Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
€ 64,98
Data di uscita
14/5/2010

Alan Wake

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Datasheet

Sviluppatore
Remedy Entertainment
Genere
Avventura
PEGI
16+
Data di uscita
14/5/2010
Data di uscita americana
18/5/2010
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
€ 64,98

Lati Positivi

  • Meccaniche semplici ma ben rifinite
  • Sceneggiatura appassionante
  • Direzione artistica eccellente
  • Splendida colonna sonora

Lati Negativi

  • Gameplay non originalissimo

Hardware

Alan Wake è un'esclusiva Xbox 360 e può quindi essere giocato solo sulla console Microsoft. Per accedere ai già annunciati contenuti scaricabili sarà necessario possedere una connessione a Internet.

Multiplayer

Non sono incluse opzioni o modalità per il multiplayer.

Link

Recensione

Svegliati, Alan

Remedy porta l'horror letterario su Xbox 360.

di Andrea Maderna, pubblicato il

La credibilità delle ambientazioni, comunque, è un aspetto fondamentale per un gioco che sulla componente narrativa punta tantissimo. Non a caso, il lavoro per la creazione di un contesto credibile non si limita al puro aspetto tecnico e si ritrova nella presenza di marchi e nomi reali di autori e personaggi citati a più riprese, oltre che nell'utilizzo di pezzi famosi per una colonna sonora che vanta comunque anche le ottime composizioni di Petri Alanko. Gli sviluppatori hanno riempito gli ambienti di grandi e piccoli dettagli che concorrono nel dare vita all'ambiente di gioco, compreso il grande lavoro profuso nella creazione di trasmissioni radio e TV ad hoc, che già avevamo visto - seppur in misura minore - ai tempi dei due Max Payne. E il risultato è una sensazione di credibilità e solidità notevolissima, che impreziosisce non di poco la narrazione.

il ritorno dell'horror digitale

Con Alan Wake, Remedy ha scelto una strada che in qualche modo li avvicina al percorso portato avanti da David Cage con Heavy Rain. Il tentativo di riportare in auge nel contesto delle grandi produzioni un tipo di racconto che dieci, venti anni fa era ben più presente nel mondo dei videogiochi. Alan Wake porta alla memoria thriller adulti e "corposi", di matrice letteraria, che non vediamo apparire in digitale con buona frequenza e qualità forse dai tempi dei tre Gabriel Knight. E in questo, nel produrre risultati adeguati agli intenti, l'operazione è forse più riuscita rispetto a quella di David Cage, magari grazie anche alle minori ambizioni. Alan Wake, infatti, non è altro che un racconto di genere puro, un horror di stampo occidentale, carico di consapevole autoironia, ricco d'azione e pieno di citazioni. Della narrativa americana recente ha purtroppo anche qualche difetto, in primis l'eccessivo didascalismo con cui spiega ogni singolo dettaglio e non lascia nulla di suggerito, accennato, non detto. Però, nonostante un avvio un po' pacchiano, convince fino in fondo, regala un finale non eccessivamente consolatorio e si concede anche il lusso di una svolta narrativa un po' furbetta, che in qualche modo "giustifica" qualsiasi critica si possa voler fare al racconto.
Ma se, rispetto ad altri, Remedy ha forse minori ambizioni contenutistiche, non va sottovalutato il modo in cui il team svedese ha mirato alto in termini di lavoro sul linguaggio. Alan Wake, infatti, si pone come tentativo di fare da ponte fra letteratura, videogioco, cinema e narrazione televisiva (la struttura a episodi coglie in pieno lo spirito e le tecniche narrative dei migliori telefilm, al punto che quasi spiace che non si sia scelto di pubblicarlo veramente una puntata alla volta). A Sam Lake, sceneggiatore dei giochi Remedy, piacciono le voci narranti. L'avevamo capito a suo tempo e bastano i primi secondi di Alan Wake per ribadire il concetto. E se in Max Payne la matrice noir del racconto "esigeva" quello strumento narrativo, in questo caso è la struttura stessa della storia a pretenderlo. Per il lavoro di Alan, romanziere che vive in funzione della sua macchina da scrivere e si racconta in prima persona, ma anche per gli stessi avvenimenti di gioco, che non approfondiamo per non rovinare la sorpresa (e perché Microsoft ce l'ha vietato), ma che giustificano in qualche modo il continuo parlarsi addosso del protagonista. Un parlarsi addosso a tratti molto evocativo, in certi passaggi fondamentale per lo sviluppo della storia, ma in alcuni momenti - va detto - un po' eccessivo, ridondante, evitabile.

vittorie e compromessi

La vittoria maggiore di Alan Wake dal punto di vista della narrazione, forse, sta anche nel suo ribadire come il videogioco possa essere uno strumento narrativo molto potente, efficace e "diverso". Diverso perché - in maniera simile al cinema d'animazione - non va incontro ai limiti del film classico nel proporre l'assurdo. Alan Wake è carico di situazioni ai limiti del ridicolo, che funzionano a meraviglia nel contesto visivo di un videogioco e sarebbero invece difficili da gestire in un film. E del resto ci sono innumerevoli esempi di pellicole tratte da Stephen King, autore di riferimento per Alan Wake, che dimostrano quanto ciò che funziona d'incanto sulla pagina possa risultare inguardabile in pellicola.
Il videogioco invece sta nel mezzo. E, già che c'è, aggiunge l'interazione.
Interazione che però, in Alan Wake come in altri casi, non si integra esattamente a meraviglia col racconto. Perché che ci si ritrovi ad affrontare, schivare, combattere, abbattere qualche mostro, beh, è nel naturale ordine delle cose per una storia di questo tipo. Che Alan passi la maggior parte del tempo scaricando proiettili in faccia a mostri usciti da un incubo, forse, un po' meno. Il distacco è fin troppo evidente e ha fra l'altro anche conseguenze notevoli in termini di atmosfera. Perché, inutile girarci attorno, al di là della sensibilità personale che può ovviamente far mutare di tanto la percezione di questo aspetto e al di là di alcuni passaggi particolarmente riusciti, Alan Wake è un gioco horror che non fa paura. Non fa paura perché l'ingombrante numero di combattimenti rende lo scontro mera routine emozionale, lo prosciuga da qualsiasi impatto emotivo. E il tasso di sfida tarato verso il basso, unito alla costante presenza di fonti di luci cui abbeverarsi, cancella qualsiasi possibile sensazione di impotenza e inferiorità. A queste condizioni, diventa difficile farsi travolgere dal panico.
Si tratta di un compromesso che sta a monte, nella scelta stessa di realizzare un gioco dal così alto tasso d'azione, e che si accetta di buon grado per il divertimento che genera e per la qualità complessiva dell'esperienza. Però, visto quanto il ruolo della narrazione è diventato importante nel mondo dei videogiochi e alla luce dei tentativi di andare un po' oltre il solito raccontino per adolescenti carichi di testosterone, sarebbe forse il caso di trovare soluzioni nuove, capaci di integrare al meglio i tanti aspetti della narrazione interattiva. La strada "perfetta", probabilmente, non è né quella dell'ottimo compromesso di Alan Wake, né quella interessante, ma limitata, di Heavy Rain. Sta là fuori, da qualche parte, in attesa che qualcuno la scopra. Noi, nel frattempo, ci accontentiamo. Ed è un gran bell'accontentarsi.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Sparatutto horror, racconto interattivo dalle radici letterarie, thriller psicologico, divertissement derivativo e citazionista... Alan Wake è tutto questo è anche altro, ma è soprattutto un gioco divertente, appassionante, carico di atmosfera, pieno di piccole trovate e che tiene benissimo il ritmo per la decina di ore abbondanti necessarie a completarlo. Non è che siano proprio tanti, i giochi in grado di vantare tutto ciò e aggiungere pure una realizzazione tecnica eccellente e una direzione artistica di primo livello. Consigliato a pieni polmoni.

Commenti

  1. Prophet

     
    #1
    Non vedo l'ora di giocarci. Appena riesco a metterci sopra le mie avide e pacioccose manine non le stacco più :sbav:
  2. Turrican2001

     
    #2
    Da un ambiente freeroaming con fasi diurne e notturene che modificano l'ambiente e trombe d'aria procedurali si è passati ad un semplice sparatutto horror. Peccato...per tutti questi anni di attesa.
  3. Turrican2001

     
    #3
    peccato
  4. hiyuga

     
    #4
    Turrican2001 ha scritto:
    Da un ambiente freeroaming con fasi diurne e notturene che modificano l'ambiente e trombe d'aria procedurali si è passati ad un semplice sparatutto horror. Peccato...per tutti questi anni di attesa.
      "La donna ideale non esiste. Forse è quella che non si ha." disse Mingardi
    un gioco promosso a "pieni voti" da Next è cosa alquanto rara, ma ovviamente non basta ;)
    in cima alla lista per me, quando avrò tempo
  5. xsecuzione

     
    #5
    hiyuga ha scritto:
    "La donna ideale non esiste. Forse è quella che non si ha." disse Mingardi
    un gioco promosso a "pieni voti" da Next è cosa alquanto rara, ma ovviamente non basta ;)
    in cima alla lista per me, quando avrò tempo
     a me non sembra invece che l'abbiano promosso a pieni voti :asd: anzi, leggendo la recensione mi hanno fatto calare notevolmente la scimmia. Mi sa tanto che vado di usato o di UK se avrà l'italiano..............l'unica parte promossa a pieni voti nella recensione è quella della direzione artistica. Il resto non è il massimo. Bella recensione comunque, ma mi ha smontato :D
  6. kingkilium

     
    #6
    Gran bella recensione, adesso sarà ancora piu' dura aspettare fino al 14 :))
  7. mizzorughi

     
    #7
    Bella rece!
    mi è piaciuta sopratutto la parte finale dove dici che in un film tali "cose assurde" sono improponibili, mentre in un videogioco sono la sua forza. Io dico: la forma di intrattenimento perfetta. A volte penso "Peccato chi non sa cosa si perde"..
  8. richi_one

     
    #8
    Vado a leggermi con calma la rece,grande next!
  9. hiyuga

     
    #9
    xsecuzione ha scritto:
    a me non sembra invece che l'abbiano promosso a pieni voti :asd: anzi, leggendo la recensione mi hanno fatto calare notevolmente la scimmia. Mi sa tanto che vado di usato o di UK se avrà l'italiano..............l'unica parte promossa a pieni voti nella recensione è quella della direzione artistica. Il resto non è il massimo. Bella recensione comunque, ma mi ha smontato :D
     mah.. visti i numerosi dubbi che sorgevano ogni giorno, a me sembra che invece abbia mantenuto parecchio e la rece sembra confermarlo
  10. xsecuzione

     
    #10
    hiyuga ha scritto:
    mah.. visti i numerosi dubbi che sorgevano ogni giorno, a me sembra che invece abbia mantenuto parecchio e la rece sembra confermarlo
     ah beh, mica ho detto che nella recensione si parla di flop, anzi....a me ha un pò spiazzato l'inizio della recensione, dove dice che spogliato di tutta la parte narrativa è fondamentalmente uno sparatutto in terza persona. Non fa riferimento ad enigmi da risolvere, nè tantomeno lascia un pò di spazio ad eventuali interrogativi del giocatore sulla parte narrativa, che secondo me invece dovrebbe essere la base su cui puntare per tenere il giocatore incollato al video. Lo giocherò di sicuro però eh...questo sia chiaro :)
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