Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano64,
PEGI
18+
Prezzo
79.99 Euro
Data di uscita
28/8/1912

Army of Two

Army of Two Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
EA Montreal
Genere
Sparatutto
PEGI
18+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
28/8/1912
Lingua
Tutto in Italiano64,
Giocatori
4
Prezzo
79.99 Euro
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Lati Positivi

  • Interessanti meccaniche di cooperazione
  • Buona personalizzazione dell'arsenale
  • Tante idee valide...

Lati Negativi

  • ... di cui molte però non trovano vero compimento
  • Intelligenza artificiale deficitaria
  • Interazione con lo scenario pressochè nulla
  • Longevità ridicola

Hardware

Per mettersi la maschera di Rios o di Salem sono necessari una console PlayStation 3, un joypad e una confezione originale del gioco. Army of Two supporta il sensore di movimento del sixaxis nel momento in cui è necessario ricaricare l'arma o governare il paracadute. Il titolo di EA è anche disponibile per Xbox 360.

Multiplayer

Army of Two fa del gioco in multiplayer il suo punto di forza: la modalità Campagna può essere interpretata con un amico sulla stessa console (in split-screen) o via PlatStation Network (in sessione pubblica o privata). A fianco ad essa è inoltre possibile prendere parte a modalità di gioco multiplayer online per quattro persone, in cui sfidarsi a coppie in scontri classici, a obiettivi o finalizzati al recupero di ostaggi. È possibile partecipare alle modalità di gioco online soltanto con persone collegate alla rete Europea di Xbox-Live.

Link

Recensione

L'unione fa la forza

Il modo migliore per vestire i panni di Rios e Salem

di Luca Airoldi, pubblicato il

Army of Two è un titolo indubbiamente controverso, nel quale si ha sempre la netta sensazione che l'esperienza di gioco sia pronta per un salto di qualità che, alla resa dei conti, non viene compiuto nella sua totalità.
Coinvolgendo fin da subito il reparto tecnico di Army of Two, appare evidente come il titolo di Electronic Arts si porti appresso uno sviluppo non proprio ravvicinato nel tempo: globalmente il gioco è gradevole (scenari di gioco e reparto sonoro sono di buona qualità), ma privo di dettagli ed effetti di grido che portino a un impatto estetico più deciso e performante. Peccato inoltre che l'ambiente sia pressoché asettico poichè scarsamente interattivo, eccezion fatta per qualche barile di esplosivo: un elemento poco accettabile in un contesto così caotico quale è quello bellico.

DOVE MI STAI PORTANDO?

Andando direttamente ad analizzare il gameplay di Army of Two, viene inoltre alla luce come esso racchiuda in sé numerosi spunti interessanti che non trovano però lo sbocco corretto in ogni occasione, venendo spesso tarpati da inaspettate complicazioni.
Su tutti, l'intelligenza artificiale rappresenta la spina nel fianco del titolo di Electronic Arts: altalenante nel momento in cui si parla proprio compagno, deficitaria se riferita al nemico. Nel primo caso, la gestione automatica del nostro compare non compie grossi passi falsi (i comandi con i quali è possibile impartire degli ordini sono difatti - con la dovuta pratica - ben gestibili) se non nel momento in cui è necessario essere soccorsi, quando si assiste a evidenti difficoltà nel trovare angoli coperti per effettuare le operazioni di cura.
Più imbarazzante il comportamento dei nemici, troppo sedentari e cocciuti nel mantenere posizioni poco strategiche, o inutilmente avventati in certe operazioni: un atteggiamento che finisce spesso per smorzare l'atmosfera bellica trasmessa durante le sessioni di gioco.

COPPIE AFFINI

Da questo punto di vista, appare ovvio muovere dei paragoni con la "coppia perfetta" rappresentata da Marcus Fenix e Dominic Santiago di Gears of War, dal quale Army of Two trae - giustamente - spunti da rielaborare in un'ottica teoricamente più adrenalinica. Rios e Salem corrono (a dire il vero trotterellano) e si gettano al riparo di quanto il contesto ha da offrire, pronti a lanciarsi all'assalto del nemico come dei veri Rambo, sebbene sia sintomatico come in linea generale non si percepisca il dinamismo e il furore che invece contraddistinguono il titolo di Epic Games.
Ecco dunque che si apprezza appieno la possibilità di prodursi in fuoco di copertura per proteggere il compagno ma, allo stesso modo, non si comprende l'impossibilità di sporgersi dai ripari per mirare da posizione coperta il nemico: un esempio calzante, che mette alla luce gli alti e bassi offerti dal gameplay Army of Two.

COMPAGNO REALE O VIRTUALE?

La stessa giocabilità di Army of Two appare inizialmente macchinosa, quando è necessario impratichirsi non poco per gestire il cambio delle armi e i comandi da impartire al compagno: anche in questo caso emerge come il titolo di Electronic Arts sia stato concepito principalmente per essere interpretato in compagnia di un amico in carne ed ossa, quando la coordinazione vocale e la vera cooperazione di fuoco e movimenti danno origine a un'esperienza di gioco concretamente più appagante, oltre che divertente e coinvolgente.
Da questo punto di vista appare dunque evidente che Army of Two debba essere preso in forte considerazione soprattutto da chi, amante del genere degli sparatutto, abbia la possibilità di godersi tutta l'avventura a fianco di un amico: è in questo caso che lo sparatutto di Electronic Arts può giocarsi delle carte di qualità.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Nato per essere interpretato in chiave cooperativa, Army of Two cerca di valorizzare al meglio il lavoro di coppia in campo di battaglia: da questo punto di vista, il titolo di Electronic Arts è indubbiamente ricco di spunti interessanti, benchè non sia in grado di spiccare il salto di qualità tanto atteso. L'esperienza di gioco non manca di essere coinvolgente nel suo svolgersi ma, alla resa dei conti, soffre di alcuni passi falsi più evidenti in termini di gameplay e di superficialità nella gestione dell'intelligenza artificiale. D'altro canto, se interpretato dall'inizio alla fine con un compagno in carne ed ossa, tali intoppi possono essere sorvolati a favore di uno sparatutto che - evitando di scomodare importanti paragoni - è in grado, pur nella sua limitata longevità, di divertire senza grosse prestese.