sapevate che il concept artist di questo gioco è un italiano? Si chiama Oscar Cafaro!!!
  2. Oscar Cafaro

    #2
    Alessandro Armientolo sapevate che il concept artist di questo gioco è un italiano? Si chiama Oscar Cafaro!!!
    io lo sapevo :P
  3. MaGiKLauDe

     
    #3
    Carramba che gradita sorpresa! Complimenti Oscar!
  4. djbrainzuk

     
    #4
    Complimenti davvero!
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