Genere
ND
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
99.900 lire
Data di uscita
28/1/2001

American McGee's Alice

American McGee's Alice Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Data di uscita
28/1/2001
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
99.900 lire

Lati Positivi

  • Ambientazioni spettacolari
  • Musiche d'atmosfera
  • Trama originalissima
  • Caratterizzazione e doppiaggio dei personaggi

Lati Negativi

  • Sistema di controllo a volte impreciso su salti e arrampicamenti
  • Alcune armi sono poco utili
  • Prima o poi finisce

Hardware

Alice è un gioco esigente: provato su un Pentium III 550 MHz con 128 MB di RAM e scheda grafica GeForce 2 GTS ha mostrato qualche piccolo intoppo, causato più dal caricamento di alcune porzioni di livello più che da altri fattori, e questo nonostante il gioco fosse installato su un velocissimo disco rigido UWScsi a 10000 RPM. Il problema probabilmente derivava proprio dai caricamenti da disco: è bastato infatti raddoppiare la RAM, portandola a 256 MB, per vedere i gioco schizzare senza più alcun impedimento. In ogni caso il gioco era perfettamente giocabile anche prima, bastava avere la pazienza di aspettare quel secondino in più necessario per permettere al gioco di preparare i nuovi ambienti, dopodiché il tutto filava liscio alla risoluzione di 1024*768. Chi fosse dotato di una configurazione inferiore non disperi, comunque: il motore del gioco è adattabile e configurabile per tutte le esigenze... o quasi.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multigiocatore

Link

Recensione

American McGee's Alice

Onirico, evocativo, malato... completamente fuori! Queste ed altre definizioni balzano prepotenti in mente a chiunque si avvicini ad American McGee's Alice. Che sia appassionato di videogiochi o completamente ignorante in materia. Buone idee e il coraggio per realizzarle: ecco la filosofia alla base di questo nuovo, intrigante prodotto.

di Simone Soletta, pubblicato il

ERI PICCOLA... PICCOLA... PICCOLA... COSÌ

Lo sviluppo della storia è assolutamente lineare e gli enigmi che Alice si troverà a dover affrontare sono incentrati, per la maggior parte, sull'azione. Rompicapo piuttosto semplici a base di leve sono disponibili per tutti i fan del "Lara Croft style", ma non solo a questo si limita questo particolare titolo. La storia, infatti, prevedendo tra le altre cose il rimpicciolimento di Alice, aiuta non poco a creare problemi al giocatore. "Il rimpicciolimento di Alice ci ha permesso di inserire nel gioco problematiche non esattamente comuni: il giocatore si troverà a dover fare i conti con un microcosmo formato da insetti, pietre rotolanti, foglie che corrono lungo piccoli torrenti che, però, appariranno come fiumi impetuosi agli occhi di un'Alice così minuta" . La grande varietà delle ambientazioni, inoltre, ha permesso di inserire dei "fuori tema" azzeccatissimi, basti pensare che un livello è completamente ispirato al gioco degli scacchi, o al tema ricorrente di ingranaggi e orologi. Al di là di queste innovazioni, va detto che il gameplay non è sicuramente originalissimo: ci troviamo davanti a un Action Adventure piuttosto classico, sia nell'impostazione globale del controllo (che ricorda Heretic II o Shadowman piuttosto da vicino), anche se molti enigmi sono assai originali. American qui non si nasconde dietro un dito: "A parte alcune cose che abbiamo introdotto, come la possibilità di mostrare il punto di atterraggio di un salto in modo da aiutare i giocatori meno esperti a prendere confidenza col sistema di controllo, il gioco non è originale dal punto di vista dell'approccio o da quello tecnico. Sicuramente il nostro obiettivo era creare una storia originale, che "tirasse dentro" il giocatore coinvolgendolo il più possibile, ma non quello di creare un nuovo genere." .
Sentirsi parte della storia, infatti, è assai poco faticoso. Alice è il classico gioco che fa letteralmente volare le ore. Può capitare che ci si soffermi per lunghi minuti a rimirare i panorami suggestivi dei vari livelli, che ci si fermi a riflettere dopo un particolare colpo di scena... in ogni caso ci si trova sempre e costantemente spinti ad avanzare nella trama per scoprire come andrà a finire. La realizzazione punta a questo: grafica, giocabilità ed enigmi sono al servizio della storia e del giocatore.
La musica e gli effetti sonori, poi, meritano qualche parola a parte: la prima presenta pezzi d'atmosfera che è persino riduttivo definire "fenomenali", i secondi sono il giusto complemento, anch'essi qualitativamente eccellenti, alle particolari ambientazioni del gioco.
Sebbene in campo audio siano stati fatti enormi progressi negli ultimi anni, grazie a hardware dedicato e alla presa di coscienza da parte degli sviluppatori di quanto il comparto sonoro possa veramente contribuire a rendere un gioco eccellente, raramente ci troviamo davanti a musiche che paiono fondersi con la grafica come fanno quelle di Alice. E' come se fosse completamente fuori luogo scindere i vari componenti del gioco per esaminarli da vicino: il cocktail è riuscito talmente bene da dover essere sorseggiato nella sua completezza.
American ha avuto la sua parte anche nella creazione della parte audio: "Grazie alla loro partecipazione alla colonna sonora del primo Quake, ho avuto modo di conoscere da vicino il lavoro dei Nine Inch Nails e devo dire che mi ha colpito tantissimo, al punto da seguirli in un tour al fine di imparare i segreti alla base della creazione di musiche ed effetti. Molti degli effetti sonori che sentite il Alice sono stati realizzati direttamente da me, ho potuto farlo grazie a questa esperienza". A riprova di quanto dice American, possiamo dire che le musiche sono state scritte da Chris Vrenna, ex bassista e fondatore del citato gruppo americano.

RITORNA, ALICE, RITORNA...

American McGee's Alice è uno di quei giochi che, purtroppo, a un certo punto finiscono. Non ha sicuramente un gran valore di "rigiocabilità", a meno che non si senta la nostalgia di Wonderland e delle sue peculiari ambientazioni. La longevità, comunque, si assesta su buoni livelli.
Dal punto di vista del futuro, American si è sbottonato poco e non ha voluto parlare dei prossimi progetti, anche se ha ammesso che avranno un occhio di riguardo per le console di ultima generazione. Un seguito di Alice, però, potremo forse vederlo: American infatti ammette che "le ambientazioni alla base di questo gioco contengono storie che, potenzialmente, potranno dare vita ad altri titoli" . Inoltre circola insistente sulla Rete una voce assai intrigante: la Miramax avrebbe acquistato i diritti per produrre un film basato su American McGee's Alice, diretto nientemeno che da Wes Craven.
Non ci resta che sperare che questo particolare viaggio in una tetra Wonderland non rappresenti una mosca bianca nel panorama dei giochi per PC e che inciti altri sviluppatori a seguire American nella creazione di titoli più coraggiosi del solito clone di Tomb Raider.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Si può essere originali pur basando un gioco su un canovaccio visto e rivisto. Certo, e la prova è American McGee's Alice. Non aggiunge molto al genere degli Action Adventure, tecnicamente parlando, ma di questo il giocatore tenderà a non accorgersi nemmeno, rapito da ambientazioni stupende e veramente fuori di testa. Anche chi fosse appassionato solo e unicamente di simulatori di volo dovrebbe giocare quantomeno la demo, per poter dire di aver partecipato, almeno in minima parte, al terrificante e "nero" viaggio di un'Alice caratterizzata in maniera semplicemente eccezionale. Menzioni particolari vanno alla grafica, splendida; a una colonna sonora eccezionale e a un doppiaggio strabiliante. Il controllo ideale per Alice è il "mouse+tastiera", accoppiata che ormai abbiamo imparato ad apprezzare anche in questo genere di giochi: l'interfaccia è precisa, anche se a volte qualche salto è facile da sbagliare. Che altro dire? Se siete alla ricerca di un'avventura coinvolgente e originale, chiudete il browser e andate al negozio più vicino: non ve ne pentirete. <i>Simone Soletta</i> <b>SECONDO COMMENTO</b> Solo un breve commento aggiuntivo per questo gioco meraviglioso e incredibilmente incompreso da molti (anche altisonanti nomi della stampa specializzata internazionale) che l'hanno liquidato sbrigativamente in modo del tutto inspiegabile. Potrei dilungarmi a rincarare le dosi di elogi per l'ambientazione, per l'ironia tagliente che permea ogni dialogo o per la grafica, a tratti strepitosa, che esalta le grandi potenzialità dell'engine grafico di Quake III Arena, ma aggiungo solo un filo d'evidenziatore agli applausi verso il comparto sonoro, nel quale svetta l'accompagnamento musicale, che riesce a trasmettere brividi e sensazioni molto coinvolgenti e profondamente evocative, in grado di suonare corde remote del nostro onirico inconscio. Il gioco è consigliato a tutti, senza riserve, se non con un appunto alla pesantezza tecnolgica che reclama un PC potente, piuttosto potente, per godere al meglio del meraviglioso show firmato da American McGee. <i>Matteo Camisaasca</i>