Genere
Puzzle Game
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
29,90 Euro
Data di uscita
7/7/2006

Big Brain Academy

Big Brain Academy Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Genere
Puzzle Game
PEGI
3+
Distributore Italiano
Nintendo Italia
Data di uscita
7/7/2006
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
29,90 Euro

Hardware

La nuova strategia Nintendo si rivolge principalmente al Nintendo DS ed al futuro Nintendo Revolution.

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Speciale

Nintendo UK Software Day: alla scoperta di Brain Training e Big Brain Academy!

Il nonno comincia a non essere più quello di un tempo? Nessun problema, fra qualche mese potrete regalargli un bel Nintendo DS con una copia di Brain Training per rinfrescargli le idee. Sono i non-giocatori come lui il vero obiettivo di Nintendo, che nel suo piano di conquista del mondo (videoludico) sembra riporre grandi speranze (a ragion veduta, tra l'altro) in giochi socialmente utili...

di Simone Gerevini, pubblicato il

È ancora più stupefacente come il titolo sia divertente. Certo, l'abbiamo provato per poche decine di minuti e non possiamo escludere che dopo un mese di esercizi, possa diventare ripetitivo. Ma almeno nei primi minuti, riesce per esempio a rendere divertente l'esecuzione di semplici operazioni aritmetiche, cosa che non è quasi mai riuscita al sistema scolastico italiano. Il come ci riesca è abbastanza semplice: nonostante Nintendo dica di essere alla ricerca di titoli interessanti perché capaci di offrire qualcosa di diverso, Brain Training per accalappiare i giocatori fa leva su uno dei sentimenti che da trenta anni sono alla base del successo del single player e cioè la competizione con se stessi. Questo perché il gioco valuta ogni prova e lo fa in modo abbastanza rude: se non si è a sufficienza veloci e precisi appioppa al cervello del giocatore un'età non proprio di primo pelo. Certo, che cosa voglia dire per esempio avere il cervello di un cinquantasettenne non ci è proprio chiaro (e soprattutto non siamo così sicuri che sia una valutazione di per sé negativa), comunque sapere che ci si può migliorare fino ad arrivare ai venti anni, è motivo sufficiente per impegnarsi anche in cose generalmente distanti dall'idea di divertimento, come l'aritmetica.

ALCUNI ESEMPI

Tra le prove che avranno maggior importanza nel gioco c'è proprio l'esecuzione di semplici calcoli (addizioni, sottrazioni e moltiplicazioni) nel minor tempo possibile e ovviamente, senza commettere errori. E quando parliamo di operazioni semplici, vogliamo proprio dire elementari: 13 + 1, 3 X 3 e così via. Il paradosso di Brain Training è che può pure capitare anche di cimentarsi in non-giochi. Per esempio potrebbe essere necessario leggere un brano ad alta voce. Sta dunque all'onestà del giocatore comportasi come meglio crede e seguire le indicazioni del professor Kawashima alla lettera, oppure cercare più semplicemente di divertirsi. Il titolo comunque dovrebbe garantire una discreta varietà. Sono infatti previsti dodici tipi diversi di esercizi. Tra questi abbiamo anche provato un esercizio che richiede al giocatore di pronunciare il colore di una scritta; la difficoltà, se così si può dire, sta nel fatto che la scritta è il nome di un colore. Ad esempio, di fronte alla scritta rossa "GIALLO", bisogna dire rosso e così via per un certo numero di volte. Un altro gioco provato consiste nello scrivere il numero totale di sillabe che compongono una breve frase. Oppure ci è capitato di dover congiungere senza mai staccare il pennino dallo schermo la lettera A al corrispondente numero 1, per poi passare alla lettera B da legare al numero 2, e così via per metà alfabeto circa. Concludiamo questa breve panoramica sui puzzle di Brain Training con quello che è probabilmente il gioco che ci ha convinto di meno, soprattutto per motivi tecnici. La prova consiste nel leggere e memorizzare per due minuti una lista di brevi parole, per poi scriverne il maggior numero nei successivi 90 secondi. Purtroppo il sistema di riconoscimento ci ha dato qualche problema di troppo e soprattutto è inspiegabile che il gioco non permetta di cancellare le singole lettere. Per esempio con la parola "neve", nel malaugurato caso che il gioco non prenda la seconda "e" e non si riesca a correggerla, bisogna riscrivere la parola da capo. Il dubbio è che per padroneggiare completamente questo esercizio, sarà necessario adattare la propria scrittura alle esigenze del sistema di riconoscimento.

TUTTI IN ACCADEMIA

Molto più immediato appare invece il secondo titolo del genere visto in azione, ovvero Big Brain Academy. Il gioco ruota attorno agli stessi principi, ovvero dei mini-giochi che dovrebbero mantenere ben oliato il cervello. L'approccio è tuttavia molto meno scientifico, e se Brain Training valuta il giocatore attraverso la presupposta età del cervello e propone un vero e proprio programma di allenamento, Big Brain Academy invece fa una stima sul peso della materia grigia dell'utente. Gli stessi giochi sono molto più semplici e adatti anche a un pubblico giovanissimo, visto che non ci sono (per quanto visto, almeno) ne calcoli da fare ne sillabe da contare, ma si tratta piuttosto di puzzle grafici. Può capitare per esempio di dover tracciare una determinata linea per completare un disegno, solo che la copia potrebbe essere posizionata in maniera diversa rispetto all'originale. Oppure scegliere tra due gruppi di monete quello che contiene il valore superione, che ovviamente può anche non coincidere con il gruppo di monete più numeroso.
Un gioco diverso rispetto a Brain Training, forse più tradizionale. Del resto anche Big Brain Academy ha riscosso grande successo in Giappone e questa prima prova, è risultata parecchio divertente. Per giudizi un po' più dettagliati, dovremo attendere ancora qualche mese visto che le uscite non sono proprio vicinissime. Non ci sono ancora date precise sul debutto dei due, ma non usciranno di certo prima di maggio 2006. E, se Big Brain Academy può anche essere un titolo perfettamente giocabile in qualsiasi lingua, l'italiano è fondamentale per esercitarsi al meglio con Brain Training.