Genere
Azione
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
18+
Prezzo
69,90 euro
Data di uscita
20/6/2008

Alone in the Dark

Alone in the Dark Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
Eden Games
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
20/6/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
1
Prezzo
69,90 euro
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

Alone in the Dark è in arrivo a fine maggio 2008 su diverse piattaforme. L'articolo si riferisce specificamente alla versione ad alta definizione per Xbox 360 (quella PC dovrebbe essere analoga).

Multiplayer

Alone in the Dark, come recita il titolo, è un'esperienza da vivere in tutta la sua intensità, da soli, al buio.

Link

Eyes On

Finalmente soli, al buio...

Svelato il gioco vero e proprio, dopo quattro anni di sviluppo.

di Matteo Camisasca, pubblicato il

L'esempio più evidente ed eclatante di rivoluzione in questo ambito è rappresentato dalle porte: il classico meccanismo "trova la chiave per aprire la porta" viene praticamente spazzato via dalle reazioni fisiche dell'ambiente. La porta chiusa è di legno? Possiamo aprirla a colpi di pistola, sfondarla con un estintore o con un oggetto metallico pesante, o ancora darle fuoco e aspettare che si sbricioli in mucchietto di ceneri. Il controllo di tutte queste interazioni ruota attorno allo stick destro del pad: afferrato l'estintore di cui sopra, per esempio, per caricare il colpo da infliggere alla porta basta tirarlo indietro (verso il basso) e viceversa spingerlo in avanti per sferrare la bordata. I movimenti a destra e sinistra ci consentono invece di muovere con naturalezza nella medesima direzione l'oggetto afferrato, rendendolo un'arma con cui menar fendenti (per esempio il medesimo estintore) o il necessario per scostare qualcos'altro (per esempio un lungo bastone per scostare un cavo elettrico che ci impedisce il passaggio). Si badi bene che la reattività fisica non riguarda solo il legno: se la porta di cui sopra fosse stata in metallo, di certo non l'avremmo aperta con una mazza da baseball, ma con un po' di pazienza e tante bordate con fondo dell'estintore, l'avremmo certamente dapprima deformata e poi scardinata!
La fisica serve inoltre per risolvere specifici enigmi, come nel caso un cui con una sorta di carrucola dobbiamo portare un estintore al piano superiore per spegnere il fuoco che ci sbarra la strada. Da notare, in tutto ciò, che se da un lato il gioco manifesta un ritmo tutto sommato ragionato, dall'altro ogni cosa all'interno di Alone in the Dark avviene in tempo reale: per questo, attardarsi troppo in una stanza che sta andando in fumo per risolvere una situazione può risultare fatale, dato che il fuoco si propaga, anche nei tempi, con estremo realismo.

FONDAMENTA TECNOLOGICHE

Fin da subito Alone in the Dark mette in chiaro il suo essere fiero esponente della nuova generazione di videogiochi: se il "blur" usato in modo intelligente per sfocare la vista è già un buon inizio, toglie il fiato lo stretto passaggio in cui alcune ventole retro-illuminate mostrano il sistema di luce e ombre in tempo reale concepito da Eden Games: straordinario e semplicemente perfetto sono definizioni calzanti, ma più ancora emoziona la regia che viene fatta di questi effetti, come quando ci lasciamo alle spalle una di queste fonti di luce e procediamo, sempre in prima persona, verso la nostra ombra che guizza dinamicamente nella sua proiezione sul muro dinanzi a noi.
Luce, ombre... ma fra gli eccellenti effetti speciali che risultano fondamentali nell'economia di questo videogioco, come non menzionare nuovamente le fiamme? Come abbiamo già accennato, il fuoco non è solo un elemento scenico realizzato con maestria in termini visivi, ma è anche e soprattutto dotato di proprietà fisiche: illumina l'ambiente, brucia come nella realtà, si propaga per contatto a elementi infiammabili e può essere spento, per esempio con un estintore o altri elementi ignifughi. Del fuoco parleremo di nuovo più avanti, nel prossimo articolo, ma avendo accennato di aspetti estetici, soffermiamoci adesso su questo versante e diamo un quadro più generale del gioco in questo ambito: Alone in the Dark inizia molto bene mettendo in luce subito le sue abilità nel gestire elementi fondamentali nella creazione dell'immagine come luce e ombre dinamiche. Un aspetto che viene subito in risalto, fin dalle primissime scene è la modellazione dei volti: espressivi, vissuti, tempestati di rughe, solcati da cicatrici come quello del protagonista che si staglia in uno domandandosi "chi diavolo sono?"... Non i più realistici in assoluto che abbiamo visto in un gioco ad alta definizione e questo per la scelta di un rendering non testo all'estrema verosimiglianza, bensì a un realismo filtrato da un certo stile, che può ricordare un fumetto (ma non certo quelli Marvel, intendiamoci). Un po' di aliasing e qualche spezzatura poligonale di troppo sono i primi difetti che i più pignoli fan spaccapoligoni a tutti i costi vorranno rilevare, ma in un quadro oggettivamente notevolissimo e soprattutto sempre carico di grande atmosfera (fondamentale in un gioco del genere), un argomento che vale per quanto abbiamo visto sia negli interni iniziali, sia fra le brume inquietanti dei primi passi all'aperto in Central Park.
Al pathos e all'atmosfera contruibuisce poi in modo incredibile la colonna sonora: mai invasiva, ma potente ed evocativa quando serve, quest'opera geniale ed emozionante cantata, parte, da un coro bulgaro, è una delle componenti fondamentali che rendono brillante il lato tecnico/artistico di Alone in the Dark.
Per il momento ci fermiamo qui. Appuntamento alla prossima puntata per parlare di nemci, corse in auto, armi e altro ancora. Restate sintonizzati su Nextgame.it!