Genere
Azione
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
18+
Prezzo
54,90 euro
Data di uscita
20/6/2008

Alone in the Dark

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Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
Hydravision Entertainment
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
20/6/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
1
Prezzo
54,90 euro

Lati Positivi

  • Ambientazione interessante
  • Alcune buone trovate
  • Selezione capitoli

Lati Negativi

  • Bug più o meno evidenti
  • Grafica scarna
  • Controlli pessimi
  • Scarsa cura per i dettagli (e non solo)

Hardware

Per giocare ad Alone in the Dark sono richieste una copia originale del gioco e una console Sony PlayStation 2 europea. I salvataggi di gioco occupano 86 KB sulla memory card.

Multiplayer

Alone in the Dark non offre modalità di gioco multigiocatore.

Link

Recensione

Alone in the Dark di nuovo su PS2

Il capostipite dei survival horror mette New York a ferro e fuoco.

di Alberto Torgano, pubblicato il

Reduce da una intensa campagna promozionale, che ha giustamente puntato sulle console ad alta definizione, Alone in the Dark si presenta anche in un’apposita versione “normale” sulla regina della passata generazione, quella PlayStation 2 che aveva già ospitato un capitolo di questa amata, ma ultimamente un po’ sfortunata, saga.

DA SOLI… EHM… NEL BUIO…

Un titoletto scontato per introdurre l’ultimo dei survival horror che vedremo su PlayStation 2, campionessa indiscussa del genere fino a qualche anno fa. Privo di tutti i connotati delle versioni PlayStation 3 e Xbox 360, quali l’ottima grafica, il valido sistema di fisica e l’impressionante realizzazione del fuoco, Alone in the Dark si presenta sottotono sulla macchina più economica di casa Sony. Di fatto, il gioco mantiene più o meno intatti i contenuti, ma le visuali e il motore di gioco si mostrano vistosamente ridimensionati, in un modo difficile da giustificare con la banale scusa della bassa definizione.
Dalle texture slavate e povere di dettagli fino alla presenza di palesi bug, sia funzionali che grafici, Alone in the Dark non fa una bella figura su PlayStation 2 e si affida unicamente alla giocabilità per tenere alto l’interesse del giocatore. Giocabilità, purtroppo, spesso non all’altezza delle aspettative.

CARNBY, CARNBY, CHI ERA COSTUI?

Era il protagonista del primo Alone in the Dark, storico capostipite dei survival horror e piacevolissimo gioco di avventura dalle tinte lovecraftiane. L’attuale quinta iterazione della saga, assume questo personaggio a protagonista e lo pone al centro di leggende millenaristiche sullo sfondo del Central Park di New York. Un’ambientazione e un spunto davvero suggestivi, che danno vita a una storia sopra le righe e ricca di situazioni spettacolari, come si conviene a un blockbuster annunciato.
Nonostante idee originali e ben giocate, come le “crepe” che nelle prime ore di gioco inseguono il giocatore e devastano New York, Alone in the Dark non riesce tuttavia a farsi amare davvero, a causa di una realizzazione tanto scadente da incidere sulla giocabilità. Affrontando il titolo Atari abbiamo notato problemi quali: blocchi del gioco, opzioni il cui effetto non è stato implementato e collisioni sfasate, per non parlare della telecamera e dei controlli, che rendono complicata anche la più intuitiva delle operazioni. In poche parole, nemmeno la presenza di un eroe come Carnby, per altro rivisitato in chiave giovanile, riesce a risollevare le sorti di un prodotto che in più occasioni indispettisce il giocatore.
In termini di giocabilità, Alone in the Dark propone la più classica delle miscele survival horror, basata su enigmi, ricerca di oggetti e combattimenti (in prima o in terza persona), e condita da trait d’union narrativi. In questo ambito il titolo Atari non innova più di tanto, ma arricchisce la struttura collaudata di un Resident Evil con qualche enigma particolarmente riuscito, un po’ d’azione in più e una manciata di buoni filmati.
Tra le note positive, segnaliamo inoltre l’intelligente menu per la selezione dei capitoli, che permette di affrontare ogni livello di gioco senza completare obbligatoriamente i precedenti. Una scelta opzionale che non compromette la giocabilità, offrendo al contempo a tutti la possibilità di assaporare in toto l’esperienza di gioco.

QUANDO UNA COSA NON LA VUOI FARE…

L’impressione che si ha giocando ad Alone in the Dark su PlayStation 2 è che il gioco avesse bisogno di un maggiore periodo di testing e di molta, molta più attenzione e cura per i dettagli. Anche se è pacifico che l’attenzione degli sviluppatori sia interamente rivolta alle console più recenti, non basta questa scusa a declinare ogni responsabilità nei confronti di un prodotto che, più che una conversione, rappresenta l’adattamento “di peso” di un gioco PlayStation 3 su di una PlayStation 2, realizzato tagliando tout-court ciò che la macchina non è in grado di fare.

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
In versione PlayStation 2, Alone in the Dark fa una magra figura e tradisce le aspettative di chi sperava di trovarsi di fronte all’ultima uscita significativa su questa piattaforma. Nonostante qualche buona idea e l’ambientazione di sicuro effetto, la scarsissima cura riposta nella realizzazione e problemi insiti nel modello di gioco, quali i controlli o la telecamera, entrambi male ottimizzati, compromettono inesorabilmente il divertimento. In conclusione, un titolo che consigliamo vivamente di giocare in versione PlayStation 3 o Xbox 360.

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