Genere
Piattaforme
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
7/2/2001

Banjo Tooie

Banjo Tooie Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Piattaforme
Data di uscita
7/2/2001
Lingua
Inglese
Giocatori
4

Lati Positivi

  • Divertentissimo e coinvolgente come solo i grandi classici del genere
  • Caratterizzazione dei personaggi e dei mondi riuscita
  • Molte innovazioni ed espansioni dell'originale Banjo & Kazooie
  • Modalità multiplayer divertenti
  • Realizzazione tecnica di prim'ordine...

Lati Negativi

  • ... se non fosse per i rallentamenti
  • Nessuna rivoluzione all'orizzonte
  • Inadatto a chi non vuole affrontare livelli enormi e un numero infinito di sotto-sotto-missioni e compiti vari

Hardware

Il gioco non necessita di espansione RAM e permette di effettuare tre salvataggi direttamente sulla cartuccia di gioco. Necessita forzatamente di una console americana o giapponese per funzionare (è comunque disponibile la versione PAL per i possessori di un Nintendo64 europeo).

Multiplayer

Sono previste diverse modalità di gioco in multiplayer, riprese direttamente da alcuni sottogiochi presenti nell'avventura principale. Ci si può quindi ritrovare a giocare in quattro a una specie di Doom con becchi e peli, piuttosto che impegnati in improbabili tornei di Kickballa à la maya. Si rivelano tutte opzioni di contorno decisamente divertenti e riuscite, per quanto rappresentino un surplus e di certo non un motivo principale per acquistare il gioco.

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Recensione

Banjo Tooie

La lunga rincorsa al gioco di piattaforme più voluminoso di sempre intrapresa dalla Rare ormai tre anni fa arriva al suo culmine. Banjo Kazooie è stato lo stuzzichino, Donkey Kong 64 l'antipasto freddo... siete pronti per la prima, enorme, raffinatissima portata?

di Mattia Ravanelli, pubblicato il

Lasciate perdere le amicizie, allontanate le nuove conoscenze, dimenticate i vecchi compagni di tante avventure: se fino a oggi avete tenuto da conto la vostra vita sociale, abituatevi a un nuovo rapporto monogamo con il vostro Nintendo64. Banjo Tooie non perdona e da geloso e pretenzioso amante giocoso esige un attenzione esclusiva quasi fobica. Se non pensate di essere pronti per una relazione di questo tipo, rimandate l'acquisto dell'ultimissima produzione Rare a data da destinarsi. Con il seguito ufficiale del premiatissimo Banjo & Kazooie (annata '98), Rare stravolge il significato di completezza per quel che riguarda i giochi di piattaforme.

THE BEAR/WITCH PROJECT 2

Gruntilda è caduta sotto gli attacchi del duo (Banjo e Kazooie appunto) protagonista del primo capitolo, ma il futuro per l'orso e il "coso" rosso si preannuncia tanto disastrosamente divertente e impegnativo quanto il passato a loro molto prossimo. Gruntilda è tornata, in un modo o nell'altro, ed è decisa a richiedere il suo tributo di morte (proprio così, dimenticatevi teneri fiorellini e apine simpaticose ronzanti nel sole di maggio) per riuscire ad avere nuovamente la meglio sugli eroi Rare. Siete pronti a tornare in azione?
Banjo Tooie riprende le fila del discorso proprio là dove il primo Banjo & Kazooie ci aveva abbandonati. I nostri due protagonisti, rimasti praticamente inalterati rispetto alla prima escursione nella Gruntilda's Lair, possono contare fin da subito sull'esperienza maturata durante l'estate del '98, contando quindi su di una serie di movenze di base decisamente ampia che, comunque, può essere messa nuovamente in pratica grazie al minilivello introduttivo guidati da Bottles (la talpa-cicerone del primo Banjo & Kazooie).
La struttura di gioco appare largamente riciclata da quanto già visto nell'immediato passato: prende quindi i suoi Natali da Mario 64 come codice genetico, ma in particolar modo da Banjo & Kazooie e da Donkey Kong 64 per quel che riguarda la gestione dei grossi mondi, il numero di "optional" con cui è confezionato il gioco e la ricchezza delle situazioni in cui ci si viene a trovare. Non si legga in maniera univocamente negativa questo "riciclo": Rare non ha effettivamente rivoluzionato nulla con i suoi tre titoli di piattaforme fino a oggi, puntando piuttosto sull'arricchimento estremo di una formula di gioco genialmente licenziata da Sua Signoria Miyamoto.

GLI EROI DEI NOVE MONDI

Come detto in apertura di recensione, Banjo Tooie rappresenta indiscutibilmente il punto di arrivo (Dove vuoi andare oggi?) della produzione Rare per quel che riguarda la complessità e la completezza con cui viene realizzato un gioco di piattaforme. Non potevamo evitare di iniziare il paragrafo dedicato ai nove mondi di Banjo Tooie in maniera differente.
Le avventure dell'orso e del breegull (sinceramente, chiunque sappia esattamente come possa essere tradotto il suddetto termine inglese inerente alla natura di Kazooie, non eviti di segnalarcelo tramite e-mail a: redazione@nextgame.it) li portano a visitare pericolose miniere, affascinanti templi maya, laghi dalle profondità inesplorate (e inesplorabili), piuttosto che parchi del divertimento che tengono davvero poca fede al loro nome, enormi lande preistoriche, tetre e maleodoranti industrie e chi più ne ha... Ognuno di questi mondi/livelli sono, come da tradizione, legati tra di loro da un collagene (leggasi: mappa comune) chiamato questa volta Isle ò Hags, una regione fornita di tutto punto da teletrasporti vari e assortiti per permettere veloci spostamenti tra le entrate dei livelli e una serie di segreti che, a sua volta, porta la Isle ò Hags ad assomigliare a un livello vero e proprio anch'essa.
Dal punto di vista della caratterizzazione i mondi di Banjo Tooie si rivelano azzeccati e assolutamente coinvolgenti: in alcuni casi si potrebbe denunciare una minima manca d'ispirazione, ma si tratta comunque di sparuti quanto inevitabili momenti. Inevitabili perché con il passare del tempo e il proliferare di prodotti simili, offire qualcosa di sinceramente originale è sempre difficile. Nonostante questo alla Rare hanno lavorato sodo e i risultati sono sotto gli occhi di chiunque vorrà versare il giusto obolo al negoziante per acquistare Banjo Tooie. Nuotare nel Jolly Roger's Lagoon, piuttosto che andare alla scoperta dei tanti piani delle Grunty Industries (per dirne due) è decisamente affascinante. Anche e soprattutto per come vengono affrontati ambienti tutto sommato scontati, sia dal punto di vista dello stile grafico che da quello della ricchezza di dettagli e sottigliezze che rendono il tutto davvero divertente e squisitamente... Rare!
Ciò che comunque impressiona maggiormente è lo studio assolutamente maniacale e semplicemente "spiazzante" della struttura dei livelli. La stragrande maggioranza dei mondi di Banjo Tooie è semplicemente enorme nel senso più puro del termine. Al loro confronto le mappe del primo capitolo vengono ridicolizzate, lo stesso Donkey Kong 64 non può far altro che chinare il capo. Quello che più conta è che, comunque, per quanto abnormi i livelli offrono uno studio strutturale curatissimo, quindi con una serie di stanze, corridoi, spazi aperti, specchi d'acqua studiati per intersecarsi tra di loro con grande puntualità e precisione. L'estensione davvero impressionante di ogni mondo è in parte resa più "vivibile" e facilmente gestibile grazie alla presenza di una serie di teletrasporti interni che consentono (una volta scoperti tutti) di raggiungere velocemente i punti più rappresentativi di ogni mondo (eredità, questa, arrivata direttamente da Donkey Kong 64).
Ma per quanto siano strutturati in maniera ottimale, alcuni livelli di Banjo Tooie appaiono forse troppo grossi, risultando mastodontici di fronte al giocatore che, sinceramente, non può fare a meno di cercare sulla Rete o provvedere personalmente per la creazione di mappe da consultare... In questo senso il gioco offre una mole di obiettivi da perseguire davvero impressionante. Si possono passare, nei momenti più avanzati del gioco, alcune mezz'ore senza riuscire a guadagnare neanche un jiggy (ovvero senza portare a termine neanche uno dei dieci obiettivi presenti in ogni livello), pur senza girovagare a vuoto, anzi, continuando a esplorare senza soluzione di continuità le varie zone del mondo.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Dopo mesi di attesa e innumerevoli ritardi Rare ci regala un titolo mastodontico a cui va decisamente stretta l'etichetta di gioco di piattaforme 3D. Banjo Tooie trasuda solidità e completezza da ogni pixel, offrendo una longevità storicamente inedita (quantificabile in una trentina di ore almeno per il completamento al 100% del gioco) e una struttura di gioco talmente arricchita da stordire. Di certo non si può tacciare Banjo Tooie di rappresentare una mera operazione commerciale, tantissime sono, infatti, le ristrutturazioni, gli arricchimenti e gli innesti rispetto al primo Banjo & Kazooie, tali che nessun giocatore può sentirsi defraudato di quanto speso per il cartuccione verde targato Rare/Nintendo. La realizzazione tecnica offre forse l'unico tallone d'Achille di un prodotto estremamente valido, per colpa di un frame rate tutt'altro che stabile. Se quindi Banjo Tooie non si può definire sorprendente quanto il primo "inatteso" capitolo o stravolgente quanto un Mario64, può perlomeno giustamente ambire a entrare perlomeno nei primi posti nella classifica del migliore del genere. Potrò rimanere deluso unicamente chi da Banjo Tooie chiedeva cambiamenti radicali o chi, forse, non è portato per una tipologia di gioco votata all'esplorazione di spazi così incredibilmente vasti e all'affrontare un così alto numero di missioni e diverse situazioni. Per tutti gli altri: sapete cosa dovete fare.