Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
99.000 lire
Data di uscita
14/6/2001

Alone In The Dark: The New Nightmare

Alone In The Dark: The New Nightmare Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Infogrames
Genere
Avventura
Data di uscita
14/6/2001
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
99.000 lire

Lati Positivi

  • Atmosfera ben riuscita
  • Buona realizzazione tecnica
  • Edward Carnby è sempre carismatico

Lati Negativi

  • Storia poco riuscita
  • Vari problemi di giocabilità
  • Quasi mai appassionante

Hardware

Una PlayStation o PSOne che dir si voglia, un joypad, possibilmente dotato di levette analogiche, ed una Memory Card con un blocco di memoria libero sono quanto è necessario per giocare ad Alone in the Dark: The New Nightmare.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multigiocatore.

Link

Recensione

Alone in the Dark: The New Nightmare

Ritorna Alone In The Dark, come sempre accompagnato dal grande Edward Carnby, magicamente ringiovanito in questa quarta edizione per affrontare ancora una volta l'oscurità e le creature del buio. Ritrovare lo smalto di un tempo, però, non è così semplice, soprattutto dopo sei anni di inattività. La riuscita della missione è tutta da verificare...

di Simone Gerevini, pubblicato il

LA GIUSTA ATMOSFERA

Che cosa ci aspetta in realtà sull'isola di Shadow Island? Soprattutto tanta oscurità, una storia non proprio originale, pochi mostri da abbattere e qualche enigma interessante. L'aspetto più interessante è sicuramente l'atmosfera che si crea, che instilla nel giocatore l'attesa di un evento risolutore in grado di allentare la tensione della situazione. Naturalmente tutto ciò avviene pochissime volte durante l'avventura e si è costretti a rimanere sempre in allerta. L'inquietudine nasce da un sapiente uso del rapporto tra luce ed ombre e da un'ambientazione adatta, sebbene non originalissima (quante volte abbiamo già visto manieri infestati, chiesette misteriose ed altri luoghi simili?).
Un aspetto a nostro avviso negativo è rappresentato dalla storia che man mano viene svelata nel corso del gioco. La mancanza assoluta di originalità e di espedienti narrativi degni di nota (colpi di scena, approfondimento psicologico dei personaggi) sono difetti molto gravi. Probabilmente buona parte dei giocatori è in grado di capire chi muove le fila del racconto già dalle prime battute di gioco, senza fare uso di molta fantasia.
Inoltre l'obbligo di leggersi un buon numero di libri e diari per comprendere pienamente ciò che sta succedendo rende il tutto fin troppo noioso. Per quanto riguarda quest'ultimo punto bisogna considerare comunque la presenza della completa localizzazione in italiano di Alone in the Dark: The New Nightmare: di essa, però, non possiamo darvi alcun giudizio, avendo provato per questa recensione la versione del gioco in lingua inglese.
Tra le cose da dimenticare anche il character design dei mostri, troppo pochi e in ogni caso già visti in tutte le produzioni del genere. Nulla da dire invece a proposito dei combattimenti: il sistema utilizzato è quello classico di Resident Evil con un tasto dedicato al puntamento. Si sente la mancanza del supporto della leva analogica per muoversi, che avrebbe sicuramente aiutato nei tanti momenti d'evasione (spesso è preferibile scappare dai nemici che sterminarli). La potenza di fuoco offerta a entrambi i protagonisti è sufficiente alle loro esigenze, grazie a un buon numero di armi (sette) ed a una discreta efficacia.
Anche la risoluzione di enigmi e puzzle vari è fondamentale nell'economia dell'avventura. Fortunatamente non si riducono a banalità del tipo premi il pulsante A per aprire la porta A, ma sono congegnati bene ed alcuni sono davvero ostici. Purtroppo per trovare la soluzione bisogna spesso spulciare attentamente tutti i libri che si trovano in giro e non sempre si vorrebbe avere la pazienza di farlo.

PERCHE' QUESTA PORTA NON SI VUOLE APRIRE?

Che Alone In The Dark: The New Nightmare sia ben lontano dalla perfezione è ormai chiaro. Ai suddetti motivi vanno aggiunti una serie di problemi "tecnici" che rovinano l'esperienza di gioco. Prima di tutto le numerose interruzioni che minano il fluire dell'azione. Per esempio, l'impossibilità di aprire una porta automaticamente quando si è in possesso della chiave adatta è davvero fastidiosa. L'algoritmo risolutore esatto prevede invece che si entri nell'inventario, si selezioni la chiave e si lanci il comando d'utilizzo. Un po' scomodo quando si è braccati da uno zombie particolarmente tenace. O ancora, quando Aline continua a contattare Edward ogni cinque passi, semplicemente per dirgli di andare diritto! Aspetti che magari detti così sembrano insignificanti, ma dopo qualche ora di gioco diventano delle condanne a morte per la giocabilità.
Maggiormente curato invece l'aspetto grafico e sonoro. Visivamente nulla da dire, sia le animazioni, gli sfondi ed i vari filmati sono sicuramente curati e contribuiscono qualitativamente alla creazione dell'atmosfera adatta. Anche le musiche sono molto belle e ogni locazione gode di un tema proprio. Menzione d'onore per la sigla che accompagna i titoli di coda, stranamente intitolata "Alone In The Dark", composta ed eseguita dal signor Stewart Copeland, noto al grande pubblico come il batterista dei Police, nonché compositore di colonne sonore cinematografiche (Higlander II e Rapa Nui solo per citare due titoli molto noti). Un ottimo pezzo hard rock, che conclude alla grande un'avventura poco riuscita.

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
Malauguratamente Alone In The Dark: The New Nightmare è a tutti gli effetti una mezza delusione. Avrebbe potuto essere uno degli ultimi grandi giochi per l'anziana Psx, ma proprio non ce la fa a competere con i capolavori del genere. Troppi problemi ne minano la giocabilità alla base e lo rendono un titolo frustrante e noioso sin dalle prime partite. La storia non è in grado di attirare l'attenzione del giocatore poiché si sviluppa troppo macchinosamente e non incentiva a far chiarezza sugli avvenimenti. L'unica cosa che si salva è l'atmosfera, in grado di tenere sotto tensione il giocatore e il comparto tecnologico di buon livello qualitativo. Alcune buone idee come l'utilizzo della torcia e della radio purtroppo non sono sfruttate pienamente, nonostante discrete potenzialità che speriamo vengano sviluppate in una futura incarnazione di Edward Carnby.