Genere
Azione
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
45,00 Euro
Data di uscita
18/8/2003

Battlebots: Beyond the Battlebox

Battlebots: Beyond the Battlebox Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Azione
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
18/8/2003
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
45,00 Euro

Lati Positivi

  • Divertente
  • Colonna sonora coinvolgente
  • Licenza ufficiale dello show televisivo

Lati Negativi

  • Longevità ridicola
  • Grafica non all'altezza

Hardware

Basta un GameBoy Advance (classico o SP) e una cartuccia originale del gioco per lanciarsi nei feroci combattimenti tra robot di Battlebots: Beyond the Battlebox.

Multiplayer

Fino a un massimo di quattro giocatori in possesso ciascuno di un Game Boy Advance, si possono confrontare nella modalità multiplayer di Battlebots: Beyond the Battlebox, previo acquisto dei necessari cavi link (venduti separatamente) e di una cartuccia originale del gioco per giocatore.

Link

Recensione

Battlebots: Beyond the Battlebox

Dunque ecco la lista della spesa. Una sega circolare in acciaio inossidabile ce l'abbiamo, una batteria agli ioni l'abbiamo presa ieri dalla macchina del vicino di casa. Cosa ci manca? Ah sì, un'armatura in kevlar. Casualmente il nostro negoziante di fiducia l'ha messa in saldo proprio oggi. A cosa mi serve tutto questo? Ma è ovvio, dobbiamo partecipare a Battlebox!

di Emanuele Gesuato, pubblicato il

Non è una novità che alcuni programmi televisivi italiani traggano ispirazione da popolari show americani. In questa categoria ricade anche RobotWars, uno programma andato in onda qualche tempo fa su Italia 1, che non faceva altro che proporre gli stessi contenuti della sua controparte d'Oltreoceano, intitolata Battlebots. Prendete alcuni robot costruiti da alcuni appassionati dell'elettronica, rinchiudeteli in arene da combattimento ricche di ostacoli e infine condite il tutto con scontri tra più robot. Il risultato è un concentrato di quello che ci si troverà a guardare in una qualsiasi puntata di Battlebots. Qualcuno deve aver pensato che questa formula potesse andare bene anche per un videogioco ed ecco che Cave Barn Studios (sviluppatore) e Majesco (produttore) hanno dato alla luce a un nuovo titolo per GameBoy Advance, che sfrutta la licenza ufficiale di Battlebots e nelle intenzioni vuole ricreare su cartuccia la stessa atmosfera che si respirava negli studi televisivi: bot con corazze d'acciaio, armati di seghe circolari sono pronti a darsi battaglia anche sulla piccola console portatile di casa Nintendo.

SFIDA ALL'ULTIMO BULLONE

Lo scopo di Battlebots: Beyond the Battlebox è molto semplice: distruggere tutti gli avversari con qualsiasi mezzo e vi sono varie modalità di gioco che interpretano in maniera diversa questo obiettivo. Nel Torneo si deve prima passare nella fase di costruzione del proprio mezzo: scelto il modello iniziale (lo chassis) che distingue i bot l'uno dall'altro si prosegue nell'acquisto (si ha un limitato budget all'inizio del gioco) delle altri parti (ruote, batteria, armatura, armi e motore). Ognuna di queste ha un proprio prezzo e un peso: infatti, le diverse categorie di robot si distinguono per questo fattore e ci sono dei limiti massimi che non si possono superare. Terminata la spesa si comincia la partita vera e propria. In un'arena piena di ostacoli si deve comandare il proprio bot contro l'avversario, cercando di speronarlo, martellarlo, segarlo: sia fa insomma di tutto per ridurlo a un ammasso di ferraglia.
In caso di vittoria si ottiene un ricco compenso in denaro e talvolta anche qualche motore o batteria gratuiti. Riparati gli inevitabili danni si cerca di migliorare la performance del robot acquistando "gadget" sempre più potenti e si ricomincia contro un nuovo avversario, ovviamente più forte di prima. Se si viene sconfitti le ipotesi sono due: o si hanno i soldi per riparare il veicolo e ritentare la sfida, oppure (in generale) si finisce la partita per cronica mancanza di fondi.

TUTTO QUI?

Una gravissima pecca di Battlebots: Beyond the Battlebox consiste proprio nella longevità del torneo, semplicemente inesistente. L'intero Torneo è suddiviso in quattro categorie che si distinguono tra loro per il diverso peso dei robot che vi sono ammessi e in ogni categoria ci sono quattro robot che devono essere battuti per essere promossi al livello successivo. Ci sono un totale quindi di sedici avversari che aspettano soltanto di essere ridotti a un cumulo di bulloni, ma per far questo ci vuole veramente troppo poco tempo. Esagerando il gioco in questa modalità dura al massimo una settimana. E dopo? C'è la possibilità di guidare un bot precostruito e partecipare alla rissa (Brawl Mode): in questo casi ci si ritrova ad affrontare un massimo di tre altri bot comandati dall'intelligenza artificiale e se ci si stanca anche di questi avversari si può provare ad affrontare fino a tre avversari umani collegati mediante cavo link e in possesso di un GBA con una cartuccia di Battlebots: Beyond the Battlebox. E' solo grazie a queste due ultime opzioni di gioco che la longevità si risolleva un poco (pur non raggiungendo di certo la sufficienza) e questo permette a Battlebots: Beyond the Battlebox di non finire nel dimenticatoio alla velocità della luce.

TECNICAMENTE

Anche dal punto di vista tecnico il gioco non brilla. La grafica non sfrutta le capacità della console portatile Nintendo e soprattutto alcune schermate iniziali sono realizzate veramente male. Questo aspetto si presenta scarsamente curato: le immagini sono poco nitide e rivelano una fase di sviluppo piuttosto frettolosa. Anche i tempi di caricamento non sono così veloci come altri giochi ci hanno abituato e in alcuni punti questo fattore comincia a dare veramente fastidio. Fortunatamente, almeno il sonoro si salva da questa critica impietosa: la colonna sonora è quella del popolare show americano riprodotta su cartuccia e contribuisce nettamente a risollevare il morale durante le varie partite, creando l'atmosfera giusta per un gioco di questo genere. Anche gli effetti sonori sono ben realizzati: simpatica la voce del conduttore televisivo che ogni tanto ci informa candidamente che la nostra creatura è stata trasformata in un barbecue... Sfruttare la licenza ufficiale significa per il videogioco poter proporre tutte le arene, tutti i bot e naturalmente le colonne sonore dalle ultime due edizioni televisive.

UN'OCCASIONE SPRECATA

Dispiace molto, però, che Battlebots: Beyond the Battlebox sia stato oggetto di una fase di sviluppo così approssimativa. Dispiace perché il gioco è divertente. Prendere il proprio bot, costruirlo di proprio pugno e gettarlo nella mischia è estremamente coinvolgente e i produttori hanno avuto una grande idea riproponendo in un videogioco la trasmissione televisiva. Proprio perchè si prende in prima persona la responsabilità del robot il gioco avrebbe potuto rendersi appetibile anche a chi non ha particolarmente apprezzato lo show, ma purtroppo questa idea è stata realizzata male. Con un po' di lavoro in più quest'ultima fatica Cave Barn Studios avrebbe potuto essere un videogioco niente male, mentre invece Battlebots: Beyond the Battlebox è solo uno di quei casi di licenza sfruttata male. Se almeno la longevità potesse vantare qualche punto in più (e in qui si punta un dito d'accusa all'intelligenza artificiale avversaria), il gioco sarebbe stato già molto più competitivo: i nemici invece usano tutti la stessa tecnica e tentano di ribaltare il mezzo comandato dal giocatore per porlo in difficoltà. Scoperto questo, sconfiggere i robot avversari diventa un gioco da ragazzi.

INFINE...

In definitiva Battlebots: Beyond the Battlebox è un gioco che avrebbe avuto le carte in regola per dimostrare quel qualcosa in più e convincere all'acquisto. Così com'è non riesce a distinguersi dalla marea di videogiochi esistenti per GameBoy Advance. Consigliato esclusivamente (magari provandolo prima) agli appassionati del programma televisivo.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Battlebots: Beyond the Battlebox avrebbe potuto essere un gioco veramente divertente. Costruirsi un bot da combattimento, preparalo e gareggiare contro altri avversari in sfide all'ultimo bullone è un'idea interessante per un videogioco. Peccato che la fase di sviluppo non sia stata delle migliori: da una grafica assolutamente insoddisfacente a una longevità ridicola, le ragioni per cui un giocatore dovrebbe acquistare questo titolo si assotigliano brevemente. Un lavoro più curato avrebbe reso Battlebots: beyond the battlebox un titolo appetibile anche a chi non ha particolarmente apprezzato la controparte su tubo catodico. Partecipare in prima persona infatti è tutta un'altra cosa, estremamente più divertente. Così com'è stato sviluppato non possiamo che consigliare il gioco agli appassionati del programma televisivo.