Genere
Avventura
Lingua
ND
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Data di uscita
ND

ADR1FT

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Datasheet

Produttore
505 Games
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Halifax

Hardware

ADR1FT è atteso per l'estate 2015 su PC, Xbox One e PS4. Nonostante manche l'annuncio ufficiale, Three One Zero sta già lavorando per garantirne la compatibilità con Oculus Rift e Project Morpheus e farsi trovare pronti quando gli headset VR verranno lanciati sul mercato.

Modus Operandi

Abbiamo testato una tech-demo di ADR1FT attraverso le lenti di Oculus Rift devkit 2 nel corso di un evento nella sede di Halifax.

Link

Hands On

Redenzione nello spazio

Abbiamo provato il nuovo gioco in cui Adam Orth mette in scena i suoi errori.

di Claudio Magistrelli, pubblicato il

Alla deriva: così è finita la vita di Adam Orth da un giorno all'altro. Nel aprile del 2013 Adam era direttore creativo presso Microsoft Studios, un posto di lavoro da sogno raggiunto dopo aver fatto gavetta in team di sviluppo sempre più importanti. Un ufficio di cui andare fiero, una posizione lavorativa con tantissime prospettive di crescita e probabilmente uno stipendio invidiabile: Adam insomma aveva praticamente tutto ciò che potesse desiderare. Incluso, purtroppo per lui, un account Twitter con un discreto seguito.

Come spesso accade in queste situazioni però, a una lista di risultati ambizioni raggiunti si accompagna purtroppo anche una visione piuttosto ristretta della realtà circostante. Un'attitudine questa che costringe a convivere con una costante, inquietante tempesta all'orizzonte, un cielo viola squarciato da fulmini che minaccia di rovesciarsi da un'istante all'altro sopra la propria superbia per fare a pezzi tutto quanto di buono si è riusciti a costruire in una vita intera, come un galeone in balia delle onde. Una tempesta perfetta generata dalle proprie parole e alimentata dalle proprie azioni, senza nemmeno una divinità malevola da incolpare.

Sulla vita di Adam la bufera si è scatenata in un tranquillo giovedì di aprile nel 2013, pochi istanti dopo aver cliccato "invia" sul tweet più disastroso della sua carriera. Chissà cosa è passato nella sua mente in quel momento. Microsoft si trovava nel pieno della propria bufera comunicativa, sotto costante attacco per la decisione di rendere indispensabile una connessione costante a internet per far funzionare i suoi giochi sulla futura Xbox One. Forse la decisione di esternare al mondo la sua opinione è stata figlia di un moto aziendalista, un tentativo di difendere le decisione dell'azienda per cui lavorava. O forse il tweet di Adam era sentito e sincero, un riflesso della sua condizione privilegiata di occidentale con un reddito da privilegiato e una residenza nei quartieri alti di una metropoli americana. Anche a voler trovare delle giustificazioni, in ogni caso la spocchia e la supponenza che trasudano da quei 140 caratteri sono tutta farina del suo sacco, un soffio di parole lanciato in rete che fa il giro del mondo, si gonfia tra le correnti e torna a riversarsi con un uragano sulla vita di Adam mandandola all'aria.

Basta un singolo errore per mandare in frantumi anche una vita all'apparenza perfetta - ADR1FT
Basta un singolo errore per mandare in frantumi anche una vita all'apparenza perfetta

"Sorry, I don't get the drama around having an “always on” console. Every device now is “always on”. That's the world we live in. #dealwithit."

"Mi spiace, non capisco le tragedie intorno a una console sempre connessa. Oggi ogni dispositivo è sempre connesso. È il mondo in cui viviamo. #fateveneunaragione."

Tutto accade in un istante. A nulla servono i maldestri tentativi di Adam di metterci una toppa, anzi gli l'inopportuno paragone con un aspirapolvere peggiora la faccenda. Microsoft ha già abbastanza grane da gestire per poter prendere le difese di un dipendente che si è distrutto con le sue mani. Adam viene scaricato, si ritrova a casa, solo, subissato di insulti di utenti furiosi, protagonista suo malgrado di un meme, ma con un sacco di tempo libero per rimuginare sulle sue azioni e decidere cosa fare di un futuro divenuto di colpo una tavola rasa. La tempesta ormai è acqua passata, ma Adam è alla deriva.

ADR1FT

In queste situazioni tutto ciò che si può fare è reinventarsi, ricostruirsi sulla base di ciò che si sa fare, non prima di un bel bagno d'umiltà. Quello che sa fare Adam è lavorare con la sua creatività. Di norma chi ha questo dono riesce a catturare dettagli ed episodi della vita quotidiana, metterli da parte e trasformarli al momento opportuno in storie. Adam ora ha lì fresca nel cassetto una storia pazzesca, una serie di contatti di amici e colleghi nel mondo del videogioco e la volontà di ripartire, usare i suoi errori come fonte di ispirazione e lavorare attraverso lo sviluppo di un gioco su quel percorso che tutti devono compiere per rimediare a propri sbagli e passare oltre. Così nasce ADR1FT sul confine tra autobiografia e catarsi.

Oltre ai già citati Gravity e 2001: Odissea nella spazio, ADR1FT riporta alla mente anche Alien per quanto riguarda l'estetica delle strutture. - ADR1FT
Oltre ai già citati Gravity e 2001: Odissea nella spazio, ADR1FT riporta alla mente anche Alien per quanto riguarda l'estetica delle strutture.

La prima chiamata che parte dal telefono di Orth è diretta a Omar Aziz, con cui ha lavorato su un titolo della serie Medal of Honor. I loro rapporti sono ottimi, ma Omar pone un paletto imprescindibile: non vuole lavorare mai più a un gioco in cui si spari. La promessa non è poi così scontata, sono diversi gli esempi recenti di sviluppatori ribellatosi al gioco dell'industria con proclami altisonanti per poi finire a lavorare sullo stesso gioco di sempre con marchio differente. Adam però ha in mente tutt'altro genere di gioco, un FPX (cioè first person experience) ambientato nello spazio. I due si ritrovano immediatamente sulla stessa lunghezza d'onda.

Su questa basi nasce Three One Zero, un piccolo studio indie composto da una decine di elementi con diversi AAA nel curriculum, un gruppo affiatato che in dieci settimane riesce a mettere insieme una prima build di ADR1FT da presentare al DICE, il prestigioso summit organizzato dalla Academy of Interactive Arts & Sciences. Il gioco calamita subito parecchie attenzione. Le suggestioni di Gravity di Cuarón, verso cui estetica e concept del gioco strizzano visibilmente l'occhio, sono ancora fresche nelle memoria e sicuramente aiutano a farlo spiccare rispetto ad altri progetti, ma anche la realizzazione tecnica mostra già un potenziale interessante, nonostante i tempi stretti abbiano costretto Three One Zero ad arrangiarsi, registrando ad esempio gli effetti sonori in un piccolo bagno per ottenere l'effetto rimbombo.

Al risveglio tutto ciò che troviamo intorno a noi  una stazione spaziale distrutta e la Terra che ci osserva impassibile. - ADR1FT
Al risveglio tutto ciò che troviamo intorno a noi una stazione spaziale distrutta e la Terra che ci osserva impassibile.

Che ADR1FT sia un progetto ambizioso e notevole sotto molti punti di vista è chiaro a molti, ma che il suo successo commerciale sia tutt'altro che scontato è altrettante evidente. Per produrlo e distribuirlo serve qualcuno che abbia voglia di accettare una scommessa e questo qualcuno è 505 Games, già abituato a puntare su piccoli studi indipendenti. Per la prima volta nella vita recente di Adam Orth all'orizzonte si profila un lieto fine.


Commenti

  1. Alessandro Armiento

    #1
    lo sapevate che il concept artist di questo gioco è un italiano? Si chiama Oscar Cafaro!!!
  2. Oscar Cafaro

    #2
    Alessandro Armientolo sapevate che il concept artist di questo gioco è un italiano? Si chiama Oscar Cafaro!!!
    io lo sapevo :P
  3. MaGiKLauDe

     
    #3
    Carramba che gradita sorpresa! Complimenti Oscar!
  4. djbrainzuk

     
    #4
    Complimenti davvero!
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