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ATI CrossFire

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ATI
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ATI CrossFire

Multiply & Conquer: dopo mormorii, voci e relative smentite, è arrivato il momento per ATI di ufficializzare la soluzione concorrente a SLI. Una scheda master, il supporto a tutte le X800 e X850 attualmente sul mercato, un connettore esterno, la compatibilità con tutti i giochi, SuperTiling e un SuperAA mode sono le caratteristiche distintive. Andiamo a vedere CrossFire in dettaglio!

di Antonino Tumeo, pubblicato il

NVIDIA, con SLI, è riuscita senza dubbio a riportare al centro dell'attenzione le soluzioni multi-scheda: per quanto una configurazione di punta sia economicamente non accessibile a molti, anche solo la prospettiva di poter eseguire un upgrade in grado potenzialmente di raddoppiare le prestazioni grafiche del proprio sistema esercita un fascino magnetico. Ben poco sorprendente, in un mercato competitivo come quello dei chip grafici, è stata quindi la scoperta che anche ATI era al lavoro su una soluzione "equivalente". Numerosissime voci si sono rincorse in questi mesi: si è parlato di una soluzione senza necessità di connettori, che consentisse di mescolare schede "diverse" anche prestazionalmente. Poi si è iniziato a parlare di un connettore esterno, e di schede master/slave, creando non poca confusione.
Oggi l'attesa è finita, tutti i veli sono caduti e anche la società canadese ha ora ufficialmente una soluzione Dual VPU: il suo nome (e la scelta non sembra proprio casuale...) è CrossFire. E finalmente, è arrivato il momento di fare chiarezza ed illustrare in dettaglio come la nuova tecnologia ATI funziona.

CROSSFIRE: LE COMPONENTI

Iniziamo con il dire che per sfruttare CrossFire servono (ovviamente) tre componenti. La base è la scheda madre, che dovrà essere basata sulla nuova revisione dei chipset Radeon XPress 200 (rispettivamente RD400 e RD480 per piattaforma Intel e AMD) in grado di gestire due slot PCI-E per schede grafiche a velocità x8. Lo switching tra x16 e x8 è automatico quando si usano due schede grafiche invece di una. Pensati per la massima overclockabilità, ai due NorthBridge verrà affiancato finalmente un nuovo SouthBridge degno di una soluzione di alto livello. Si tratta di SB450, che offrirà 8 porte USB, 4 porte Serial ATA II (3 Gb/s con supporto per NCQ) e una sezione audio in specifica High Definition Audio, sicuramente importante pensando che fino ad ora solo VIA (con un SouthBridge però non ancora disponibile) aveva scelto di allinearsi ad Intel e ad abbandonare l'ormai obsoleto AC'97, veramente troppo poco anche per una soluzione integrata sulle schede madri moderne.
In secondo luogo è necessaria una qualsiasi scheda grafica PCI Express delle attuali linee X800 e X850, comodamente acquistabili da diversi mesi. Per completare l'opera, e passare effettivamente in modalità "Dual VPU", serve chiaramente una seconda scheda grafica, che però dovrà necessariamente essere una "CrossFire Edition". La particolarità è che le schede CrossFire Edition, almeno inizialmente, saranno solo 3: una X850 con 256 MB di memoria, accoppiabile a qualsiasi scheda della linea X850, e due X800, rispettivamente con 256 MB e 128 MB di memoria, utilizzabili insieme a qualsiasi scheda delle linee X800. Le loro velocità di clock, e il numero di pipeline attive, si "adegueranno" a quelle dell'altra scheda grafica installata nel sistema. I prezzi delle schede in CrossFire Edition saranno rispettivamente di 549, 299 e 249 dollari, e saranno tutte prodotte sotto "stretta sorveglianza" da parte di ATI e poi fornite ai diversi produttori che potranno apporvi i loro marchi. La necessità di avere una scheda grafica "CrossFire edition" è dettata dalla presenza su quest'ultima di un "compositing engine", ossia un'apposito chip "programmabile" che consente di effettuare il blending (fusione) dei due frame buffer generati dalle schede prima della visualizzazione. Un'altra caratteristica distintiva delle schede CrossFire Edition è quella inoltre di presentare oltre ad una classica porta DVI, anche un connettore DMS (che, di fatto, è una porta DVI che ai due canali di output ne aggiunge due in input). Tale modifica si è resa necessaria perché la società canadese, dopo diversi esperimenti sfruttando il solo PCI Express, ha deciso per garantire un migliore bilanciamento e non sovraccaricare troppo il sistema di effettuare il passaggio dei dati tra una scheda e l'altra sfruttando un connettore esterno che va appunto dalla porta DVI della scheda "standard" a questo nuovo connettore sulla scheda CrossFire Edition. Sicchè, i fotogrammi (o i pezzi di fotogrammi) elaborati dalla scheda standard vengono forniti alla scheda master attraverso la porta DMS che li "compone" con i suoi tramite il compositing engine e riemette il risultato finale sulla stessa porta, dalla quale sempre l'apposito "cavo" di connessione preleva il segnale fornendolo su una classica porta DVI.

CROSSFIRE: LE MODALITA'

Ben quattro sono le modalità in cui può operare CrossFire, due già piuttosto conosciute e due più nuove. Allo Split Frame Rendering, chiamato nel gergo di ATI Scissor, che suddivide uno stesso frame orizzontalmente in due parti date in pasto alle due schede grafiche e al tipico Alternate Frame Rendering che affida a ciascuna scheda grafica un frame a turno, si affiancano il SuperTiling e la modalità SuperAA. È bene sottolineare che le prime due modalità sono compatibili sia con i giochi Direct3D che OpenGL, e dovrebbero garantire un aumento di performance, soprattutto con lo Split Frame Rendering nel caso di pesante carico geometrico. Le altre due modalità sono invece supportate esclusivamente con Direct3D (pare per mancata possibilità di implementarle con le API OpenGL). Il SuperTiling è una tecnica già adottata da ATI per i suoi rack di sistemi Multi-VPU destinati ai simulatori di volo di Evans & Sutherland e prevede la suddivisione a "scacchiera" di ciascun frame, affidando l'elaborazione di un blocchetto a testa a ciascuna VPU. Il load balancing è così praticamente "automatico" e consistente.