Genere
ND
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
510 Euro
Data di uscita
3/1/2004

AMD Athlon 64 3200+

AMD Athlon 64 3200+ Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
AMD
Data di uscita
3/1/2004
Giocatori
0
Prezzo
510 Euro

Lati Positivi

  • Supporto per 64 bit
  • 1 MB di cache
  • Controller di memoria integrato
  • Bus HyperTransport
  • Veloce

Lati Negativi

  • Windows XP 64 non è disponibile
  • Il software Windows a 64 bit non è disponibile
  • Per ora solo versioni "high end"

Hardware

L'Athlon 64 3200+ è stato provato su scheda madre Chaintech Zenith ZNF3-150, dotata di chipset nForce3 150, sistema di raffreddamento Radex sulla sezione di alimentazione, chip audio VIA Envy24PT e altre piacevolezze come il frontalino CBox3 con lettore di schede flash integrato. Si sono utilizzati due moduli di memoria TwinX XMS3700 da 256 MB l'uno di Corsair di altissima qualità, hard disk IBM GXP da 60 GB e una scheda grafica GeForce FX 5900 Ultra con 256 MB di memoria video realizzata da MSI. Il tutto con gli ultimi driver disponibili per Windows XP e per la beta di Windows XP 64. I sistemi di confronto sono stati configurati identicamente, a parte ovviamente CPU e scheda madre.
Recensione

AMD Athlon 64 3200+

Grandi attese sono riposte sul nuovo processore AMD che promette di portare, per la prima volta, l'elaborazione a 64 bit anche nel mondo dei Personal Computer. Ma cosa significa supporto per i 64 bit? Ed oltre a questo aspetto, quali altre novità offre la CPU? E che prestazioni? E, soprattutto, cosa significa tutto ciò per i giocatori? Scopriamolo sentendo anche cosa pensa chi i giochi li sviluppa!

di Antonino Tumeo, pubblicato il

Proprio queste particolarità introdotte con la modalità a 64 bit sono da "evidenziare" con una certa attenzione. Infatti, quando un sistema operativo e un'applicazione sono state compilate per operare a 64 bit, con x86-64 possono avere accesso a 16, invece che 8, General Purpose Register (naturalmente tutti e 16 lunghi 64 bit), e a 16, invece che 8 (il numero disponibile, anche, ad esempio, sui Pentium 4), registri a 128 bit utilizzati dalle istruzioni multimediali come le SSE2. Rimangono invece 8 i registri a 64 bit per le istruzioni multimediali come le MMX e per i valori in Floating Point a disposizione. La grandezza degli operandi di default rimane a 32 bit, ma naturalmente è possibile utilizzare, specificando un'apposita estensione nell'istruzione, che si vogliono utilizzare operandi a 64 bit, scelta dettata per "facilità" d'accesso, e perché si prevede naturalmente che la maggior parte di operandi ottenuta dalla compilazione del codice non richieda comunque una precisione così alta.
Sono, come dicevamo, i set di registri accessibili alle applicazioni, assieme alle istruzioni e alla lunghezza degli operandi utilizzabili, quelle che "determinano" l'Instruction Set Architecture di una CPU: difatti, i registri "aggiuntivi" non sono messi a disposizione nelle altre modalità per un preciso motivo di compatibilità. Tutte le applicazioni a 32 bit sono state compilate con compilatori che si basavano su quell'architettura, e dunque possono avvalersi solo di quei registri. In caso contrario, necessiterebbero di una ricompilazione. Ma, ovviamente, ciò avrebbe generato problemi di funzionamento sulle altre architetture a 32 bit.
Con il passaggio a 64 bit, si è aperta la possibilità, non esistendo chiaramente ancora un set di istruzioni x86 per supportare questa modalità e dunque non essendoci "problemi" di dover mantenere compatibilità con il passato (se non quello di utilizzare istruzioni derivate quasi completamente dall'architettura precedente), di estendere il numero di registri: la ricompilazione è comunque necessaria, dunque perché non fare in modo che si possano sfruttare un numero maggiore di registri logici una volta che si fa già il lavoro?
E così è stato fatto. Il vantaggio di questa operazione è evidente: avere più registri a disposizione significa poter fare meno accessi in memoria (e quindi perdere meno tempo, perché non si deve aspettare la fine di tutte le operazioni di lettura e scrittura) perché all'interno della CPU c'è "più spazio" per salvare le informazioni sulle quali si sta lavorando per fare i vari calcoli.
L'aumento di velocità che si prospetta utilizzando la modalità a 64 bit dipende anche da questo aspetto, e tale miglioramento di prestazioni è già valutato nell'ordine del 15-20% solo grazie alla ricompilazione...
A margine di questo discorso, vogliamo fare l'ulteriore precisazione, comune a tutte le architetture, che quando parliamo di questi registri (General Purpose e Media Register a 64 e 128 bit), parliamo di registri che potremmo definire quasi "logici", nel senso che questi, essendo in presenza (sia con le CPU Intel, che con quelle AMD) di architetture che effettuano due decodifiche di istruzioni (una che le trasforma in istruzioni più semplici, quasi di tipo RISC, che poi verranno a loro volta decodificate nelle operazioni eseguite fisicamente dalle unità), sono i registri visibili ai compilatori e agli sviluppatori che operano direttamente in linguaggio assembler, ma che poi verranno rimappati direttamente dalla CPU nei suoi registri di uso interno (generalmente nell'ordine delle centinaia...) nello svolgimento delle varie operazioni.

IL PUNTO INTERROGATIVO: IL SOFTWARE A 64 BIT...

Emerge chiaramente un fatto, dunque: per sfruttare appieno le CPU basate sull'architettura Hammer, e dunque anche l'Athlon 64 3200+, è necessario disporre per lo meno di un sistema operativo a 64 bit, e possibilmente avere anche gli applicativi compilati a 64 bit. Certo, come vedremo in seguito, le prestazioni a 32 bit sono di tutto rispetto (come l'indice prestazionale suggerisce), ma come sempre noi vorremmo sfruttare tutte le funzioni e subito...
Segue quindi subito la logica domanda: in questo momento, il mercato offre qualcosa a questo riguardo? La risposta non è così semplice.
Possiamo iniziare col dire che, già adesso, ci sono sistemi operativi che supportano appieno AMD64 o x86-64 che dir si voglia, e lo fanno molto bene. Vi è, infatti, l'apposita versione del kernel di Linux preparata per questa architettura, e già numerose sono le distribuzioni di Linux (segnaliamo ad esempio Mandrake, Suse e Turbolinux) appositamente preparate per AMD64.
Come si può immaginare, risultano particolarmente apprezzate nell'ambito Server, dove gli Opteron stanno via via acquisendo buone fette di mercato e il supporto per i 64 bit può fare la differenza quando si opera con grossi database o server particolarmente sotto stress. Ma, con una certa soddisfazione, come ben sappiamo, Linux può essere anche adoperato in ambito casalingo dagli utenti un po' più smaliziati (del resto, proprio la distribuzione Mandrake ha un orientamento meno professionale e più dedicato all'utente "generico"). E chi lo ha già fatto sugli Athlon 64 potrà confermare che i 64 bit qualche buon vantaggio, in termini prestazionali, sembrano già portarlo, dando le prime, interessanti, soddisfazioni.
Quello che manca ancora è però il supporto da parte di un sistema operativo di massa, cruciale certamente per standardizzare il prodotto, e cruciale anche per i giocatori, visto che volenti o nolenti quasi tutti i prodotti ludici girano sul sistema più diffuso. E tale sistema operativo è, naturalmente, Windows. Microsoft, però, è alacremente all'opera sulla versione a 64 bit di Windows XP: numerose beta si sono già susseguite e ormai la versione finale dovrebbe essere in dirittura d'arrivo, dopo qualche posticipo dovuto, pare, ai lavori sul Service Pack 2 di Windows XP che dovrebbe uscire tra poco. Si parla, in maniera semiufficiale, di Aprile 2004 come data di rilascio, ma come abbiamo potuto verificare con le nostre mani, le ultime beta sembrano già risultare stabili ed utilizzabili.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Athlon 64 è arrivato, e porta tante interessanti innovazioni rispetto agli Athlon. Si inizia con alcuni miglioramenti architetturali, con il controller di memoria integrato, con il bus di connessione HyperTransport, con il megabyte di cache. E si arriva al supporto per il set di istruzioni estese a 64 bit. Se le prime forniscono vantaggi già adesso "rilevabili" con il software attuale (ed in particolare sottolineiamo l'efficienza del controller integrato), la seconda, per poter essere effettivamente sfruttata, necessita per lo meno di sistema operativo e driver a 64 bit, e ovviamente del "porting" di tutto il resto del software. In ambito Linux questo lavoro è già stato fatto, e sta dando i suoi frutti. In ambito Windows, XP a 64 bit è in dirittura di arrivo, ma non è ancora disponibile. Cionostante, i giocatori hanno di che essere contenti: Athlon 64 3200+ mantiene ciò che promette e fornisce prestazioni di buon livello, ottime sembra soprattutto con i videogiochi, un po' meno con le applicazioni multimediali, ma sempre chiaramente più che accettabili. Athlon 64 FX-51, invece, ha come diretto antagonista solo l'Extreme Edition del Pentium 4. Tutto sommato, quindi, viene rispettato l'indice prestazionale (molto di più che con l'Athlon XP di livello equivalente), cosa che, assieme al più incognito (ma promettente) "supporto" per i 64 bit, dovrebbe giustificare il sovrapprezzo della CPU appartenente alla nuova architettura rispetto a quella vecchia. Tutto ciò, ricordando che Athlon 64 e Athlon 64 FX sono comunque solo i primogeniti di un'architettura all'esordio, con tutti i vantaggi, ma anche gli svantaggi (possibili cambiamenti di socket, necessità di "stabilizzare" la piattaforma e indirizzarla sulla giusta via) del caso.