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Datasheet
- Sviluppatore
- Remedy Entertainment
- Genere
- Avventura
- PEGI
- 16+
- Lingua
- Tutto in Italiano
- Giocatori
- 1
- Prezzo
- 560 MP
Lati Positivi
- Variazioni di gameplay efficaci
- Spunti narrativi e scenografici messi a buon frutto
Lati Negativi
- Inevitabile aggancio a un seguito
Hardware
Multiplayer
La parola fine
C'è sempre una luce in fondo al tunnel.
La lunga e travagliata storia di Alan Wake si conclude con Lo Scrittore, secondo e ultimo contenuto scaricabile con cui Remedy intende chiudere una volta per tutte la spirale di cerchi lasciata aperta dall’originale, sul cui fuoco il precedente DLC Il Segnale aveva buttato altra legna, accatastata lì a bruciare con un atteggiamento attendista e scarsamente rivelatorio. Tutto quello che era stato lasciato in sospeso, a fluttuare nella fumosa condensa di indizi, mezze rivelazioni ed elementi sibillini con cui si chiudevano Alan Wake e la sua prima mini-espansione, prende finalmente la consistenza di inchiostro, che scrive le risposte, nero su bianco, una dietro l’altra. Tutto ciò, trovando al contempo la strada per rispettare una clausola che sembra ormai irrinunciabile in qualsiasi settore dell’intrattenimento - lasciare una porta aperta per un eventuale seguito - senza far sentire troppo spudoratamente la mano di chi stringe veramente la penna in questi casi, ovvero il marketing.
CANTASTORIE NORDICI
E sono risposte date veramente bene, quelle che si possono ottenere giocando Lo Scrittore, dato che la stoffa che da sempre contraddistingue Remedy nel raccontare storie servendosi degli strumenti a disposizione del videogioco e di qualche prestito ben contestualizzato dai territori limitrofi si presenta in gran spolvero. Thomas Zane, la psiche di Alan, il manoscritto e tutti gli altri invitati al banco delle rivelazioni prendono infatti forma in una dimensione distorta della realtà, attraverso una messinscena ricca di invenzioni, capace di incuriosire, angosciare o stupire per buona parte delle tre ore lungo cui si dipana questo gran finale. Che si considerino le risposte soddisfacenti o meno, che si ritenga valida o pessima la storia che Alan ha cominciato a vivere dallo scorso maggio, la nuova frazione di incubo offerta da Lo Scrittore tiene incollati allo schermo con un piglio avvincente e bilanciato, che nonostante la scarsezza di materiale grafico inedito non scivola né nella sensazione di deja vu e appesantimento del ritmo che caratterizzava a un certo punto il gioco principale, né in una facile fuga ai confini della creatività, verso l’astrattismo fine a sé stesso. Anzi, complice sicuramente il dovere di sintesi imposto dal format del DLC, Lo Scrittore riesce a mettere a fuoco con un’efficacia sconosciuta anche all’originale la dimensione più psicologica e affine a Silent Hill, dando voce a sfumature che finora erano rimaste inespresse.

UNO SCRITTORE E LA SUA PISTOLA
E di pari passo va la sostanza ludica. Come ogni espansione single player che si rispetti, Lo Scrittore inanella situazioni che inquadrano i fondamenti della giocabilità di Alan Wake sotto luci via via diverse, rappresentandone un vero e proprio “greatest hits”, riarrangiato con un livello di ispirazione mediamente ottimo. Ce n’è per tutti i gusti: si riesce a dare spazio alla componente più adventure, sebbene caratterizzata sempre da enigmi innocui, a varie forme di esplorazione e, ovviamente, al combattimento, proposto in un vasto assortimento di salse, ciascuna delle quali rivela un sapore che difficilmente ricorda l’altra. Il tutto rendendo l’uso “interattivo” della torcia introdotto da Il Segnale un elemento costitutivo irrinunciabile del gameplay, e uno sfruttamento più intensivo dello scenario un suo degno complemento. Non male, considerato che l’unica variabile ludica veramente inedita è l’introduzione dei barili infiammabili.
