Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
€ 69,90
Data di uscita
19/2/2010

Aliens Vs Predator

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Datasheet

Produttore
Sega
Sviluppatore
Rebellion
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
19/2/2010
Data di uscita americana
16/2/2010
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
18
Prezzo
€ 69,90
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Lati Positivi

  • Atmosfera e razze fedeli alla tradizione della serie
  • La Campagna del Marine offre momenti di grande tensione
  • Il Predator si presta a diversi approcci nei combattimenti
  • Motore grafico piuttosto leggero
  • Multiplayer sufficientemente vario

Lati Negativi

  • La Campagna dell’Alien è deludente
  • Tecnicamente non è certo un gioiello
  • Meccaniche di gioco ormai superate
  • Interazione con l’ambiente quasi nulla
  • Livelli poco ampi

Hardware

La versione del gioco per PC richiede almeno un processore Core 2 Duo a 2.13GHz, 2 GB di RAM e una scheda grafica con 512 MB di RAM (GeForce 6600 o Ati Radeon HD 2900XT). Utilizzando un PC con processore Intel Core2 Q6600, 4 GB di RAM e una GeForce 8800 GTX con 768 MB di RAM, abbiamo ottenuto un frame-rate quasi sempre costante di circa 40 fps alla risoluzione di 1900x1200 pixel e con tutti i dettagli al massimo. La versione per Xbox 360 richiede invece solo una confezione originale del gioco, una console e un joypad.

Multiplayer

Alien Vs Predator permette di giocare in multiplayer online sfruttando sette modalità di gioco tra cui Dominio, Sopravvissuto (che può essere affrontata anche in singolo), Infestazione e Caccia Predator.

Link

Recensione

Terrore nello spazio

Alien, Predator e Marine si sfidano per l’ennesima volta.

di Francesco Destri, pubblicato il

Con tre titoli realizzati dal ’94 ad oggi Rebellion può vantare una certa esperienza con il franchising fanta-horror di Aliens Vs Predator, anche se ultimamente il team inglese ha inanellato una serie di flop non indifferente tra Shellshock 2: Blood Trails, PDC World Championship Darts 2009 e soprattutto Rogue Warrior, presente in molte classifiche di fine 2009 come uno dei peggiori titoli del’anno. Ci voleva insomma un progetto in grande stile per riportare in auge uno sviluppatore molto quotato a fine anni ’90 e l’occasione arriva proprio da Aliens Vs Predator, quarto appuntamento con la serie annunciato inizialmente nel dicembre del 2008 e finalmente disponibile per la gioia di quanti ricordano ancora con piacere il capolavoro di James Cameron del 1986, il primo film di Predator e l’omonimo videogioco di undici anni fa realizzato sempre da Rebellion e considerato, in buona compagnia di DOOM 3, tra gli sparatutto più spaventosi di sempre.

la guerra delle tre razze

Questo nuovo appuntamento con la serie si può quindi considerare una sorta di remake di quell’ottimo shooter di fine anni ’90 e gli stessi sviluppatori, pur insistendo molto sugli inevitabili progressi tecnologici rispetto al 1999, hanno sempre dichiarato di aver mantenuto molti elementi del titolo precedente tra cui quello fondamentale come la divisione del gioco in tre distinte Campagne per il single player.
Anche qui infatti dovremo impersonare un Colonial Marine, un Predator e un Alien e, sebbene le tre sezioni siano separate piuttosto nettamente come gameplay e stile di gioco, le ambientazioni rimangono le stesse e questo per la volontà di creare una trama adatta a tutte e tre le “razze” e di fornire anche una continuità temporale tra le diverse Campagne. A dire il vero la narrazione non ha portato nulla di nuovo nell’universo della serie, limitandosi a un canovaccio risaputo in cui la solita multinazionale senza scrupoli ha combinato l’ennesimo guaio dopo un esperimento scientifico sugli Xenomorfi finito nel peggiore dei modi. Gli Alien hanno infatti invaso la stazione scientifica e per controllare la situazione vengono inviati sul posto decine di Marine armati fino ai denti; come se non bastasse si aggiungono anche i Predator (in perenne lotta contro gli Alien) e ha così inizio la battaglia tra le tre razze sullo sfondo di un lontano pianeta di cui però vedremo solo sei location, tra l’altro piuttosto ristrette anche negli esterni e caratterizzate da un design molto semplicistico e da percorsi assolutamente lineari.

uno shooter dal passato

Gli ambienti interni comuni alle tre Campagne soffrono inoltre di un’interattività praticamente nulla, a parte qualche bonus da raccogliere proprio per ogni razza (medikit, munizioni, celle energetiche), interruttori per aprire porte e passaggi e oggetti esplosivi. I livelli all’aperto, tra cui lo scorcio di una palude che fa molto Avatar, gli esterni dei laboratori e un antico tempio, offrono una maggior libertà di movimento, ma a tratti sembra davvero di giocare in una classica mappa per multiplayer, solo più estesa (ma non poi tanto). E anche in questi casi le occasioni per scegliere un percorso alternativo o secondario sono praticamente nulle.
Basta poco insomma per accorgersi di come Aliens Vs Predator sia stato concepito da Rebellion come uno shooter di vecchio stampo in piena assonanza con il gioco originale. Lo si capisce anche dall’assenza di upgrade (a parte le armi da ottenere nel corso delle missioni) o di un minimo sviluppo dei nostri tre alter ego, ma anche dalla mancanza di tutte quelle componenti ormai quasi irrinunciabili in uno sparatutto odierno, come un sistema di copertura, la guida di mezzi terrestri e aerei (naturalmente solo per Marine e Predator), l’importanza della fisica (qui al massimo si sposta qualche scatolone vuoto) e la differenziazione dei nemici, visto che in tutte e tre le Campagne dovremo affrontare sempre gli stessi avversari (non esistono ad esempio Alien o Marine più forti di altri). Il tutto ha insomma l’aspetto di uno sparatutto d'altri tempi incentrato esclusivamente su spostamenti rapidi e combattimenti ravvicinati e a distanza a seconda della razza che si impersona.

il predator batte tutti

Su questo versante il gioco offre comunque una discreta varietà di approcci. Se infatti il Marine deve affidarsi alle classiche armi da fuoco e a un lanciafiamme, il Predator può attivare un congegno di mimetizzazione che lo rende quasi invisibile e quindi attaccare il nemico alle spalle, attirarlo a sé simulando voci e rumori e utilizzare armi a distanza, anche se la scelta preferibile rimane quella dello scontro ravvicinato. Piuttosto simile l’approccio dell’Alien, che in più può sfruttare il buio per non farsi vedere (possiamo rompere anche fari, lampade e altre fonti di luce come in un classico stealth-game), muoversi molto velocemente (si può attivare anche una sorta di “turbo”) e arrampicarsi sulle pareti laterali e sui soffitti.
Già da queste breve descrizione si può capire come il personaggio più stuzzicante e in grado di offrire maggior varietà di gioco sia il Predator. Ciò è confermato anche dalla prova pratica: la possibilità di saltare su posizioni anche molto elevate, di zoomare, di evidenziare i nemici con uno scanner biometrico, di posizionare cariche esplosive e di alternare attacchi a distanza a combattimenti ravvicinati (con tanto di strepitose finisher splatter) rende quella dei Predator la Campagna più godibile e divertente, seppur limitata dai difetti descritti poco sopra. Le missioni nei panni del Marine sono invece più risapute, limitate e ripetitive, ma se non altro il mitico rilevatore di movimento, gli omaggi al film di James Cameron e l’innegabile tensione che si respira tra corridoi bui e laboratori assicurano un’esperienza di gioco comunque valida, benchè molto (per alcuni forse troppo) “old style” e caratterizzata da situazioni facilmente prevedibili.
La Campagna degli Alien è invece la più breve (cinque livelli contro i sei delle altre due), tecnicamente modesta e meno divertente delle tre; viene infatti a mancare quasi del tutto il fattore tensione, dopo un po’ l’approccio stealth riserva poche sorprese e la capacità di arrampicarsi dappertutto può provocare qualche fastidio “motorio” per la continua alternanza di visuali (spesso a testa in giù), soprattutto nei combattimenti più intensi dove nel giro di qualche secondo ci si può ritrovare del tutto spaesati.

ritorno in (medio) stile

Nel complesso Aliens Vs Predator si è dimostrato uno sparatutto più che sufficiente e fedele a quelle che sono le caratteristiche delle tre razze giocabili, senza contare che rispetto alle ultime prove (compreso lo scialbo Aliens vs. Predator: Requiem per PSP) Rebellion è tornata a livelli quanto meno accettabili anche sul versante tecnico. Abbiamo già detto dell’inferiorità della Campagna degli Alien, dove troviamo le texture più brutte di tutto il gioco e parecchia approssimazione in certi elementi scenici (i condotti di ventilazione sembrano addirittura “work in progress”), ma per il resto non manca qualche bello squarcio (la vegetazione della palude) e l’engine proprietario Asura ha assicurato una buona gestione dell’illuminazione in tempo reale, i cui benefici si possono apprezzare quasi esclusivamente nella Campagna dei Marine.
C’è però da rimarcare anche qualche caduta di tono non trascurabile (i volti dei marine sono solo tre o quattro e si ripetono per tutto il gioco), oltre alla già citata gestione della fisica e alla resa sotto tono di elementi come il fuoco, l’acqua e le animazioni, che nel caso degli Alien non mostrano una grande fluidità. Se non altro il tutto gira senza problemi anche su PC di medio livello (peccato non poter attivare l’anti-aliasing) e nella versione per Xbox 360 non abbiamo notato cali o rallentamenti di sorta, ma ad essere sinceri le aspettative erano ben altre per uno sparatutto di inizio 2010. Purtroppo non abbiamo potuto provare la sezione multiplayer (al momento di scrivere i server non sono ancora attivi), ma per conoscere modalità di gioco e caratteristiche degli scontri online vi rimandiamo a questa anteprima incentrata proprio sul multiplayer.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Aliens Vs Predator è un classico prodotto "medio" privo di difetti madornali ma anche di punte di eccellenza. Sicuramente Rebellion ha compiuto un indubbio passo avanti rispetto alle ultime (e deludenti) prove, ma la sensazione scaturita dalle tre Campagne in singolo è quella di uno sparatutto molto legato al passato come meccaniche di gioco, estremamente lineare e fin troppo sbilanciato a favore del Predator. Se poi aggiungiamo un comparto grafico con alti e bassi e una certa "fretta" nella Campagna degli Alien, il risultato non fa certo gridare al miracolo e non riesce ad eguagliare (nè tantomeno a superare) l'episodio di undici anni fa. Eppure il gioco sa anche avvincere e divertire e regala almeno una decina di ore da trascorrere tra spaventi e attacchi stealth vecchio stile. <i>Francesco Destri</i> Sicuramente potevamo aspettarci di più dal ritorno di queste icone della fantascienza, ma il gioco nel suo complesso resta consigliato ai fan, sopratutto a quelli più impressionabili. Come ennesimo sparatutto in soggettiva, Aliens Vs Predator non può competere con i pesi massimi del settore ma l'ottima atmosfera e i richiami alle saghe cinematografiche bilanciano le mancanze in materia di grafica e varietà (nelle campagne Marine e Alien). In definitiva, parliamo di un titolo coinvolgente e fedele ai vari film, che attende qualche semplice ritocco per entrare nell'élite dei first-person-shooter. Quindi, le aspettative per il futuro della saga restano elevate, proprio perché Rebellion ha dimostrato di conoscere ancora la materia prima. <i>Alessandro Martini</i>

Commenti

  1. mat79

     
    #1
    Bella recensione!
    Ma della versione ps3 se ne sà nulla, come qualità?
  2. PaulVanDyk

     
    #2
    Io accatto eh, ah se accatto!:))
  3. Andreabbondanza

     
    #3
    Ammetto che come fan della serie lo voglio a tutti costi, anche se condivido il fatto della "delusione" dato che mi aspettavo un FPS in grado di concorrere con i concorrenti pesi massimi del settore :\
  4. Enkida

     
    #4
    In linea con quello che mi aspettavo.
  5. Insert Coin

     
    #5
    Alla faccia di chi l' aveva bocciato dopo 5 minuti di demo :D
  6. Meno D Zero

     
    #6
    finisher splatter!
    ahahahah
  7. Meno D Zero

     
    #7
    bella recensione, anche se dal titolo mi aspettavo un pochetto di varietà in più.
    comunque secondo me, un'importante parte del lavoro lo farà anche il reparto multyplayer.
  8. Enkida

     
    #8
    Meno D Zero ha scritto:
    finisher splatter!
    ahahahah
      Quelle sono uno spasso. :D
  9. PaulVanDyk

     
    #9
    Meno D Zero ha scritto:
    bella recensione, anche se dal titolo mi aspettavo un pochetto di varietà in più.
    comunque secondo me, un'importante parte del lavoro lo farà anche il reparto multyplayer.
     Ma tu accatti vero?
  10. giopep

     
    #10
    mat79 ha scritto:
    Bella recensione!
    Ma della versione ps3 se ne sà nulla, come qualità?


    Alessandro l'ha provato su PS3... vediamo se ha qualcosa da dirci al riguardo. :)
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