Genere
Azione
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
18+
Prezzo
69,90 euro
Data di uscita
20/6/2008

Alone in the Dark

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Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
Eden Games
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
20/6/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
1
Prezzo
69,90 euro
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

Le versioni da noi provate sono quelle per Xbox 360 e per PC. Nel primo caso sono sufficienti una confezione originale del gioco, una console in versione europea, un joypad e circa 5 MB di spazio libero per i salvataggi. Per quanto riguarda il PC, oltre al gioco originale, sono invece consigliati un processore Dual Core, 1 GB di RAM (2 per Windows Vista) e una scheda 3D con 512 MB di RAM, oltre a un joypad (va benissimo quello per Xbox 360) per evitare gli scomodi controlli tramite mouse e tastiera.

Multiplayer

Non sono presenti modalità di gioco in multiplayer.

Link

Recensione

Quando il buio si avvicina

Alone in the Dark non è mai stato così atteso: ne sarà valsa la pena?

di Francesco Destri, pubblicato il

Come rinnovare una serie storica e farla entrare nel migliore dei modi nell’era dell'alta definizione, senza snaturarne il fascino originale e senza scontentare i fan di vecchia data? Una sfida non da poco, soprattutto quando la serie in questione è quella di Alone in the Dark (che per i meno giovani ricordiamo essere il papà di tutti i survival-horror), ma se si hanno alle spalle un colosso come Atari, un team giovane ma affermato come Eden Games e più di tre anni di intenso sviluppo, ecco che il quinto capitolo della saga di Edward Carnby promette davvero grandi cose.

IL BUIO VA IN SCENA

Non ci soffermeremo troppo sulla trama e sulle ambientazioni, già sviscerate a dovere nelle quattro anteprime dedicate a questo attesissimo "comeback" di Edward sette anni dopo il deludente Alone in the Dark: The New Nightmare, ma va almeno detto che nei panni di questo misterioso e affascinante indagatore dell’incubo ci ritroviamo in una New York cupa e spettrale, letteralmente divorata da un’essenza maligna di cui si ignora l’origine e che, oltre a portare morte e distruzione per le strade della metropoli americana, ha tramutato i suoi abitanti in creature mostruose assetate di sangue che si aggirano per l’immenso Central Park.
Un incipit che più classico non si potrebbe (risveglio, vista annebbiata, amnesia) ci accoglie nei primi secondi e subito salta all’occhio la presentazione visiva del gioco. Sin dai primi filmati circolati sulla Grande Rete, Alone in the Dark ha infatti colpito per il suo impatto estetico e grafico e, tra tutti i titoli di maggior richiamo del periodo estivo, è quello che ha fatto vedere le cose migliori in sede di anteprima come cura dei dettagli, realismo dell’illuminazione e taglio cinematografico della narrazione.

TRA LUCI E OMBRE

Su questo versante bisogna ammettere che Eden Games ha svolto un ottimo lavoro. I filmati di intermezzo sono splendidi, la resa del fuoco, che come vedremo più avanti non funge solo da sfizio visivo, è la più realistica mai vista in un videogioco (Far Cry 2 permettendo), esplosioni, giochi di luci e ombre aggiungono quel tocco di classe e di mistero sempre ben accetto in un titolo simile. Solo le animazioni rimangono ancora un po' rigide e molti degli ambienti interni appaiono spogli e il loro design non è dei più originali e ispirati, ma tutto sommato Alone in the Dark (soprattutto nella versione per PC anche se senza il supporto per DirectX 10) rimane un titolo visivamente ottimo e forte di un comparto sonoro eccellente (evocative e sontuose le musiche), con solo l’unico rammarico per un doppiaggio italiano dalla resa altalenante e poco espressivo. Purtroppo, come spesso capita con videogiochi così attesi e “ritardatari”, abbiamo riscontrato molti bug che ci fanno sospettare una fase di beta-testing davvero poco curata.
Non ci riferiamo solo a fenomeni di clipping, ma a molte situazioni (soprattutto nelle fasi di guida) in cui la macchina rimane bloccata in un angolo senza motivo o in cui, nei passaggi più stretti, non riusciamo a proseguire perché la nostra partner del gioco ci ostruisce la strada.
Nei casi più gravi questi bug rischiano di portare seriamente al Game Over o di farci rigiocare un’intera sezione, senza contare che certi elementi dello scenario appaiono e scompaiono a casaccio tra una partita e l’altra (nel caso dovessimo rifare un capitolo).

EDWARD, LE SUE IMPERFEZIONI...

Le magagne però non finiscono qui. Anche se è possibile guidare Edward in prima o in terza persona, nel secondo caso la gestione della telecamera lascia parecchio a desiderare; la visuale è fissa e varia a seconda della nostra posizione alternando inquadrature molto cinematografiche (oblique, dall’alto, dal basso, alle spalle) ad altre estremamente scomode; in certi casi ci è capitato di perdere completamente l’orientamento per l’improvviso cambio di inquadratura in situazioni molto frenetiche, senza contare che spesso alcuni tagli di visuale fanno capire immediatamente con quali oggetti della location dobbiamo interagire per proseguire o per risolvere un enigma. Anche i controlli si sono però rivelati in parte deludenti. Bella e originale l’idea di curarci spruzzando uno spray medico direttamente sulle ferite o di accedere al nostro inventario aprendo la giacca e osservando gli oggetti in modo quantomai realistico, ma il tutto avviene in tempo reale senza possibilità di fermare il gioco e così, soprattutto durante i combattimenti, diventa frustrante curarsi o decidere che oggetto tenere tra le mani nonostante la possibilità di decidere in anticipo una combinazione di tasti corrispondente a una copia di oggetti (torcia elettrica-pistola, per esempio).

... E LE SUE ARMI

Lo stesso sistema di combattimento non è dei più azzeccati. Sparare con le armi da fuoco in prima persona è piuttosto comodo grazie al puntamento automatico con il mirino laser, ma azzeccare un colpo da una certa distanza è pressoché impossibile e in più molti nemici (soprattutto i “vampiri” volanti e i mostriciattoli à la Alien) si muovo in continuazione, rendendo così difficile e sfiancante abbatterli con i proiettili. La maggior parte delle volte si deve comunque ricorrere al corpo a corpo in terza persona con le armi più disparate e improvvisate e anche in questo caso, a causa di una risposta lenta e poco realistica dei comandi, gli scontri con i nemici non solo appaiono goffi e persino demenziali, ma molto frustranti e davvero poco divertenti.


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