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Ash II - Shadows

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Lati Positivi

  • Grafica gradevole e colorata
  • Abbondano l'ironia e l'autoironia

Lati Negativi

  • Livello di sfida semplicemente assente
  • Sfiancante ripetitività

Hardware

Ash II è compatibile con iPhone, iPad e iPod Touch. Richiede iOS 3.1.3 o successive.

Modus Operandi

Abbiamo provato il gioco per circa 5 ore si un iPad 32 GB Wi-Fi con iOS 5.0.1. L'audio scatta durante i passaggi dal giocato ai menu e l'applicazione è andata in crash tre volte durante la prova.

Link

Recensione

Disarmante semplicità

Konami propone il seguito del suo RPG per iOS. Profondità non pervenuta.

di Claudio Magistrelli, pubblicato il

Il JRPG è un genere complesso, in cui storie intricate si uniscono a sistemi di combattimento in cui bisogna tener conto di innumerevoli fattori. O almeno questa è la deriva attuale del genere. Facile capire che meccaniche di questo tipo mal si prestino alla conversione su tablet, device che impone la semplicità dei controlli come condizione primaria per il successo di un titolo. Konami ha così deciso di risolvere il problema tornando agli albori del genere e ispirandosi alle produzioni per GameBoy, che a suo tempo sapevano fornire esperienze di gioco divertenti e immersive usando solo una croce direzionali e due tasti. Ash II, anzi, è ancora più radicale: c'è un solo tasto di comando per fare tutto e, incredibilmente, la cosa funziona. Almeno finché non ci si accorge che, tirando le somme, di cose da fare ce ne sono ben poche.

TUTTO UN GIRO DI TIP TAP
Il primo approccio con Ash II per chi non ha giocato al suo predecessore è piuttosto spiazzante. La semplicità del sistema di controllo, infatti, si scontra con una storia che comincia in medias res e di cui si fatica ad afferrare i punti principali. L'utilizzo di attacchi fisici e incantesimi è invece subito intuitivo, e i pochi comandi che si riescono a decifrare dal nome sono ben illustrati da poche righe di testo. Il movimento del nostro party può avvenire in due modi: attraverso una croce direzionale virtuale posta in basso a sinistra, oppure usando lo spostamento delle dita sullo schermo. Quest'ultimo metodo è però molto meno preciso e finirete presto per abbandonarlo in favore della croce direzionale a video, che è ben posizionata e non ruba troppo spazio sullo schermo. I combattimenti a turni sono poi affrontabili con un solo dito: si sceglie la tipologia dell'azione da compiere (attacco/incantesimo/salto turno/fuga), poi l'azione stessa, se la categoria ne prevede più di una al suo interno, e infine il personaggio su cui eseguirla. Allo stesso modo con un colpo di tap si aprono forzieri e si parla con i personaggi.

La grafica in perfetto stile old school è molto gradevole. Almeno quella - Ash II - Shadows
La grafica in perfetto stile old school è molto gradevole. Almeno quella

Avanzando tra i dialoghi che spiegano i nuovi eventi e ricapitolano i precedenti, la storia diventa via via più chiara, soprattutto se si può contare su una conoscenza generale delle trame tipiche del genere. Di contro, l'entusiasmo per la facilità con cui si riesce a padroneggiare il gioco pian piano svanisce durante l'avventura a causa di un livello di sfida che non aumenta mai. L'esplorazione è minima e in ogni caso inutile: il girovagare allegro dei primi minuti si riduce drasticamente una volta compreso che non si può interagire con alcun oggetto che non sia una cassa. Quando appare chiaro che anche il contenuto delle casse è inutile, poiché è possibile completare la porzione di gioco disponibile (ne parleremo a breve) senza equipaggiare nessuno degli oggetti raccolti, il gioco si trasforma in una corsa a ostacoli verso lo scontro che sblocca il prosieguo della storia, cercando di evitare di finire intrappolati ad ogni passo in uno scontro casuale. La voglia di massacrare animaletti e amenità varie svanisce dopo aver affrontato centinaia di battaglie tutte identiche, che avranno portato il party a un livello di potenza tale da distruggere in un solo turno anche i nemici che dovrebbero svolgere le funzioni di boss. In breve, così, l'intera esperienza di gioco si traduce in unna lunghissima serie di tap sull'icona dell'attacco fisico per liberarsi in modo meccanico dell'esercito di abomini tutti uguali che ostacolano il nostro cammino.

UNA RISATA CI SEPPELLIRÀ
Ash II si sforza insomma di riproporre tutti gli elementi di un tipico JRPG, senza però ricordarsi di assegnare loro una funzione. O meglio, una funzione teoricamente ce l'avrebbero, ma nella pratica si rivela non necessaria, inutile anche a soddisfare la curiosità del giocatore. Durante gli scontri a turni, infatti, nessuna animazione documenta l'esecuzione delle mosse, né tanto meno è possibile veder mutare l'aspetto dei nostri eroi in base a spade o armature equipaggiate. L'approdo al finale dipende esclusivamente da una malsana fascinazione per la meccanica ripetizione di un solo comando, oppure dalla strenua forza di volontà di chi vuole conoscere la conclusione della storia che il gioco racconta. Si capisce dunque il bizzarro sistema con cui Konami ha deciso di commercializzare il titolo: sono disponibili due versioni, una Gold e una Silver. La prima, a un prezzo leggermente più alto, garantisce tutti i DLC gratis, mentre la seconda permette di scaricare gratuitamente solo il Capitolo 2. Dopo cinque ore di gioco, infatti, il gioco si è d'improvviso concluso, segnalandoci di aver terminato la parte di avventura per ora disponibile, e dirottandoci automaticamente in una specie di limbo in cui è comunque possibile continuare a livellare il party (come se ne avesse bisogno), in attesa degli aggiornamenti. La speranza è evidentemente che i cinque capitoli aggiuntivi che verranno rilasciati in seguito per completare l'avventura costituiscano una sfida più impegnativa e variegata, ma è probabile che solo chi li ha già pagati in anticipo sia disposto a verificarlo.

I dialoghi sorprendono per le strizzate d'occhio ai luoghi comuni del genere - Ash II - Shadows
I dialoghi sorprendono per le strizzate d'occhio ai luoghi comuni del genere

I motivi per apprezzare Ash II in sostanza si limitano a una grafica oggettivamente molto gradevole, colorata e definita, che strizza l'occhio a una terra di ricordi gioiosi per l'appassionato di giochi di ruolo orientali di vecchia data, e un comparto sonoro azzeccato, anche se un po' ripetitivo. La profondità, assente in ogni aspetto del gioco, emerge poi a sorpresa dai dialoghi, in cui dilaga l'ironia e una certa riflessione scanzonata sugli stilemi e i luoghi comuni del genere. Il che sorprende tanto più perché si tratta di ammiccamenti afferrabili solo da un target ben diverso da quello a cui il gioco, per come è strutturato il suo gameplay, pare riferirsi. Ash si presenta, in conclusione, come il tentativo fallito di mediare la complessità del genere JRPG con l'utilizzo frammentario dei dispositivi mobili: Konami deve aver pensato che la ridotta difficoltà avrebbe permesso al gioco di essere utilizzato anche per brevi partite negli intervalli di tempo, ma la straziante ripetitività non consente comunque ad Ash II di assomigliare a un piacevole passatempo in grado di allietare un attesa.

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
Ash II può essere consigliato solo a chi muore dalla voglia di conoscere lo sviluppo della storia già dopo il primo capitolo. E a chi riesca a trarre soddisfazione dal finire un gioco pigiando un solo tasto a intervallo regolare.

Commenti

  1. Er Monnezza

     
    #1
    Non sono affatto d'accordo col ragionamento di fondo dell'articolo, cioè che i JRPG non siano fatti per tablet e dispositivi touch. Al contrario sono assolutamente perfetti e sono molto più comodi da giocare rispetto all'uso di un tipico pad tipo quelli dell'xbox o della play. Durante i combattimenti toccare il menu a tendina per selezionare l'azione da usare è molto più comodo che utilizzare i tasti fisici del pad, considerando anche che la struttura a turni permette di avere tutto il tempo che si vuole a disposizione.
    In questi giorni sto rigiocando FFTactics su iPhone e lo trovo più intuitivo della vecchia versione per ps1 che giocai all'epoca.
  2. MaGiKLauDe

     
    #2
    Come dicevo in apertura, JRPG e semplicità si possono coniugare perfettamente, c'è tutta una produzione per GameBoy (e DS) che è qui a dimostrarlo. Titoli che, per quanto mi riguarda, proprio grazie alla loro semplicità riescono a trasmettere maggiore immersione di esemplari più moderni. I JRPG moderni sono titoli in cui è più difficile abbandonarsi all'esperienza e dimenticare di essere di fronte a una storia e non al suo interno anche a causa dell'impegno richiesto dai controlli: non a caso ho definito questa tendenza come una deriva.
    Ash II, da parte sua, offre dei controlli minimali che permettono in ogni caso di fare tutto. Il problema è che da fare c'è ben poco.
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