Genere
Piattaforme
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
53,90 euro
Data di uscita
23/1/2004

Bionicle

Bionicle Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
Argonaut Games
Genere
Piattaforme
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
23/1/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
53,90 euro

Lati Positivi

  • Sei eroi e sei diversi scenari
  • I più piccini potranno anche apprezzare
  • Animazioni abbastanza fluide

Lati Negativi

  • Brevissimo da terminare
  • Controlli e visuale scomodi
  • Livelli troppo brevi
  • Gameplay ripetitivo
  • Realizzazione grafica e sonora modesta

Hardware

Bionicle non richiede una configurazione hardware all'ultimo grido. Bastano infatti un processore a 700 MHz, 128 MB RAM, poco più di 1 GB libero su Hard Disk e una scheda 3D con 32 MB per giocare alla risoluzione massima senza rallentamenti di sorta.

Multiplayer

Non sono previste modalità di gioco in multiplayer.

Link

Recensione

Bionicle

Alzi la mano chi non ha mai preso in mano un pezzo di Lego. Tutti? Beh, c'era da aspettarselo. Ora alzi la mano chi ha provato almeno una volta un videogioco targato Lego. Così pochi? Anche in questo caso una risposta scontata. Se volete rimediare a questo gap videoludico, Bionicle potrebbe fare al caso vostro... sempre che non siate troppo "vecchi" per giocare con dei robottini di plastica.

di Francesco Destri, pubblicato il

I Lego non avranno forse lo stesso successo di dieci o quindici anni fa (e purtroppo nemmeno il prezzo), ma continuano a rappresentare l'alternativa "giocosa" più valida ai videogiochi, anche se dal '97 ad oggi gli sconfinamenti in ambito videoludico sono stati numerosi (una decina in tutto) e quasi tutti di discreto livello.
E' vero che si sta parlando di titoli rivolti quasi solo a un pubblico molto giovane e alle prime armi con i videogiochi (non stupitevi a vedere sulle confezioni di questi giochi un'età minima compresa tra i tre e cinque anni), e per questo privi di grandi ambizioni soprattutto da un punto di vista tecnico, ma la simpatia dei protagonisti e il background coloratissimo rimangono comunque pregi da non sottovalutare e in linea con le (basse) aspettative del pubblico a cui sono rivolti. Questa volta, dopo le corse di Lego Racers e di Lego Stunt Rally e l'arcade di Lego Island 2: Brickster's Revenge, tocca a Bionicle rinverdire la tradizioni dei titoli Lego con un mix di azione, platform e "guida" che ha tutte le carte in regola per venire incontro ai gusti del pubblico meno esigente e appassionato degli omini gialli che tanta compagnia ci hanno tenuto durante l'infanzia.

I LEGO BIONICI

A dire il vero Bionicle, una serie di scatole di montaggio della collana Lego Technics, non è nuovo a trasposizioni videoludiche. Nel 2001 e nel 2002 infatti Lego Company aveva dato vita rispettivamente a Lego Bionicle: Tales of Tohunga e a Bionicle: Matoran Adventures, due action-platform pubblicati solo per Game Boy Advance di buon successo presso gli appassionati.
Questa volta, però, la casa americana ha fatto le cose in grande debuttando con un titolo multipiattaforma (il gioco è infatti disponibile anche per Xbox, PlayStation 2 e GameCube) molto ambizioso e destinato (almeno in teoria) a far dimenticare per spessore tecnico e varietà di gameplay i precedenti titoli. Iniziamo con un accenno alla trama del gioco, che nonostante riguardi in tutto e per tutto un arcade-platform senza molte ambizioni narrative, ha comunque la sua importanza. La nostra missione prende il via dopo che Makuta, uno spirito del male, ha scagliato un attacco contro i Matoran (i pacifici abitanti di Mata Nui) insieme ai temibili Bohrok, insetti giganti che distruggono qualsiasi cosa gli si presenti davanti. Nei panni di sei Toa, eroi e guerrieri corrispondenti a ciascuno elemento della natura (ma non erano quattro?), dovremo sconfiggere Makuta e far tornare la pace a Mata Nui.
Tutto molto semplice insomma (come da classica tradizione platform), ma come vedremo presto portare a termine il gioco si rivelerà un'esperienza tutt'altro che rilassante. La nostra prima missione ci vede impersonare Toa Tahu (il guardiano del fuoco) che in uno scenario tipicamente vulcanico (rocce e lava incandescente) deve sconfiggere quanti più Bohrok possibili e seguire scrupolosamente le indicazioni di Turaga Vakama, la nostra guida personale che ci accompagnerà lungo tutte le sei missioni del gioco.
Ogni livello, infatti, è caratterizzato da un'ambientazione diversa a seconda del Toa che andremo a impersonare; così Toa Kapaka (il ghiaccio) ci condurrà in uno scenario innevato, Gali Nuva (l'acqua) nelle profondità di un oceano e via di questo passo. Una scelta da premiare sicuramente per la grande varietà di luoghi e situazioni, ma che rimane anche l'unico pregio di un titolo altrimenti deludente sotto quasi tutti i punti di vista.
E' già dalla prima missione, infatti, che ci si accorge dei numerosi limiti di Bionicle, che vanno dallo scomodissimo sistema di controllo e della telecamera virtuale a un gameplay che definire vario sarebbe la più grande bugia dell'anno. A patto che non usiate un joypad, manovrare il Toa di turno con la tastiera si è rivelata una vera e propria fatica sia per l'impossibilità di usare i tasti del mouse per eseguire gli attacchi e interagire con l'ambiente esterno, sia per la scomodità delle visuali, a causa delle quali le situazioni in cui dovremo saltare a casaccio per la limitata visibilità o attaccare un nemico senza vederlo saranno moltissime.

NATI PER SCONFIGGERE... I BOHROK

Neanche il gameplay comunque riesce a convincere. Bionicle, che non vi porterà via più di tre o quattro ore (che si riducono a due se si è già esperti in materia), è caratterizzato sì da una buona varietà di location, ma anche da una ripetitività di azioni estenuante. Nel livello infuocato di Toa Tahu dovremo saltare da una piattaforma all'altra (immaginatevi la frustrazione con una simile visuale!), salvare alcuni Matoran riconoscibili dalle loro grida d'aiuto e uccidere qualche insetto, mentre nei seguenti livelli scenderemo da una montagna a bordo di uno snowboard, esploreremo caverne sotterranee e anfratti sottomarini senza però assistere a nessun grande cambiamento strutturale.
Il tutto infatti si limita a saltare, raccogliere delle celle energetiche e sparare contro i Bohrok di turno e anche se tale ripetitività è consona bene o male a qualsiasi platform, dobbiamo accontentarci di livelli molto ridotti ed estremamente brevi da terminare, di nemici stupidi quasi come i Lego stessi e da un sistema di controllo che invece di essere semplice ed essenziale come il pubblico più giovane e meno esperto richiederebbe, è di una scomodità più unica che rara. L'unico elemento riuscito a livello di gameplay è la possibilità di parare i colpi dei nemici e di assorbirli per ricaricare il proprio livello di energia con l'apposito scudo, un'aggiunta abbastanza originale che però non riesce ad evitare un andamento prolisso e privo di innovazioni che difficilmente troverà estimatori anche tra i giocatori più piccoli e inesperti, che in quanto a platform e arcade possono contare su titoli decisamente più riusciti e allettanti.
Nemmeno l'aspetto realizzativo è degno di nota. La risoluzione massima di 1024x768 e le opzioni grafiche praticamente nulle non permettono di godere di scenari particolarmente dettagliati o spettacolari, e le texture poco curate (basti vedere l'approssimazione con cui è stata realizzata la lava nel primo livello) aggiungono ben poco al quadro finale, in cui si salvano solo qualche bella intuizione (il livello sottomarino) e le animazioni dei Toa, non certo fluide (dopotutto si tratta di robot) ma neanche troppo scattose. Sufficienza risicata anche per il comparto sonoro, che se da un lato ha potuto godere di un doppiaggio italiano di livello decente, dall'altro si contraddistingue per musiche banali ed effetti sonori dal sapore vecchio e stantio. E ora la parola al commento finale.

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
Solo guardando sulla copertina il livello di età a cui è destinato Bionicle non ci sono dubbi sulle poche pretese di questo nuovo titolo prodotto da Electronic Arts e Lego Media, che infatti rimane destinato per l'essenzialità grafico-sonora e per un gameplay ridotto all'osso a un pubblico poco esperto e senza molte ambizioni. Il genere è un platform-arcade in cui ci toccherà sparare, saltare e raccogliere oggetti sparsi lungo i sei livelli di gioco, tragitto che non porterà via più di tre-quattro ore al massimo. A parte la scarsa longevità, a non convincere sono soprattutto il sistema di controllo del nostro alter-ego robotizzato (ne abbiamo a disposizione sei), la realizzazione grafica, la ripetitività del gameplay e un fattore di immersività praticamente nullo se escludiamo la passione che i giocatori più giovani possono nutrire per i Lego. Tirando le somme, siamo di fronte a un titolo tecnicamente modesto, privo di spunti originali, facilissimo da terminare e scomodo da gestire, pur se qualche buona idea (si veda il sistema per acquisire nuova energia) fa capolino qua e là nella quasi desolazione generale. Troppo poco in ogni caso per aspirare alla piena sufficienza, anche perché i platform-arcade della concorrenza dedicati ai giocatori più giovani sono molti e quasi tutti di livello superiore.