Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
ND
Data di uscita
16/6/2011

Alice: Madness Returns

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Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
Spicy Horse
Genere
Azione
PEGI
18+
Data di uscita
16/6/2011
Data di uscita americana
14/6/2011
Lingua
Tutto in Italiano

Hardware

Alice: Madness Returns è in arrivo su PC, Xbox 360 e PlayStation 3 (la versione analizzata nell'articolo). Su PS3, è richiesta l'immancabile installazione iniziale da circa un gigabyte.

Multiplayer

Non sono previste opzioni multigiocatore in Alice: Madness Returns, che resta concentrato unicamente sul single-player.

Modus Operandi

Abbiamo provato l'intero primo atto in versione PlayStation 3 per console debug, grazie a un codice inviatoci da Electronic Arts. Da notare che il primo atto non è "un solo livello" ma una serie di mappe, avversari e ambientazioni diverse tra loro che superano le due ore abbondanti di gioco.

Link

Hands On

Bambine molto cattive

Tra scenari steampunk e salti millimetrici.

di Alessandro Martini, pubblicato il

I combattimenti in sé non rappresentano qualcosa di troppo complesso o molto profondo: i nemici si limitano a usare le loro routine comportamentali, divise per tipo di avversario e zona che li ospita. Detto questo, non sono nemmeno facili da eliminare, vista la loro abilità nello sfruttare lo scenario e le debolezze mostrate dal giocatore. Se voltiamo le spalle a un avversario, possiamo star certi che questi si accanirà immediatamente su Alice, lasciandole ben poco spazio per rifiatare. Per altro, la nostra beniamina ha diverse risorse inattese, oltre alle due armi in dotazione, come una modalità "furia cieca" innescata quando l'energia si trova al minimo.

se cambia colore, è davvero arrabbiata

Nel momento in cui l'indicatore della vita scende sotto i livelli di guardia, possiamo attivare la forma potenziata di Alice. La trasformazione, innescata con una pressione sullo stick, cambia completamente il look della grafica, che diventa un mix sfumato di rosso e nero. Con l'aggiunta di sfocature e altri filtri, l'intero livello prende la forma di un trip da sostanza allucinogena, in cui Alice è libera di scatenare la propria furia per qualche secondo. In questo stato, aumenta la potenza dei colpi e si moltiplicano i danni inflitti al nemico, ma lo stesso vale per i nostri avversari ed è quindi più facile essere abbattuti. Complessivamente, le varie meccaniche inserite nei combattimenti funzionano piuttosto bene, non fosse per qualche inquadratura scomoda (la telecamera è manuale, ma spesso si regola da sola), qualche collisione rivedibile (sopratutto da vicino usando il coltello) e alcune animazioni abbastanza robotiche. Più che altro, i soli due elementi evidenziati da questo primo atto non annunciano grande varietà nel titolo completo. Se saltare e combattere, con qualche semplice puzzle ogni tanto, rimarranno le uniche azioni richieste, sarà forte il rischio di imbattersi subito nel fattore noia. Tanto più che diversi passaggi richiedono salti millimetrici e precisi al singolo pixel, se non vogliamo rifarci intere sezioni dal principio. Peraltro non possiamo sapere, avendo provato soltanto la parte iniziale, come sarà il resto del gioco e quindi rimandiamo un'analisi più accurata alla futura recensione.

Il sangue è ovunque e i nemici vengono eliminati sempre in modo cruento - Alice: Madness Returns
Il sangue è ovunque e i nemici vengono eliminati sempre in modo cruento

lo stile che ignora mode e poligoni

Guardando la realizzazione tecnica, non siamo su vette spettacolari per dettaglio o fluidità (quest'ultima, assicura il team creativo, verrà migliorata), tanto che nei momenti peggiori Alice: Madness Returns sembra un titolo della generazione passata. Più spesso, e per fortuna, emerge l'ottima cura spesa nel design di personaggi e scenari, con alcuni momenti davvero d'impatto. L'assurdità delle architetture, unita a una scelta dei colori quantomeno grottesca, dà al gioco un'impronta molto particolare e spinge costantemente ad andare avanti, solo per scoprire in qualche pazzesco scenario ci troveremo immersi. Va anche sottolineato che le diverse zone del Paese delle Meraviglie sono caratterizzate da un loro preciso look che influenza anche l'abbigliamento di Alice. Se all'inizio, nel bosco incantato, la ragazza veste in maniera allegra e fiabesca, tutto cambia spostandoci nel regno del Cappellaio Matto, un'enorme fabbrica dominata da lamiere e metallo. In queste zone a tinte steampunk, Alice passa a un completo di cuoio e un make-up molto più scuro, per conformarsi al resto della grafica. Altri tocchi di classe si trovano nel sonoro, sopratutto nelle musiche basate quasi interamente su percussioni. Durante i combattimenti, se abbiamo un subwoofer decente, si sentono vere e proprie "mazzate" arrivare dalle casse, a ritmo con le vibrazioni del controller. Per concludere, e per rispondere alla domanda che ha aperto l'articolo (è un sogno o un incubo?) possiamo già dare una risposta parziale. Alice: Madness Returns ricorda quei sogni fatti dopo qualche birra di troppo e una cena piccante. Il risveglio non è proprio il massimo, ma l'esperienza può davvero essere indimenticabile.


Commenti

  1. Cliff

     
    #1
    questo gioco mi attira veramente tantissimo,saranno mesi di fuoco tra mortal kombat online (si spera),l.a. noire e infamous 2 e con questo si aggiunge un'altra bella chicca...se in più è incluso il primo capitolo lo prenderò di sicuro...se è come dite spero davvero migliorino il fatto che a volte sembra di una generazione passata ma soprattutto la fluidità...speriamo ne esca un bel giocone perchè adoro lo stile dei personaggi e gli ambienti sullo stile del cinema espressionista tedesco...
  2. Arit72

     
    #2
    Mi pare incredibile che vi sia un solo post di risposta a questa anteprima.
    E poi ci si lamenta dei 10000 fps o tps tutti uguali.
    Mah
  3. utente_deiscritto_19106

     
    #3
    Mio al day 1
  4. zeldatop

     
    #4
    Il mio avatar penso dica tutto.....sarà spettacolare
  5. utente_deiscritto_5167

     
    #5
    A me inquieta dai tempi del film della Walt Disney. Quindi dopo 30 anni, un incubo si "avvera". Uno dei titoli che attendo con più ansia.
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