Vai al forum
Aggiungi alla collezione
- Nuovo
€49,90€ 29,68 - Usato
€ 23,90
Datasheet
- Produttore
- Electronic Arts
- Sviluppatore
- DiCE
- Genere
- Sparatutto
- Distributore Italiano
- Electronic Arts Italia
- Data di uscita
- 25 ottobre 2011
- Data di uscita americana
- 25/10/2011
- Lingua
- Italiano
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Link
Tre volte Battlefield
Provate tutte le componenti del colossal DICE.
A detta di Karl-Magnus Troedsson, direttore generale di DICE, Battlefield 3 è il titolo più grosso mai realizzato dal team di sviluppo svedese. Il prossimo capitolo della serie debutterà sul mercato offrendo il pacchetto base più grande di tutti i colleghi che l’hanno preceduto, da Battlefield 1942 in poi: una campagna in singolo, una in cooperativa e, naturalmente, quello che Troedsson stesso definisce come il vero cuore della proposta, il multiplayer. Siamo volati a Parigi, dove abbiamo potuto mettere le mani su ciascuno di questi aspetti per cominciare a farci una prima impressione complessiva del nuovo colossal bellico di Eletronic Arts.
FALCHI DELLA NOTTE
La prima cosa che abbiamo potuto provare è stata la campagna in singolo. Si trattava di un brano di Operation Guillotine, la missione protagonista dell’impressionante teaser pubblicato pochi giorni fa da Eletronic Arts. Nonostante un evidente e inevitabile scarto con la versione PC, protagonista del filmato, l’assalto in notturna nei panni del soldato americano Blackburn che abbiamo giocato su PlayStation 3 si caratterizzava per un gran bell’impatto complessivo. Circondati da un gruppo di compagni ottimamente modellati e animati, ci siamo lanciati a rotta di collo giù da una collina, mentre il buio della notte veniva squarciato da colpi di mortaio, esplosioni e altre fonti luminose, segnando spesso e volentieri lo schermo con scie, persistenze e altre aberrazioni fotografiche realizzate ad arte, che davano al tutto un look & feel documentaristico decisamente riuscito. La sensazione di essere lì in prima linea, su un campo di battaglia nudo e crudo piuttosto che su un set cinematografico, veniva supportata poi egregiamente dal sonoro, che con le sue urla perse nell’eco della notte e i suoi suoni di armi ed esplosioni cristallini e roboanti ci è parso di qualità davvero eccezionale. Troedsson afferma che in DICE tengono moltissimo a questo aspetto, perché secondo loro rappresenta il 50% dell’esperienza di gioco, e dopo aver provato Battlefield 3 non possiamo che concordare pienamente. Non è tutto oro quel che luccica, nel comparto tecnico, intendiamoci. Texture, shader e vegetazione hanno una resa estremamente altalenante, mentre aguzzando un minimo la soglia di attenzione non si può fare a meno di notare diversi escamotage. Per esempio le ombre dei soldati, che vengono proiettate perfettamente in situazioni “topiche”, nelle quali gli sviluppatori sanno esattamente dove si andrà a posare lo sguardo del giocatore, e sono totalmente assenti in altre. Insomma, DICE è stata molto furba, cercando di massimizzare il comparto visivo in termini di impatto complessivo, per offrire un colpo d’occhio caratterizzato da un grande dinamismo e da una spiccata sensazione di autenticità.
Meno brillante l’impressione che ci ha lasciato la giocabilità, ispirata con fortune alterne ai classici dello sparatutto a sfondo bellico dalla progressione lineare. Fin quando ci si trova in campo aperto, sotto raffiche che arrivano da ogni direzione, le cose appaiono piuttosto gratificanti, specie quando il trambusto attorno a noi si fa bello sostenuto e tocca lottare a denti stretti, con ben pochi riferimenti. Una condizione sottolineata dal blur che invade lo schermo quando si viene feriti, che aumenta opportunamente il senso di precarietà che si respira a pieni polmoni in certi momenti. Quando si ha occasione di lottare un po’ più nello stretto, invece, emergono svariati limiti, come quelli dell’intelligenza artificiale di compagni e nemici. Entrambi appaiono più interessati a seguire il loro copione che a creare situazioni di combattimento dinamiche, come ci hanno dimostrato in più di ogni occasione, quando nel trambusto generale le nostre squadre si sono ritrovate praticamente mischiate, senza che nessuno desse praticamente retta all’altro. Stessa sensazione di pressappochismo lo danno certi snodi nella progressione del livello, come l’irruzione in un appartamento o lo sfondamento in una serie di corridoi, affidati a soluzioni trite e ritrite, peraltro eseguite in maniera scolastica. Insomma, a meno di importanti rifiniture apportate al gioco nelle settimane che lo separano dall’uscita, sembra proprio che quella della campagna di Battlefield 3 sarà una guerra dal viscerale sapore turistico.


).
