Genere
Avventura
Lingua
Italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
9/10/2013

Beyond: Due Anime

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Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment
Sviluppatore
Quantic Dream
Genere
Avventura
PEGI
16+
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
9/10/2013
Lingua
Italiano

Lati Positivi

  • Gameplay vario e intrigante
  • Trama dinamica con 23 finali diversi e buona longevità
  • Espressioni facciali notevoli e ottimo comparto grafico
  • Colonna sonora da brividi

Lati Negativi

  • Gameplay limitante per gli amanti del genere action
  • Tanti Quick Time Event

Hardware

Beyond: Due Anime è disponibile in esclusiva su PlayStation 3. Il gioco può essere utilizzato con il DualShock 3 oppure via tablet e smartphone scaricando l'app gratuita Beyond Touch su iOS e Android.

Multiplayer

È prevista una modalità coop in cui due giocatori possono usare Jodie e Aiden, sia tramite due controller DualShock 3 che via Beyond Touch, con smartphone e tablet.

Modus Operandi

Abbiamo completato l'avventura di Jodie Holmes e Aiden in circa dieci ore grazie a un codice di gioco definitivo offertoci da Sony e usando un DualShock 3. Dopo di che, abbiamo sperimentato il gameplay via smartphone della applicazione Beyond Touch e ripetuto alcune missioni, così da provare a cambiare la trama di Beyond: Due Anime in modo sempre diverso.
Recensione

Reale o paranormale?

La storia di Jodie Holmes, la simbiosi con Aiden, la voglia di vivere e il rapporto con la morte.

di Giovanni Marrelli, pubblicato il

Quello che sicuramente distingue Beyond da qualsiasi altro titolo del panorama videoludico è la presenza di Aiden, l'entità sovrannaturale che accompagna Jodie, volente o nolente, sin dal giorno della sua nascita. Richiamabile in ogni momento dell'avventura con la pressione del tasto Triangolo, Aiden può attraversare muri e oggetti, interagendo con l'ambiente in modi del tutto diversi a seconda della situazione. In questi momenti, il gioco assume i tratti somatici classici di un gioco d'azione in terza persona con completa libertà di movimento per l'entità e la possibilità di gestire la visuale a piacimento con lo stick analogico destro, fluttuando nell'aria in alto o in basso con la pressione dei tasti R1 e R2. Nella maggior parte dei casi, sarà grazie ad Aiden che Jodie riuscirà a superare tutte le difficoltà che gli si presenteranno di fronte: il rapporto di amore e odio fra i due protagonisti viene enfatizzato durante tutta l'avventura e assume un valore sempre più importante, sopratutto nei momenti in cui Aiden si trova a proteggere Jodie facendo da scudo, o curarla convogliando la sua aura su una ferita.

Utilizzando Aiden, è possibile interagire con vari oggetti segnati da un pallino blu, premendo L1 e muovendo gli stick come da indicazioni su schermo: è così che Aiden può aprire porte altrimenti inaccessibili, premere interruttori oppure muovere oggetti, uccidere nemici o possedere dei personaggi, entrando nel corpo di un essere umano così da fargli compiere delle azioni al posto di Jodie. In alcuni momenti, grazie ad Aiden sarà possibile rivivere le memorie di un personaggio deceduto o la storia legata a un particolare oggetto: oltre a essere una componente fondamentale per la storia e lo svolgimento della trama, questa opzione è utile per scovare elementi secondari nascosti nello scenario e individuabili utilizzando Aiden anche in momenti in cui non è espressamente richiesto dal team di sviluppo. Così facendo è possibile scoprire piccoli frammenti secondari sulla trama, utili a capire l'evoluzione del rapporto fra Jodie e l'entità e a immedesimarsi nei personaggi, nelle loro reazioni e nello stato d'animo di ciascuna delle venticinque scene.

Il rapporto fra Jodie e Aiden cambia dinamicamente in base alla scena che si sta vivendo, tenendo conto dell'età e del momento di riferimento nell'arco narrativo, ma rappresenta senza dubbio uno degli spunti più interessanti dell'intera avventura. Quella che viene vista come una maledizione diventerà ben presto l'unico punto di riferimento su cui poter basare la propria esistenza, l'unica certezza, l'unico amico di Jodie.

COME IN UN FILM

Se Beyond riesce così bene a esprimere sentimenti come rabbia, disperazione, speranza, amore, odio, è senza dubbio grazie alla scelta di utilizzare il motion-capture per ricreare una copia virtuale degli attori con tutte le movenze ed espressioni facciali del personaggio originale. L'apporto di due attori eccezionali come Willam Dafoe ed Ellen Page è palese sin dalle prime battute di gioco, grazie alla capacità del team Quantic Dream di ricreare dei modelli poligonali fedeli, delle animazioni realistiche e dinamiche in base allo scenario di riferimento, ma sopratutto dei volti tremendamente espressivi, caratterizzati da espressioni facciali ai limiti del fotorealismo, sempre tenendo in considerazione l'hardware su cui il progetto è stato sviluppato, non certo l'ultima frontiera della tecnologia. Resta il fatto che giocare a Beyond è come assistere a un film in computer grafica, con la differenza che ogni singolo fotogramma è generato in tempo reale dall'engine creato dalla software house e non pre-renderizzato.

Sono pochi i giochi che hanno mostrato una tale attenzione ai dettagli, una cura così minuziosa ed evidente nella realizzazione dei volti e delle espressioni, nelle movenze e nelle reazioni agli eventi: il trucco, se così si può chiamare, è legato alla volontà di Cage di girare ogni singola scena con più take con tutti gli attori allo stesso momento, aspetto che rende realistica la reazione di un personaggio al dialogo con un altro. Vedere gli occhi di Jodie muoversi e cambiare sguardo, espressione e posizione in base alle parole di Nathan ci ha messo i brividi, e non osiamo immaginare cosa sarà in grado di fare il team di sviluppo con un hardware ben più potente come quello di PlayStation 4. In questo, le premesse della tech-demo The Dark Sorcerer mostrata all'E3 ci fanno ben sperare sul futuro dell'industria e sul rapporto fra cinema e videogioco, sempre più uniti in un unico destino.

Sarà possibile utilizzare Aiden nei modi più impensabili: l'entità aiuterà Jodie in ogni momento dell'avventura e può essere richiamata con il tasto Triangolo, interagendo con l'ambiente a seconda delle situazioni. - E3 2012
Sarà possibile utilizzare Aiden nei modi più impensabili: l'entità aiuterà Jodie in ogni momento dell'avventura e può essere richiamata con il tasto Triangolo, interagendo con l'ambiente a seconda delle situazioni.

Certo, Beyond non è perfetto e anche sul profilo grafico si notano delle sbavature, come ad esempio pop-up e frame-rate non proprio costante in alcune parti finali dell'avventura, almeno nel codice review in nostro possesso. Si tratta di elementi che non vanno a intaccare in nessun modo l'esperienza finale e riportati per puro dovere di cronaca, ma è altrettanto vero che, a oggi, Beyond rappresenta uno dei giochi tecnicamente più impressionanti mai visti su PlayStation 3, quasi alla pari con un mostro sacro come The Last of Us.

DUE ANIME PER UNA COLONNA SONORA

Quello che contribuisce a rendere l'atmosfera del gioco intensa e ricca di emozioni è di sicuro la colonna sonora, firmata dal celeberrimo compositore Hans Zimmer, unitosi al team di David Cage dopo la morte del compianto Normand Corbeil. Le musiche scritte da Zimmer sono eccezionali, dense di pathos e capaci di cambiare velocemente il mood della scena con attacchi improvvisi, suoni cupi, orchestrazioni tipicamente hollywoodiane. Anche gli effetti sonori sono degni di nota e il gioco rende al meglio se giocato con un buon impianto surround oppure, come nel nostro caso, con una ottima cuffia surround. Non è niente male (per una volta) il doppiaggio scelto da Sony per il territorio italiano, che può vantare delle buone voci per Jodie in tutte le sue sfumature (dalla tenera età fino alla maturità) e per Nathan, nonché per tutti gli altri personaggi principali del cast. Certo, non siamo ancora ai livelli della produzione originale, né per somiglianza delle voci a quelle di Ellen Page, Willem Dafoe e via dicendo, né per spessore nella recitazione. Per questo motivo, è consigliabile impostare la lingua originale per gustarsi al meglio l'avventura di Beyond: Due Anime, magari con l'aiuto dei sottotitoli italiani per tutti coloro non masticassero adeguatamente l'idioma inglese.

Abbiamo volutamente lasciato per ultima la possibilità di affrontare l'avventura di Beyond: Due Anime in modo alternativo: in primis, il team capitanato da David Cage ha studiato una modalità cooperativa per due giocatori che permette a uno di comandare Jodie e all'altro di prendere possesso dello spirito selvaggio di Aiden, cercando di ricreare fra due amici o fra moglie e marito la stessa simbiosi che c'è fra i protagonisti. E per estendere quanto più possibile il bacino d'utenza del gioco, Quantic Dream ha ben pensato di abilitare l'utilizzo di tablet e smartphone come “controller” principale tramite l'app Beyond Touch, disponibile in veste gratuita su Android e iOS. Questo metodo di controllo permette a tutti coloro non avessero particolare dimestichezza con il DualShock 3 di affrontare l'avventura senza perdersi le diverse sfumature di gioco, un'esperienza che nel corso dei nostri test non ci è sembrata troppo “semplificata” rispetto a quella più tradizionale. Tanto da permettere anche ai giocatori più esperti di affrontare l'intera avventura a colpi di touch-screen, senza mai toccare il pad.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Beyond: Due Anime raggiunge il confine fra due medium, cinema e videogioco, creando un nuovo, importante punto di partenza per l'industria videoludica: l'ultima opera di David Cage è un film interattivo dove ogni scena è diversa, in cui è il giocatore a dirigere i personaggi verso la direzione che più desidera con ben ventitré finali possibili e più di dieci ore di gameplay in cui scoprire la storia di Jodie Holmes, il suo legame con il paranormale e con l'entità Aiden. Un gioco che punta tutto sull'emozione grazie all'incredibile comparto tecnico, a espressioni facciali mai viste in un videogioco e un'esperienza di gioco intrigante, varia ed estremamente appagante. Un capolavoro assoluto nel suo genere che non può mancare nella collezione di ogni possessore di PlayStation 3. Un gioco che non fa sentire la fine di un ciclo, quello di PS3, in vista dell'arrivo di PS4. La next-generation, è proprio il caso di dirlo, comincia da qui.

Commenti

  1. [Alcatraz]

     
    #1
    Cage 1, PS4 0.
    A parte gli scherzi, quanta voglia di sapere cosa bolle nel calderone next-gen di Quantic.
  2. dima_chan

     
    #2
    Voglia di vendermi pure il PC solo per avere questo gioco!
  3. ParadiseLost

     
    #3
    È un gioco che merita. Diverso da tutto quanto visto finora, il che potrebbe far storcere il naso ai giocatori più amanti del genere action. Ma se ci si lascia trasportare dalla storia e dalle emozioni, si resta a bocca aperta.
  4. Tyr-Nemesis

     
    #4
    Giocato e finito.
    Che dire...aspettavo da tanto, troppo tempo questo gioco, dopo l'esaltazione datami da Heavy Rain.
    So che la mia opinione non sarà molto popolare (e lungi da me creare flames o disincentivare all'acquisto del titolo...provatelo!), però qualcosa stavolta non ha funzionato. Mi devo associare al coro di "criitche" che il gioco ha ricevuto: per me, giocatore di vecchia data, Beyond è deludente. Non nel senso di "brutto", ma deludente rispetto alle aspettative.
    Tecnicamente (a parte alcune parti macchinose del gameplay) il gioco è ineccepibile, con tanto di superba performance da parte di Ellen Page. Colonna sonora notevole e realizzazione dei volti da far cadere la mascella.
    Il vero problema, a mio avviso, è proprio la storia. Prima fra tutte, la pessima gestione della timeline. Il continuo saltare da una parte all'altra del tempo crea dei "buchi" che non sono facilmente spiegabili. Quello che dovrebbe essere un "fine" dispositivo narrativo, alla fine finisce per creare confusione nel giocatore. I due capitoli iniziali li ho trovati un po' una "fregatura", senza scendere nei dettagli. Nel mio caso, hanno generato proprio una incomprensione su buona parte della trama che ha anche condizionato le mie scelte. A prescindere dall "'intelligenza" del giocatore, questa è una cosa che non dovrebbe mai accadere, non in questo modo almeno. La mia "interpretazione errata", poi, è stata alimentata da eventi anche successivi altamente scorrelati fra di loro. In certi casi, sembra che non ci sia alcuna correlazione logica fra eventi anche successivi fra loro (prima in un posto, poi in un'altro senza soluzione di continuità...perché?!), con situazioni al limite del paradossale. D'accordo, qui non si cerca il realismo, ma certi personaggi si modificano "improvvisamente" o nascono desideri improvvisi di incontrare altri personaggi.
    Sempre nella parte finale, mi viene in mente una certa situazione dove Jodie sente il bisogno di incontrare una certa persona. Perché? Forse per una scena vista 4-5 ore prima?

    Parlando poi della trama in termini contenutistici e non temporali, nonostante alcuni momenti veramente toccanti (ho trovato riuscitissimo il personaggio di Stan), ho trovato poco curata la relazione fra Jodie e Aiden, oltre al fatto di essere giustificata in maniera piuttosto banale. E poi, situazioni e missioni al limite del casuale, e mi riferisco sempre alla parte finale. Mi sono ricordato di un "certo" momento di Fahrenheit che mi ha interamente rovinato l'esperienza.
    Inoltre, ho trovato eccessivo il numero di comprimari. Le scelte diventano meno "decisive", e diventa anche più difficile legarsi a certi personaggi.

    In generale, mi sembra che una tendenza dei giochi diretti da Cage sia quella di partire sempre alla grande, e poi "degenerare", vuoi forse per la volontà di creare qualcosa di eccessivamente bello, che si trasforma in eccessivamente banale.

    In conclusione, la mia opinione resta che Beyond sia comunque una esperienza da provare, almeno per godere dell'impressionante comparto tecnico. A livello di storia, considero Heavy Rain molto più solido e avvincente.
    Come voto, direi un 6/6.5.
  5. ParadiseLost

     
    #5
    Tyr-NemesisGiocato e finito.
    Che dire...aspettavo da tanto, troppo tempo questo gioco, dopo l'esaltazione datami da Heavy Rain.
    So che la mia opinione non sarà molto popolare (e lungi da me creare flames o disincentivare all'acquisto del titolo...provatelo!), però qualcosa stavolta non ha funzionato. Mi devo associare al coro di "criitche" che il gioco ha ricevuto: per me, giocatore di vecchia data, Beyond è deludente. Non nel senso di "brutto", ma deludente rispetto alle aspettative.
    Ciao Tyr-Nemesis, ogni opinione è sempre bene accetta a patto che sia motivata, come appunto stai facendo.


    Tecnicamente (a parte alcune parti macchinose del gameplay) il gioco è ineccepibile, con tanto di superba performance da parte di Ellen Page. Colonna sonora notevole e realizzazione dei volti da far cadere la mascella.
    Il vero problema, a mio avviso, è proprio la storia. Prima fra tutte, la pessima gestione della timeline. Il continuo saltare da una parte all'altra del tempo crea dei "buchi" che non sono facilmente spiegabili. Quello che dovrebbe essere un "fine" dispositivo narrativo, alla fine finisce per creare confusione nel giocatore. I due capitoli iniziali li ho trovati un po' una "fregatura", senza scendere nei dettagli. Nel mio caso, hanno generato proprio una incomprensione su buona parte della trama che ha anche condizionato le mie scelte.
    Secondo me, la vera particolarità di Beyond è proprio la sua esposizione della trama. Il fatto che non sia lineare e che passi da un momento all'altro della vita di Jodie lo rende "misterioso" e intrigante, ti lascia con dubbi e domande che magari troveranno una risposta subito, magari fra due o tre ore. In alcuni casi, e se ricordi la scena in un bar e la missione subito dopo capisci di cosa sto parlando, ti fa capire perché Jodie ha determinate reazioni con alcuni personaggi. Io ho anche provato a giocare la trama in modo lineare seguendo la storyline, ma secondo me non è la stessa cosa e si perde un po' il fascino della narrativa scelta da Cage.


    A prescindere dall "'intelligenza" del giocatore, questa è una cosa che non dovrebbe mai accadere, non in questo modo almeno. La mia "interpretazione errata", poi, è stata alimentata da eventi anche successivi altamente scorrelati fra di loro. In certi casi, sembra che non ci sia alcuna correlazione logica fra eventi anche successivi fra loro (prima in un posto, poi in un'altro senza soluzione di continuità...perché?!), con situazioni al limite del paradossale. D'accordo, qui non si cerca il realismo, ma certi personaggi si modificano "improvvisamente" o nascono desideri improvvisi di incontrare altri personaggi.
    Sempre nella parte finale, mi viene in mente una certa situazione dove Jodie sente il bisogno di incontrare una certa persona. Perché? Forse per una scena vista 4-5 ore prima?
    Io invece ho trovato che in molti casi, ci sia comunque un legame stretto in base a ciò che tu scegli di fare nel gioco, e ciò che poi si riflette nelle missioni successive. La scena a cui fai riferimento, in effetti, potrebbe lasciare un po' il tempo che trova ma dipende se, come me, hai usato Aiden anche quando non necessariamente richiesto e trovato degli elementi "secondari" nella trama che ti hanno mostrato visioni extra. In quel caso, per me la scena ha avuto perfettamente senso, seppur piuttosto ritardata in termini di storyline.


    Parlando poi della trama in termini contenutistici e non temporali, nonostante alcuni momenti veramente toccanti (ho trovato riuscitissimo il personaggio di Stan), ho trovato poco curata la relazione fra Jodie e Aiden, oltre al fatto di essere giustificata in maniera piuttosto banale. E poi, situazioni e missioni al limite del casuale, e mi riferisco sempre alla parte finale. Mi sono ricordato di un "certo" momento di Fahrenheit che mi ha interamente rovinato l'esperienza.
    Inoltre, ho trovato eccessivo il numero di comprimari. Le scelte diventano meno "decisive", e diventa anche più difficile legarsi a certi personaggi.
    Concordo sul fatto che ci siano forse troppi personaggi secondari e che alla fine, e mi riferisco sopratutto alla maxi-scelta finale, possa esserci un po' di dispersione eccessiva. Ma credo anche che il legame fra Jodie e Aiden invece sia continuamente enfatizzato dall'amore e odio che lei prova per lui, quando vorrebbe che se ne andasse per sempre e quando invece capisce che senza di lui si sentirebbe persa. Il fatto che sia l'unico a non averla mai abbandonata, a esserci sempre e aiutarla in ogni situazione, secondo me non sono elementi da sottovalutare. Certo, avrebbero forse potuto approfondire maggiormente la storia piuttosto che creare alcune missioni, ma tutto sommato la trama di Beyond mi è sembrata comunque ben orchestrata e gestita meglio, a livello di regia, rispetto a Heavy Rain.


    In generale, mi sembra che una tendenza dei giochi diretti da Cage sia quella di partire sempre alla grande, e poi "degenerare", vuoi forse per la volontà di creare qualcosa di eccessivamente bello, che si trasforma in eccessivamente banale.

    In conclusione, la mia opinione resta che Beyond sia comunque una esperienza da provare, almeno per godere dell'impressionante comparto tecnico. A livello di storia, considero Heavy Rain molto più solido e avvincente.
    Come voto, direi un 6/6.5.
    Rispetto la tua opinione ma credo che siano due giochi distinti e separati, per tanto non paragonabili. Cage non ha voluto ricreare la stessa formula di Heavy Rain nonostante sia sempre una sua creatura e l'impronta sia sostanzialmente quella. Le tematiche sono differenti, le atmosfere, la narrazione, l'idea di base. Secondo me non bisogna paragonarlo a Heavy Rain ma tenere in considerazione la sua storia, il suo modo di approcciare al gameplay e all'azione. Per quanto mi riguarda, giocato da solo e poi rigiocato in compagnia, Beyond è stato doppiamente avvincente e non sono stati pochi i momenti di emozione e commozione.


    Ma come tutto, per quanto si tenti di essere al massimo oggettivi, sono pur sempre opinioni personali.
  6. Nox Lucis Caelum

     
    #6
    Tyr-NemesisE poi, situazioni e missioni al limite del casuale, e mi riferisco sempre alla parte finale. Mi sono ricordato di un "certo" momento di Fahrenheit che mi ha interamente rovinato l'esperienza.
    Inoltre, ho trovato eccessivo il numero di comprimari. Le scelte diventano meno "decisive", e diventa anche più difficile legarsi a certi personaggi.
    Hai ragione per il semplice fatto che è un tuo giudizio personale e che tu l'hai vissuto in questo modo; però mi sento in dovere di dire che l'obbiettivo alla fine è anche quello di mostrare la vita di Jodie Holmes e in una intera esistenza ti trovi a interagire con molte persone e quindi tutto quello che è inserito nel gioco ha un senso e un motivo (o cmq io sono riuscito a viverla in questo modo). Alla fine ci viene chiesto di fare anche un passo indietro e considerare a livello complessivo le azioni che sono state compiute.
    Non dico che tu debba cambiare opinione poiché un titolo come questo richiede molto alla interpretazione personale del giocatore e rischia quindi di trovarsi di fronte qualcuno che pretende più coesione o che semplicemente non apprezza lo stile per pura questione di gusti: e arrivati a questo punto nessuna opinione è errata.
    Io a conti fatti ho apprezzato i continui salti temporali e, sebbene, mi sia sentito a livello superficiale meno fautore del mio destino poiché varie scelte non sono state presentate come tali, piccole o grandi che fossero, io ho vissuto (non giocato) l'esistenza di Jodie e Aiden come più mi aggradava e facendo proprio un passo indietro mi sono accorto che la vicenda, nel micro e nel macroscopico, si evolveva esattamente come io volevo che andasse; non mi sono ritrovato mai a dire "Non posso reagire a questa situazione nel modo che vorrei" e qui la recitazione e la qualità tecnica grafica del gioco permette di sentire come vero tutto ciò che accade a schermo.
    Alla fine è rimasto dentro di me un senso di incompiutezza non relativo alla qualità del gioco, ma a tutti i miei errori nei panni di Jodie Holmes: anche in questo trovo una certa forza; non tutto nel gioco è andato bene, ho sbagliato qualcosa a causa delle mie scelte (coscienti e non) e questo è ciò che succede in una vita (molto particolare e travagliata, altrimenti non ci avrebbero fatto intorno una storia ovvio).
    Beyond è un'opera che punta verso un obbiettivo differente rispetto a Heavy Rain e concordo col fatto che non si possano confrontare in maniera pesante; ma oso farlo sotto uno specifico punto di vista: in HR alla fine sebbene sembri più libero io mi sono sentito allontanato dal gioco poichè le scelte erano stampate a caratteri cubitali sullo schermo e per mio personale gusto io non decido di punto in bianco di far crepare il mio investigatore drogato preferito in una rimessa dello sfasciacarrozze a forza di cazzotti da parte di un tipo tutto muscoli fallendo appositamente i QTE, io li faccio tutti giusti e fine e quindi mi trovo a non aver compiuto una vera scelta poichè per decidere le sorti di quel personaggio mi devo allontanare; certo erano già ben fatte le parti in cui dovevi solo decidere rapidamente se fare fuori uno che ti si para davanti o meno, ma erano in minor numero tali eventi; diciamo che HR poneva maggiore attenzione al mondo esterno quando invece Beyond si sorregge maggiormente sulla sua protagonista - e questo intento è sempre stato manifesto da parte di Cage- (questo non significa che non abbia adorato alla follia HR, ma dopo anni e dopo Beyond mi trovo ad affermare che l'approccio di quest'ultimo sia più riuscito per credibilità e immedesimazione, lo ritengo un passo in avanti, addirittura, considerevole).
    Il mio giudizio non è ancora definito perchè come non mai ho bisogno di vedere come la vicenda si sarebbe modificata se avessi compiuto differenti scelte. Voglio infatti rigiocarlo da capo come minimo una volta, fra qualche giorno, modificando interamente la mia condotta e vivendo il tutto con un'altra (calcolata) personalità (duplice, aggiungerei) per poi dedicarmi al raggiungimento di tutti i finali attraverso una qualche guida che di certo spunterà in internet.
    In ogni caso il mio giudizio sta oscillando (se dovessi usare dei numeri, così a caso, solo per rendere l'idea) tra il 99 e il 100.
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