Genere
Sparatutto
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
54,90 Euro
Data di uscita
5/7/2005

Battlefield 2

Battlefield 2 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
Digital Illusions
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
5/7/2005
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
64
Prezzo
54,90 Euro

Lati Positivi

  • Gameplay stellare
  • Splendide mappe
  • Sistema di avanzamento e gestione delle squadre
  • Tecnicamente ottimo

Lati Negativi

  • Interfaccia dei server pesante e lacunosa
  • Richieste hardware elevate

Hardware

I requisiti minimi indicano un PC con processore a 1,7 GHz, 512 MB di RAM, una scheda video con 128 MB di memoria che supporti il Pixel Shader 1.4. Sono inoltre necessari 2,3 GB di spazio libero su hard disk. Il gioco è stato testato su Pentium 4 a 3,0 GHz, con un 1,5 GB di RAM e scheda video ATI X800PRO. Alla risoluzione di 1024x768 con tutti i dettagli al massimo e AntiAliansing 2x la fluidità si è rivelata soddisfacente in quasi tutte le situazioni. Per giocare online è necessario possedere una connessione a Internet, meglio se a banda larga.

Multiplayer

È l'anima del gioco. Due fazioni, composte da otto, sedici o trentadue giocatori possono darsi battaglia in un dodici mappe diverse, online o rete locale, secondo i modi descritti nell'articolo completo.

Link

Recensione

Battlefield 2

Con due genitori di successo come Battlefield 1942 e Battlefield Vietnam, mentre stava per invadere i negozi di mezzo mondo, Battlefield 2 pensava che la strada per l'Olimpo degli sparatutto online sarebbe stata tutta in discesa. Ma far parte di una famiglia così conosciuta porta anche delle responsabilità. E fu così che si chiese: "Sarò all'altezza delle aspettative?". La risposta è qui sotto.

di Stefano F. Brocchieri, pubblicato il

Arrampicarsi in cima a una gru, a decine di metri da terra, per tenere sotto controllo i paraggi con la sicurezza di chi imbraccia un fucile da cecchino, salvo poi abbandonare in un battibaleno la postazione gettandosi nel vuoto e affidando al paracadute il compito di non farci finire spiattellati al suolo non appena si sente odore di guai. Lanciarsi verso un compagno gravemente ferito, incuranti delle pallottole che fischiano tutt'intorno, per cercare di rianimarlo. Starsene soli, sdraiati nell'angolo di una base avversaria, con lo sfintere anale contratto dalla tensione, perché la sostituzione della bandiera rivale con quella della nostra squadra avviene piano, maledettamente piano, e da un momento all'altro potrebbe spuntare un gruppo di nemici vogliosi di giocare a tiro a segno con noi. Prendere un paio di commilitoni e partire a tutta birra in buggy per eseguire l'ordine che il caposquadra ci ha chiesto di compiere tre chilometri a ovest, ma deviare a metà tragitto per lasciarsi andare a un'allegra scampagnata in compagnia. Cercare di ribaltare una situazione tatticamente disperata, lottando sul campo e sforzandosi al contempo di coordinare con lucidità l'operato di altri trentuno uomini, con il contatore dei ticket che si avvicina allo zero a folle velocità. Battlefield 2 è tutto questo e molto di più, in quel mix tra accessibilità action e profondità simulativa che da sempre caratterizza una delle serie più amate dai netgamer su PC.

UN PEDIGREE IMPORTANTE

Digital Illusions dà finalmente alla luce l'atteso seguito di Battlefield 1942 e Battlefield Vietnam, due tra gli sparatutto multiplayer più giocati dall'utenza Personal Computer negli ultimi anni. Per l'occasione, è stato immaginato un conflitto ambientato nell'immediato futuro, che coinvolge tre fazioni, una coalizione mediorientale (la CMO), uno schieramento cinese (l'Esercito di Liberazione Popolare) e l'immancabile contingente americano (la USMC), pronte a darsi battaglia in dodici scenari collocati tra il Golfo Persico e la Cina.
Visto il successo dei predecessori, Battlefield 2 non poteva che proseguire sulle solide basi da loro tracciate, proponendo ancora una volta la collaudata modalità Conquista, presente nelle varianti Assalto, Doppio Assalto e Diretta. Le regole sono quindi le stesse di sempre: per vincere, ciascuna fazione (formata da un massimo di otto, sedici o trentadue giocatori) deve far scendere a zero le risorse dell'altra, i cosiddetti ticket, o prendere il controllo dell'intero territorio, occupando tutti gli avamposti presenti sul campo permanendo nei loro paraggi il tempo necessario per sostituire la bandiera avversaria con la propria.
Come da tradizione, gli avamposti fungono da punto di rientro per i soldati e di rigenerazione dei veicoli. I primi si distinguono ancora per specializzazione (ora sette: forze speciali, assaltatori, tiratori, medici, genieri, supporto e anti-carro) a seconda del kit selezionato dai singoli giocatori, a cui corrispondono armi e accessori differenti. I secondi, presenti come di consueto in gran quantità, permettono di percorrere tutte le vie (terra, aria e acqua) e continuano a rivestire un ruolo centrale visto che il loro impiego oculato può fare facilmente la differenza negli esiti di una battaglia, così come l'intelligente sfruttamento delle postazioni fisse predisposte allo scopo di contrastarli.

L'EQUILIBRIO

Tutti questi elementi possono far pensare a una formula di gioco cervellotica e complicata, caratterizzata da una curva di apprendimento ripida e scoraggiante, ma così non è. Il successo di Battlefield si deve infatti allo splendido equilibrio tra istanze simulative e immediatezza action messo a punto da Digital Illusions, e Battlefield 2 non fa eccezione. Il risultato è un gameplay in cui sono sufficienti poche partite per apprendere le meccaniche di base, e quindi sentirsi immediatamente coinvolti e partecipi, e non basterebbero settimane per sviscerare tutte le sfumature e possibilità.
Sotto questa luce, piuttosto che fattori vincolanti le variabili operanti sul campo rappresentano la sterminata tavolozza di opportunità da cui prende forma una spaventosa libertà d'azione. La presenza di respawn dopo la morte, la facilità con cui si prende possesso, si abbandonano e si guidano i mezzi di trasporto (fatta eccezione per aerei ed elicotteri, che richiedono come al solito lezioni extra di scuola guida), la possibilità di raccogliere i kit di coloro che cadono sul campo e cambiare temporaneamente specializzazione per adeguarsi alle esigenze del momento o quella di adottarne una in pianta stabile quante volte si vuole tra una morte e l'altra, sono solo alcuni indizi dell'orientamento del gameplay. Un orientamento che attribuisce un'importanza capitale alla collaborazione e al gioco di squadra, perché, per quanto ci si possa sentire agili e skillati, in Battlefield 2 da soli non si ha un futuro radioso.

BATTLEFIELD 2K5

Ma questi erano aspetti che si potevano apprezzare anche nelle passate edizioni del franchise. Cosa propone di nuovo Battlefield 2 oltre alle armi e a mezzi dovuti al contesto diverso? Innanzitutto una lunga serie di piccoli ma apprezzabili aggiustamenti, come quelli riguardanti l'interfaccia, mai così snella e intuitiva, il bilanciamento di certe classi (i cecchini non sono più onnipotenti, a certe condizioni medici e genieri sono in grado rispettivamente di curare e di riparare in automatico ciò che li circonda) e la possibilità di compiere uno scatto durante la corsa. E poi un pugno di implementazioni in grado di rendere ancora più appagante l'esperienza di gioco, allargandone il potenziale.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Digital Illusions fa nuovamente centro. Battlefield 2 prende quanto di buono seminato dai fortunati predecessori rendendolo più completo e avvincente da giocare e più spettacolare da guardare. Rinfrescato dalla nuova interfaccia e dal supporto della comunicazione vocale, rafforzato dal buon bilanciamento di kit e mezzi di trasporto, dalle migliorie occorse nella fisica e da una collezione di mappe eccellenti, e reso più intrigante dalle prospettive aperte dall'introduzione delle squadre e della modalità comandante, il collaudato gameplay della serie si presenta in questa occasione in forma smagliante. Già giocatissimo e supportato da una folta comunità di appassionati, Battlefield 2 è destinato facilmente a diventare uno dei punti di riferimento in fatto di sparatutto multiplayer e, grazie al sistema di avanzamento nella carriera, a suggerire quelle che potrebbero essere le future evoluzioni del genere. A fronte di queste qualità non è possibile non provare rammarico per gli errori che Digital Illusions, puntualmente, continua a commettere. Le richieste hardware estremamente elevate e le disfunzioni di un motore di ricerca dei server, che in seguito al rilascio di due patch non hanno trovato ancora una soluzione definitiva, sono inefficienze che con un lavoro di ottimizzazione più intensivo si sarebbero potute evitare.